Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Questo è il capitolo nove del Libro Uno: Aria di La leggenda di Korra.

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Ripasso e sinossi[]

“L’Avatar è stata rapita! Dopo l’arresto dei suoi amici, Korra affronta il consigliere nel suo ufficio, ma la discussione si trasforma in una battaglia tra dominatori! Ormai alle strette, Tarrlok rivela la sua capacità di dominare il sangue e porta Korra fuori da Città della Repubblica. Riusciranno gli amici dell’Avatar a trovarla prima che sia troppo tardi?”

Korra si trova nelle mani del consigliere Tarrlok, che altera le prove facendo cadere la colpa sui Paritari, passando quindi per un eroe. Dopo aver sentito la notizia alla radio, Lin libera Mako, Bolin e Asami e insieme a Tenzin si mettono alla ricerca dell'Avatar. S'infiltrano in un covo dei Paritari, dove trovano gli uomini di Lin rapiti in precedenza, ma di Korra nessuna traccia. I bloccanti negano ogni connessione con l'attacco al municipio. Tenzin capisce che Tarrlok aveva mentito, ma quando vogliono confrontarsi con lui, il dominatore del sangue li rende incoscienti e scappa. Nel frattempo Korra è riuscita a meditare e a connettersi con la visione di Aang, e vede come un certo Yakone, anni prima, aveva tentato di ucciderlo tramite il dominio del sangue, ma l'Avatar gli tolse il dominio. Quando Tarrlok ritorna da lei, si confronta con questi, ma l'arrivo di Amon interrompe il discorso. Il capo dei Paritari toglie il dominio all'ex-consigliere e procede a prendere Korra, che però riesce a fuggire e a ritornare in città con l'aiuto di Naga.

Storia[]

Tarrlok trascina Korra nella sua cella: la ragazza non può più opporsi

Una stanza buia che sembra una cantina. Si apre la porta e Korra viene portata giù per le scale in modo insolito: Tarrlok la fa levitare tramite il dominio del sangue, ma nonostante tutti i suoi sforzi lei non può opporsi perché paralizzata. Si avvicinano a una cella di metallo, dove il consigliere la imprigiona e chiude il lucchetto per andarsene via senza neanche rivolgerle la parola. Al compimento della sua opera, sale in macchina e ritorna in città. Quella cantina si trova in una baita isolata nelle montagne innevate nei dintorni di Città della Repubblica.

Tarrlok racconta la sua versione della storia

La mattina seguente suona il telefono di Tenzin che viene svegliato bruscamente, e viene a sapere di una notizia scioccante. Corre al municipio dove la polizia sta già setacciando il luogo del delitto: la sala riunioni è distrutta, si trovano le armi dei Paritari e un Tarrlok ferito che sta ricevendo le cure di un guaritore in presenza del capo Saikhan. Tarrlok racconta che Korra gli ha fatto visita ieri sera per parlare dell’arresto dei suoi amici, quando a un tratto vennero attaccati dai Paritari. Racconta inoltre di aver tentato di difendere l’Avatar, ma erano in troppi ed è rimasto folgorato. Quando si era ripreso, Korra era sparita, per cui conclude dicendo che dev'essere stata rapita. Ordina subito a Saikhan di fare di tutto per ritrovarla.

Mako rimane scioccato dalla notizia sul rapimento di Korra

Lin si sta ancora riprendendo dalle ferite in ospedale, ma quando sente degli avvenimenti recenti alla radio, non può rimanere calma e si alza. Si mette la sua armatura, ma stacca l’emblema della polizia per coprirsi con un mantello lungo. Per prima libera Asami dalla sua cella, poi si avvia verso Mako e Bolin. Il secondo sta tentando di fare i suoi bisogni nella sua cella, ma proprio in quel momento Lin apre la porta e lo disturba. Asami si lancia addosso a Mako e si baciano, ma la gioia per la liberazione viene presto stroncata dalla rivelazione di Lin che Korra è stata rapita da Amon, cosa che colpisce specialmente Mako.  

