Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Wan era un uomo vissuto diecimila anni prima di Korra, nato nella città sopra la tartaruga leone del fuoco. Dopo essere stato esiliato, imparò ad essere amici con gli spiriti e la sua dedizione di portare equilibrio nel mondo lo portò a diventare il primo Avatar in assoluto.

Wan è un ragazzo con i capelli marroni sparati, dal carattere vivace, impertinente, curioso e leale, che ha la tendenza di finire spesso nei guai da lui provocati. Nel corso dei anni diventa più maturo e consapevole e fa di tutto per rimediare al suo errore di essersi immischiato nella lotta tra Raava e Vaatu. Dedica la sua vita e i suoi poteri a proteggere il mondo e di essere il ponte tra esseri umani e spiriti, ma alla sua morte si rende contro che la sua missione non è finita, il suo spirito si reincarna nel prossimo Avatar, dando inizio al Ciclo dell'Avatar.

Storia[]

Furto del Fuoco[]

Wan deride i suoi inseguitori

Vivendo in povertà sopra la città costruita sul guscio della gigantesca tartaruga leone del fuoco, l’obiettivo principale di Wan era quello di sopravvivere e di procurare abbastanza cibo per lui e i suoi amici. La sua fonte più regolare era la dispensa della famiglia nobile Chou, sovrani della città, usando alla sua agilità e alla sua astuzia.

Wan finisce nello sterco

Un giorno, mentre stava scappando come sempre dai fratelli Chou, corse giù per una strada e proseguì la fuga sopra i tetti ridendo. Ma quando si fermò per gustarsi una parte del bottino, i suoi inseguitori lo raggiunsero, costringendolo nuovamente alla fuga. Ma stavolta la fortuna non era dalla sua e s’inciampò, venendo successivamente catturato. Gli venne tolto il sacco con il bottino e lui stesso venne catapultato fuori, finendo diritto in un recinto paludoso pieno di maiali ibridi. Tornò a testa bassa alla sua capanna su un albero e offrì quel poco di cibo che era riuscito a salvare nei suoi vestiti ai suoi amici Jaya e Yao. Rinunciò persino alla sua porzione che diede a dei animaletti affamati, lamentandosi della sua vita da poveri e sognando di vivere come i nobili Chou. Alla nozione di Jaya che nel mondo chi ha il potere ha anche da mangiare, inizia a covare un piano per cambiare la sua vita in meglio.

Wan riceve il dono del fuoco

Wan si aggiunse a un gruppo di cacciatori che si stavano preparando a lasciare la città per cacciare cibo per la comunità nella pericolosissima Foresta degli Spiriti. Anche se il comandante dei cacciatori all’inizio era scettico su questo ragazzo magrissimo, lo accettò per mancanza di alternative. Accompagnò gli uomini al cospetto della tartaruga leone per chiedergli il potere del fuoco per la durata della battuta di caccia per difendersi dagli spiriti che infestavano la foresta. Wan rimase impressionato dall'essere gigantesco, ma accettò il dono.

Si vanta del suo nuovo potere rubato

Iniziò la battuta di caccia, ma Wan iniziò presto a fingere di avere troppo paura per continuare, finché il comandante non si stufò delle sue lagne e lo mandò indietro alla tartaruga per consegnare il suo potere.  Ovviamente il ragazzo non ci pensò nemmeno e invece tornò a casa sua e si tenne il fuoco, dimostrandolo con fierezza davanti ai suoi amici.

Wan viene esiliato

Qualche giorno dopo istigò Jaya e altri poveri di derubare la dispensa dei Chou, nonostante le proteste del suo amico. Mascherato, Wan sbaragliò i fratelli Chou e le guardie e sembrava che l’azione andasse a buon fine, ma durante la seguente schermaglia con i rinforzi in un momento di esitazione il ragazzo venne smascherato e catturato. Wan venne portato al cospetto della tartaruga leone, gli venne chiesto l’identità dei suoi amici in cambio di grazia, ma si rifiutò di tradirli. Così venne esiliato dalla città a condannato a vivere della Foresta degli Spiriti- equivalente a condanna di morte- ma almeno la tartaruga gli permise di tenere il dominio del fuoco per proteggersi.  

