Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Zuko (蘇科, Sū kē, oppure (祖 寇, Zǔ kòu) è un maestro del dominio del fuoco nato come principe ereditario al trono della Nazione del Fuoco da Signore del Fuoco Ozai e Ursa. Ha preso il potere dopo la fine della Guerra dei Cent'anni fino alla abdicazione nell'anno 167 DG in favore a sua figlia Izumi. È il fratello maggiore di Azula e della sorellastra Kiyi. Inoltre, grazia a sua madre Ursa, é anche imparentato con Avatar Roku, che era stato il suo bisnonno.

In origine era stato il nemico principale dell'Avatar, dopo che suo padre lo aveva esiliato dalla sua patria e disonorato; l''unico modo per riconquistarsi il suo onore era con la cattura dell'Avatar. La sua caratteristica cicatrice sull'occhio sinistro gli era stata procurata dal proprio padre durante un duello Agni Kai per avergli contraddetto in pubblico. Determinato, il ragazzo dedicò tre anni alla ricerca dell'Avatar fino a trovarlo al polo sud poco dopo il suo risveglio e lo inseguì ovunque.

Dopo alcune sconfitte, mille tormenti personali e grazie al sostegno di suo zio Iroh, Zuko aprì gli occhi e rinnegò suo padre e il suo modello della Nazione del Fuoco, diventando il maestro del dominio del fuoco di Aang e infine anche uno dei suoi migliori amici. Decise di ristabilire il suo onore sconfiggendo suo padre e ponendo fine alla sanguinosa Guerra dei Cent'Anni insieme al Team Avatar. Dopo aver raggiunto il suo scopo e sconfitto anche sua sorella Azula, Zuko prese il suo trono e iniziò a guidare la sua nazione verso un futuro pacifico e aperto.

Ma il suo periodo di regno iniziò già con innumerevoli crisi, specialmente causati dal "Movimento della Ristorazione Armonica" e la "Nuova Società di Ozai". Nonostante tutte le difficoltà Zuko riuscì a mantenere la stabilità e insieme a Aang aiutò a fondare la Repubblica Unita con la capitale Città della Repubblica. Nell'anno 167 DG decise di lasciare il trono a sua figlia Izumi per occuparsi del mantenimento della pace mondiale. Ha partecipato al primo arresto del Loto Rosso e ha cercato di impedire la loro fuga.

(in costruzione)

Storia[]

Gioventù (83 DG -99 DG)[]

Infanzia[]

Nato nell’anno 83 DG, Zuko era il primogenito dell’unione matriarcale tra il principe del Fuoco Ozai e Ursa. Ma già poco dopo la sua nascita suo padre dimostrò soltanto disprezzo verso di lui, dato che, secondo lui, al bambino mancava la “scintilla” negli occhi che era tipico per la maggior parte dei dominatori del fuoco. Per anni l’intera famiglia reale non era neppur sicuro se il bambino era un dominatore del fuoco. Ozai, che vide avere un non-dominatore come primogenito come una vergogna, stava per lanciare il bambino oltre le mura del castello, solo l’intervento di Ursa e i Saggi del Fuoco lo convinse di dargli un’altra chance. Fortunatamente per il piccolo Zuko, poco tempo dopo si dimostrò un dominatore del fuoco e la pace ritornò nella famiglia reale.

La famiglia di Zuko fece diverse vacanze sull’isola di Ember e il ragazzo si riferì a quei tempo come “gli unici momenti in cui erano una famiglia felice”. Quando aveva tre anni, il piccolo Zuko vide un falco che stava attaccando un gambero- tartaruga e si affrettò a salvare la creatura inerme, spinto dal suo desiderio di aiutare i deboli. A con il gambero- tartaruga sicuro nelle sue mani, realizzò però che il falco morirebbe di fame senza la sua preda. Insicuro sulla decisione da prendere, il bambino venne trascinato al largo da un’onda e rischiò di affogare. Venne salvato da suo padre, ma Zuko passò il resto della giornata nelle cure di su madre vomitando acqua salata. La sua famiglia amava anche guardare lo spettacolo “Amore tra draghi” del teatro di Ember. Lui e sia sorella Azula si divertivano a ripetere le scene finali dello spettacolo sula spiaggia, dove Zuko era costretto sempre a fare la parte dello Spirito acquatico oscuro, l’antagonista malvagio. Nonostante questo, Zuko si ricordò volentieri di questi momenti.

Già pochi anni dopo iniziò il suo allenamento nelle arti della spada sotto il maestro Piandao, specializzandosi a combattere con le doppie spade larghe.

Ma col passare degli anni, lui e sua sorella iniziavano a estraniarsi e il ragazzino divella il bersaglio preferito della manipolazione, dei suoi presi in giro e delle umiliazioni di Azula. Ursa amava entrambi, ma favoreggiava Zuko, specialmente quando sua figlia scaricò i suoi problemi e frustrazioni su di lui. Un’ episodio di questo problema ebbe luogo nell’anno 94 nel giardino imperiale: Zuko stava chiacchierando felice con sua madre finché vide sua sorella bruciare dei fuori del giardino. Lo spifferò subito alla madre, dato che pensava che l’azione di sua sorella era semplicemente sbagliata. Quando Ursa in seguito sgridò la principessa, come reazione questa gli bruciò uno dei suoi bottoni. Dopo che Azula era stata mandata via in castigo nella sua stanza, Ursa consolò Zuko, il quale in lacrime si lamentò perché non riusciva a capire perché sua sorella era così cattiva, dato che aveva appunto solo seguito il suo istinto sul giusto e sbagliato.

