Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Raava è lo spirito ancestrale della luce e della pace che dopo la fusione con l'umano Wan divenne lo spirito dell'Avatar. È uno degli spiriti più antichi, insieme a Vaatu, la sua controparte e spirito dell'oscurità e del caos, ha vissuto per diecimila generazioni prima della comparsa dei primi esseri umani. Ha speso gran parte della sua esistenza combattendo e tenendo a bada Vaatu, come minimo sin dalla Convergenza Armonica ventimila anni fa. Non possono annientarsi a vicenda, anche il minimo briciolo di uno nell'altro crescerebbe col passare dei millenni e il ciclo inizierebbe di nuovo.

Raava si mostra come un'essere bianco splendente con ornamenti azzurri, ha una forma non umanoide, più simile a un manta con tentacoli di varie lunghezze. La sua voce è femminile, ma può essere anche molto decise e fredda al bisogno. Prima di incontrare Wan ha un'immagine negativa del genere umano, ma col passare del tempo cambia opinione e inizia a considerarli degni del suo sostegno. Questo culmina nella fusione permanente con Wan, dando inizio al Ciclo dell'Avatar, che andò avanti per diecimila anni. Purtroppo questa connessione venne tranciata da Unalaq durante la seguente Convergenza Armonica, ma Raava fu capace di fondersi di nuovo con Korra, iniziando il Secondo Ciclo dell'Avatar.

Storia[]

Rivalità con Vaatu[]

Raava sgrida Wan

Dopo aver sconfitto Vaatu nella Convergenza Armonica di circa 20.000 anni fa, iniziando un periodo di pace e luce, Raava continuò a battersi in continuo con la sua controparte oscura per tenere a bada l’oscurità e garantire l’equilibrio nel mondo. Un giorno nell’anno 9.830 AG però, durante a uno degli innumerevoli duelli che fecero tremare le montagne, vennero interrotti dall'umano Wan e Vaatu riuscì a manipolarlo finché non tranciò la connessione tra i due spiriti. Nel momento in cui si erano separati, Raava iniziò a rimpicciolirsi, dato che con lo spirito dell’oscurità ora libero, la luce del mondo iniziava già a diminuire. In preda alla rabbia, Raava castigò Wan, che all'inizio ancora credeva che fosse lei la cattiva di turno, gli spiegò che la sua azione inconsiderata aveva aiutato Vaatu a portare caos nel mondo. Ancora una volta lo sgridò per essersi immischiato in faccende interne degli spiriti e gli diede la colpa della possibile distruzione del mondo. Prima di inseguire Vaatu per impedire il sinistro evento, avvertì l’umano di non immischiarsi mai più.

Ravva ritrova Wan

Raava seguì Vaatu fino a raggiungere la tartaruga leone dell’aria, dove salvò Wan che stava combattendo contro gli spiriti oscuri creati dalla sua controparte. Dopo che Vaatu si rimise in viaggio con la sua cerchia, Raava, ormai visibilmente rimpicciolita, si rivolse nuovamente a Wan e lo sgridò per la sua nuova intromissione.  Quando l’umano le promise di fare di tutto per rimediare al suo errore e fermare Vaatu, Raava lo accompagnò alla tartaruga leone, alla quale Wan voleva chiedere di concedergli l’abilità di dominare l’aria. Ma la tartaruga affermò che, dato che finora nessun essere umano abbia mai avuto in sé più di un elemento alla volta, Raava doveva conservare questa abilità finché Wan non avesse raggiunto la maestria. Inizialmente si rifiutò, ma dopo aver ragionato che collaborare con l’umano era l’unica possibilità di fermare Vaatu dal far precipitare il mondo nell’oscurità, cedette e eseguì la richiesta.

Wan e Raava cercano di impedire una battaglia tra umani e spiriti

La coppia insolita iniziò il loro viaggio per cercare le altre tartarughe leone per chiedere anche il dominio dell’acqua e della terra, nel frattempo Raava spiegò a Wan la sua storia con Vaatu, lo squilibrio tra umanità e spiriti e l’importanza dalla Convergenza Armonica che avverrà fra meno di un anno. In questi mesi Raava allenò Wan, diventando una squadra affiatata; Wan si accorse che ogni volta che univano le loro energia, sentiva un enorme flusso di potere in lui. Ma allo stesso tempo l’influsso di Vaatu crebbe sul mondo e il potere di Raava diminuiva continuamente.