Avventura nella Foresta degli Spiriti[]

Impaurito cerca la sua strada nella foresta

Mentre stava vagando nella foresta, Wan ne era assolutamente terrorizzato, attaccando ogni spirito che incrociava. Per caso calpesterò una rana che per rabbia si trasformò in un mostro alto tre metri che voleva ricambiargli il favore, così Wan fuggì a gambe levate. Durante la fuga venne ingoiato da una pianta carnivora, dalla quale si salvò tramite il suo fuoco. Corse via finché crollò esausto su una radura, ma a suo grande shock l’erba iniziò ad avvolgerlo e di trascinarlo sottoterra. Ancora una volta usò il fuoco per salvarsi e continuo il suo viaggio. Terrorizzato dall'abbassare la guardia anche per un momento, rimase sveglio tutta la notte.

Arrivata l’attesa mattina, la fame e la stanchezza lo spinsero ad afferrare ogni cosa che sembrava cibo, incluso un frutto pendente da un albero. Ma quando tentò di azzannare quello che credeva un frutto, questo si mutò in uno sciame di api che prontamente attaccarono Wan. Il ragazzo scappò via in panico e finì per cadere giù per un dirupo.

Wan viene deriso dagli spiriti

Dopo essersi ripreso dall'atterraggio poco delicato, vide un’isola pacifica con alberi pieno di frutti. Affamato si avvicinò, ma il suo cammino venne bloccato bruscamente da uno spirito Aye-Aye che lo avvertì che esseri umani non erano i benvenuti. Wan cerco di implorare lo spirito, affermando che aveva bisogno di cibo e sonno. Lo spirito lo zittì, non era un suo problema, così Wan cercò di minacciarlo con la forza. Arrabbiato di tanta insolenza, lo spirito si teletrasportò dietro di lui e lo scaraventò lontano.

Il ragazzo si allontanò sconfitto, quando notò una carovana di spiriti che avevano il permesso di visitare l’oasi, così si ricopri di foglie e rametti per travestirsi da spirito cespuglio. Riuscì a ingannare il guardiano per un attimo, ma il suo odore da umano lo tradì. Dopo essere stato smascherato e gettato nel fiume sotto il ponte, lo spirito Aye-aye gli ordinò di tornare sulla sua tartaruga, così Wan rivelò che non poteva, era stato cacciato. Altri spiriti iniziavano ad avere pietà di lui e gli suggerirono di andare a trovare le altre tartarughe leone, una notizia assolutamente nuova per l’umano. Quando chiese indicazioni sulla loro localizzazione, il guardiano si rifiutò di accontentarlo, ridendo della sua condizione e facendo arrabbiare il dominatore del fuoco.

Wan decide di liberare il catto-cervo

Deciso di arrangiarsi anche da solo, Wan partì per il suo viaggio, quando per caso trovò un gatto-cervo intrappolato in una rete dei cacciatori. Ancora affamato, si avvicinò con l’intenzione di farselo il pranzo, ma quando lo vide da vicino, provò pietà per la creatura e decise di liberarla. Si arrampicò per l’albero da dove pendeva la rete, ma in quel momento arrivarono i cacciatori intenti ad uccidere il gatto-cervo. Wan li riconobbe e uso il fuoco per teneri lontani nella speranza che gli uomini dimenticassero l’animale mentre stavano inseguendo lui. Usando i pericoli della Foresta degli Spiriti al suo favore, li usò per liberarsi di due dei suoi inseguitori, ma prima di finire il conto venne colpito da una palla di fuoco e lanciato a terra. Ma prima che il comandante dei cacciatori potesse catturarlo, s’intromise lo spirito Aye-Aye di prima, toccato dall’azione dell’umano. Si impossessò di uno degli inseguitori, schiacciandoli via, deformando però fisicamente la sua vittima in modo permanente.

