Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Questo è il quarto episodio della prima stagione della serie live-action "Avatar - La Leggenda di Aang", Acqua. Come gli altri episodi della prima stagione, è stato pubblicato in streaming il 22 Febbraio 2024 su Netflix.

Sinossi[]

Aang è astato arrestato... da una persona che non si sarebbe mai aspettato di rincontrare, specialmente non sotto queste condizioni. Intanto, i suoi amici devono affrontare un importante ostacolo per poterlo salvare che li costringe a collaborare.

Trama[]

Incontro con il Re di Omashu[]

Cento anni prima, Aang fece visita ad Omashu dove sentiva chiamare il suo nome da parte di un altro ragazzino della sua età che riconobbe subito come il suo amico Bumi. I due iniziarono a chiacchierare degli addestramenti nei rispettivi elementi finché Bumi non presentò un pezzo di roccia che doveva modellare; Aang lo descrive come un bisonte volante mentre suo amico affermò che dovesse essere invece un talpa-tasso. Dopo un momento di imbarazzo, i due se la ridono.

Nel presente, Aang si sveglia in una prigione di Omashu insieme ad Iroh che loda con cinismo le abilità dei dominatore della terra di costruire città meravigliose e prigioni impenetrabili. Un po' scocciato dalla presenza del dominatore del fuoco, Aang afferma che questa città sia troppo oscura in questo periodo, cosa che Iroh asseconda dicendo che fosse una cosa presente in tutte le città dopo un secolo di guerra. Aang nota con sarcasmo che questa guerra è stata voluta dalla Nazione del Fuoco, così Iroh racconta che suo fratello, il Signore del Fuoco, veda le cose attraverso una sola lente: vittoria o sconfitta. Sempre più arrabbiato, Aang vuole sapere se sia questo lo scopo di Zuko, catturarlo per vincere la guerra, ma il vecchio Generale spiega che lo fa per riconquistarsi la sua vita. Notando che suo nipote lo ascolterebbe se gli desse che questo non sia la strada, Aang afferma che sia in debito con lui, ma Iroh gli contraddice dichiarando che invece è lui quello ad essere in debito con Zuko.

Intanto, Sai spiega a Katara e Sokka che la prigione di Omashu sia impetrabile e raggiungibile soltanto attraverso il palazzo, per cui è inutile tentare. I due fratelli però insistono a non voler abbandonare il suo amico, cosi Teo propone di usare le gallerie segrete sotto la montagna di Omashu create dalle fondatrici della città. Suo padre non ne vuole sapere e li dichiara una favoletta, ma Teo gli chiede con un tono accusatorio che aveva raccontato di averle viste, era quindi un’altra bugia? Sai si arrende e ammette d’esistenza di queste gallerie, ma aggiunge subito che siano pericolosissime e instabili, inoltre sorvegliati da spiriti vendicativi, un pensiero che fa rabbrividire Sokka. Decisa, Katara dichiara che ci penseranno loro, basta che lui gli mostri l'entrata.

In prigione, i soldati portano via un Iroh incatenato per trasferirlo alla cava, un campo di lavoro forzato per prigionieri di guerra malfamato. Il soldato che rimane da Aang afferma che lui invece non sia cosi fortunato, dato che incontrerà il Re.

Sokka studia le mappe delle presunte gallerie, ma non ci capisce nulla, sembrano contraddirsi a vicenda. In questo istante Sai riceve una lettera del suo contatto della Nazione del Fuoco, cosi Sokka gli propone di fingere di presentarsi per consegnarli invece alle guardie di Omashu. Questa idea sciocca il Meccanico che ribadisce il fatto che al minimo segno di ribellione, l’armata nemica assalirà Omashu, ma un Teo inusualmente battagliero dichiara che con il ritorno dell’Avatar sia giunto il momento di iniziare a combattere.

Aang viene portato nella sala del trono dove lo aspettano dal monarca di Omashu, un vecchio signore dall'aspetto strambo e senile su una sedia a rotelle, e le sue guardie. Mentre il capo delle guardie elenca le presunte accuse contro il dominatore dell’aria, il Re lo studia da tutti i lati finché non sorprende tutti con un invito a bere del tè. Subito dopo, il Re sgrida le guardie per aver identificato male questo ragazzo: non è solo un dominatore dell’aria, ma anche il signore dei quattro elementi, l’Avatar! La sua risata iconica rivela ad Aang che ha davanti a sé il suo amico d’infanzia Bumi, il quale prima lo saluta con allegria per poi diventare molto più serio: come faccia Aang ad essere ancora vivo e ancora bambino? In quel momento arriva il tè richiesto, ma il Re lo sputa fuori disgustato per un ingrediente secondo lui sbagliato, anche se era stato preparato seguendo la sua richiesta di prima alla lettera. Quando Aang osa farglielo notare, con uno sguardo minaccioso, Bumi ordina di mandarlo… al banchetto.