Poche settimane prima della Convergenza Armonica il loro viaggio venne interrotto dalla puzza di bruciato, indicando la presenza di alti esseri umani nei paraggi. I due raggiunsero un villaggio, di cui abitanti stavano bruciando la foresta con il potere del fuoco. Alla vista dello spirito, Raava venne immediatamente attaccata dagli umani, ma Wan impedì un’escalation. Lo spirito della luce sgridò gli umani per le loro azioni aggressive contro gli spiriti, affermando che così aumentavano soltanto il barato tra umanità e spiriti, permettendo a Vaatu di crescere ulteriormente. La loro discussione venne interrotta dall’arrivo di uno sciame di spiriti, comandati dallo spirito Aye-aye che causò un nuovo conflitto. Wan intervenne per mediare tra le due parti, apparentemente con successo, ma l’arrivo di Vaatu trasformò gli spiriti in spiriti oscuri. Dato che ora non era abbastanza forte da impedire una guerra, Raava si fuse con Wan e insieme riuscirono a fermare la battaglia per qualche momento, ma la presenza dello spirito nel suo corpo portò l’umano in grave rischio mortale. Raava lo avvertì del pericolo, ma Wan si rifiutò di cedere, dato che il loro potere era l’unica cosa che finora aveva impedito uno spargimento di sangue. Ma quando Wan alla fine perse conoscenza, Raava dovette lasciare il suo corpo appena in tempo per fermare la sua caduta e portalo in salvo, prima che venisse travolto dalle fazioni in guerra.

Diventare lo spirito dell’Avatar[]

Wan si prende cura di Raava

Con le sue ultime forze Raava portò Wan su una collina vicina, ma era impotente davanti alla battaglia che stava infuriando, che terminò nel massacro degli umani. Indebolita dall’odio e dalla furia rampante, Raava si rimpicciolì ulteriormente, perdendo persino la forza di poter volare da sola. Venne trovata poco dopo da Wan che non esitò a prenderla in braccio e poggiarla nella sua teiera per continuare il loro viaggio per il Portale degli Spiriti del Sud. Con la Convergenza Armonica alle porte, lo spirito della luce si scusò con Wan per i suoi pregiudizi iniziali, dato che non aveva immaginare che gli esseri umani potessero anche dimostrare una tale nobilita d’animo e coraggio.

Wan e Raava si fondono

Appena messi piedi nel Mondo Spirituale, Raava venne sfidata da Vaatu che la stava già aspettando, enorme come non mai. Wan si interpose tra di loro, affermando che se lui voleva distruggere lo spirito della luce doveva prima sul suo cadavere. Impotente, Raava osservò il tentativo dell’umano di sconfiggere lo spirito dell’oscurità, ma purtroppo si rivelò troppo debole. In un tentativo disperato i due si fusero, assecondando la richiesta dell’umano. Insieme, le loro energie si rivelarono allo stesso livello di Vaatu, ma la presenza di Raava del corpo dell’mano causò un peso sempre più grande e Wan iniziava a incassare sempre di più. Poco dopo l’umano si sentì dilaniato da dolori atroci, ma si rifiutò di sciogliere la fusione, dato che insisteva che erano condannati alla morte comunque, per cui dovevano insistere.

La nascita dell'Avatar

Wan venne scaraventato via e schiacciato a terra da Vaatu nelle vicinanze del portale del Sud, quando iniziò la Convergenza Armonica. Usando un momento di distrazione dello spirito oscuro, in un tentativo disperato, Wan usò l’energia cosmica del portale per assorbirla, inavvertitamente fissando così la sua fusione con Raava e creando una nuova essenza: lo spirito dell’Avatar. Ora erano davvero un’unica entità e usando la loro forza combinata riuscirono a catturare Vaatu nella Sfera degli Elementi e imprigionarlo nell’apertura nel tronco dell’Albero del Tempo. La neutralizzazione di Vaatu dell’oscurità abbassò il livello di oscurità, ma rimase comunque alto, così lo Spirito dell’Avatar decise di farne la sua missione di riportare pace e equilibrio nel mondo.

Con la morte di Wan inizia il Ciclo dell'Avatar

Decenni dopo, un Wan ormai vecchio e stanco giaceva in mezzo a un campo di battaglia e chiese scusa a Raava per non essere stato capace di completare la sua missione. Raava lo consolò che la sua vita non era stata sprecata e che loro due rimarranno uniti per tutte le sue vite che arriveranno, non si arrenderanno mai. Con l’esalazione dell’ultimo respiro di Wan, Raava uscì dal suo corpo in forma di una luce dorata e si preparò di reincarnarsi nel prossimo Avatar, iniziando il ciclo di reincarnazioni che andrà avanti per i prossimi diecimila anni.