Qualche mese dopo Zuko e la sua famiglia stavano cenando insieme, quando Azula si vantò per essersi opposto al loro maestro del dominio del fuoco Kunyo, chiamando le sue tecniche “stupide”. Sentendo questo, il Signore del Fuoco Ozai si dimostro d’accordo con questo resoconto e decise di mandare questo maestro incapace su una delle colonie per punizione. Mentre la principessa espresse la sua soddisfazione, Zuko obiettò, notando che Kunyo non era uno stupido e credé che il dominio del fuoco debba iniziare imparando bene le forme di base. Ma suo padre lo zittì prontamente e si dimostrò infuriato per questo comportamento indegno, osare spiegare a sua sorella cosa sia la base del dominio del fuoco.  Ozai chiese allora quante forme del dominio del fuoco in più di lui sua sorella aveva già padroneggiata, ricevendo la riposta che Azula gli era avanti di ben quattordici forme. Non era finita, il Signore del Fuoco inferì ancora, ricordando le volte in cui si stava liberando del ragazzo quando pensava che era nato non-dominatore. Terminò questo discorso severo con la nota che Azula era nata fortunata, mentre lui doveva sentirsi fortunato di essere nato. Tutto questo lasciò indietro il Principe completamente a terra e mentalmente distrutto.

Scomparsa di sua madre[]

Zuko apprende la morte di suo cugino Lu Ten

Quando Zuko ha avuto undici anni, suo cugino Lu Ten, figlio unico di zio Iroh, venne ucciso in combattimento. Iroh ne rimase profondamente sconvolto e per questo abbandonò il suo assedio di oltre seicento giorni di Ba Sing Se. Pochi giorni dopo Azula stava dimostrando le sue abilità di dominio del fuoco e strategia di guerra davanti a suo nonno, il Signore del Fuoco Azulon, che entrambe erano molto superiori a quello di suo fratello. Il monarca però si dimostrò poco impressionato da questa dimostrazione e chiese a suo figlio Ozai di parlagli in privato per chiedergli la vera ragione di questa udienza, mandando via i due bambini. Azula e Zuko però orecchiarono in segreto e vennero a sapere del desiderio di loro padre di essere nominato erede al trono al posto di suo fratello maggiore. La sua giustificazione era quella che il lutto indescrivibile di Iroh e il suo susseguente comportamento irrazionale rischiavano di rendere il suo ritorno incerto e che dovevano pensare a mantenere attivo il lignaggio. Azulon però reagì con furia a queste insinuazioni e dichiarò arrabbiato che Iroh aveva già sofferto abbastanza, ma la sofferenza di Ozai stava solo iniziando.

Rimane in silenzio mentre sua madre porta via Azula

Preso dalla paura, Zuko scappò, ma Azula rimase ad ascoltare affascinata. Il ragazzino si era rifugiato nella sua camera per cercare di dormire, quando entrò sua sorella e lo prese in giro con la notizia che la punizione dichiarata dal Signore del Fuoco per Ozai era quello che lui doveva uccidere Zuko per fargli provare il dolore di perdere il suo primogenito. Sentendo l’agitazione, Ursa entrò e trascinò via Azula dichiarando che era giunto il momento di parlare seriamente. Zuko rimase indietro con le lacrime agli occhi canticchiando “Azula mente sempre. Sempre.”

Sua madre lo saluta prima di scomparire

Più tardi Zuko venne svegliato dalla madre che gli disse che tutto quello che aveva fatto, lo aveva fatto per proteggerlo e lo istruì a non dimenticare mai chi era, non importi come le cose intorno a lui potessero anche cambiare. Ma il bambino era ancora metto intontito dal sonno non capiva tutto, non era sicuro se era stato un sogno o verità.

Quando si svegliò la mattina dopo, gli divenne chiaro che non era stato un sogno e corse freneticamente per i corridoi del palazzo alla ricerca di sua madre. Invece trovò Azula che gli rivelò con un sorrisetto incurante che nonno Azulon era deceduto nel corso della notte e che la Ursa era sparita. Durante l’annunciò continuò a giocare con il pugnale di perle di Zuko (un regalo dello zio Iroh) e lo derise che non c’era più la mamma a proteggerlo per farglielo restituire.

Alla incorporazione di Ozai

Poco dopo il ragazzino trovò suo padre nel giardino e chiese dove fosse sua madre. Non ricevette una riposta a questa domanda e non poté fare altro che abbassare la testa desolato. Pochi giorni dopo ebbe luogo il funerale di Azulon, dove i Saggi del Fuoco incoronarono Ozai come il nuovo Signore del Fuoco, seguendo un’apparente richiesta del monarca deceduto dato sul letto di morte.

Esilio[]

Ha osato sfidare il Signore del Fuoco

Due anni più tardi il giovane, ora principe ereditario al trono, venne invitato da suo zio a un’udienza di guerra con Ozai e alcuni generali. Iroh lo istruì di tacere assolutamente, ma quando uno dei generali propose un piano che coinvolgeva il sacrificio di un reggimento intero di giovani reclute per una manovra di distrazione, Zuko non riuscì a trattenersi e si oppose apertamente a una strategia del genere, ripudiandola con come un tradimento del patriottismo delle reclute. Ma il Generale in questione considerò questa opposizione come un grave atto di insulto all’onore e chiese al Signore del Fuoco di poter sfidare il principe a un duello Agni Kai. Il ragazzo accettò, ignaro del fatto che non aveva insultato il Generale, ma suo padre stesso.