Scesa la notte, Katara si prepara alla missione di salvataggio e mentre setaccia gli armadi di Sai alla ricerca di utensili utili, trova una borraccia piena d’acqua che decide di utilizzarla come riserva per il suo dominio. Quando si volta, trova dietro di sé Jet che l'accusa di tradimento, a cosa che Katara ribadisce che abbia impedito di uccidere persone innocenti. Arrabbiato, Jet si difende dichiarandoli traditori e spie, quindi nemici, e avverte la ragazza che si mettesse contro di lui, anche lei diventerà sua nemica. Il ragazzo si riprende e cerca nuovamente di riportare Katara dalla sua parte con parole docili, ma questa risponde con amarezza che era stato lui ad averle fatto ricordare la madre, la quale non avrebbe mai voluto che il suo rancore riempisse il suo cuore; Jet sta combattendo non per difendere qualcosa che ama, ma mosso solo dall'odio, esattamente come i dominatori del fuoco. Questa parole fanno infuriare il ragazzo che la attacca, ma questa la scaraventa terra con una leva, ma Jet non demorde e contrattacca con aggressività e rabbia. Katara usa l'acqua della borraccia per prima respingerlo e poi per congelarlo contro dei pali, immobilizzandolo. Mentre la ragazza del sud lo saluta e prende le sue cose, Jet gli grida dietro che il potere che ora ha sia solo merito suo, ma Katara ribadisce che invece era solo suo.

Uno Zuko travestito da soldato della terra s’infiltra nella prigione alla ricerca di suo zio, ma non lo trova. Quando viene beccato da un soldato vero si finge in imbarazzo per essere in ritardo per il trasferimento del prigioniero, cosi viene a sapere che “il vecchio” è stato trasferito alla cava mentre “l’altro” sia ancora qua. L’informazione che “l’altro” non è altro che l’Avatar, Zuko non sa cosa fare e rimane lì come imbambolato: salvare suo zio e tentare di catturare l’Avatar?

Al banchetto, Bumi mette Aang alla prova offrendogli un pasto di carne e uno vegetariano sotto giochi di parole, e il ragazzo sceglie ovviamente quello vegetariano. Quando si accorge di essere stato messo alla prova, Bumi ride che è stato solo un gioco, esattamente come lo era forse stato essere imprigionato nel ghiaccio per cento anni. Quando Aang ribadisce arrabbiato che era stato un incubo, Il Re ride che lo è stato sicuramente in confronto a cento anni di guerra in un mondo in fiamme mentre lui ha fatto un “lungo pisolino”. Questa accusa innervosisce il ragazzo che gli fa notare con sensi di colpa che la sua gente non esista più e che lui non fosse stato li per aiutargli. Le battute allegre a discapito dei dominatori dell’aria iniziano a far arrabbiare Aang che annuncia che stia per accadere di nuovo ed è per questa ragione che deve raggiungere la Tribù dell’Acqua del Nord il più presto possibile.

Vedendo che Bumi che si dimostra estremamente apatico a questo possibile disastro e sta per congedarsi ridendo, Aang gli chiede se davvero non gli interessi, suscitando la rabbia del monarca. Con una rabbia improvvisa, si avvicina al suo ospite e gli castiga per osare chiedere a lui se gli interessi di questo dopo che ha combattuto cento anni di guerra. Finisce il suo sermone con la dichiarazione che Aang possa avere cento anni, ma lui non abbia vissuto per cento lunghi anni. Il dominatore dell’aria dichiara di non crederci che abbia davvero perso la speranza fino a questo punto, ma Bumi gli sorride soltanto che accetta la sfida.