Distruzione e rinascita[]

Nell’anno 171 DG ebbe luogo la seguente Convergenza Armonica, ora le incarnazioni di Wan erano arrivati fino a Korra. Raava rimase silenziosa fino al momento in cui la ragazza si stava arrendo a Unalaq unito a Vaatu, incitandola e non arrendersi a diecimila anni di oscurità e ricordandola che lei era l’unico vero Avatar.

Raava da sola è impotente

Ma a proseguire della battaglia furiosa, Raava finì per essere strappata fuori dal corpo dell’umana e scaraventata via. Impossibilitata di proteggersi, lo spirito della luce venne colpita violentemente da pesanti frustrate d’acqua da parte dell’Avatar Oscuro, caricate con energia oscura. Ogni colpo subito cancellò la connessione con une delle sue vite precedenti e i danni si sommarono sempre di più, Korra non aveva più le forze per aiutarla, dato che subiva il suo stesso dolore. L’ultimo colpo infine tranciò anche la connessione con Wan e Raava venne disintegrata in una pioggia di frammenti di luce.

Raava e Korra stanno per rifondersi

Ma dato che non era possibile distruggere uno dei due spiriti primordiali completamente, così come luce e oscurità non potevano esistere uno senza l’altro, Raava rinacque subito nel residuo di un frammento di luce all’interno di Vaatu. Jinora la aiutò ad accelerare questo processo fino a farla risplendere abbastanza per permettere alla proiezione astrale di Korra di individuarla e estrarla da Vaatu. Korra purificò lo spirito dell’oscurità, terminando quindi la lotta, così i due potevano tornare nel Mondo Spirituale appena in tempo per usare gli ultimi momenti della Convergenza Armonica per fondersi nuovamente, riparando lo Spirito dell’Avatar e facendo ripartire il Ciclo dell’Avatar da zero.

La convalescenza di Korra[]

Purtroppo era solo un miraggio

A partire dal suo avvelenamento con il veleno del Loto Rosso, Korra perse la sua capacità di contattare Raava. Nella speranza di ristabilire il contatto, l’Avatar si mise in viaggio per il Mondo spirituale e meditò nell’Albero del Tempo, ma anche lì i suoi amici spiriti affermarono che non potevano percepire lo spirito della luce in lei e non si vedevano nemmeno immagini sue nell'interno dell’albero.

Delusa e frustrata, Korra lasciò il Mondo Spirituale per viaggiare il mondo senza meta, nella flebile speranza di trovare Raava da qualche parte, ma l’unico momento di speranza si rivelò un semplice miraggio nel deserto. Soltanto dopo essersi liberata anche degli ultimi resti del veleno di mercurio, la giovane donna riuscì a raggiungere nuovamente lo Stato Avatar e riconnettersi con Raava, ma nonostante questo erano ancora fuori sincronia e distanti tra di loro.  

Finalmente nuovamente unite

Soltanto alcune settimana dopo, quando Korra riuscì a superare le sue paure e con l’aiuto del suo nemico mortale Zaheer raggiunse il Mondo Spirituale, poté ristabilire il loro contatto al cento per cento. Risplendendo in lei, l’Avatar gioi nel rivederla finalmente, affermando che le era mancata tanto, Raava sorrise che era sempre stata presente dentro di lei.

In seguito Raava aiutò Korra a trovare Jinora e le altre anime intrappolate, raccomandandosi che l’Avatar doveva dominare l’energia all'interno delle sfere che tenevano imprigionate le anime. Quando Korra ribadì che nel Mondo Spirituale senza corpo era impotente, Raava la corresse che era vero il contrario, qua era nella sua forma più potente, dato che era connessa con tutte l’energia spirituale del mondo.

Personalità[]

Con il passare dei millenni, Raava è diventata così presa dal suo compito di tenere a bada Vaatu e di proteggere la pace che diventa acida e aggressiva con chiunque che la intralci. Anche se affermava di proteggere il mondo sia per gli umani che per gli spiriti, aveva un’opinione abbastanza bassa del genere umano, vedendoli come esseri egoistici incapace di nobiltà d’animo, coraggio e altruismo. Per questo si arrabbiò subito con Wan per la sua intromissione nel suo duello con Vaatu e non esitò a dargli la colpa per il suo errore e lo avvertì non mettergli mai più i bastoni fra le ruote.