Il gatto-cervo- Mula- divenne il suo compagno animale spirituale

L’inconscio Wan venne portato all'oasi, dove venne guarito con l’acqua spirituale e si riprese. Sorpreso dall’essere stato salvato, gli chiese la ragione, lo spirito spiegò che era rimasto impressionato dal suo altruismo. Inoltre si avvicinò il gatto-cervo e iniziò a fare le fusa, ormai se l’ha fatto amico. Dato che per un po' si era stufato degli umani, Wan decise di rimanere nella Foresta degli Spiriti per un po per imparare a conoscerli meglio. Lo spirito Aye-Aye decise di adottarlo come animaletto da compagnia, cimandolo “puzzone”, a gran frustrazione dell’umano.

Wan crea il Drago Danzante

Passarono due anni e Wan divenne amico degli spiriti e perfezionò la sua abilità nel dominio del fuoco grazie a un Drago Bianco che gli insegnò la forma del Drago danzante. Si allenò finché il fuoco non divenne un’estensione del suo corpo, non solo attrezzo. Con la sua abilità schiacciò via umani che stavano minacciando gli spiriti.

Incontro con Raava[]

Dopo i due anni in Wan si riaccese la voglia di andare a visitare il mondo e di trovare le altre tartarughe leone e salutò i suoi amici per iniziare il suo viaggio su Mula, il gatto-cervo salvato anni fa. Visitò paesaggi diversi, montagne, pianure, deserti, finché non raggiunse una catena montuosa. Ad un tratto incontrò un gruppo di spiriti che stavano scappando da i “due spiriti primordiali” che si stavano scontrando. Curioso e sospettoso, Wan decise di investigare e vide due spiriti giganteschi, uno bianco e uno nero, che si stavano duellando violentemente, facendo tremare l’intera zona.

Wan assiste allo scontro tra Raava e Vaatu

Temendo per la sicurezza dell’ambiente, Wan si avvicinò a loro e non essendo a conoscenza della loro identità, gli ordinò di fermarsi. Lo spirito bianco gli gridò di non immischiarsi, non gli riguarda, così obiettò che invece lo riguardava se distruggevano tutta la zona. Lo spirito nero iniziò a implorarlo di aiutarlo, raccontando la bugia che la sua controparte lo stava torturando per diecimila anni. Sentendo questo, Wan decise di intervenire e aspettò il momento giusto per tagliare la connessione tra i due spiriti con il suo fuoco. Dopo che lo spirito nero, Vaatu, era scappato, quello bianco si presentò come Raava e lo sgridò per la sua azione, spiegando chi erano e cosa aveva appena combinato.

Rimediare al suo errore[]

Sentendosi in colpa per il suo errore, Wan offrì a Raava di aiutarla a rintracciare Vaatu, ma lo spirito si oppose e gli ordinò arrabbiata di starsene fuori da questo conflitto. Dopo essere volata via, l’umano si rimise in viaggio per trovare le altre tartarughe leone di cui aveva sentito parlare.

Wan scopre la tartaruga dell'aria

Dopo alcune settimane incontrò alcune persone con abiti arancioni, le teste rasate e con strani tatuaggi sulla fronte che raccoglievano frutti usando l’aria come aiuto, galleggiando su delle piccole nuvole. Si presentò a loro, ma senza volerlo li spaventò e li fece scappare via, cosi li inseguì per scovare la loro abitazione. Questa si rivelò una tartaruga leone che galleggiava nell’aria sopra in immenso barato dal fondo nascosto nella fitta nebbia. Dato che al contrario degli abitanti non aveva i mezzi per volare lì, Wan con un albarello si costruì una catapulta per lanciarsi sulla tartaruga e salutò Mula.  

Una volta arrivato riuscì a iniziare una conversazione con gli abitanti che sembravano molto pacifici e in armonia con i vari spiritelli che li circondavano. Ma poco dopo questi spiritelli simpatici si trasformarono in spiriti oscuri che terrorizzavano e attaccarono la gente, come prova del sei apparve anche Vaatu. Un dominatore dell’aria chiese sconcertato come mai lo spirito dell’oscurità era comparso da solo senza la sua controparte della luce, ma prima che la verità potesse essere svelata, Wan iniziò a combattere con gli spiriti oscuri usando il suo fuoco. La lotta non durò molto, dato che finalmente apparve anche Raava che scaraventò a terra Vaatu. Lo spirito oscuro rise che aveva notato che Raava stava diventando sempre più debole e annunciò che la distruggerà alla prossima Convergenza Armonica per poi allontanarsi con i suoi spiriti oscuri.