Finalmente Korra inizia a meditare sulle sue visioni

Nel frattempo Korra sta tentando di tutto per uscire dalla sua minuscola cella che sembra più una gabbia: batte le mani contro il metallo e grida aiuto, ma è inutile, non c’è assolutamente nessuno. Sta per rimanere sopraffatta dal panico quando si ricorda delle parole di Tenzin di meditare sulle visioni di Aang. Con un respiro profondo si siede a terra e ci prova, visto che tentare non nuoce. La ragazza si calma e riesce ad entrare nello stato di meditazione e stavolta la visione è molto più chiara.

Aang osserva come Toph arresta un certo Yakone

Un uomo calvo con la barba e una freccia blu sulla testa si volta, è Aang da uomo di mezza età, che parlò con una donna con l’uniforme della polizia di Città della Repubblica, Toph Beifong. La donna cieca chiese ad Aang cosa ci faccia qui, visto che lei aveva tutto sotto controllo. L’Avatar rispose che si preoccupò di questo criminale che voleva arrestare, dato era tutto fuorché nella norma. Toph se la rise e invitò “Piedi rapidi” a seguirlo se ci teneva tanto, e Aang reagì seccato da questo nomignolo... ormai ha quarant'anni, non potrebbe smetterla? Con il sostegno di una truppa di polizia i due entrarono in un locale dove Toph arrestò un certo Yakone, ma l’uomo non sembrava essere preoccupato, anzi, si fece beffe del capo della polizia, promettendo che uscirà anche stavolta. Aang lo inseguì con lo sguardo serio.

Korra si sveglia di subbuglio, contenta di essere finalmente entrata in contatto con il suo predecessore, ma si chiede cosa voleva dirle. Dato che non ha trovato una via di uscita da lì, si rimette a meditare.

Lin, Mako, Bolin e Asami sorprendono Tenzin

Tenzin sta per fare delle telefonate, quando viene sorpreso dall'arrivo di Lin, Mako, Bolin e Asami. Il dominatore del fuoco chiede subito notizie, ma Tenzin lo delude, e anche Naga è scomparsa. Lin afferma che i Paritari hanno dei nascondigli sottoterra, cosa che Asami considera prevedibile, vista la collocazione della fabbrica segreta di suo padre. A questo punto Bolin ha un’illuminazione: quando era stato rapito, gli sembrava di essere passato appunto per un tunnel. Mako sembra di avere un’idea e corre via, Lin si ferma un momento per ricordare a Tenzin che molto probabilmente Korra sarà prigioniera nelle vicinanze dei suoi uomini ancora dispersi.

Mako è ossessionato dal voler ritrovare Korra, e Asami lo nota

Il gruppo raggiunge il punto dove settimane prima Bolin era stato rapito dal Paritari e tramite il Senso Sismico di Lin trovano davvero un tunnel nelle vicinanze, con tracce di pneumatici freschi. Il gruppo si avventura nel tunnel, specialmente Mako sembra molto agitato e volenteroso di trovare Korra, e Asami inizia ad avere dei sospetti. Durante la camminata, Asami chiede a Bolin se tra Mako e Korra ci sia qualcosa di più che una semplice amicizia, e il dominatore della terra reagisce con evidente nervosismo mentre cerca di negarlo. Dopo qualche incitazione infine sputa il rospo sul bacio tra i due (Asami reagisce scioccata) e poi cerca subito di minimizzarlo, ma con scarso risultato.

Mentre Bolin e Asmai tengono d'occhio gli agenti, Mako, Lin e Tenzin vanno avanti

Ad un tratto sentono il rumore di alcune moto in avvicinamento: si nascondono all'ultimo momento prima di essere visti e vedono come alcuni Paritari entrano per un portone nascosto nel muro. Lin trova il meccanismo e apre il portone, e la missione va avanti. Poco dopo trovano alcuni agenti che trasportano cose su un sistema di trenini elettrici, e una agente donna afferma di aver consegnato qualcosa alla prigione, da cui Tenzin deduce che sarà quello il posto in cui tengono Korra. Salgono su uno dei carri e s’avventurano nel tunnel, ma quando il veicolo esce dall’altra parte, esso è vuoto. Gli agenti si meravigliano di questo, ma vengono sorpresi dai cavi di metallo di Lin che li mette fuori gioco. Il senso sismico di Lin le dice che i suoi uomini sono qui da qualche parte, ma non riesce a localizzare Korra.