La galleria delle due amanti[]

Al sorgere del sole, Katara e Sokka raggiungono l’entrata delle gallerie, anche se il ragazzo sembra essere poco convinto, dato che non combacia non nessuna delle mappe. A pochi metri nella caverna, la ragazza nota il suono di musica provenire da più dentro e difatti, in una apertura più spaziosa della galleria, trovano un gruppo di musicisti che cantano e suonano intorno a un fuoco. Quando il capo dei ministrelli invita Sokka ad unirsi a loro, il ragazzo inizialmente si dimostra scocciato, ma finisce quasi per appassionarsi finché non si ripiglia in imbarazzo. Il cantante del gruppo musicale spiega che si sono radunati qua per l’acustica spettacolare che genera armonia. Alla nota che, se queste persone stanno qua volentieri, le gallerie forse non sono cosi male, il cantante gli indica il vero ingresso alle gallerie più in là che hanno un aspetto spaventoso e terrificante.

Vedendo che i due ragazzi sono decisi a proseguire, il cantante gli presenta un murale che racconta la storia delle “due innamorate”. Oma e Shu, che si sono incontrare in cima alla montagna che divideva i loro due villaggi che erano nemici, per cui non potevano stare insieme. Il loro amore era stato talmente forte da trovare un modo: imparando il dominio della terra dai talpa-tasso, diventarono le primi dominatrici della terra. Grazie a questo potere, costruirono delle gallerie intrecciate per incontrarsi in segreto finché, un giorno, Oma non arrivò perché era stata uccisa in un attacco. Devastata, Shu usò il suo dominio per mettere in ginocchio le due armate, ma al posto di ucciderli tutti, dichiarò la fine della guerra. I due villaggio costruirono una nuova città per vivere in pace insieme che venne chiamata “Omashu”, in onore al loro amore. Alla fine, il cantante gli legge anche la scritta sopra l’entrata della galleria che dice “L’amore fa luce nell'oscurità”, anche se da lì nessun essere vivente abbia mai fatti ritorno. Per nulla tranquillizzati, Katara e Sokka si avviano, sperando che almeno la storia dei spiriti maligni non sia vera, mentre il gruppo intona una canzona sulla galleria segreta.

Poche ore dopo, Iroh si trova su una carrozza in viaggio per le cave accompagnato da una dozzina di soldati del Regno della Terra. Stufo dei tentativi del dominatore del fuoco di iniziare una conversazione, il capitano fa fermare la carovana e si avvicina al suo prigioniero, dichiarando che sia una precauzione per tutti coloro che potrebbero venir a sapere che abbiano a che fare con il famoso “Dragone dell’Ovest”, il Generale che ha assediato Ba Sing Se per seicento giorni. Con un sorriso finto, il capo che gli chiede se possa fare qualcosa per rendere il viaggio più confortevole quando riceve la riposta che vada bene così, lo “saluta” con un pugno allo stomaco che lo piega in due. Prima di far ripartire la carovana, aggiunge che non debba farsi scrupoli, il viaggio é lungo e lui ha tutto il tempo per delle “conversazioni” del genere. Quando ripartono, nessuno nota come Iroh fa cadere a terra la pedina di Pai Sho che aveva comprato ad Omashu.

Nel castello, Bumi e Aang passeggiano per i corridoi del castello parlando dei piani del ragazzo di andare verso Nord, dove il monarca lo avverte che la strada più diretta non sia sempre la strada migliore. Pochi attimi dopo, Aang si ritrova con le gambe bloccate a terra da dei cristalli verdi che si espandono velocemente fino a ricoprirlo del tutto. In una reazione istintiva, il ragazzo si libera con il suo dominio, ma rimane scioccato e sconvolto da questo attacco improvviso e inaspettato. Una volta al sicuro, chiede al suo vecchio amico cosa volesse dimostrare, ricevendo la risposta ambigua che volesse forse dimostrare che non esistano percorsi facili per l’Avatar, oppure volesse solo giocare come nei vecchi tempi… oppure che avesse solo avuto voglia di un cristallo di zucchero.