Vede arrivare la fiamma di suo padre

Zuko si preparò al duello, sicuro delle sue capacità, ma scoprì scioccato che l’avversario non era il Generale decrepito, ma suo padre, un abilissimo maestro del dominio del fuoco. Si dimostrò subito pentito e si accasciò in ginocchia rifiutando di combattere e implorò suo padre in lacrime di perdonarlo. Ma Ozai dichiarò il suo rifiuto di combattere come un segno inconfondibile di un codardo e l’ennesimo atto di mancanza rispetto e lo avvertì che “imparerà cosa sia il rispetto e la sofferenza sarà il suo maestro”,

Marcato per sempre

Senza pietà alcuna, Ozai passò all'attacco e bruciò il lato sinistro viso di suo figlio, lo derubò del suo diritto natale e lo esiliò dalla sua amata patria. Inoltre dichiarò che l’unico modo per permettergli di ritornare e di riavere il suo onore era dopo aver catturato l’Avatar, che era scomparso quasi cento anni fa. Questo era ovviamente una missione impossibile, ma Zuko si aggrappò con tutte la sua forza a questa flebile speranza per ricuperare tutto quello che aveva perso.

I prossimi due anni Zuko li passò sul mare aperto nella sua incessante ricerca dell’Avatar. Perquisì i Templi dell’Aria per poi estendere la sua ricerca al resto del mondo fino agli angoli più estremi. Il ragazzo venne accompagnato da suo zio Iroh e i due passarono più di due anni su una nave e con un equipaggio limitato. Questi non facevano parte delle guardie imperiali o altre forze speciali, molto probabilmente soldati anche loro esiliati o caduti in disgrazia, oppure accecato dalla prospettiva di servire sotto il famoso Generale Iroh. Mentre Zuko spesso li trattò con estrema rabbia e furia, Iroh considerò questo viaggio una sorta di vacanza estesa.

Libro uno (99 DG-100 DG)[]

per l'Articolo completo leggere Zuko - Libro Acqua

Mentre stava attraversando il mare intorno alla Tribù dell’Acqua del Sud, Zuko e la sua ciurma videro inaspettatamente una colonna di luce innalzarsi nel cielo, il ragazzo era sicuro che quello doveva per forza essere lui, l’Avatar. Quando poche ore dopo vide un segnale di una vecchia nave dell’armata del fuoco, vide come un ragazzo e una ragazza sospetta stavano tornando al villaggio, così ordinò l’attacco. Il principe irruppe senza fare tanti saluti e affrontò Sokka, l’unico guerriero rimasto della tribù, spazzandolo via con una facilità imbarazzante. In seguito esigé la consegna dell’Avatar, che in quel momento ancora pensava fosse un anziano vecchio cento anni, ma dovette riconosce il suo sbaglio quando venne travolto da un ragazzetto impertinente con una freccia tatuata sulla fronte. Il ragazzo si presentò come Aang e si, lui era l’Avatar. Vedendo che i soldati avevano in pugno il piccolo villaggio, Aang si arrese e si consegnò, Zuko promise di non inferire oltre e lo portò via con sé. Purtroppo il dominatore dell’aria riuscì a fuggire mostrando la sua potenza da Avatar e causò danni ingenti alla nave del principe.  

Per riparare i danni, Zuko a malavoglia dovette raggiungere un porto vicino capitanato dall'odiato Capitano Zhao, ora promosso a Comandante, che volle sapere l’origine di questi danni. Il ragazzo voleva ridurre la fermata al minimo per non perdere le tracce dell’Avatar, ma allo stesso tempo non poteva rivelare la verità al rivale. Purtroppo per lui Zhao non si lasciò prendere in giro e senza tanti preamboli si appropriò della missione della cattura dell’Avatar, così Zuko, in momento di furia, lo sfidò a un Agni Kai, por sapendo come era finito quello precedente. Riuscì a vincere grazie agli insegnamenti di suo zio, ma d’ora in poi lui e Zhao erano nemici giurati.

L’inseguimento dell’Avatar si rivelò parecchio ostico, ma una volta c’era arrivato molto vicino sull’isola di Kyoshi. Più tardi Zuko pospose la sua missione per salvare suo zio, rimasto catturato da soldati del Regno della Terra. Poco dopo corse un rischio enorme nel tornare alla Nazione del Fuoco e inseguì Aang fino all’isola dell’Avatar Roku, dove quasi finiva arrestato da Zhao per tradimento. Un’altra volta Zuko assoldò persino dei pirati per aiutarlo, ma anche stavolta i tre ragazzi riuscirono a sfuggirli. La relazione gelida con il suo equipaggio migliorò quando dimostrò grande coraggio salvando il navigatore durante un tifone, dove rinunciò persino all’Avatar per far riparare la nave. Più tardi Zuko si travestì da Spirito Blu per far fuggire Aang dalle grinfie di Zhao, ora Ammiraglio, per poter essere lui quello che consegnerà l’Avatar a suo padre. Quando incontrò June i il suo Shirshu Nyla, gli venne l’idea di far cercare Aang tramite il suo olfatto e ci arrivò ancora un a volta molto vicino.

Zhao scoprì che Zuko era stato l’uomo misterioso che aveva liberato l’Avatar, così assoldò i pirati per assassinarlo facendo esplodere la sua nave, ma il ragazzo riuscì a sopravvivere, seppur ferito. Grazie all’aiuto di suo zio Iroh si rifugiò poi sulla nave di Zhao in veste di soldato semplice per raggiungere il Polo Nord. Zuko usò il caos dell’assedio per raggiungere la terra ferma di nascosto e riuscì a intrufolarsi nella capitale della Tribù dell’Acqua. Lì trovò l’Avatar incosciente, dato che questo si trovava nel Mondo degli Spiriti e, dopo un duello acceso con Katara, riuscì a portalo via. Dopo averlo trascinato attraverso un blizzard, trovò riparo in una caverna e lo legò. Lo spirito di Aang tornò poi nel suo corpo, ma non riuscì a fuggire per via delle corde che lo legavano. Sfortunatamente per il principe, gli amici di Aang lo avevano già trovato e lo salvarono, stavolta Katara vinse la sua rivincita contro di lui. Sarebbe morto di freddo se Aang non avesse insistito a portalo con sé, salvando da sua vita per la seconda volta.

