Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Yangchen era stata l'Avatar che ha seguito all'Avatar Szeto ed era stato il predecessore di Avatar Kuruk.

Yangchen venne cresciuta al Tempio dell'Avatar dell'Ovest e non vedeva l'ora di dimostrarsi un buon Avatar nonostante la sua inesperienza. Nel corso degli anni della sua vita dimostrò più volte la sua saggezza, determinazione e potenza, spronando la gente di chiamarla in tempi di miseria come se fosse una specie di dea. Nonostante che la cultura dei Nomadi dell'Aria predicava il pacifismo e il rispetto per la vita in generale, Yangchen era temuta anche per la sua volontà di usare anche la forza per assicurare la stabilità e la pace nel mondo se necessario.

Grazie al suo lavoro incessante, durante il suo periodo di vita e oltre non ci furono guerre e la donna venne venerata da persone da tutto il mondo, specialmente nel Regno della Terra. Ma la sua inattività verso il mondo degli spiriti iniziò ad infuriare gli spiriti, il che causò l'ascesa di spiriti oscuri che infestavano il mondo durante la vita del suo successore Kuruk.

Storia[]

Nota: gran parte di questo proviene dal romanzo di Yangchen ed altro materiale extra, inedito in Italia. Nota: alcuni nomi delle città e delle organizzazioni sono traduzioni amatoriali presi dal romanzo in inglese, potrebbero risultare incorretti con la futura traduzione ufficiale)

Gioventù[]

Yangchen nacque e crebbe al Tempio dell’Aria dell’Ovest e già da bambina adorava gli animali che le si avvicinarono di spontanea volontà. Nel Giorno del Legame quasi tutti i vitelli di bisonti volarono da lei, ma lei scelse uno con decisione a cui diede il nome di Nujian.

Da quando poteva pensare, venne assalita da strane visioni e voci che all'età di otto anni diventarono così forti da farla cadere regolarmente in periodi di una grande febbre e divennero quasi crisi epilettiche, dove iniziava a borbottare frasi incoerenti. I guaritori del tempio tentarono di tutto per aiutarla, me senza successo. Col passare del tempo i suoi borbottii sempre più forti e iniziarono a diventare coerenti finché si potevano identificare intere frasi e anche nomi. L’abate Dagmola iniziò a documentare queste frasi nella speranza di trovare in esse qualche significato. Un giorno la bambina iniziò a parlare con Re della Terra Zhoulai che era già morto da tre secoli ma uno dei presenti lo riconobbe, così si giunse alla conclusione che doveva trattarsi di ricordi delle vite passate del piccolo Avatar dove parlava con i suoi compagni. I suoi badanti, specialmente Jetsun, capì che leggerle testi scritti da queste persone la aiutarono a gestire meglio il dolore della bambina, il che divenne particolarmente importante quando stava rivedendo perdite oppure tradimenti delle sue vite passate. In occasioni del genere la sua sofferenza era ancora peggio del solito.

Come risultato di queste esperienze dolorose, Yangchen si rese conto di essere l’Avatar già a undici anni, cinque prima della norma. Gli episodi di crisi diventarono più rari, ma il fatto che ogni tanto stavano ancora avvenendo faceva preoccupare gli anziani Nomadi dell’Aria. Jetsun, che Yangchen vedeva come una sorta di sorella maggiore, cercò in ogni modo di aiutarla, così divenne la sua guida spirituale per poter meditare nel Mondo degli Spiriti. Con l’aiuto dell’abate Dagmola e il bibliotecario Tsering i due fecero il loro prima tentativo nel prato sopra il tempio e grazie ai poteri da Avatar già da sempre latenti in lei, Yangchen ci riuscì al primo colpo.

La prima visita del Mondo degli Spiriti esaltò il piccolo Avatar, ma questo cambiò poco dopo quando s’imbatterono in alcuni Shishi, spiriti dalle sembianze di leoni multicolori. Mentre Yangchen non aveva paura degli spiriti, una delle sue vite passate invece ne era terrorizzata e la ragazzina venne sommersa sa un ricordo potente mentre si trovava ancora davanti a loro. Gli spiriti diventarono oscuri e Yangchen tornò ad essere un’infante, così Jetsun cercò di salvarla e le urlò di svegliarsi. La giovane Avatar riuscì a tornare nel mondo reale mentre sua sorella no, il che era una condanna a morte. Yangchen rimase al fianco di sua sorella fino alla sua dipartita, la quale poi ricevette post-mortem gli onori di Anziana del tempio che aveva dato la sua vita per il ponte tra gli esseri umani e gli spiriti. Dopo il funerale, Yangchen iniziò a fare ricerche sulla identità della vita passate che aveva scatenato questo ricordo, m a non trovo nulla, il che fece nascere in lei l’idea che forse era stata tutta colpa sua.

Primi passi da Avatar[]

Facendo sempre più esercizi mentali con l’Abate Dagmola, Yangchen iniziò ad imparare a controllare meglio i ricordi delle sue vite passate creando una diga resistente tra lei e loro. Alcuni anni dopo ricevette i suoi tatuaggi da maestra del dominio dell’aria e si avviò ad imparare gli altri elementi seguendo il Ciclo degli Avatar. Eseguì il suo primo atto di dominio dell’acqua su una piccola isola nel mare Mo Ce e, come gli altri Avatar, divenne padrone di tutti gli elementi e lo Stato dell’Avatar per mantenere la pace.