Lin non trova Korra, non è lì

Mentre Asami e Bolin tengono d’occhio i due agenti di prima, Mako, Lin e Tenzin vanno avanti e s’imbattono subito in altri Paritari. Lin trova la cella dove vengono tenuti i suoi uomini, ma quando li libera, deve constatare con tristezza che Amon ha già tolto loro il dominio. Mako nel frattempo si arrabbia parecchio quando cerca di far rivelare a uno degli agenti la posizione di Korra, minacciandolo persino con il suo fuoco. L’uomo ripete ancora che non sa nulla di lei, i Paritari stavolta non c’entrano nulla con l’attacco al municipio. A sostenere la sua dichiarazione, Lin afferma che non riesce a trovare Korra, non è qui in giro. Mako si chiede come mai Tarrlok avrebbe dovuto mentire, e Tenzin ha un’idea: perché è stato lui stesso a rapirla.

In quel momento nel covo dei Paritari suona l’allarme, e il gruppo corre verso il carro che li aveva portati qui, ma vengono presto inseguiti. Bolin blocca il treno degli inseguitori, ma Lin vede che all'uscita vengono già attesi dal Tenente e un’armata di agenti. Dominando il metallo dei binari e aprendo un buco nel tetto della galleria, riesce a deviare il trenino e scappare in superficie.

Aang osserva Yakone con preoccupazione

Ormai è scesa la sera e Korra continua a meditare, e vede la scena seguente: si trovano nella sala congressi del municipio, e sembra che sia in atto un’udienza giuridica. La procuratrice affermò che Yakone sia un criminale che aveva terrorizzato Città della Repubblica per anni e che in qualche modo sia sempre riuscito a sfuggire alla legge. L’accusato, Yakone, sorrise sicuro di sé, mentre dietro di lui Aang lo stava fissando durante il discorso che presentò le decine di vittime che testimoniano come Yakone usi un’abilità definita illegale: il dominio del sangue. Il difensore di Yakone contrattaccò che l’accusa si basava sull'assunzione che sia in grado di usare il suo potere sempre, anche senza la luna piena, cosa assolutamente impossibile, per cui Yakone dev'essere innocente. 

Sokka dichiara la sentenza per Yakone

La scena saltò a un momento seguente, dove il Consiglio si era radunato ed era arrivato alla sentenza, e il presidente Sokka sarà colui che la dichiarerà. L’uomo della Tribù dell’Acqua del Sud inizia col raccontare come abbia incontrato dominatori dalle straordinarie capacità, come anche Toph che aveva sviluppato il dominio del metallo da sola. Per cui riconobbe che con Yakone si tratta anche lui di un dominatore fuori dalle norme che ha effettivamente commesso i reati di cui è accusato, condannandolo quindi al carcere a vita.

Aang sotto il dominio del sangue di Yakone

L’accusato non smise di sorridere e si alzò: ad un tratto Sokka e gli altri membri del Consiglio si bloccarono e emisero gemiti di dolori assumendo strane posizioni, perché erano caduti sotto il potere di Yakone. Quando Toph tentò di afferrarlo, subì la stessa sorte, cosi anche l'Avatar Aang e tutti i presenti all'udienza. Korra osserva tutto e sembra percepire lo stesso dolore del suo predecessore.

Messo alla strette, Tarrlok blocca tutti i presenti tradendosi

La mattina seguente Tenzin raduna gli altri membri del Consiglio e Saikhan, quando a loro si aggiunge Tarrlok che chiede di Korra. Il maestro dell’aria arriva subito al dunque e accusa Tarrlok di aver falsificato le prove per nascondere il fatto che era stato lui stesso a rapire l’Avatar. Il dominatore dell’acqua ovviamente nega tutto, quando s’immischia il suo assistente che racconta di aver visto di persona Tarrlok rinchiudere l’Avatar nel camion e portarla via. In uno scatto di coraggio l’uomo flebile rivela inoltre il segreto di Tarrlok di essere un dominatore del sangue. Ormai alle strette, il consigliere usa il suo potere prima per difendersi dagli attacchi e poi per far svenire tutto il gruppo e scappare in fretta e furia.