Dopo il ritorno all’oasi della capitale, Zuko riuscì a fuggire e cercò di vendicarsi di Zhao per il tentativo di assassinio. I due dominatori del fuoco si duellavano senza tregua, ma il duello non trovò una conclusione, dato che in quel momento La, spirto dell’oceano, si vendicò di Zhao per l’uccisione della sua compagna Tui, spirito della luna, e lo trascinò via con sé. Zuko e Iroh riuscirono a fuggire su una zattera e raggiunsero terra ferma dopo ben tre settimane sul mare aperto.

Libro due (100 DG, primavera)[]

per l'Articolo completo leggere Zuko - Libro Terra

Per via delle loro azioni al Polo Nord, Zuko e Iroh vennero considerati traditori per la Nazione del Fuoco e Ozai mandò sua figlia Azula per catturarli e di ritrasportarli in patria come prigionieri. Il Principe esiliato ritrovò sua sorella inaspettatamente dopo essersi ripreso dal lungo viaggio in mare e fu sorpreso dal racconto che suo padre lo voleva accogliere di nuovo come suo figlio. Al contrario di suo zio, che rimase subito scettico di questa storia, Zuko le credette e accettava di venire con lei. Ma quando stavano per salire sulla nave di Azula, il suo capitano per sbaglio li chiamò "prigionieri", il che li avvertì del pericolo e, dopo una breve schermaglia, riuscirono a fuggire. Durante la fuga Zuko e Iroh si tagliarono i loro codini da nobili per poter nascondersi nella folla e iniziavano a vivere come fuggitivi. A Zuko questa nuova vita non piaceva per nulla e decise di tornare nei panni dello spirito blu per rubare soldi e viveri. Iroh era contrario a questo atteggiamento e i due iniziarono a dividersi, finché Zuko decise che non aveva più nulla da guadagnare viaggiando insieme e si separò da suo zio.

Zuko si mise in viaggio da solo soffrendo la fame, ma decise di non derubare una giovane coppia incinta. Mentre stava cavalcando, scosso dalla fame e dalla sete, iniziò a sognare di sua madre, ma fortunatamente riuscì a trascinarsi fino a un villaggio del Regno della Terra. Lì finì nel mirino di alcuni soldati meschini e arroganti, ma quando salvò una ragazzino dalla loro furia, venne invitato a casa sua senza rivelare il suo nome. Tra lui e il ragazzino di nome Lee stava nascendo una amicizia, ma questa venne infranta quando il ragazzo venne rapito dai soldati e, per liberarlo, Zuko era costretto a mostrare il dominio del fuoco davanti a tutto. Quando aggiunse anche il suo nome e il suo rango, l'intera popolazione del villaggio gli si rivolse contro e nemmeno Lee lo degnò più di uno sguardo, così Zuko ripartì nuovamente solo.

Il ragazzo seguì sua sorella in segreto che stava inseguendo l'Avatar e si rivelò davanti a loro nel ben mezzo di un villaggio abbandonato. Il combattimento si evolse in una autentica battaglia, Aang non venne raggiunto dai suoi amici e persino Iroh che si unirono contro Azula. La Principessa però rimase calmo e in un momento di distrazione colpì suo zio con violenza per poi usare il risultante casino per fuggire. Vedendo il suo zio a terra incosciente fece scattare Zuko che gridò dalla disperazione e rifiutò l'aiuto di Aang e i suoi amici. Una volta da soli, Zuko si prese cura di suoi zio e quando si risvegliò, lo implorò di perdonarlo e di tornare ad insegnargli per esser pronto ad affrontare sua sorella. Iroh gli offrì di insegnarli la generazione dei fulmini, ma lo stato d'animo del ragazzo non era abbastanza stabile per quello, per cui decise di insegnargli al suo posto il metodo di reindirizzare fulmini. Zuko riuscì presto ad imparare le basi teoriche, ma quando chiese a suo zio di attaccarlo con un fulmine, questo si rifiutò categoricamente. Infuriato e frustrato, Zuko si allontanò per "trovare il suo fulmine da solo" salendo su una montagna nel ben mezzo di una tempesta. Svuotando tutta la sua rabbia contro il mondo gridò alla tempesta di colpirlo con tutto quello che aveva, infondo finora il mondo non si era mai trattenuto con le peripezie per lui. Ma la tempesta non lo ascoltò, un fulmine cadde nelle vicinanze, il suo desiderio non venne esaudito. Esausto e deluso, Zuko finalmente cadde in ginocchio e scoppiò in lacrime.

Lui e Iroh si misero in viaggio per Ba Sing Se e dopo alcune settimane raggiunsero il traghetto per la metropoli dove incontrarono Jet e i suoi amici. Tra l'ex-capo dei Combattenti per la Libertà e il Principe esiliato naque una sorta di amicizia, avendo vissuto esperienze simili, ma purtroppo Iroh si fece tradire come dominatore del fuoco e l'amicizia si tramutò in odio. I due fuggitivi trovarono lavoro in un negozio di tè nell'Anello Inferiore, dove Jet li confrontò poco dopo con l'accusa di essere dominatori del fuoco. Zuko e Jet si affrontarono in pubblico senza usare il dominio, finché Jet non venne portato via dal Dai Li. Il Principe fece parecchia fatica ad adattarsi alla sua nuova vita, ma privò ad uscire con una ragazza, ma non andarono aldilà di un bacio tenero. Poco dopo Zuko seppe della presenza dell'Avatar a Ba Sing Se e che stava cercando il suo bisonte dell'aria Appa, il che lo spinse a voler rubare l'animale dalle grinfia di Long Feng. Iroh riuscì a convincerlo ad abbandonare questa idea e di rilasciarlo, cosa che nel ragazzo causò un conflitto interno talmente forte da causare sintomi fisici come una malattia che suo zio descrisse come "una metamorfosi".