Frattura 2 Yangchen contro Vecchio Ferro

Yangchen contro il Generale Vecchio ferro

Prima di partire per la sua missione, gli Anziani raccomandarono il maestro Boma come il suo protettore nel primo tempo, almeno finché poteva vivere da sola. Una sola settimana dopo aver padroneggiato i quattro elementi, Yangchen si mise in viaggio con lui, i suoi due lemuri Pik e Pak e con Nujian per affrontare la sua prima missione da Avatar alla ricca città di Tienhaishi. Il Re della città aveva chiesto aiuto e le rivelò che i suoi chiaroveggenti avevano annunciato per questa sera una grande tragedia in arrivo dal mare. Credendo nella veracità di tale visione, la giovane Nomade dell’Aria si mise in attesa sulla scogliera sul mare per accogliere qualunque cosa le stava venendo incontro. Subito dopo mezzanotte emersa dalle acque in tormento un gigantesco spirito guerriero che emanò una tristezza così forte da quasi sopraffare Yangchen, ma la giovane donna si fece forza e si presentò a lui e gli chiese qual era la causa di tale sofferenza. Come tutta risposta, lo spirito la colpì e la scaraventò a terra, ma l’Avatar non si arrese e lo affrontò in combattimento per impedirgli di raggiungere Tienhaishi in una battaglia che durava tuta la notte.

Frattura 3 Yangchen statua Tianhai

Yangchen e la statua di Lady Tienhai

Prima dell’alba, l’Avatar finalmente riuscì ad atterrare lo spirito che rivelò il suo volto finora coperto da una spessa armatura di ferro e gli disse chi era e cosa voleva. Si presentò come il Generale Vecchio Ferro, un amico antico di una certa Lady Tienhai, che, a differenza di lui, amava gli umani e li difese. Ma ora che aveva saputo che era morta, era convinto che fosse stata uccisa dagli odiati umani, per cui era il suo dovere vendicarla distruggendo questa città per lui abusiva per permettere alla stirpe degli spiriti di continuare ad esistere. Per confermare l’accusa, Yangchen tornò dal Re della città, il quale ammise di aver causato la morte di Lady Tienhai e in quel momento lo spirito tornò alla carica. A vedere come la città stava per essere rasa al suolo, in lei si accese lo Stato dell’Avatar e s’intrapose tra il Generale Vecchio Ferro e il suo bersaglio ricordandogli di essere l’Avatar, il ponte fra i due mondi e lo istigò ad ascoltare la sua idea per una tregua. Lui doveva giurare di non indossare mai più la sua armatura contro l’umanità, almeno non finché questa terra rimarrà libera da ogni civilizzazione umana. In cambio Yangchen costruì una statua in onore della memoria di Lady Tienhai e diede origine un rituale della sua gente di visitarla una volta all'anno per provare che l’umanità era in grado di preservare e proteggere. Finché questa zona rimarrà sacra per i Nomadi dell’Aria, nessuno oserebbe costruire qualcosa qua per scatenare l’ira dello spirito.

Dopo questa battaglia, l’Avatar aiutò la gente di Tienhaishi a trovare una nuova dimora, ma nessuno voleva accoglierli e finirono per dover dormire sulla strada e sui prati. Yangchen si fece la promessa di fare di tutto per salvare le persone sotto la sua protezione e iniziò ad imparare bene le regole della politica per manipolare gli altri. Falsò lettere per creare voci che due famiglie di nobili stavano competendo per i servizi degli artigiani di Tienhaishi e spaventò il marito superstizioso di una governatrice affinché gli aprì i suoi territori. La sua tattica ebbe successo e la gente di Tienhashi venne accolta e si sparse sul continente.

Un’altra missione della giovane Avatar era sull’Isola di Ma’inka dove forze invisibili stavano causando danni al villaggio del clan Saowon. Collaborò con il Duca Zolian e il suo erede Lohi dicendo che le attività cesseranno se la gente starà lontana almeno tre Li dalle gole e caverne dell’isola, dato che questi erano la dimora di spiriti anguilla-fenice [phoenix-eel spirits].

Yangchen spostò al sua attenzione sui mercanti Shang che erano diventati estremamente ricchi e potenti dopo il disastro diplomatico noto come “L’Affare di Platino” [Platinum Affair] di una decina di anni fa che aveva limitato lo scambio di merci tra le nazioni a soli quattro città controllati dagli Shang. L’Avatar si occupò personalmente di procurare un’amnistia per Tayagum e Akuudan, due guerrieri di del capotribù Oyaluk decaduti che erano stati in prigione sin dal quell'avvenimento, gettati lì da lui in persona.

Progetto Unanimità[]

Yangchen e Boma iniziarono un tour attraverso le città degli Shang iniziando a Bin-Er e risiedendo nella chiesa parrocchiale; prima di iniziare lasciò Pik e Pak al Tempio dell’Aria del Nord. A loro si unì Sidao, un Saggio della Terra e ministro per le Relazioni con i Territori Speciali che divenne sempre più una rottura di scatole. Le vennero anche assegnate diverse guardie del corpo di cui non si fidava in questa città di spie. Per un mese Yangchen osservò il porto dall’alto su Nujian e notò come i mercanti stavano violando gli accordi con il Regno della Terra fallendo a controllare il flusso di merci.

Poco prima del suo incontro con i mercanti, la sua residenza venne derubata da un piccolo criminale di nome Kavik. Quando questo venne avvistato, venne brutalmente picchiato nonostante gli ordini dell’Avatar di non ferirlo, il che la spinse a licenziare gran parte delle guardie perché non le obbedivano. Quando Kavik le disse che era molto povero e che era orfano, Yangchen lo lasciò andare e gli diede una certa quantità di soldi. Non fidandosi però, lo inseguì con il suo aliante, così raggiunse casa sua dove viveva insieme ai suoi genitori che incontrò. La coppia mostrò riverenza in confronto dell’Avatar che li rassicurò che era pronta ad ascoltare i problemi della gente comune di Bin-Er. Dicendo che Kavik aveva salvato un pezzo da un ladro, lo usò come pretesto per parlagli in privato per chiedergli perché aveva mentito sul fatto di essere povero e orfano e ammise che ci era cascata pienamente. Gli offrì di lavorare per lei, dato che aveva bisogno di un informante nella città- lui era perfetto perché non dipendeva da nessuno in fatto di soldi o debiti, ma era di un rango abbastanza basso da non suscitare sospetti. A parte quello era anche un eccellente dominatore dell’acqua e un buon bugiardo. Dopo aver deciso a non voler costringere Kavik a seguirla con la forza, tornò dai suoi genitori per annunciargli che diventerà un suo compagno come premio della sua prodezza.