Yakone ride di Aang e lo tratta come una bambola

Il gruppo si riprende tempo dopo e devono constatare che Tarrlok è scappato: Saikhan allerta subito tutte le sue truppe, mentre Tenzin, Lin, Mako e Asami si mettono in viaggio per conto loro.

Korra continua a meditare nonostante gli sforzi: vede Aang cercare di liberarsi dalla stretta di Yakone, ma fu inutile. Il criminale sorrise sempre di più, riuscì a far prendere da Toph le chiavi per le manette che lo liberò contro la sua volontà, poi fece perdere i sensi a tutti i presenti. Aang era stato l’ultimo a resistere, e Yakone rise dicendo che Città della Repubblica era sua e che un giorno tornerà a riprendersela. Scaraventò Aang violentemente contro le scale e scappò su una carrozza.  

L'Avatar Aang toglie il dominio a Yakone

Ma Aang si liberò tramite lo Stato dell'Avatar e lo inseguì sul suo scooter aereo, e appena lo aveva raggiunto, distrusse la sua carrozza. Ma Yakone era rimasto illeso e lo bloccò subito, promettendogli che stavolta lo farà dormire per sempre. Lo sollevò in aria e iniziò a fare forza su tutte le sue articolazioni e anche sul collo, procurandogli molto dolore. Ma Aang ne aveva abbastanza e entrò nuovamente nello Stato dell'Avatar, liberandosi immediatamente dalla stretta di dominio del sangue. Bloccò il criminale in un guscio di terra e gli si avvicinò deciso: gli toccò petto e fronte, e con serietà assoluta annunciò che ora gli toglierà il dominio per sempre. E così fu: Yakone svenne e Aang si allontanò esausto.

Tarrlok capisce che ha perso tutto

Korra si sveglia e finalmente realizza che Aang per tutto il tempo ha cercato di avvertirla di Tarrlok. In quel momento arriva un Tarrlok infuriato che ha capito che la sua vita è rovinata, e scarica tutta la colpa su Korra. L’Avatar sorride dicendo che ha capito perché sa dominare il sangue anche senza la luna piena, ossia perché è figlio di Yakone. L’uomo non lo nega, anzi, afferma che suo padre aveva fallito perché ha cercato di conquistare Città della Repubblica partendo dalle parti più marce, ma Tarrlok voleva diventarne il salvatore, il suo eroe, ma Korra ha rovinato tutto! La donna del Sud cerca di farlo arrendere, ricordandogli che ormai è finta, ma Tarrlok non ne vuole sapere. Si costruirà una nuova vita altrove e Korra rimarrà il suo ostaggio per sempre.

Tarrlok usa il suo potere su Amon, ma senza alcun effetto

Pensieroso, Tarrlok sale per le scale, ma al piano terra lo aspetta una sgradevole sorpresa: Amon con quattro dei suoi agenti, incluso il Tenente. Il capo dei Paritari annuncia che è giunto il tempo che venga neutralizzato, Korra sente tutto dalla sua cella. Ridendo, Tarrlok usa il suo dominio del sangue e mette fuori gioco tutti tranne Amon, che sorprendentemente è capace di resistere al suo potere e continua ad avanzare verso di lui. L’ex-consigliere si spaventa e chiede cosa egli sia, e Amon risponde con voce tetra che lui è la soluzione. Una mossa, un colpo e Tarrlok è in ginocchio, e Amon prosegue subito con il blocco del dominio. Una volta fattogli perdere conoscenza, l’ex-consigliere viene caricato in spalla da Amon che ordina ai suoi uomini di occuparsi di Korra, ma prima di aprire la gabbia consiglia loro di fulminarla. Non devono sottovalutarla.