Sembrava che ora avesse finalmente accettato la sua nuova vita, ma un incontro con il Re della Terra si rivelò come una trappola di Azula che voleva nuovamente arrestarli. Purtroppo Zuko non riuscì a sfuggirli e venne arrestato dal Dai Li e buttato nella catacombe della città dove incontrò Katara. La ragazza inizialmente si dimostrò molto ostile, ma quando il ragazzo rivelò che lroo due avevano in comune di aver perso la madre per via della guerra, Katara si dimostrò più compassionevole. Purtroppo neanche quello poté impedire che Zuko poco dopo tradiva suo zio e si univa a sua sorella per combattere contro Aang e Katara per riconquistarsi il suo onore. Nella battaglia Aang venne apparentemente ucciso da Azula e portato via da Katara, mentre Iroh venne arrestato. Azula rassicurò suo fratello che aveva fatto la scelta giusta, poteva tornare in patria come un eroe della guerra, ma in realtà Zuko si sentì molto insicuro e in forte conflitto con sé stesso.

Libro tre (100 DG, estate)[]

per l'Articolo completo leggere Zuko- libro Fuoco (in arrivo)

Fumetti (100-102 DG)[]

Tempo intermedio (102- 171DG)[]

Legenda di Korra (171 DG - 174DG)[]

Personalità[]

Zuko era nato come un bambino che già nei primi anni di vita si era reso conto di non essere il benvenuto da suo padre e che, qualunque cosa faceva, non era mai abbastanza. Continuò ad impegnarsi nella flebile speranza di potersi conquistare l’amore paterno accumulando successi, ma per questo rimase sempre un debole e glielo fece costantemente sentire. Per i suoi gusti Zuko, per essere un degno erede al trono del Signore del Fuoco in tempi di guerra, si era dimostrato troppo gentile, premuroso e mosso dall'empatia. Il ragazzino odiava i soprusi e si preoccupava del destino dei soldati e mentori che venivano mandati via solo per un commento denigrante di sua sorella. Crescendo, queste sue peculiarità vennero sommersi sempre di più dalla frustrazione, dalla rabbia e dalla paura di fallire e di dimostrarsi indegno. Le continue torture da parte di sua sorella servirono solo per accentuare questo suo lato instabile.

Nonostante cercasse di dimostrarsi sempre calmo e pacato, il suo temperamento si mostrava ogni tanto in violenti scatti, ed era quello che, abbinato alla sua empatia innata, lo aveva spinto a commettere l’errore che gli aveva cambiato la vita per sempre: aver contraddetto un Generale del Fuoco davanti al cospetto di suo padre, il Signore del Fuoco. L’ufficiale voleva sacrificare un’armata intera di reclute ignari per una strategia, e questo Zuko non riusciva a sopportare, credendolo “un offesa al senso di patriottismo delle reclute”. Dopo aver appreso la portata della sua azione, cercò di addolcire suo padre inchinandosi e implorando la sua pietà in lacrime, ma questo gli strappò via tutto: il suo titolo, la sua eredità, la sua posizione, il suo onore, inoltre gli bruciò parte del suo viso per memento eterno.  

L’esilio trasformò il ragazzo in un giovane adulto complesso, amareggiato, impaziente, irascibile e cocciuto, ma che in realtà non voleva altro che tornare nella sua patria e di conquistarsi il rispetto di suo padre. Per questo si aggrappò alla sua unica speranza rimasta, ovvero la cattura dell’Avatar, e questa sua disperazione lo trasformò in un nemico acerrimo di Aang e i suoi amici.

Zuko credeva fermamente che la vera forza si ci conquista tramite impegno e sofferenza. In questo senso la sua visione era contraddittoria: da un canto non voleva dipendere dalla fortuna, affermando che era lui stesso capitano del suo destino, ma allo stesso tempo si ripudi infortunato e che il mondo gli era nemico. La sua reazione a questa visione era un volere di ferro e uno spirito indomabile e inflessibile. Era allo stesso tempo calmo e intelligente, ma anche una testa-calda che ogni tanto si lasciava trasportare dalle emozioni. Nonostante la sua educazione militare sembrava avere una avversione contro il ferire le persone senza causa e beneficio per sé stesso, come visto quando accettò di risparmiare la Tribù dell’Acqua del Sud in cambio di Avatar Aang. Ma ogni tanto non pensò alle conseguenze delle sue strategie, come quando riuscì a catturare Aang al Polo Nord, ma decise di fuggire con lui attraverso la glaciale tundra innevata o quando inseguì Aang fino all’Isola di Roku nonostante sia un esiliato che verrebbe catturato nel momento che passava il confine. Questo è una parte di lui che Iroh criticò più volte che lo spinse a calmarsi e di pensare prima di agire, cosa che col passare del tempio, riuscì a fare.

Questa non era la sua unica caratteristica contraddittoria: Si mostrava come un aristocratico dominante e controllante e disprezzò dover lavorare con persone che definiva inferiori, ma allo stesso momento si rifiutava di vedere qualsiasi persona come inutile e superflue. Ripudiava la tattica di sacrificare soldati sani e patriotici un tradimento verso di loro. Nonostante annunciò più volte che per lui la missione di catturare l’Avatar era più importante della sicurezza del suo equipaggio, mostrò segni di compassione nei loro confronti, salvandogli la vita. Durante la tempesta ordinò ai suoi uomini di virare verso un porto sicuro piuttosto inseguire Aang, anche lo aveva appena avvistato.

Nonostante tutti i problemi che aveva subito per colpa di sua sorella Azula, provava ancora un briciolo di fiducia in lei e le diede diverse possibilità di unirsi a lui per trovare la loro madre scomparsa. Arrivò fino a dimostrare un legame sincero con lei, inspirato dalle azioni di Sokka verso Katara. Ma allo stesso tempo era capace di commettere azioni molto aggressive nei suoi confronti, quando, dopo diversi tentativi di farla smettere di combattere, si rifiutò di arrendersi e l’aveva buttata giù una falesia.