In seguito si rese conto che la sua posizione non gli permetteva più di essere così abrasiva nei confronti di Wan, dato che il suo potere stava diminuendo sempre di più e rischiava di perdere contro Vaatu. La promessa dell’umano la commosse e accettò di collaborare con lui per sconfiggere lo spirito oscuro e di permettergli di rimediare al suo errore. Con il passare dei mesi si affezionò a lui e iniziò a capire che anche gli esseri umani possedevano anche qualità positive e che era stata troppo severa nel giudicarli in anticipo. Si preoccupò persino di lui quando gli causava dolore durante nei momenti di possessione e lo incitava anche ad arrendersi per salvarsi la vita, ma Wan la ignorò e continuò a combattere. Dopo la fusione condivise le esperienze di Wan e imparò cosa voleva dire essere umano. Alla sua morte infine lo consolò che saranno sempre uniti nella loro missione di riportare la pace e l’equilibrio, sia ora che nelle sue incarnazioni future.

Diede forza anche a Korra che stava per soccombere davanti a Unalaq che la stava schiacciando tra le pareti di un ghiacciaio, incitandola a non arrendersi a diecimila anni di oscurità. Una volta riunita dopo tre anni di isolamento, consolò la giovane donna e la informò che era sempre stata dentro di lei.

Abilità[]

Essendo uno spirito, Raava è capace di prendere possesso di un essere umano e influenzare il suo oste, ma a differenza di spiriti di basso rango la sua permanenza non lascia segni o deformità sul corpo dell’umano. Ma resta comunque l’effetto nocivo di causare uno stress enorme sul corpo che potrebbe essere anche fatale se prolungato troppo. È anche capace di immagazzinare il potere di dominare gli elementi, grazie a questo fu incaricato di contenere gli elementi per Wan finché non avesse raggiunto la maestria nel dominarli. Per cambiare elemento, Raava doveva attraversarlo, causandogli dolore, ma anche un flusso di potere enorme. Soltanto dopo una fusione che Wan era capace di usare tutti e quattro elementi in contemporanea.

Nonostante sembri un essere etero e senza peso, il suo corpo è materiale ed è capace di colpire fisicamente. A differenza di Vaatu non ha dimostrato di poter scagliare raggi di energia.

Esattamente coma la sua controparte, Raava è praticamente immortale e ha già vissuto per un tempo inconcepibile. La sua battaglia contro Vaatu va avanti da diverse decine di mila anni, è probabile che alcune volte abbia perso e che sia stata distrutta. Ma come lui, anche dopo la sua distruzione si rigenera dei frammenti residui di luce presenti in Vaatu fino a poter ternare a sfidarlo. Lo due some due facce della stessa medaglia, se si indebolisce uno, l’altro aumenta di potenza e viceversa.

Durante la Convergenza Armonica di diecimila anni fa, l’energia cosmica assorbita da Wan, mentre lei si trovava dentro di lui, fece in modo di fonderlo con la sua anima in modo permanente, creando lo spirito dell’Avatar. Lei fece in modo che lo spirito di Wan si reincarnasse dopo la sua morte e diede agli Avatar successivi la possibilità di connettersi con le sue vite precedenti. Ma con l’andare avanti delle vite, un nuovo Avatar aveva sempre più difficoltà di incontrare Raava personalmente, limitandosi sempre di più a soltanto sperimentare la sua energia e le esperienze delle sue vite precedenti. Questa catena di connessione venne spezzata quando Unalaq strappò via Raava dall’Avatar e la distrusse; con questo gesto terminò il ciclo dell’Avatar per sempre, nonostante Korra si riunisse nuovamente con lei poco dopo. Come con Wan, Raava ha instaurato un contatto molto stretto con il primo Avatar del nuovo ciclo, Korra.  

Trivia[]

  • Vaatu e Raava appaiono come rappresentazioni della filosofia Yin-Yang (Taìjí tú) che viene usato per descrive due forze contrastanti e opposti che però sono collegati tra di loro. Nel loro caso questi aspetti sono luce e pace contro oscurità e caos. Ironicamente Raava rappresenta il Yin, ma nella filosofia taoista questa sarebbe definita come maschile e feroce, ma lei è femminile e calcolata,.
  • Sempre in linea con il concetto Yin-Yang, i due spiriti contengono in loro stessi alcuni frammenti dell'altro, dagli quali si può rigenerare anche dopo la sua sconfitta. (vedasi la classica rappresentazione del Yin-Yang con un puntino dell'altro colore).
  • In Sanskrit vatu (वतु) è un interdizione che vuol dire "silenzio!" , che è l'opposto della parola ravaḥ (रवः) che vuol dire "suono". Anche i loro nomi sono quindi opposti.
  • Quando Raava perde potere, i disegni sul suo corpo diventano più semplici perde i suoi tentacoli.
  • Sulla statua di Wan c'è raffigurata anche lei come abbraccia l'umano
  • Raava non ha dimostrato di poter sparare raggi dal petto, ma la proiezione astrale di Korra si.
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