Quando il Tenente apre la gabbia, Korra si finge svenuta...

Korra li ha sentiti e riesce a prepararsi, usando il suo bracciale per appendersi al tetto della cella, così da evitare di toccare le pareti di metallo. Con grande gusto il Tenete mette la gabbia sotto tensione e sente le grida di dolore della ragazza, ma non sa che sono finte. Quando sente un tonfo, interrompe la corrente e ordina di aprire la gabbia e di legare la donna che giace a terra apparentemente svenuta. Ma appena viene aperta la porta, Korra sferra un violento calcio di fuoco e spazza via i bloccanti, mettendo sottosopra l’intero pavimento. Korra scappa fuori all’aperto, dove Amon sta caricando Tarrlok nel suo camion e si sorprende nel vederlo davanti a sé. Presa dalla paura e dall’istinto, lo attacca con speroni di ghiaccio, ma scappa subito appena vede che Amon la insegue. Il capo dei Paritari si ferma quando Korra salta giù per un pendio innevato e castiga i suoi uomini per non avergli dato retta quando diceva di non sottovalutarla.

Dopo essersi schiantata contro un albero, Korra sviene nella neve

Durante la fuga, Korra scia giù per il pendio, ma perde il controllo e cade, finendo contro un albero e rimanendo a terra tra la neve mezza svenuta. Per fortuna viene trovata poco dopo dalla sua fedele amica Naga che la riporta indietro a Città della Repubblica.

Mako porta in braccio una Korra ferita e stanca

Nel frattempo il gruppo di Tenzin sta sorvolando i confini della città su Oogi, quando Mako sente gli ululati di Naga. Il bisonte volante atterra vicino alla cagna polare che ha in groppa una Korra debole e ferita, e Lin e Tenzin la bombardano subito con domande su Tarrlok. Mako li spinge via e la prende in braccio preoccupato e premuroso, affermando che Korra ha bisogno di spazio. Asami segue la scena con aria triste, mentre Mako la porta da Oogi e l’appoggia con gentilezza, affermando che ora è al sicuro. Finalmente Korra può riposare, e chiude gli occhi con un sorriso.

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Personaggi apparsi[]

Korra

Tarrlok

Amon

Lin Beifong

Mako

Bolin

Tenzin

Aang

Sokka

Toph Beifong

Yakone

Tenente

Assistente del Consiglio

Saikhan

Trivia e note[]

  • Tarrlok usa un guanto elettrico per fingere di essere stato attaccato, per rafforzare la sua menzogna. Per la prima volta qualcuno lo usa su sé stesso
  • Colui che cura Tarrlok è il primo guaritore maschio che vediamo in assoluto
  • Finalmente scopriamo il vero significato delle visioni di Korra delle ultime puntate
  • Quando Aang affronta Yakone ha quarant'anni, quindi ciò è avvenuto nel 128 DG
  • Aang usa il dominio dell'energia per la seconda volta per togliere il dominio a qualcuno (il primo fu Ozai)
  • Aang dev'essere migliorato in questa abilità, dato che non ha bisogna di così tanta energia per eseguirlo
  • Toph usa il suo nickname preferito per Aang, che in originale è "twinkletoes": "dita (dei piedi) luccicanti", in italiano "piedi rapidi"
  • Per la prima volta vediamo un posto fuori da Città della Repubblica
  • Sokka era stato sia il rappresentante della Tribù nel Consiglio Cittadino che il suo presidente
  • Amon dimostra di poter resistere al dominio del sangue, seppur con difficoltà
  • Per la prima volta vediamo Lin Beifong senza la sua armatura e come la indossa
  • La fisica in questo episodio è stata leggermente ignorata: Korra non avrebbe comunque sentito la scossa anche se avesse toccato le pareti della cella per via della legge della gabbia di Faraday
  • I creatori hanno specificato durante un'intervista che le visioni di Aang dovevano avvertire Korra non su Tarrlok ma su Amon
  • La tattica di rapire il protagonista e di nasconderlo in una baita isolata nelle montagne è tipico dei film noir
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