Zuko si era mantenuto il suo senso dell’onore anche in esilio ed era capace di mostrare pietà, persino ai suoi nemici. Dopo aver vinto l’Agni Kai contro Zhao, decise di risparmiarlo senza inferire ulteriormente, nonostante che il Comandante prima lo stava attaccando con intento molto aggressivo. Persino dopo aver appreso che Zhao aveva assoldato dei pirati per assassinarlo, Zuko gli tenne ancora la mano per salvargli la vita dalla furia dello Spirito dell’Oceano che lo stava divorando.

Il prospetto di poter tornare a casa e di guadagnarsi l’assoluzione erano stati per anni il suo unico motore, ma dopo aver perso la sua possibilità al Polo Nord, iniziò di provare un intenso senso di disperazione. Si era ritrovato nella situazione peggiore possibile: ricercato come traditore ufficiale della Nazione del Fuoco con Azula come la persecutrice d’elezione e doveva sopravvivere in incognito come un senzatetto nel Regno della Terra. A parte suo zio, che non aveva mai smesso di essergli accanto, aveva perso tutto. La sua prima reazione era quella di diventare un ladro, derubando persino persone che erano stati gentili con lui. Dopo alcune settimane riuscì a guadagnarsi una visione più ragionevole, anche grazie soprattutto a delle discussioni con zio Iroh, dove ricorse a furti solo in casi disperati e mai da persone povere e gentili. Finì persino per proteggere un villaggio da un gruppo di banditi che terrorizzarono gli abitanti, mettendo in gioco la sua salute. In quel momento gli balzò in mente l’ultima frase di sua madre di non dimenticarsi mai chi era, però rivelò la sua vera identità e dovette fuggire nuovamente.

Questi mesi durissimi gli permisero di diventare più paziente, gentile e calcolatore, soprattutto per sfuggire a sua sorella e restare in incognito. Queste caratteristiche divennero dominanti dopo le sue allucinazioni febbrili, in seguito alle quali iniziò a dimostrare una visione più positiva del mondo e della vita. Ma Azula riuscì a manipolare il suo desiderio di amore e riconoscenza fino a fargli tradire zio Iroh, una sorta di figura paterna per lui, e diventare un suo alleato. Continuò ad insistere che era cambiato per davvero, ma questa sua scelta lo rese irrequieto.  

Sembrava che i suoi desideri si erano avverati: era tornato nella sua amata patria, aveva di nuovo una posizione d’onore e rispetto e apparentemente si era guadagnato anche l’amore di suo padre. Ma il suo istinto gli disse che c’era qualcosa che non andava, non doveva essere così la sua grandiosa vittoria. Come conseguenza di questo senso di disconnessione, il suo temperamento tornò a piena potenza e iniziava di dubitare di ogni persona intorno a lui, incluso Mai, e si fece nemico parecchia gente. Più tardi descriverà sé stesso in questo periodo come infuriato con sé stesso, non riuscendo più a discernere il vero dal falso. In quel periodo ricevette che la morte del suo bisnonno gli rivelerà il suo destino. Assumendo che la lettera gli era stata mandata da suo zio lo visitò in prigione, ordinandogli di spiegare il significato di questo messaggio. Iroh gli rivelò che Avatar Roku era stato il nonno di sua madre Ursa e che il conflitto interno del ragazzo faceva parte di quello del suo bisnonno. Il Generale decaduto gli presentò poi il copricapo del Principe Ereditario alla Corona, un artefatto antico e maestoso che un giovane Sozin aveva regalato al suo amico Roku.

La notizia che lui non era stato informato di un importante incontro di guerra mentre sua sorella si, lo rese triste e frustrato, ma reagì con gioia quando un’inserviente arrivò con l’invito di accompagnarlo nella sala delle consulenze, dato che Ozai non voleva iniziare la riunione senza di lui. Rivelò a Mai di sentirsi infelice, nonostante che suo padre ora lo trattava come il figlio perfetto che si era dimostrato durante questa occasione. Aveva cercato di mantenere questa maschera, ma sentiva che non era il suo vero io.

Finalmente, durante gli eventi del Sole Nero, Zuko realizzò che il suo obbligo come erede al trono del Fuoco era quello di ristabilire la pace insieme all’Avatar e di abbattere il regno tirannico di suo padre e dei suoi nonni. La sua decisione e il suo zelo apparirono in un modo inaspettato, decise di confrontarsi con suo padre e rivelò che il suo viaggio da fuggitivo gli aveva permesso di sperimentare in prima persona la miseria e il dolore che La Nazione del Fuoco aveva inflitto al mondo. Aveva scoperto che spargere la grandezza dalla sua nazione non aveva nulla a che fare con la guerra- quella era nata solo da uno spietato desiderio di potere. Gli giurò che farà tutto quello che era in suo potere di spingerlo alla sconfitta. Più tardi cercò di far fuggire Iroh dalla prigione, ma suo zio ci riuscì da solo, così Zuko seguì Aang e gli altri quando questi stavano fuggendo dal Tempio dell’Aria dell’Ovest.

Durante il suo tempo al tempio dell’Aria dell’Ovest, Zuko si pentì delle sue azioni irrispettosi e crudeli e si confrontò con il Team Avatar per chiedere perdono. Quando inizialmente venne respinto, si umiliò volontariamente e si offri come prigioniero- un contrasto enorme con il suo atteggiamento di prima. Rivelò anche le sue abilità strategiche e pratiche, come quando lui e Aang si erano avviati per il tempio del Guerrieri del Sole, dove Zuko usò la sua spada per riflettere la luce del sole per colpire la pietra solare del tempio per permettergli di entrare.

