Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Shiro Shinobi è un noto commentatore radio di Città della Repubblica, specializzato nelle gare di dominio sportivo, una sua grande passione nonostante sia un non-dominatore. In aggiunta al suo ruolo di commentatore sportivo, ogni tanto annuncia anche notizie importanti, come ad esempio i risultati delle elezioni nel 174 DG.

Storia[]

Origini (153-170)[]

(questo paragrafo contiene informazioni dal cortometraggio "Republic City Hustle")

Shiro Shinobi nacque a Città della Repubblica nel 130 DG. Già da giovane si accorse della sua passione per il giornalismo e il suo talento nel commentare e parlare pubblicamente. Iniziò come reporter che commentava i crimini delle triadi, ma si stancò di queste notizie tristi e crudeli e iniziò ad appassionarsi al dominio sportivo. Lasciò il suo lavoro per diventare il commentatore ufficiale dell'arena di Città della Repubblica.

Nel 167 commentò l'ultima gara di Toza, affermando che era giunto il momento per lui di ritirarsi, dato che rischiava di compromettere la vittoria della sua squadra, perché era rimasto l'ultimo membro in gara. Ma il vecchio dominatore lo sorprese e reagì, così Shinobi commentò che era come se Toza si fosse svegliato da un lungo sogno. Con grande entusiasmo dichiarò la notizia della sua vittoria per K.O., riconquistandosi il titolo dopo dieci anni.

Libro Uno (170 DG)[]

Shiro Shinobi era il commentatore quando Korra ascoltò la sua prima gara di dominio sportivo alla radio, commentando la gara tra i Furetti di Fuoco e le Tigri Corazzate. Continuò la sua professione anche al debutto di Korra, commentando che fosse una novellina e che non era sicura che ce l'avrebbe fatta ad affermarsi. Quando la ragazza inavvertitamente si tradì come l'Avatar, Shiro Shinobi lo gridò nel suo microfono incredulo, permettendo anche a Tenzin di sentirlo.

Qualche settimana più tardi era felice di poter commentare le gare del torneo principale di dominio sportivo, affermando che stavolta si erano riunite le sedici squadre più forti che abbia mai visto.

Shiro Shinobi racconta in diretta come viene attaccato

Durante la finale tra i Furetti di Fuoco e i Pipistrelli Lupo, riconobbe subito le mosse sleali della squadra di Tahno e notò che gli arbitri non li punivano, accusandoli apertamente di seguire una partita diversa. Dopo la dichiarazione della vittoria rubata dei Pipistrelli Lupo vide strani lampi nel pubblico che si rivelarono essere gli scontri tra i Paritari e le forze di Lin. Professionista quale era, continuò a commentare gli avvenimenti con la sua solita grinta, persino dopo che un agente entrò nella sua stanza e lo minacciò con il suo guanto elettrico. Racconta l'azione esattamente fin nei dettagli, incluso il fatto che se la stava facendo addosso, fino a quando venne fatto svenire con una scarica elettrica.

Queste scene lo perseguitarono per anni nei suoi incubi.

Libro Due e Tre (171 DG)[]

Dopo la fine della Rivoluzione di Amon e la riapertura dell'arena di dominio sportivo, Shiro Shinobi ritornò alla sua postazione come commentatore ufficiale. Descrisse una delle gare dei nuovi Furetti di Fuoco, rimasti senza Korra e Mako, come una delle "sconfitte più veloci della storia".

Quando Bolin ritornò all'arena come semplice spettatore, Shiro Shiobi lo invitò nella sua stanza per un'intervista, scoprendo il talento per lo spettacolo del ragazzo. Data l'eliminazione precoce dei Furetti di Fuoco chiese a Bolin del suo ex-capitano e se gli mancava l'adrenalina delle gare.

Shiro commenta la battaglia di Bolin

Più tardi Shiro Shinobi assistette alla prima visione del mover di "Nuktuk - Eroe del Sud" come commentatore radio, commentando Bolin e l'attrice Ginger come "la coppia più famosa della città". Dopo aver terminato il suo lavoro, si sedette tra il pubblico per guardarsi il film in santa pace, ma quando Bolin difese il presidente Raiko dagli aggressori che volevano rapirlo, il suo istinto si riaccese e commentò il combattimento di Bolin. Notò come il dominatore della terra usò due colonne di dischi d'argilla per attaccare, una mossa che in una gara di dominio sportivo sarebbe stata illegale. Quando gli aggressori vennero catapultati fuori dal ring, Shiro Shinobi lo annunciò entusiasta come un knock-out.

Quando alcune settimane dopo lo spirito fuso tra Vaatu e Unalaq attaccò Città della Repubblica, Shiro Shinobi commentò gli avvenimenti alla radio, descrivendoli come un pandemonio. Descrisse anche le innumerevoli liane che sbucavano dappertutto distruggendo le strade, prima di darsela a gambe.

Dopo la sconfitta dello spirito, Shiro Shinobi tornò al suo solito posto di lavoro e commentò il torneo di beneficenza che era stato organizzato per raccogliere fondi per la ricostruzione della città.

174 DG (fine)[]

Annuncia i risultati delle elezioni

Settimane dopo la battaglia contro le forze di Kuvira, ebbero luogo le elezioni per il posto di presidente della Repubblica delle Nazioni Unite, e ovviamente era lui quello che annunciava i risultati. Non nascose la figura rimediata da Raiko per essere scappato davanti alla minaccia di Tokuga, mentre lodò il coraggio di Zhu Li Moon che era rimasta indietro per salvare persone. Con grande gioia annunciò i risultati delle elezioni appena pubblicate con la vittoria schiacciante di Zhu Li con ben il 68% dei voti.

Trivia[]

  • Con l'eccezione delle puntate "Benvenuti a Città della Repubblica" e "Una triste verità" era sempre stato Shiro Shinobi a riassumere le puntate precedenti in stile news-flash
  • È sposato, dato che una volta ha parlato di sua moglie
  • Apparentemente è molto colto in storia, dato che una volta ha paragonato una gara molto violenta alla battaglia nella foresta di Wulong (luogo dello scontro finale tra Aang e Ozai)
  • Inizialmente era prevista una scena in cui Shiro Shinobi si riprendesse dall'assalto dei Paritari per finire il suo lavoro come commentatore, ma venne tagliata
  • Brian Konietzko partecipò alle audizioni per il ruolo di Shiro Shinobi, ma alla fine decise di non scegliere sé stesso
  • Il suo nome può essere tradotto come "bianco nascosto", forse perché si vede raramente, ma si sente
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