Yangchen spostò la sua dimora temporanea per motivi di sicurezza e finalmente era giunta l’ora del primo incontro ufficiale con i mercanti. Mentre stava marciando per le strada insieme a Nujian e Boma, vennero aggrediti da alcuni protestanti che inizialmente le lanciarono contro frutta marcia, ma alla fine un signore colpì Boma con una brocca di argilla. Questo atto infame la fece arrabbiare moltissimo e rilanciò la frutta marcia indietro nella folla.

Dopo essersi presentata agli shang e a Zongdu Henshe, questi le diedero una lezione sulla storia del loro sistema di governo che per loro era il migliore dell’umanità. Yangchen gli contradisse dicendo che nessun sistema era perfetto e gli ricordò della sofferenza e la miseria che regnava nella città che non poteva essere ignorata. Quando chiese di pagare i lavoratori decentemente e la distribuzione di elemosina, Sidao gli disse che era impossibile, ma Yangchen insistette sul fatto che dovrebbero riformare il loro sistema di carità. La Shang Noehi rispose indignata che qua l’Avatar non possedeva il potere di dargli ordini, il che era il segno che era inutile voler provare a parlare al loro senso di giustizia. Cambiando tattica, la Nomade dell’Aria iniziò a parlare di come il Re della Terra si comportava in casi di tradimento e che aveva notato che i mercanti non si stavano aderendo ai patti riguardo il flusso corretto di merci attraverso la città, insinuando che era in atto una grande economia criminale segreta.

Dopo un incontro in privato con Henshe, affermò di pentirsi di come aveva riportato il messaggio, ma non del messaggio stesso. Chiese poi a Boma di travestirsi da lei per volare in giro su Nujian mentre lei andava a spiare dalla fognatura. In questo ambiente angusto venne pervasa dai ricordi di una vita passata che soffriva di claustrofobia, ma riuscì a liberarsene per poter portare avanti la sua missione e sentì parlare i mercanti di una casa chiamato “Progetto Unanimità” ["Unanimity project"]. Tornò all’hotel coperta di sporcizia e annunciò che si avvierà a Jonduri, un’altra città degli Shang, per scopre di cosa si trattasse di questo misterioso progetto.

Yangchen incontrò Kavik in un salone del tè travestita con un giaccone invernale del Regno della Terra e con una parrucca della Nazione del Fuoco. I due discussero una lettera che il dominatore dell’acqua doveva consegnare al suo agente dove propose di usare la spazzatura per seguire una traccia. Mentre si finse amichevole con i proprietari del locale, Yangchen spiegò che i Shang stavano progettando di avere tra le mani un assetto che gli darebbe una forza illimitata sugli abitanti delle loro città e anche le quattro nazioni. Kavik accettò di aiutarla alla condizione che lei procurasse dei permessi per i suoi genitori di lasciare la città, cosa che lei era ben pronta di fare, ma lo avvertì che potrebbe suscitare sospetti che la sua famiglia stava tramando qualcosa. Dopo essersi assicurata che Kavik non stava lavorando in segreto per Henshe o i mercanti, i due strinsero un accordo.

Nujian Yangchen Kavik

Nujian porta Kavik

Lasciarono la città per raggiungere il Tempio dell’Aria del Nord dove Kavik arrivò a un ospedale che trattava i viaggiatori di Bin’Er. Yangchen dovette giustificarsi davanti all’Abate Sonam di aver portato la sua “spia” qua al tempio, ma poi aiutò a stabilizzare una donna affetta da una febbre incontrollata rifiutandosi di arrendersi. Aiutato dal dominio dell’acqua di Kavik riuscì a salvarla, ma seppe che il figlio della donna era sparito e che forse era quello la causa di questa febbre. I due dominatori si fecero un giro al tempio finché Kavik non incontrò Nujian e volò su di lui per la prima volta. Dopo essersi fermati su una delle torrette del tempio, Kavik notò come Yangchen sembrava essere molto più eroica e serena in compagnia della sua gente, così gli raccontò della sua avventura a Tienhaishi e come la sofferenza di quella gente lo aveva spinta ad imparate la politica per manipolare persone ad aiutarla. Con un sorriso osservò poi come Pik e Pak infastidirono il nuovo arrivato, arrabbiati per essere stati lasciati da soli per così tanto tempo. Quella notte Yangchen scaricò la sua frustrazione per i suoi fallimenti esercitando il dominio sul campo da Palla in Aria.

Sul viaggio per Jonduri, Yangchen lasciò a terra Kavik prima di entrare in città nella cura di Tayagum per poter entrare senza essere scoperta. Si era unita a una delegazione formale del Tempio dell’Aria del Nord e lasciò indietro anche i suoi compagni animali nelle mani di Samten. Quando incontrò la governatrice shang, Zongdu Chaisee, questa la introdusse alle scritture del Guru Shoken e le venne rassicurato che avrebbe implementato una polizia di carità a Jonduri, anche se non riusciva a rispondere a quanto ci metterà. Leggendo tra le righe, Yangchen capì che in realtà la risposta era “mai” e che non terrà mai fede alle sue parole. Disgustata dalle sue allusioni di far “sparire” i suoi rivali, l’Avatar ricevette poi un avvertimento di una situazione urgente con i Saowon sull'Isola di Ma’inka che la costrinse a temporalmente abbandonare queste ricerche.