Il tentativo di Zuko di difendere Aang dall’Uomo Combustione dimostrò la sua sincera lealtà per la squadra. Aveva da lungi tempo capito che suo padre non poteva mai ripristinare il suo onore, doveva pensarci lui stesso e s’impegnò di farsi accettare come il maestro del dominio del fuoco dell’Avatar e membro del gruppo. Anche se c’erano ancora cose da sistemare, era diventato molto più composto e aperto di mente; il fatto che stava iniziando ad accettare i suoi sentimenti gli aveva permesso di essere più calmo e empatico, ma rimase severo e duro con Aang nei suoi allenamenti. Dopo essersi unito al gruppo, iniziava persino a sorridere, anche a scherzi fatti sul suo contro. Rimase però sempre il membro del Team Avatar più serio che non accettava errori o buffonate in situazioni critiche.

All’inizio del suo governo come Signore del Fuoco, Zuko era deciso di far pagare la Nazione del Fuoco per i suoi crimini di guerra e di scogliere le colonie nel terreno del Regno della Terra. Ma quando vide con i suoi occhi la situazione a Yu Dao, dove le vite dei cittadini del Regno della terra e i colonialisti proveniente dalla Nazione del Fuoco si erano intrecciati fino ad essere diventati inseparabili, venne scosso da forti dubbi. Ma quando il sindaco Morishita lo chiamò un codardo, devote sé stesso alla protezione della sua gente e il loro mondo di vivere, ritirando ogni supporto al Movimento della Ristorazione Armonica e finendo persino per litigare pesantemente con Aang e Katara.

In quel periodo di tempo Zuko iniziò a soffrire di insonnia cronica, incubi e una sorta di paranoia. Tutto questo venne aggravato quando scoprì che alcuni assassini avevano tentato di toglierli la vita facevano parte della gente che stava cercando di proteggere con così tanto impeto. Alla fine divenne così stressato e disperato che si rivolse persino a suo padre in prigione, dove gli chiese come trattare la pressione che accompagnata il titolo di Signore del Fuoco. Si oppose cocciutamente di accettare l’idea che le decisioni dei un Signore del Fuoco erano assoluti e giusti per definizione, ma quando venne informato di un attacco imminente del Regno della Terra, doveva ammettere che suo padre aveva avuto ragione e, seppur a grande malavoglia, si preparò a una nuova guerra.

Alla fine, fortunatamente, Zuko giunse alla conclusione che la sua instabilità emotiva non era causata né dalla pressione di essere un capo dello stato né le sue scelte che aveva preso per Yu Dao, ma alla sua paura interiorizzata di diventare un tiranno alla stregua di suo padre. Stava per chiedere a Aang di far fede alla sua promessa di ucciderlo se diventasse troppo simile a suo padre, per fortuna questo venne interrotto all’ultimo da una visione di sua madre Ursa che stava piangendo. Si rese anche conto che c’era un lato della sua personalità che non riusciva ancora a capire.

Quando un professore del Regno della Terra gli fece notare le similitudini tra governare una nazione e prendersi cura di una famiglia, Zuko tornò ad essere assalito di dubbi sulla sua qualità di essere un leader, dato che la sua stessa famiglia era stata solo disfunzionale e tossica, in grande parte dovuta alle sue azioni. Iniziò a provare rimporsi e tentò di correggere errori fatti in passato, così liberò Azula dall’instituto di psichiatria e le chiese di aiutarlo nella ricerca di sua madre, permettendole di viaggiare liberamente e con dignità. Questa tentò, dopo una conversazione con Sokka, che le spiegò che lui e Katara nonostante gli occasionali litigi erano una famiglia e che la proteggerà sempre, di cercare di connettersi maggiormente con il suo fratello maggiore.

Ma durante la ricerca di sua madre, Zuko trovò indizi che Ozai forse non era il suo padre biologico e che forse non era neanche l’erede legittimo al trono. Nonostante la sensazione d’obbligo di continuare a servire come Signore del Fuoco si sentì sollevato da questa notizia, dato che credeva che grazie a questa notizia potrebbe ripartire da zero e gironzolare sereno per aiutare la gente senza quel peso di eredità genetica. A Aang questa prospettiva non piaceva, dato che credeva che Zuko doveva restare a capo della sua nazione per guidarla verso una nuova era di pace e amore.

Quando Zuko entrò in contatto con una bambina di nome Kiyi, dimostrò tutte le caratteristiche di un buon padre, riflettendo lo stile di educazione di sua madre e zio. In confronto alla bambina si mostrò curioso, affettuoso e protettivo, come quando gli mostrò la sua bambola e Azula la criticò brutalmente. Sembrava che si stesse gustando la presenza di questa bambina, il che si spiegò quando venne a sapere che era sua sorellastra, da allora rifiutò di usare qualsiasi formalità nei suoi confronti.

Diventando anziano, Zuko divenne molto più calmo e saggio, ma il suo desiderio di proteggere sua famiglia e l’Avatar rimase molto forte. Nonostante questo si conservò la sua tendenza di finire in situazioni leggermente imbarazzanti quando sta conversando con le persone, come visto quando ha rivelato a Tonraq, Eska e Desna che aveva assoldato un assassino per uccidere Aang.