Intanto, si vede quale decisione Zuko abbia preso: sta correndo per le strade della foresta incorrendo la carovana di suo zio dove, a un bivio, trova la pedina di Pai Sho a terra. Nello stesso istante, Katara e Sokka cercano la strada nelle gallerie, ma ben presto si rendono conto che le mappe non servano. Il ragazzo prende il comando e dichiara con una certa arroganza che debbano seguire la sua intuizione ignorando i dubbi di sua sorella. Guardano verso il soffitto, Sokka trova dei cristalli luminosi e istruisce Katara di spegnere la loro lanterna per poterli vedere meglio, l'intera galleria si dimostra coperta da questa inaspettata, seppure debole, sorgente di luce. Sokka lo spiega con la scritta sull'entrata per trovare la strada, un ragionamento che la ragazza non riesce a seguire e inizia a vocalizzare i suoi dubbi sempre più forti. I due iniziano a litigare sempre di più dove Katara si lamenta di non venir mai presa sul serio da suo fratello mentre questo si difende con il solito mantra che loro padre abbia affidato a lui la responsabilità. Alla fine Katara perde la pazienza e grida a squarciagola che lui non sia loro padre, zittendo sia lui che sé stessa per lo shock di aver pronunciato queste parole cosi cattive. Ad un tratto stanchi e frustrati, i due si siedono a terra in silenzio per calmarsi, per poi parlare di casa loro e le cose banali che avevano lasciato indietro. Dopo qualche attimo, Sokka la incita di proseguire.

Anche la carovana fa pausa per imbevere i cavalli-struzzo e i soldati, ma il capitano nega l’acqua al prigioniero dichiarando che “ai dominatori del fuoco non serva l’acqua”. Il soldato inizia una conversazione apparentemente banale che però finisce con il racconto emozionale di come suo fratello minore fosse morto durante l’assalto della Nazione del Fuoco al muro orientale di Ba Sing Se, guidato proprio da Iroh stesso. Con una furia celata dietro alle lacrime di tristezza, il capitano chiede a cosa fossero servite tutte quelle vittime, tutti quei sacrifici, quando Ba Sing Se è ancora lì in piedi come se nulla fosse. Iroh spiega che erano in guerra, ma il capitano gli taglia la parola chiamandolo un boia e gli da un pugno in faccia all'uomo odiato in catene davanti a lui, ma questo non abbassa lo sguardo e dichiara che ad alcuni non piacesse cosa si trovi in guerra, un commento che il capitano interpreta come un tentativo patetico di chiedere perdono. La frase di Iroh che non stesse parlando di sé fa scattare il soldato che con un grido di rabbia alza un macigno pesantissimo e lo fa levitare sopra la testa del suo prigioniero, pronto a schiacciarlo a morte. I suoi compagni lo fermano prima di compiere il gesto, ma quando studia il volto fiero del Dragone dell’Ovest, dichiara con shock e furia che non avesse umanità e non conoscesse il dolore, poi butta via il macigno con lo sguardo pieno di disprezzo. Una volta da solo, l’espressione di sfida di Iroh si trasforma in una di dolore, pensando indietro a un giorno di qualche anno fa.

Alla capitale, esisteva solo un tema: l’abbandono da codardo dell’assedio di Ba Sing Se da parte di Iroh dopo l'uccisione di suo figlio Lu Ten. Durante il funerale, questo rimase seduto accanto alla bara di suo figlio rimanendo in silenzio e con l'espressione assente, accettando le condoglianze e le critiche senza nessun movimento espressivo. Alzò brevemente lo sguardo quando suo fratello Ozai lo rassicura che Lu Ten verrà celebrato come “paladino della Nazione del Fuoco” e consacrato nella leggenda. Il prossimo era il giovane Zuko che dichiarò che morire per la Nazione del Fuoco fosse un grande onore sia per lui che suo cugino e stava già per congedarsi quando decise di rivolgersi a suo zio in lutto in privato. Raccontando come Lu Ten gli abbia aiutato quando suo padre era insoddisfatto dei suoi studi regalandogli la medaglia per essere stato il migliore nel corso da ufficiale e dichiarando che dovesse appartenete a qualcuno destinato a fare grandi cose, il ragazzo lo regalò a suo zio. Zuko lo salutò con un sorriso triste aggiungendo che Lu Ten non ne avesse avuto bisogno dato che avesse avuto già una forza immensa, poi si sedette accanto a suo zio in segno di condoglianza. Finalmente, l'autocontrollo del leggendario Dragone dell’Ovest iniziò a creparsi e per la prima volta lasciò cadere le sue lacrime amare.

