Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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"Aang" è il primo episodio della prima stagione della serie live-action su Netflix chiamato „Avatar: La Leggenda di Aang“. Come gli altri episodi della prima stagione, ebbe il suo debutto ufficiale il 22 febbraio del 2024, mentre venne presentato a un pubblico scelto già una settimana prima, il 15 Febbraio, nel Egyptian Theatre di Los Angeles.

Sinossi[]

Un giovane dominatore dell’aria si risveglia da un sonno durato cento anni e deve giungere a termine con la nuova realtà che lo circonda. Non solo deve apprendere che il mondo é succube di una violenta guerra che ormai dura da un secolo, ma anche il fatto che la sua gente, i Nomadi dell’Aria, sono stati tutti estirpati e lui è rimasto l’ultimo loro esponente in vita. Ma questo non è tutto, lui cela un altro segreto non meno scioccante…

Insieme a due ragazzi della Tribù dell’Acqua del Sud, Sokka e Katara, inizia a scoprire questo nuovo mondo, anche se fatica accettare il suo ruolo in quest’epoca scossa dalla violenza che potrebbe cambiare tutto…

Trama[]

Preludio[]

La tranquillità di una notte nella Città Capitale della Nazione del Fuoco viene interrotta da un’agitazione provocata da un uomo che sta scappando da alcuni soldati correndo per le strette strade della metropoli. I soldati lo stanno inseguendo perché vuole portare all'estero una pergamena con informazioni segreti e dopo una lunga caccia all'uomo stanno per chiudere le distanze. La spia raggiunge il suo contatto e gli consegna la pergamena, ma in quel momento viene raggiunto dai soldati e li affronta in combattimento per permettere al suo compagno di fuggire, sacrificandosi per il bene comune, ovvero il dovere di informare il Re della Terra di una guerra imminente.

La spia viene trascinata davanti al cospetto del Signore del Fuoco Sozin, al quale dichiara con soddisfazione che la pergamena fosse già in viaggio per il Regno della Terra. La sua spavalderia viene sfracellata dalla dichiarazione neutrale del monarca che quello fosse stato quello il suo piano fin dall'inizio affinché gli occhi del mondo fossero puntati solo sul Regno della Terra, il quale avrebbe radunato le forza armate delle altre nazioni per difendersi. La spia, incredula e scioccata, gli chiede la ragione per questa azione illogica, ricevendo solo la risposta criptica di Sozin che stia “puntando molto più in alto”. Dopo che il monarca ha ridotto la spia in una massa fumante di ceneri, il suo Ministro della Guerra gli chiede il senso di questo stratagemma, dato che per lui i dominatori dell’aria non contassero come nemici, alla quale Sozin risponde con una espressione dura e feroce che forse è così, ma tra di loro c'è colui che è l'unica persona capace di fermarli: l’Avatar, destinato a nascere tra i Nomadi dell’Aria. Il Gran Saggio del Fuoco gli fa notare che l’Avatar non fosse stato ancora rivelato, cosi Sozin dichiara che è questa la ragione perché li sterminerà tutti.

Il giorno successivo, al Tempio dell’Aria del Sud, il sole illumina una meravigliosa mattina. Un ragazzino di nome Aang sta osservando il panorama da una torre finché non viene chiamato giù dal suo mentore, il saggio monaco Gyatso. Aang usa il dominio dell’aria in modo maestrale e un pò pretenzioso per planare giù a terra sembrando quasi di volare, sorprendendo gli altri monaci finché non atterra davanti al suo maestro. Questo lo sgrida un po' per aver saltato nuovamente delle lezioni, ricordandolo che, seppur sia molto più avanti del suoi coetanei, abbia ancora molto da imparare. Inoltre gli chiede di andare ad aiutare gli altri nei preparativi della festa in occasione della Grande Cometa quando vedono arrivare centinaia di bisonti volanti da tutti gli altri templi dell’aria: arriveranno tutti quanti i dominatori dell’aria al completo. Pochi secondi dopo che Aang si è allontanato con i suoi amici, un monaco anziano chiede a Gyatso se glielo avesse detto che lui è l’Avatar; alla sua risposta negativa gli ricorda con aria severa che non abbiano il lusso di attendere il momento perfetto.