Dopo essere giunta a destinazione, apprese con rabbia che gli abitanti avevano infranto l’accordo con gli spiriti che avevano maledetti i bambini degli Saowon affinché non si svegliassero mai più da un sonno profondo. Yangchen si avventurò in una profonda caverna dove si accorse dei danni che la casa del clan stavano facendo all’ambiente. Quando incontrò uno degli spiriti anguilla-fenice, un tentacolo la afferrò che le diede una visione di Jetsun intrappolata in una sorta di nebbia misteriosa. Disperata di trovare un nuovo accordo, la Nomade dell’Aria implorò gli spiriti di permetterle di trovare una soluzione migliore della perdita di una intera generazione. Quando tornò al clan Saowon, apprese che nel mondo reale erano passati ben tre giorni e gli consegnò il nuovo accordo dove il clan doveva tagliarsi i capelli per cinquanta anni e accettare tabu e avversità che rovineranno la loro riputazione. L’erede del clan Lohi era furioso, ma Yangchen lo ricordò della alternativa e lo rassicurò che un giorno il suo clan tornerà a prosperare.

Tornò immediatamente a Jonduri dopo aver ricevuto una lettera da parte di Chaisee che affermò di aver catturato la spia dell’Avatar. La cose sembravano strane, dato che incontrò Kavik all'hotel di Tayakum e Akuudan e seppe che Sidao e Qiu erano stata assassinati dall'associazione di Chaisee. Quando si rese conto che aveva inavvertitamente causato la loro morte, la donna scappò via in panico fino a raggiungere la spiaggia di Jonduri. Lì Kavik la incontrò e gli ammise che stava considerando la possibilità di lasciar perdere questa missione, ma il dominatore dell’acqua la incoraggiò a continuare. La monaca eseguì un rito di lutto per Sidao e Qiu per proseguire con la missione dove Kavik si fece assumere a un magazzino per poter rubare la chiave, dato che sospettavano che in quell'edificio venne tenuto un diario con dettaglio sul Progetto Unanimità. Gli spiegò la situazione nella città e gli diede il fischietto per poter chiamare Nujian in caso di necessità se doveva tagliare la corda.  Al suo ritorno dal magazzino, Kavik le disse che si erano sbagliati sul diario e che quel progetto si trovava ancora su una nave di nome Raggio di Sole che doveva portarlo qua dal Porto Tuugaq. Dopo aver affidato ai due guerrieri del Nord la missione di trovare lavoratori al magazzino sottomessi a Chaisee e ordinato a Kavik di restare nascosto, Yangchen si avviò al Porto Tuugaq per porre fine a questo progetto con le sue mani.

Raggiunse l’isola di Shimson senza dormire, ancora terrorizzata da un incubo di Jetsun, ignorando la fame e la stanchezza. Atterrò a una certa distanza dalla città e usò una combinazione tra dominio della terra e dell’aria per potersi intrufolare senza essere vista. Quando camminò per il porto però si rese conto che qualcuno la stava seguendo da tre persone e li mise fuori gioco usando due tipi di dominio, il che la tradì come Avatar. Ora che aveva dei prigionieri doveva portarli da qualche parte, quindi decise di chiedere assistenza all'Ordine del Loto Bianco per poi portare i tre uomini da loro. Incontrando un uomo confuso, gli ripeté il codice segreto che si ricordava da una vita precedente e gli chiese di trovare un membro alto dell’Ordine. Dopo un pasto e una bella dormita le venne presentata una certa “Mamma” che realizzò subito che non conosceva il codice di persona e la criticò per essere troppo appariscente. Queste frasi le fecero capire che anche il Loto Bianco stava facendo delle indagini e le propose uno scambio di informazioni.

Mamma la fermò e le chiese che Avatar voleva essere, facendole notare che dovrebbe illuminare le persone anziché manipolarli, rivelando accidentalmente che sapeva della sua connessione fortissima con la sua vite precedenti. Yangchen era desolata nel sapere che il Loto Bianco era in contatto così stretto con il Tempio dell’Aria dell’Ovest, ovvero casa sua e si agitò molto. Dopo essersi calmata, disse a Mamma che aveva già chiesto aiuto alle sue vite passate e che nessuna di loro voleva essere più passiva per risolvere i problemi. Parlando, riuscì a tirar fuori l’informazione da Mamma che lei stava investigando su strani rumori e luci e, sperando di non pentirsi, le raccontò tutto quello che sapeva sul progetto Unanimità. Mamma era sorpresa e rivelò di non aver visto negli ultimi due mesi nessuna nave di nome Raggio di Sole al porto. Eccitata e energetica, Yangchen le chiese quindi di essere portata in quel posto dove aveva visto quelle luci, pensando a una zona con aumentata attività spirituale, raggiungendo un colle nel centro dell’isola. Yangchen non percepì nessun spirito ma i due notarono strani segni nel suolo coperto dalla neve. Entrando nello Stato dell’Avatar, la donna spazzò via la neve e le due donne scoprirono che questi segni erano una formazione regolare a forma di rete, ma sia Mamma che Yangchen sapevano che nessuna macchina e nessun dominio poteva causare danni del genere.

Yangchen dedusse che si erano semplicemente sbagliati sulla nave Raggio di Sole e tornò a Jonduri. Già prima di arrivarci, Nujian volò dal partner di Kavik, il tiratore scelto Jujinta, che stava suonando il fischietto di bisonte ricevuto dalla Nomade dell’Aria mentre meditava su un prato. Nonostante l’assenza di Kavik, Yangchen prese con sé Tyakum, Akuudan e Jinjinta per tornare a Bin-Er dove incontrò Kavik e Boma che le rivelarono che il Progetto Unanimità in realtà erano tre dominatori del fuoco con una abilità eccezionale (chiamato in futuro dominio della combustione) che erano stati creati per essere usati come armi umane contro il Re della Terra. Scovarono questi tre dominatori della combustione appena in tempo prima che dimostrarono il loro potere contro l’armata della terra in avvicinamento dove Thapa lanciò un raggio di avvertimento contro i soldati mentre Xiaoyun e Yingsu tennero a bada i residenti della città. Il Team Avatar riuscì a raggiungere la posizione di Xiayun dove Yangchen usò una tecnica “vile” per renderlo inerme aspirando l’aria dalla stanza per fargli perdere conoscenza senza ucciderlo. Mentre i due guerrieri lo portarono via, Yangchen ripeté l’azione su Thapa giusto in tempo prima che potesse lanciare una esplosione devastante contro i quartieri della Tribù dell’Acqua. Lì catturarono sia il dominatore della combustione che Henshe stesso, ma catturare Yingsu era molto più complicato.