Wan si spiega imbarazzato

Wan fu costretto a sputare il rospo sulla sua azione, ma promise subito che avrebbe fatto tutto per rimediare al suo errore aiutando Raava nonostante la sua antipatia per lui. A tal motivo l’umano chiese alla tartaruga leone dell’aria di conferirli il potere dell’aria, ma questa in un primo momento esitò, nessun umano aveva mai ricevuto il dono di due elementi. Wan insistette che non era come gli altri umani e promise che ce l’avrebbe fatta a resistere, così la tartaruga acconsenti, ma lo avvertì che finché non avrà imparato a controllare quel potere sarà Raava a custodirlo per lui. Lo spirito della luce non era molto d’accordo con l’idea di aiutarlo, ma Wan la supplicò che era assolutamente deciso di impedire che per un errore suo il mondo caddi del caos e i due strinsero un patto: Raava lo aiuterà a controllare gli elementi e lui la aiuterà a riportare equilibrio nel mondo.

Wan non riconosce più il suo amico

I due iniziarono il loro viaggio di allenamento; dopo essersi allenato ancora nel fuoco, Raava diede a Wan il potere dell’aria attraversando il suo corpo e fondendosi con lui per qualche attimo. L’azione era pericolosa e dolorosa, ma l’umano resistette e provò il nuovo dominio dell’aria. Il viaggio di questo duo inaspettato continuò alla ricerca delle tartarughe dell’acqua e della terra.

L'unione con Raava lo mette in serio pericolo

Raava spiegò che questa fantomatica Convergenza Armonica, dove lei e Vaatu si sconteranno per decidere il destino del mondo per i prossimi diecimila anni, avrà luogo fra un anno, Wan deve imparare a dominare i quattro elementi entro quella data. Proseguivano i loro allenamenti e verso la fine del tempo stabilito i due raggiungevano un piccolo villaggio al confine della Foresta degli Spiriti, dove Wan era stato esiliato tre anni fa. Il villaggio era stato abitato dagli amici di Wan, Jaya in primis, ma gli umani si sono rivelati ostili nei confronti degli spiriti, scatenando odio malcelato tra le due fazioni. Jaya non riusciva a capire perché Wan abbia difeso Raava, uno spirito, ma prima che potesse spiegarsi, al villaggio si avvicinò un gruppo di spiriti, tra di loro anche Aye-aye.

Wan era deciso di risolvere la questione in modo pacifico, ma l’arrivo di Vaatu trasformò gli spiriti in entità ostili e il conflitto rischiò trascendere in una sanguinosa guerra. S’immischiò tra le due fazioni, ma non riuscì a tenerli lontani, per cui chiese a Raava di fondersi con lui brevemente per poter usare tutti quattro gli elementi in contemporanea. I due si fondarono e per qualche momento sembrava che ci stava riuscendo a calmare sia umani che spiriti, ma lo sforzo si rivelò troppo grande per il corpo dell’umano e finì per perdere conoscenza.

Wan tiene in braccio la Raava indebolita

Quando si risvegliò tempo dopo, Raava lo aveva portato in sicurezza su una collina, ma Wan vide il villaggio distrutto completamente. Vaatu si presentò davanti a lui ridendo e raccontò che i suoi amici erano stata annientati. Lo lasciò con la promessa dell’eminente fine del mondo e gli consigliò di gustarsi il poco tempo rimasto. Wan trovò la spaventosamente rimpicciolita e indebolita Raava accanto a una roccia e la prese in braccio gentilmente per piazzarla nella sua teiera. Cosi il gruppetto si avviò per raggiungere il Portale degli Spiriti del Sud.