Abilità[]

Dominio del fuoco[]

Spadaccino[]

Altro[]

Trivia[]

  • Alla Emirald City Comi-Con del 2017 Gene Luen Yang affermò che nei tre anni dopo la loro rottura vista in "La Promessa" Zuko e Mai siano tornati insieme, anche ufficialmente non é mai stato mostrato e confermato. Ma questo cementerebbe la teoria che la madre di Izumi sia Mai.
  • Nel primo libro "Acqua" Zuko ha i cappelli neri, mentre nel resto della storia sono castagni scuri.
  • La sua prima azione come nuovo Signore del Fuoco era quella di mandare squadre di ricognizione per trovare sua madre Ursa.
  • Zuko era stato il primo personaggio ad aver ricevuto un'episodio tutto per lui, dove nessun'altro personaggio principale fece un'apparizione: "Il viaggio di Zuko" (in originale: "Zuko alone"). Il secondo personaggio sarà Korra in "Korra é sola" ("Korra alone").
  • Sul volantino per ricercato della Nazione del Fuoco, il nome di Zuko venne scritto con " 祖寇" (tsu kòu, all'incirca "ladro di liniaggio"). Più tardi, in "I racconti di Ba Sing Se" (Tales of Ba Sing Se) si legge 蘇科 (sù ke, trascrizione fonetica, all'incirca "Rango risvegliato"). In "La ricerca, parte uno" invece nella lettera di Ursa per Ikem compare come 豎髙 Shù gáo, letteralmente "alto di statura"). Inoltre il nome Zuko suona molto simile a una parola in lingua Cebuana che vuol dire "arrabbiato", il che gli si adice, specialmente nei primi due libri.
  • Secondo Iroh, Zuko é terribile a fare il tè, ma sembra che fino a "La roccia bollente" sia migliorato, dato che quando fece il tè per i suoi compagni nessuno si é lamentato.
  • Zuko usò la tecnica di re-indirizzamento del fulmine due volte con successo, una volta contro suo padre e una contro sua sorella.
  • Zuko possiede alcune abilità straordinarie: un udito molto fine, la capacità di trattenere l'aria per un periodo esteso e , secondo Iroh, una volta é sopravvissuto tre settimana senza acqua o cibo.
  • Nell'esodio di pilota Zuko doveva avere un falco addomesticato, ma alla fine non é stato aggiunto della serie. Sokka ne aveva uno per una sola puntata.
  • Zuko è l'unica persona nota della Nazione del Fuoco che usa le sua spade nel dominio del fuoco.
  • Secondo "Avatar extras" Zuko é molto bravo a suonare il corno Tsugi, al contrario di Aang che invece faceva pena.
  • Abbiamo visto Zuko piangere cinque volte: in "la tempesta", in "il viaggio di Zuko", "Il dominio della terra", "Il giorno del Sole nero (seconda parte) - L'eclissi" e in "La cometa di Sozin (seconda parte) - Gli antichi maestri".
  • È stato inoltre uno di solo due personaggi che hanno sanguinato: quando Azula lo graffiò in "Potenza e vulnerabilità". L'altro personaggio era Appa.
  • Secondo "Avatar extras" per il secondo episodio, originariamente Zuko si insinuava diventare l'interesse amoroso di Katara, ma entrambi i creatori hanno decretato che non aveano mai voluto rendere quella relazione ufficiale. Ci sono però alcuni gruppi di fan che ignorano questa nozione e sono acerrimi fan della coppia "Zutara" (Zuko+ Katara), i grandi nemici dei "Kataang" (Katara + Aang)
  • Per tutto il libro due vediamo come Zuko perde sempre più massa muscolare, dato che era costretto a vivere come un fuggitivo. Migliorerà nel libro tre, dove lo vediamo molto più in forma.
  • Dato che si era insediato sul trono a soli sedici anni, Zuko è il Signore del Fuoco più giovane conosciuto.
  • Zuko diventerà anche il primo monarca che rinuncerà volontariamente alla sua posizione, il secondo sarà Re Wu. Inoltre Zuko é il secondo Signore del Fuoco noto (dopo suo padre) che non era morto per permettere al suo successore di salire al trono.
  • Il doppiatore di Zuko, Dante Basco, ha doppiato anche suo nipote, Iroh II
  • Zuko é il secondo personaggio che si unisce al Team Avatar nonostante un suo parente gli era nemico, gli altri sono Toph e Asami.
  • Tra lui e Asami ci sono parecchie somiglianze:
    • Entrambi sono membri di famiglie di alta classe che vivevano sotto l'influenza dei loro padri
    • Entrambi si ribellarono a loro dopo aver realizzato che non davano più importanza a ciò che era giusto e non si sentivano più amati da loro.
    • Entrambi hanno avuto la scelta di unirsi all'Avatar per fermare i loro padri oppure di servigli; entrambi scelsero la prima opzione lo fecero usando attacchi basati sull'elettricità.
    • Entrambi sono stati disereditati e condannati a un periodo di povertà per aver seguito il loro cuore.
    • Alla fine sia Ozai che Hiroshi Sato finirono in prigione per le loro azioni.
  • La maschera dello Spirito Blu era nascosto tra la collezione di maschere di Ursa del gioco teatrico "Amore fra draghi" che la donna tenne nascosto dietro a un ritratto di suo marito Ozai per ricordare il suo vero amore Ikem.
  • Zuko e suo nipote Iroh hanno una relazione molto stretta.
  • Grazie alla sua età avanzata, Zuko mantiene il suo titolo di "Lord".
  • Zuko era stato il primo personaggio che ha ricevuto una cicatrice da un parente stretto, il secondo é Lin, ma a differenza della sorella di Suyin, l'azione di Ozai era stata del tutto volontaria.
  • Nonostante la estesa cicatrice da ustione, sembra che il suo dotto lacrimale dell'occhio sinistro sia rimasto illeso.
  • Zuko è l'ultimo sopravvissuto maschile del Team Avatar originale.
  • Già quando, in fase di produzione della serie, si era deciso l'antagonista principale, su suggerimento di Coleman si voleva inserire un personaggio vicino ad esso che però seguiva il Team Avatar. Inizialmente Zuko doveva essere un giovane adulto, ma si scelse di ringiovanirlo e di aggiungere un segno particolare, ovvero la sua cicatrice.
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