Yangchen realizzò che qualcosa doveva esser successo si suoi compagni e tornò alla posizione dichiarata di partenza. Kavik la seguì ma fini nel raggio di azione della dominatrice della combustione finendo in pericolo mortale. Jujinta propose di colpirla con una freccia, ma c’erano troppi posti dove il nemico poteva nascondersi, così l’Avatar attirò la sua attenzione ordinandole di arrendersi, ma rimase fuori dallo Stato dell’Avatar in caso dovesse morire. Yingsu lanciò un raggio di combustione alla donna che si salvò grazie alla sua velocità aumentata con il dominio dell’aria e tornò al punto di partenza. Questo raggio però aveva dato a Junjita la sua posizione e la colpì con una freccia sotto la clavicola. Anziché risucchiare l’aria dalla stanza, Yangchen decise di salvare la vita alla donna e la guarì salvandole la vita. Yingsu accettò la misericordia dell’Avatar e si arrese, così anche il terzo membro del progetto Unanimità fu catturato.

In seguito a questo incidente, i shang si ritirarono mentre i monaci del Tempio del Nord arrivarono per assistere alla gente con elemosina e cure. Yangchen finalmente poteva chiedere a Kavik di quella lettera misteriosa mentre credeva di trovarsi ancora al Porto Tuugaq e il dominatore dell’acqua finalmente confessò di averle dato informazioni errate riguardo al progetto, il che distrusse la sua fiducia in lui. La rilasciò come suo compagno di viaggio ignorando le sue suppliche di poterle ancora essere utile grazie alle sue connessioni, ma Yangchen ripartì presto per raggiungere Ba Sing Se e incontrare il Re della Terra Feishan.

I due s’incontrarono in incognito in un locale dove il monaco raccontò di aver sentito storie di palle di fuoco in cielo e ammise che la citta era rimasta vittima della sua stessa avarizia. Dopo aver sentito che il Re si stava lamentando maggiormente per la sua perdita di faccia e tasse, Yangchen lo accusò di aver causato questo per via della sua amministrazione fallata che aveva provocato un peso enorme sui cittadini. Feishan le permise di riformare l’amministrazione quando la donna mentì sul fatto che chiederà a Szeto di occuparsene, rassicurandolo che lei si terrà fuori il più possibile. Il Re della Terra aggiunse che aveva ricevuto un messaggio misterioso prima dell’incidente da parte di Henshe e annunciò di fare qualcosa di terribile se dovesse scoprire chi ne era responsabile.

Yangchen tornò al Tempio del Nord dove vennero tenuti i tre dominatori della combustione in prigioni impossibili da lasciare senza un bisonte volante mentre Henshe stesso si trovava in una stanza del tempio. Thapa si rifiutò di confessare qualsiasi cosa e Henshe le diede solo indizi che Yangchen già sapeva. L’Abate Sonam era arrabbiato con lei per aver trasformato i suoi monaci in guardie di prigione e l’avvertì che potrebbero smetterla di rimanere monaci pacifici se continuarono a gustarsi questo senso di potere su un altro essere umano. Dopo essersi ritirata nella sua stanza, Yangchen si chiese come sarebbe ritirarsi dal mondo per diventare una semplice figura, il che le darebbe abbastanza tempo per trovare Jetsun. Poco dopo arrivò Sonam che le raccontò che avevano trovato il figlio della donna che aveva guarito, il che ricordò a Yangchen la sua missione di salvare gli altri e di non perdere mai la fiducia nelle persone. Promise di far visita alla donna la mattina seguente.

Vita adulta[]

Yangchen dominio aria

Yangchen domina l'aria

Yangchen continuò ad affrontare grandi pericoli con l’aiuto dei suoi compagni anche se una volta uno morì per difenderla. Continuò anche a studiare filosofie antiche, inclusi quelli di Guru Laghima e Guru Shoken. In un punto della sua vita non meglio precisato incontrò il capo della flotta pirata della Quinta Nazione e firmò con lui delle trattative di pace dove i corsari accettarono di lasciare in pace l coste meridionali del Regno della Terra. Prese altri accordi con spiriti, così come nel caso del Camminatore di Cuori sulla montagna di Yaoping.

Avatar Yangchen morì nell'anno 345 BG e si reincarnò in Kuruk della Tribù dell’Acqua del Nord.

Eredità[]

Anche se ancora in vita aveva espresso più volte che odiava l’idea di venir venerata come una sorta di leggenda idealizzata, divenne esattamente quello sia per la gente del Regno della Terra che per i Nomadi dell’Aria che usavano persino pregare a lei per buona fortuna o per chiedere protezione. Su tutto il regno vennero eretti piccoli altari lungo le strade per potersi rivolgere a lei. Col passare degli anni quella venerazione divenne così forte che aggressori pregarono a Yangchen persino quando stavano per affrontare un altro Avatar come per esempio Kyoshi, il che significava chela sua identità di benefattrice si era staccata dal suo essere l’Avatar.

La sua compassione per gli altri divenne una vera e propria leggenda e la caratteristica per la quale venne ricordata. In ricordo del suo accordo con il Generale Vecchio Ferro, i Nomadi dell’Aria portarono avanti la sua tradizione di venerare ogni anno la statua di Lady Tienhai fino a battezzare questo rituale “Festival di Yangchen”. L’isola dove lei aveva usato per la prima volta il dominio dell’acqua divenne un sito sacro per i Nomadi dell’Aria finché il suo successore Kuruk la distrusse accidentalmente. Nei secoli successivi crearono almeno due statue giganti, uno al Tempio dell’Aria dell’Est e uno al Tempio dell’Aria dell’Ovest, la sua casa.