Il segreto delle gallerie[]

Sokka e Katara continuano a proseguire nel labirinto sotterraneo; mentre il ragazzo cerca di orientarsi segnando le pareti delle caverne con il suo boomerang, Katara si esercita con una palla di acqua. Il ragazzo le fa i complimenti per i progressi, ma si zittisce scocciato quando la ragazza racconta che li deve anche ai consigli di Jet su ricordarsi di come loro madre aveva vissuta, non come fosse morta. Quando nomina Sai, Sokka le racconta di come gli avesse raccomandato di diventare un ingegnere e che fosse la sua vocazione e ammette che è bello che qualcuno veda in lui qualcosa di particolare. Katara gli chiede perdono per le parole cattive di prima e aggiunge che loro padre non ha mai dovuto guidare la tribù da così giovane. L’atmosfera di riconciliazione cambia quando i duo si ritrova davanti a una chiusura della galleria senza cristalli e quando tornano indietro, anche un’altra strada é improvvisamente chiusa quando prima era pervia. Con un timore improvviso, si rendono conto che forse sono le gallerie a cambiare.

Re Bumi conduce Aang a una porta annunciando una sfida tremenda, ma il ragazzo inizia a stufarsi di queste continue prove e sfide e cerca di farlo ricordare com’era stato da bambino: felice e divertente che ama fare scherzi e pensava sempre asi suoi amici. Per un attimo Bumi sembra pensarci, ma poi lo accusa di prendere sempre tutto come un gioco e di non pensare mai alle sue responsabilità, cosi gli propone un ultimo gioco. Un un sogghigno minaccioso, il monarca apre il portone che conduce a una sorta di arena dove gli spiega il gioco: loro due si affronteranno in duello- fino alla morte. Il monarca apparentemente senile e fragile si toglie la vestaglia rivelando un corpo sorprendentemente muscoloso e atletico per un ultra-centenario.

Ormai leggermente nervosi e agitati, Sokka e Katara corrono per le gallerie alle ricerca dell’uscita, continuando a litigare sul significato dei cristalli. Ad un tratto sentono un rumore sospetto che sembra un ruggito di una bestia feroce che gli fa gelare il sangue nelle vene e pochi attimi dopo compare il suo artefice: un gigantesco talpa-tasso che sembra essere parecchio arrabbiato.

La carovana viene fermata da un albero in fiamme che gli cade sulla la strada sbarrandola e spaventando i cavalli-struzzo. Mentre i soldati si ripigliano, dietro di loro cadono altre palle di fuoco causati da nientemeno da Zuko. In pochi attimi abbatte i soldati e libera suo zio dalle catene con un calcio fiammante per poi iniziare una battaglia furiosa tra dominatori. In pochi attimi, i due dominatori del fuoco sbaragliano i cinque della terra finché l’unico a resistere è il capitano. A terra, ordina ad Iroh di finirlo, ma questo si limita a fissarlo con uno sguardo pieno di tristezza, affermando che entrambi avessero visti già troppi morti per poi voltarsi. Il capitano, vedendo questa possibilità di vendetta, si alza e lancia una lama di roccia contro l’odiato Generale per colpirlo alle spalle; Zuko spinge da parte suo zio impedendo che venga colpito in un punto vitale, ma non può impedire una ferita alla spalla. Infuriato, il ragazzo lo colpisce con un calcio alla testa senza ucciderlo per poi precipitarsi da suo zio a terra dolente lamentandosi del modo in cui i dominatori della terra ripaghino la compassione. Iroh lo incita alla fretta prima che arrivino i rinforzi ignorando il dolore, cosi i due si allontanano dalla strada.

Terrorizzati da questo animale che li insegue imbestialito, Katara e Sokka scappano, ma ben presto finiscono in un vicolo cieco. La talpa-tasso sta per raggiungere il guerriero, cosi Katara gli da uno schiaffo sul muso con la frusta d’acqua e riesce ad allontanarlo per ora. I due continuano la fuga, ma beccano un altro vicolo cieco con l’animale alle calcagna. Rassegnati alla morte, Sokka e Katara si chiedono perdono per tutto e si stringono la mano in questo che sembra l’ultimo atto per loro, ma inaspettatamente la talpa-tasso non li attacca più. Studiando le loro mani congiunte, Katara nota che la frase all'entrata forse indicasse non i cristalli o Oma e Shu, ma questi animali ciechi, che navigano apparentemente a sentimenti. Sokka si dimostra scettico, ma in vista di mancate alternative prova a vedere se obbediscono anche ai comandi vocali chiedendo la via per il palazzo. L’animale inizia a scavare una nuova galleria come se stesse dominando la terra e i due ragazzi la seguono nella speranza che abbia davvero capito la richiesta.