Il primo Avatar[]

Wan al cospetto di Vaatu

Mentre il giorno della Convergenza Armonica si stavano avvicinando al Portale degli Spiriti del Sud, Raava si scusò con Wan per aver avuto così tanti pregiudizi contro di lui. Non si sarebbe mai aspettato che gli umani potessero dimostrare tale nobiltà d’animo e coraggio, un peccato che il loro tempo insieme stava per scadere. L’uomo invece ricambiò che non si dovevano arrendere prima di aver combattuto e la rassicurò che potevano sconfiggere Vaatu se combattevano insieme.

Wan, Mula e Raava attraversarono il portale per raggiungere il Mondo Spirituale, mentre Vaatu emerse dal portale del Nord. Lo spirito oscuro sfidò la indebolita Raava, ma Wan si fece avanti e prese il suo posto. Usando il potere del fuoco passò subito all'attacco, ma il suo nemico evitò tutti i suoi attacchi con facilità e contrattaccò con i suoi tentacoli e raggi energetici.

Wan come il primo Avatar

L’umano venne scaraventato in giro e si ritrovò in grave difficoltà, così chiamò Raava per fondersi con lui. In possesso della sua energia, riuscì ad usare i quattro elementi al meglio per evitare gli attacchi e di colpire Vaatu più volte. Ma la fusione iniziò a pesare sul suo corpo e lo stava mettendo in pericolo mortale, ma Wan rifiutò le suppliche di Raava di lasciarsi, dato che se perdeva, era morto comunque. Ma il suo potere diminuì sempre di più e alla fine venne scaraventato contro il terreno accanto al Portale degli Spiriti del Sud.  

Sicuro della sua vittoria, Vaatu lo schiacciò a terra e rise quando iniziò la Convergenza Armonica che univa i due portali. Disperato, Wan estese la sua mano e toccò la colonna di luce del portale dietro di lui a lasciò che la sua energia invase il suo corpo. Una luce bianca accecante, l’energia cosmica fuse lo spirito di Raava con il suo in modo permanente, creando una nuova entità: l’Avatar.

Wan imprigiona Vaatu

Con il suo nuovo potere Wan attaccò Vaatu e riuscì ad imprigionarlo in una sfera composta dai quattro elementi, controllandolo finché non lo bannò nell’Albero del Tempo. Per impedire che qualunque essere umano potesse mai raggiungere il Mondo Spirituale in forma fisica e liberare Vaatu, Wan decise di chiudere i due portali, iniziando subito con quello del Nord.

Dopo questo, ordinò agli spiriti di cessare i loro attacchi sugli esseri umani e di ritornare nel Mondo degli Spiriti, lui stesso li guidò fino al Portale degli Spiriti del Sud, e dopo aver salutato per l’ultima volta il suo amico Aye-aye, lo chiuse. Wan annunciò che d’ora in poi sarà lui il ponte tra i due mondi e che insegnerà agli umani il rispetto per gli spiriti e lotterà per l’equilibrio nel mondo.

Passarono gli anni che divennero decenni, nei quali Wan cercò di tener fede alla sua promessa, usando i suoi poteri per spingere gruppi di persone a risolvere conflitti in modo pacifico. Purtroppo questo era un’impresa monumentale, dato che gli umani erano sempre stati proni alle guerre, specialmente ora che il genere umano- senza il timore di essere attaccato dagli spiriti- si poteva espandere su tutto il globo.

Un Wan vecchio e stanco

Ormai uomo anziano, un Wan esausto e stanco con addosso un’armatura da combattimento, riprese fiato accasciato contro una Moneta di Terra su un altro campo di battaglia. Sentendo che il suo tempo sulla terra stava per finire, Wan si scusò con Raava per non essere stato capace di portare la pace nel mondo. Ma lo spirito della luce lo rassicurò che saranno sempre uniti, anche nelle sue vite future e che non si arrenderanno mai. Con questo Wan esalò l’ultimo respiro e il suo spirito lasciò il suo corpo per cercarsi un neonato in cui reincarnarsi. Questo fu l’inizio del Ciclo dell’Avatar.