Le decisioni politiche di Yangchen ebbero un impatto durevole e creò un periodo esteso di pace nel mondo, dato che per un’intera generazione dopo la sua morte non ci furono guerre. Anche le comunicazioni tra le quattro nazioni erano diventate molto più aperte di come erano durante la sua gioventù. La Quinta Nazione tenne in onore il suo accordo per tre generazioni finché non venne infranto dal nuovo capitano dei corsari Tulok pochi anni dopo la morte di Kuruk. Le tattiche politiche di Yangchen vennero studiate da studiosi che scrissero vari temi su di loro e che vennero lette tra l’altro anche da Yun quando venne ancora creduto di essere il nuovo Avatar.

Contrariamente alla opinione pubblica, il suo effetto sul mondo non era sempre stato soltanto positivo. Nei vari conflitti tra umani e spiriti, l’Avatar perse spesso la parte degli umani nella sua fiducia in loro che manterrebbero la loro parte di tenersi cura del mondo fisico. Mentre molti umani rispettarono questi accordi, come nel caso della città di Tienhai, molti altri non lo fecero e l’infrangere di queste promesse fece diventare oscuri gli spiriti coinvolti. Questo portò a un sovraccarico di spiriti oscuri durante l’era di Kuruk, di cui lui doveva occuparsi, ma si rifiutò di rivelare la vera causa al pubblico per mantenere limpido il ricordo di Yangchen. Dopo la sua morte, la Nomade dell’Aria ha ammesso di pentirsi di aver dato alle quattro nazioni sempre quello che avevano voluto, ma si era rese conto troppo tardi che nessuno aveva il diritto a prescindere di veder realizzato i suoi desideri. Per avere un equilibrio sincero, gli umani dovevano capire quando non potevano prendersi tutto che volevano dal mondo o dalle altre persone. Le ramificazioni di queste scelte sempre in favore agli umani e a sfavore degli spiriti portò grande sofferenza al suo successore e le pesò molto anche nell'aldilà.

Apparizioni[]

Kyoshi[]

Kyoshi desiderava contattare Yangchen per tutta la sua vita sin da quando sapeva che era l’Avatar, ma a suo grande rammarico non poteva farlo finché non incontrava il suo predecessore Kuruk che invece disprezzava.

Yangchen le apparve per la prima volta in una sorgente termale nella foresta vicino a Yokoya dove l’Avatar della terra inizialmente credeva di parlare nuovamente con Kuruk, ma si accorse scioccata che non era lui, ma una Nomade dell’Aria. La giovane donna credeva quindi che aveva una allucinazione di sua madre Jesa, ma pochi secondi dopo realizzò che invece aveva davanti a sé Yangchen. Dopo aver chiarito il malinteso, la monaca compassionale abbracciò una Kyoshi in lacrime e la rassicurò che tutto andrà bene.

Dopo essersi calmata, Kyoshi la sommerse di domande, dato che era il primo Avatar a poterla guidare veramente e le spiegò i suoi dubbi sul fatto che Kuruk aveva dato la caccia agli spiriti oscuri. Yangchen le spiegò che lui era stato costretto a prendere l’iniziativa in seguito alla politica con cui lei aveva trattato gli spiriti in passato e ammise che ogni Avatar commetteva errori. Percepì la delusione di Kyoshi che però rispose soltanto che era confusa. Yangchen le consigliò di abbandonare l’idea di trovare una riposta facile a tutto, dato che neanche se speserebbe mille anni a parlare con le sue vite passate non verrà a sapere come guidare il mondo in modo impeccabile. Prima di sparire, chiese a Kyoshi di sostituire la tartaruga di argilla che aveva rotto per conservare uno dei relitti tradizionali con cui venivano identificati gli Avatar dell’Aria

Aang[]

Cento anni dopo lo sterminio dei Nomadi dell’Aria per mano di Signore del Fuoco Sozin, Aang cercò Yangchen nel Mondo degli Spiriti mentre si trovava in un come dopo essere stato colpito del fulmine di Azula. Durante il loro breve incontro i due discussero il suo fallimento a Ba Sing Se di proteggere la città dalla Nazione del Fuoco. Yangchen interruppe la tirata di odio per sé del ragazzo e lo convinse a capire che non doveva sentirsi in colpa per i suoi errori, dato che tutti gli Avatar precedenti ne avevano commessi alcuni e ebbero avuto anche loro grandi difficoltà a seguire i loro obblighi. Anche se lei non rivelò a Aang i suoi errori, si dimostrò molto empatica e compassionevole nei suoi confronti.

Yangchen gli spiegò anche il motivo per il quale l’Avatar rinasceva ogni volta come essere umano: per preservare il suo desiderio di salvare l’umanità, l’Avatar doveva percepire compassione verso gli umani e per fare ciò doveva vivere tra di loro. Se invece l’Avatar fosse solo uno spirito onnipotente e immortale che viveva in cima a una montagna, lei o lui non avrebbe ragione di interessarsi degli affari degli umani. Dichiarò che l’Avatar doveva provare forti emozioni come la felicità, la rabbia o la tristezza, per imparare quanto preziosa era la vita umana e capire perché valeva la pena proteggerla. Per quello, con ogni reincarnazione, l’Avatar si sarebbe avvicinato sempre di più al punto in cui capirà cosa voleva dire essere davvero umano.