Bumi contro Aang[]

Intanto, il duello tra Bumi e Aang ha avuto inizio e il dominatore della terra attacca subito con grande aggressività e determinazione. Aang evita gli attacchi variegati usando la sua agilità o il dominio dell’aria implorando il suo vecchio amico di desistere affermando che non debba farlo, ma il monarca risponde ridendo che invece deve combattere anche se non vuole, perché questo significa essere in guerra. Dopo un altro attacco che il monaco evita a stento, Bumi accusa Aang di averli abbandonati nonostante fosse l’Avatar e aggiunge con amarezza che in questo mondo non si potesse fidare di nessuno neanche degli amici- specialmente non degli amici.

Finalmente, Aang decide di farsi avanti, ma Bumi trasforma il terreno dell’arena in sabbie mobili che affondano il ragazzo fino alle anche per poi lanciargli addosso dei cerchi di roccia. Ormai spinto all'ultimo, Aang si libera e inizia a deviare i proiettili in arrivo usando il dominio dell’aria e dimostrando una vena aggressiva. Uno dei proiettili deviati colpisce la cupola dell’arena che inizia creparsi, ma Bumi prosegue ridendo e dichiara la fine dei gioco, cosi stacca un pezzo importante della cupola e lo fa cadere su Aang che la ferma a stento utilizzando il dominio dell’aria. Il monarca non muove un dito quando un altro pezzo della costruzione gli cade addosso, cosi Aang ferma anche esso per impedire che uccidesse il suo amico, anche urla subito che non riesca a tenerli entrambi. Ridendo, Bumi gli fa notare che vincerà se lo lascerà cadere, a cosa il ragazzo risponde in panico che non è un gioco; Il vecchio monarca lo corregge, è questo vuol dire fare decisioni difficili di vita e di morte come lui li ha dovuto fare per cento lunghi anni. Gli ordina di lasciarla cadere, cosi anche lui impererà essere l’Avatar, ma Aang si rifiuta categoricamente nonostante l’evidente fatica, cosi Bumi dichiara che allora il mondo sia condannato.

In quel momento appaiono Sokka e Katara e, grazie alla loro collaborazione, trascinano Bumi in salvo per premettere ad Aang di posare finalmente i pensati macigni. Il monarca però non accetta questa intromissione e li accusa di imbroglio, dato che per colpa di questa intromissione non abbia imparato nulla di nulla. Aang gli va incontro e con un sorriso deciso dichiara che invece si può fidare degli amici e che sarà quello il modo in cui salverà il mondo: con i suoi amici. Bumi lo castiga per ragionare come un bambino, una accusa che il ragazzo non vede come una cosa cosi cattiva, poi gli mostra il fischietto per bisonti volanti che presta a Bumi per chiamare un vecchio amico. Studiando il fischietto, Bumi si ricorda come, da bambino, l’avesse usata, e questo ricorda gli fa apparire sul volto un raro sorriso sincero creduto ormai perduto. Aang ammette di non essere stato lì per il mondo o per lui, ma lo è ora ed adesso.

Il gruppo torna all'esterno dove vengono attesi dal capitano delle guardie che annuncia l’ultimazione dei preparativi. Preoccupato, Aang vuole sapere se fosse successo qualcosa, cosi Bumi spiega che le forze della Nazione del Fuoco si stessero muovendo e che saranno qua prima dell’alba prossima. Aggiunge che si possono preparare perché sanno di questo da una fonte affidabile, ovvero nientemeno che da Sai, il quale sta arrivando in questo momento. Con un tono severo e deciso, ordina ad Aang, Sokka e Katara di andarsene subito, visto che l’Avatar abbia altri luogo in cui debba andare, e Omashu si riunirà alla guerra. Prima di partire, Bumi ha un'ultima sfida per il suo vecchio amici: un giretto sugli scivoli del sistema di distribuzione della posta. E difatti, i due non si lasciano sfuggire questo divertimento, anche se alla fine si schiantano contro il carretto di un certo venditore di cavoli.