Eredità[]

La missione dell'Avatar: promuovere la pace

Come il primo degli Avatar, Wan era quello che lo ha stabilito come l’entità che promuoverà la pace nel mondo e che avrà la responsabilità di mantenere l’equilibrio tra il mondo materiale e quello spirituale. La sua fusione con Raava generò lo Spirito dell’Avatar e il Ciclo dell’Avatar, iniziando la catena di reincarnazioni che seguirà l’ordine in cui lui aveva acquisito i quattro elementi: fuoco- aria-acqua-terra.

Ma la sua storia, così come gran parte della stria del suo tempo, si perse nei millenni seguenti. Pochi sono a conoscenza della sua leggenda e tra questi molti vedono la sua decisione di chiudere i portali spirituali come folle e esagerato, persino la sua reincarnazione Korra, nonostante la sua iniziale determinazione di richiudere i portali, alla fine decise di tenerli aperti per spingere l’umanità verso una nuova era dove umani e spiriti convivessero insieme in armonia.

Anche il Loto Rosso venne a conoscenza della sua storia e lo propagò tra i suoi membri, inclusi Unalaq e Zaheer. L’obiettivo di questa organizzazione divenne quello di riaprire i Portali degli Spiriti nella speranza che il caos scaturito in seguito avrebbe riportato l’equilibro nel mondo. Unalaq lo tradì e perseguitò i suoi interessi personali di fondersi con Vaatu per diventare l’Avatar Oscuro.

La statua di Wan si illumina

Nella Sala degli Avatar al Tempio dell’Aria del Sud si trova una delle pochissime raffigurazioni di Wan. Al contrario delle altre statue, la sua è di legno e nel corso dei secoli si è deteriorata parecchio. Con lui è possibile notare anche Raava che forma con lui un unico essere. Durante la sua visita al tempio, Jinora venne attratta da essa senza che potesse controllarsi. Nello stesso momento, in cui Korra aprì il portale del Sud, la statua di Wan, nascosta in un alcove ombrosa della sala, iniziò a brillare.

Lo spirito di Wan trovò il suo riposo definitivo durante la Convergenza Armonica di Korra diecimila anni dopo la sua, che lo vide come ultimo delle fila degli Avatar. Dopo l’ultimo colpo di Unalaq inflitto allo spirito di Raava, Wan fu l’ultimo Avatar a sparire, significando che la connessione con le vite passati di Korra era stata tranciata per sempre. Dato la connessione dell’Albero del Tempo con L’energia cosmica, i ricordi di Korra riguardo Wan vennero raffigurati all’interno della caverna situata nel suo tronco.

Personalità[]

Da ragazzo era molto impertinente

In gioventù Wan era stato un ragazzaccio impertinente e impaziente che si arrabbiava spesso che lui e i suoi amici venivano trattati ingiustamente dalle autorità. Non si fece scrupoli a rubare agli ricchi per procurarsi le cose desiderate, ma preferiva usare il cervello anziché la violenza. Pensò fuori dagli schemi, non avendo paura di sfidare le regole in atto, andando anche contro il giudizio dei suoi amici per seguire la strada che riteneva giusta. Ma quando commetteva errori, si pentì prontamente e era pronto a fare tutto per rimediare, persino rischiare la sua stessa vita. Nonostante la sua natura di testa-calda e avventurosa, conservò sempre la sua nobiltà d’animo, esitando di finire uno dei fratelli Chou per sfuggire dopo essere stato scoperto. Divise anche il suo povero bottino con i suoi amici, rinunciando alla sua razione.

Prova empatia per Raava e decide di combattere per lei

All'inizio le faccende del mondo esterno non lo interessarono, ma sviluppò una forte curiosità verso la natura, gli spiriti e le altre città. Nonostante fosse diventato uno degli esseri umani più forti della storia, rimase comunque umile e imparò a rispettare gli spiriti nonostante il loro disprezzo, conquistandosi la loro amicizia. Questo culminò quando preferiva instaurare l’Avatar come inserviente del mondo anziché usare i suoi immensi poteri per scopi personali.

Con il passare del tempo Wan divenne molto più serio e nonostante la sua prontezza di combattere per la pace, preferì sempre di più a risolverli tramite la diplomazia, credendo fermamente che gli umani dovevano imparare a convivere in pace. Passò tutta la sua vita a cercare di portare equilibrio nel mondo, mostrandosi come una persona compassionevole, ottimistica e coraggiosa che diede più peso alla sicurezza e i bisogni del prossimo- umani, spirito o animali che siano.