Aang Yangchen

Yangchen parla con Aang

Alla fine dell’incontro, Yangchen rivelò a Aang che lo spirito dell’Avatar era stato guarito, ma lo avvertì anche del fatto che la sua abilità di entrare nello Stato dell’Avatar era stata interrotta e per ora doveva fidarsi dei suoi amici e non sulle sue vite passate. Mentre il ragazzo si preparava a partire, Yangchen aggiunse che i ricordi di questo viaggio verranno cancellati dalla sua memoria quando si risveglierà dal coma.

Qualche mese dopo, mentre si trovava sulla tartaruga leone, Aang chiese aiuto a Yangchen come ultima spiaggia per trovare una via non violenta per sconfiggere Ozai senza ucciderlo, credendo che un Nomade dell’Aria come lui poteva capire meglio il suo dilemma morale. La donna iniziò bene con la frase che il credo dei Nomadi dell’Aria implicava che ogni forma di vita era sacra, lo ricordò però anche del fatto che l’Avatar non poteva staccarsi dal mondo per raggiungere l’illuminazione spirituale, dato che il suo obbligo verso il mondo lo legava al lui. Concludendo, gli disse che questo obbligo necessitava che lui sacrificasse i suoi bisogni spirituali per poter fare qualsiasi cosa che era necessaria per progettare il mondo. Questa frase, detta da Yangchen, lasciò Aang con l’amaro in bocca.

Due anni dopo Yangchen apparve a Aang a Yu Dao come una figura misteriosa che lo guidò fino su un balcone. Cercò di parlare con lui, ma Aang non poteva sentirla, ma il ragazzo capì che voleva ricordala del Festival di Yangchen previsto per il giorno successivo. Riapparve davanti al ragazzo il giorno seguente quando lui e i suoi amici raggiunsero una fabbrica eretta sul territorio vietato e lo incitò ad investigare intorno alla Raffineria della Terra e del Fuoco dove scoprirono un fiume inquinato. Gli apparve per la terza volta e gli diede una visione in cui un mostro stava per distruggere un villaggio, lasciando ignoto se quello era una visione del passato o del futuro.

Frattura 2 Yangchen parla con Aang

Gli racconta del Generale Vecchio Ferro

Più tardi, mente Aang stava recitando una preghiera per iniziare il pasto celebrativo, apparve nel Mondo degli Spiriti dove si ritrovò davanti a Yangchen e poteva finalmente parlarle. La donna spiegò che gli Avatar erano connessi come una catena e quindi, dato che aveva tranciato il suo legame con Roku, aveva anche danneggiato la sua connessione con tutti gli altri Avatar prima di lui. Aggiunse però anche che rituali come questo pasto celebrativo potevano fungere come canale temporaneo, per cui ora potevano parlare liberamente. Iniziò a raccontare della sua avventura con lo spirito Generale Vecchio Ferro, ma prima che potesse arrivare ai dettagli del suo accordo, la meditazione di Aang venne interrotta da una forte scossa di terremoto.

Aang riparò la connessione tranciata ricreando il medaglione del fuoco sulla sua catena di meditazione e, dopo essere riconciliato con Roku, tornò da Yangchen per chiedere urgentemente di finire la sua storia. Questa esaudì la sua richiesta e alla fine del racconto confermò che tutto quel ferro scavato dalla terra era in realtà l’armatura del Generale Vecchio Ferro e lo avvertì che il suo ritorno era imminente. Mentre Yangchen si lamentò del fatto che anche questa promessa era stata infranta, Aang propose di sotterrare l’armatura di nuovo e di ridurre la terra sacra al suo stato originale. Non ricevette nessun commento a tale proposta, Yangchen lo spinse soltanto a tornare velocemente dai suoi amici.

Korra[]

AvatarsandAang

Yangchen dietro a Roku

Yangchen, al fianco delle altre vite passate, apparve a Korra quando Aang le ridiede i suoi domini persi per mano di Amon come rappresentazione dell’abilità di Korra di connettersi ora con le vite passate.

Mentre Unalaq le strappò Raava, Korra vide Yangchen nel suo posto nella fila degli Avatar, ma al quinto colpo di suo zio il suo spirito venne disintegrato e la connessione fu persa per sempre.

Personalità[]

Yangchen era stata una donna empatica che incoraggiava le persone intorno a lei e viene ricordata per la sua immensa compassione. Dava molto valore alla sua famiglia e i suoi amici e, se vedeva che venivano minacciati, poteva diventare molto arrabbiata. Disprezzava la violenza inutile specialmente se era combinata con crudeltà.

La sua condizione di rivedere le vite degli Avatar del passato ebbe un grande impatto sulla sua sanità mentale che poteva somigliare a volte a una condizione di schizofrenia. Lei stessa ha ammesso che “queste voci non finirono mai” e doveva aggrapparsi alle fondamenta dal suo essere per non perdersi in questi ricordi e mantenere il senso della realtà. Questo andò avanti persino nell'età adulta nonostante avesse imparato a controllarsi, finendo in periodi di possessione e panico. La sovrapposizione di lei e delle sue vite passate divenne così significativo che gli spiriti di Ma’inka la descrissero come un “involucro vuoto”.

Il fatto di rivedere costantemente questi frammenti caotici delle sue vite passate portarono a una stanchezza continua e la sensazione di essere intrappolata in una sorta di ruota infinita: come ogni Avatar prima di lei scelse di voler aiutare il prossimo per migliorare il mondo, ma era anche a conoscenza che ogni Avatar aveva in qualche modo fallito e che la sofferenza non svanirà mai. Ogni tanto ebbe difficoltà a trovare lo stimolo necessario per continuare a lottare e desiderò in segreto di poter fuggire da tutti e tutto.

La cosa che la frustrò maggiormente era la apparente inabilità del genere umano di imparare dai suoi errori, come per esempio quando rompevano continuamente gli accordi con gli spiriti o preferire guadagni immediati a soluzioni duratori. Per via della sua visione relativista e i ricordi più grandi di lei, Yangchen era aperta a varie filosofie, anche se era dell’opinione che la verità assoluta non poteva esistere, nemmeno per l’Avatar. Nonostante fosse stata cresciuta come Nomade dell’Aria e aver assimilato la loro filosofia pacifista, Yangchen era pronta a mettere da parte questi per portare a termine i suoi obblighi, credendo che per proteggere il mondo e gli umani giustificava era giusto ogni mezzo.