Dopo il calare della notte, Zuko e Iroh raggiungono la barca con la quale possono tornare alla loro nave. Quando il vecchio Generale nota che salire e scendere delle barche forse sia il loro destino, Zuko si ricorda di come, poco dopo aver ricevuto la cicatrice sul volto, stava per partire per il suo viaggio in esilio tre anni fa. In quel momento, Iroh venne a bordo della sua nave dichiarando che lo volesse accompagnare in questo viaggio “memorabile”, ma Zuko affermò subito di non aver bisogno di un sorvegliante. Voltandosi, gli ricordò le parole severe di suo padre Ozai: non poteva tornare prima di aver trovato l’Avatar, il che vuol dire che probabilmente era un viaggio molto, molto lungo prima di poter tornare a casa. Con le lacrime agli occhi, Iroh rispose che abbia con sé tutto quello che gli servisse per essere a “casa”, il che convinse il ragazzo ad accettarlo a bordo come amico. Nel presente, Zuko avvista nel cielo notturno il bisonte volante dell’Avatar, ma lo ignora per poter tornare “a casa”.

Crediti[]

  • Direttore:
    • Jabbar Raisani
  • Scrittrice :
    • Keely MacDonald
  • Sviluppo:
    • Albert Kim
  • VFX:
    • DNEG
  • Basato sulla serie animata creata da:
    • Bryan Konietzko
    • Michael Dante DiMartino

Cast[]

  • Principali:
    • Gordon Cormier - Aang
    • Kiawentiio - Katara
    • Ian Ousley - Sokka
    • Dallas Liu - Principe Zuko
    • Paul Sun-Hyung Lee - Zio Iroh
    • Daniel Dae Kim - Signore del Fuoco Ozai
  • Secondari:
    • Utkarsh Ambudkar - Re Bumi
    • Danny Pudi - Sai
    • Sebastian Amoruso - Jet
    • Lucian-River Chauhan - Teo
    • Albert Nicholas - Capitano delle guardie
    • Justin Wong - Chong
    • Lim Kay Siu - Monaco Gyatso
  • Altri:
    • James Sie - Venditore di cavoli
    • Pradnesh Prakash - Bumi da giovane
    • Seth Ranaweera - Capitano di Omashu
    • Akshaya Pattanayak - Consulente del Re
    • Emily Schoen, Shastina Kumar, Jon Ray Dy Buco & Wilson Kwok - Ministri
    • Gayle Yamamoto - Burocrate
    • Russel Jung - Diplomata
    • Sunnie James - Sergente
    • Andy Kalirai - Servo

Adattamento[]

Episodi trattati:[]

Altre fonti accennati:[]

Cambiamenti maggiori rispetto alla serie animata:[]

  • Iroh viene arrestato dalle guardie di Omashu per essere portato alle cave, non da soldati che l'hanno trovato per caso durante un momento di relax.
  • Il capitano dei soldati è molto più vendicativo e crudele con Iroh che nella serie animata.
  • Bumi è molto più acido e permaloso per la scomparsa dell'Avatar per cento anni.
  • Le sue prove non servono a insegnare Aang ad essere un "genio pazzo" che trova soluzioni creative, ma per fargli capire cosa voglia dire fare scelte difficili.
  • La grotta delle due amanti si trova ad Omashu stessa, non sotto un passo che conduce alla città.
  • Nella storia dei due amanti, sono stati modificati due particolari: per uno, sia Oma che Shu erano state donne e, secondo, è stata Oma ed essere uccisa qua, non Shu come nella serie animata.
  • Sono Sokka e Katara ad entrare nelle grotta, non Katara e Aang, il che toglie una scena che fece intuire una possibile relazione futura tre loro due.
  • La talpa-tasso non naviga usando l'olfatto o l'udito, ma le emozioni.
  • È Omashu a dover affrontare un attacco della Nazione del Fuoco per via del tradimento del Meccanico, non il Tempio dell'Aria del Nord.

Trivia e note[]

  • Durante la scena del funerale di Lu Ten, si sente come musica di sfondo una versione strumentale di "Leaves from the vine" che l'Iroh della serie animata canta in "I racconti di Ba Sing Se" per il compleanno di suo figlio deceduto.
  • I musici vagabondi sono ovviamente Chong e la sua banda.
  • Quando Aang entra nella sala del trono, si vedono delle statue di uno strano animale, è Flopsie, l'animale domestico del Bumi della serie animata.
  • Il cristallo che Bumi fa crescere è la Jennamite che, in effetti, è una sorta di cristallo di zucchero commestibile.
  • Il ritratto di Lu Ten al funerale è lo stesso che Iroh usa per il suo altare improvvisato in "I racconti di Ba Sing Se".
  • La scena finale dove Zuko ignora di il bisonte volante per proseguire ricorda quella in "La tempesta".
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