Il suo carattere sembra conservarsi anche nelle sue reincarnazioni, a volte più, a volte meno.

Abilità[]

Wan aveva ottenuto il dominio del fuoco dalla sua tartaruga leone tramite un trucco, e questo era anche l'elemento che poteva usare senza l'aiuto di Raava. Una volta fuso con lei, poteva usare tutti gli elementi a piacimento e anche simultaneamente. Inoltre acquisì l'abilità di aprire e chiudere i portali spirituali e di entrare nello Stato Avatar per potare le sua capacità al massimo.

Usa il fuoco per combattere gli spiriti

In passato, l'abilità del dominio del fuoco veniva soltanto concesso ai cacciatori che si avventuravano nella Foresta degli Spiriti per cacciare, per poi essere ridato a fine battuta di caccia, per cui rimase sempre a un livello di principiante. Dopo essere stato esiliato, a Wan venne concesso di tenersi il fuoco e vivendo e allenandosi con gli spiriti, Wan sviluppò la sua abilità fino a farla diventare parte del suo corpo, sviluppando la forma del Drago Danzante, imparato direttamente da un drago bianco. Sviluppò tecniche avanzate come reindirizzare fiamme avversarie, la propulsione del fuoco e la creazione di bombe di fuoco. Usò il fuoco per respingere gli spiriti infetti da Vaatu per difendere se stesso e i dominatori dell'aria. Anche nella battaglia contro Vaatu preferì il fuoco come elemento di forza.

Nel suo viaggio di allenamento in vista della Convergenza Armonica, Wan acquisì anche i domini dei restanti tre elementi. Sotto la giuda di Raava divenne abile nel loro controllo, potendo lanciare grani massi, generando turbini d'acqua e usando nuvole come mezzo di trasporto. Il suo dominio dell'acqua si estese a un livello tale da poter controllare correnti d'acqua e creare fruste d'acqua, mentre quello della terra si esaustiva nel lanciare pezzi di roccia all'avversario e lanciarsi in aria. Combinando gli elementi riusciva a resistere a Vaatu colpendolo più volte, ma non era stato capace di configgerlo. Una volta fuso con Raava poteva usarli simultaneamente, riuscendo a catturare lo spirito nella sua Sfera degli Elementi.

Già prima di allenarsi con Raava, Wan era molto agile e veloce, possedeva grande equilibrio e capacità nel salto. Il suo ponto di forza era la sua resistenza fisica e mentale, grazie alla quale riuscì a resistere alla fusione con Raava e agli attacchi di Vaatu.

Trivia[]

  • Il suo nome, scritto in carattere cinese mandarino 萬 vuol dire "diecimila", un nodo al fatto che ha vissuto diecimila anni fa. Il termine si usa anche in senso non-letterario per dire "una quantità infinita, troppo grande da contare".
  • In inglese "Wan" suono simile a "one", un riferimento al fatto che era il primo Avatar.
  • L'ordine, in cui Wan ha ricevuto i doni degli elementi (fuoco-aria- acqua-terra) ha determinato il Ciclo dell'Avatar.
  • Wan ha imparato a controllare tre dei suoi elementi in meno di un anno, esattamente come Aang.
  • I suoi vestiti durante la battaglia contro Vaatu portano riferimenti ad ognuno delle quattro nazioni e i rispettivi elementi: Kimono arancione (aria), sciarpa rossa (fuoco) cintura blu (acqua) e bracciali verdi (terra).
  • Sembra che il suo carattere si sia tramandato anche ai suoi successori, specialmente il loro sorrisetto strafottente.
  • Wan è la terza persona che vediamo morire in La Leggenda di Korra dopo Tarrlok e Noatak/Amon.
  • L'apparizione di Wan è stato inspirato da Bryan Konietzsko (co-creatore)
  • Il paesaggio, dove Wan muore, è lo stesso che Zuko attraversa in "Il viaggio di Zuko" quasi diecimila anni dopo.


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