Nonostante tutto, per tutta la sua vita ha continuato a lottare senza arrendersi mai, anche se ogni tanto era sull’orlo di farlo. Creva che l’Avatar non poteva mai separarsi dal mondo per via del suo obbligo verso di esso, andando contro una delle filosofie cardinali della sua cultura. Portava avanti una maschera di confidenza e calma anche in situazioni paurose ed era pronta a fare patti con criminali per prevenire tragedie. Per calmare una situazione delicata o per salvare vite era pronta a trovare accordi che portavano a sofferenza futura, dimostrando una visione un po' pessimista della vita. Questo controsenso le causò parecchi problemi personali dato che da un lato voleva fare di meglio, ma venne troppe volte delusa.  

Abilità[]

Frattura 2 Yangchen vs spirito

Yangchen nello Stato dell'Avatar

Essendo l’Avatar, Yangchen era l’unico essere della sua generazione di poter dominare tutti i quattro gli elementi il che la rese il più potente dominatore di tutti. Dopo aver imparato a padroneggiare tutti gli elementi, ha anche imparato a entrare nello Stato dell’Avatar a comando anche se inizialmente era necessario uno stimolo esterno. In quello stato poteva usare la potente sfera degli elementi.

Dominio dell'aria[]

Appartenente ai Nomadi dell’Aria, Yangchen si allenò fin dall'infanzia nel dominio dell’aria e divenne una maestra da giovane ragazza, ricevendo i suoi tatuaggi a forma di frecce. Continuò ad allenarsi anche in seguito con costanza, migliorando la sua abilità sempre di più, riuscendo a creare forti correnti di aria. A parte le tecniche classiche aveva imparato anche una in cui poteva alzare il volume della sua voce per farsi sentire anche attraverso un grande trambusto o dalla distanza. Inoltre maneggiava una tecnica definita “vile”, ovvero quello di succhiare via l’aria da una stanza per far perdere conoscenza a qualcuno fino a farlo morire soffocato, ma la sua filosofia pacifica gli impedì di portarla fino in fondo. Una volta che il bersaglio era incosciente, si fermerà e gli fece tornare l’aria.

Dominio dell'acqua[]

Yangchen non poteva solo dominare l’acqua in modo magistrale, era anche una maestra dell’arte della guarigione, il che fu la base della sua immagine pubblica di santa che guariva le persone malate. Nel corso della sua vita ha trattato condizioni e ferite tremende e aveva visto il peggio che gli umani potevano fare a un’altra persona. Padroneggiava diverse tecniche come quello di prevenire danni per assideramento oppure come stabilizzare una persona affetta da una febbre altissima.

Dominio della terra[]

Dopo aver imparato a dominare la terra, Yangchen si è dimostrata molto talentuosa con questo elemento testardo. Ha usato la sua abilità per stabilizzarsi nel sottosuolo della sala delle riunioni di Bin-Er e ha creato un tunnel per poter fuggire. Dopo essere arrivata al Porto Tuugaq si era ritrovata in una condizione da poter solo usare il dominio della terra, così ha dominato le fondamenta della casa in sui si erano rifugiati le tre persone che la stavano pedinando facendolo crollare quello che bastava per catturarli.

Dominio del fuoco[]

Mentre il dominio di spicco per Yangchen era rimasta sempre l’aria, si era meritata anche il titolo di maestra del dominio del fuoco, anche se lo usava poco. Lo ha usato per farsi luce del sottosuolo sotto la sala riunioni di Bin-Er, ma da dovuto spegnere la fiamma per potersi concentrare sul dominio della terra.

Medium[]

Già da bambina Yangchen aveva dimostrato di avere un talento eccezionale per il lato spirituale del dominio, forte persino per l’Avatar. Ha percepito e compreso la complessità dello spirito dell’Avatar e la necessità per la sua continua reincarnazione umana. La sua connessione innata con le vite passate era sempre stata così forte da essere stato persino uno svantaggio, visto che venne quasi perseguitata delle sue vite passata fin dell’età di solo otto anni. Tre anni dopo è riuscita a raggiungere il Mondo degli Spiriti già al primo tentativo, ma non poteva impedire di venir sommersa da una memoria dolorosa di un Avatar del passato che spinse gli spiriti intorno a lei di diventare oscuri.

Grazie ad esercizi mentali continui, Yangchen riuscì a controllare questi ricordi, ma ogni tanto aveva comunque avuto problemi a distinguere il passato dal presente. Se sottoposta a condizioni particolari poteva sempre venir messa alle strette dalle sue vite passate, rivivendo un loto evento traumatico come scatti d’ansia oppure fobie.

Trivia[]

  • Quando ai creatori venne chiesto il nome dell'Avatar dell'aria femminile visto nella puntata "Potenza e vulnerabilità", Bryan Konietzko la chiamò per scherzo "Avatar Susan", provando che in quel momento non avevano avuto ancora intenzione di ampliare questo personaggio.
  • Nel videogioco "Fuga dal Mondo degli Spiriti" Yangchen è l'unico Avatar a non parlare dei suoi fallimenti. Questo venne corretto poi nelle opere successiva come compare.
  • Una volta F.C.Yee commentò sulla teoria dei fan che Yangchen era sia aromantica che asessuale e la considerò una interpretazione molto calzante, anche se non era quella la sua intenzione di scriverla.
  • In gioventù, Yangchen aveva paura che la gente erigerà statue in suo onore e sperava che almeno fossero più piccole del solito affinché la gente non dovrà fissare per sempre la sua fronte gigante. Ironia della sorte, i Nomadi dell'Aria le costruirono almeno due statue giganti.
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