Il consiglio del tempio si raduna e Gyatso racconta che Aang fosse sempre stato un prodigio, essendo il più giovane dominatore dell’aria a ricevere i tatuaggi di un maestro, ma pone anche molta enfasi sul fatto che abbia solo dodici anni. Un suo compagno gli ricorda che il Signore del Fuoco sta per attaccare il Regno della Terra e che i Nomadi dell’Aria dovrebbero contribuire, ovvero mandare l’Avatar. Gyatso ribadisce che Aang sia ancora troppo giovane e abbia ancora troppo da imparare, il che lo metterebbe a rischio di fallire se venisse chiamato all'azione prima di aver completato i suoi studi. Anche se l’abate gli da ragione su questo, constata anche che l'attaccamento di Gyatso ad Aang gli impedisca di vedere la verità, per cui decide di far partire il ragazzo subito per l’addestramento degli altre discipline di dominio nella speranza di poter fare ancora la differenza.

Arrivata la sera, Aang si lamenta degli estenuanti preparativi per la Festa della Grande Cometa che arriva solo ogni cento anni. Mentre i due scherzano sul fatto che neanche il vecchio monaco abbia cento anni per aver visto l’ultimo arrivo della cometa, Gyatso fa notare al ragazzo che lui abbia ricevuto i suoi tatuaggi da maestro non nella sala cerimoniale comune come gli altri, ma davanti alla maestosa statua dell’Avatar Yangchen. Spiegandoli il Ciclo degli Avatar, ovvero aria-acqua-terra-fuoco, gli fa capire che è lui il nuovo Avatar dopo la morte dell’Avatar Roku della Nazione del Fuoco, una rivelazione che sciocca il ragazzino profondamente. Mentre Aang sta ancora lottando con sé stesso per accettare questa verità sconvolgente, il suo maestro gli racconta che la Nazione del Fuoco stia intraprendendo un cammino oscuro che sta minacciando l’equilibrio del mondo e che solo l’Avatar possa salvarlo. Inoltre gli ordina di partire all'istante per allenarsi nelle altre discipline, una cosa che Aang non vuole fare per non lasciare la sua vecchia vita e i suoi amici, ma Gyatso lo incoraggia dicendo che sia molto più forte di quanto lui creda, almeno finché non si dimentica mai chi è. Aang risponde che non vuole questo poter e non vuole essere diverso e gli chiede se non possa continuare semplicemente fingere essere suo amico. Tra le lacrime, Gyatso gli assicura che sarà sempre il suo amico, consolandolo con un abbraccio.

Questa notte, Aang non riesce a dormire per il peso di queste parole e, mentre la cometa appare nel cielo notturno, esce nel cortile dove viene raggiunto dal suo fidato bisonte volante Appa che cerca di consolarlo. Il ragazzo inizia a scaricare su di lui i suoi pensieri e i suoi dubbi sul fatto che proprio lui sia l’Avatar, colui che ad un tratto deve salvare il mondo dalla Nazione del Fuoco. Abbracciando Appa, Aang infine esprime quello che lo turba veramente: ha paura del suo potere e ciò che lo aspetta, poi gli chiede di fare un volo con lui per schiarirsi le idee.

Mentre i due volano via nel cielo notturno, nessuno degli abitanti del tempio si accorge dell’armata del fuoco comandata da Sozin in persona che si sta radunando nelle valli sotto la montagna. Prima di partire all'attacco, il Signore del Fuoco ricorda i suoi soldati di non lasciare neanche un sopravvissuto, poi lui e la sua armata si scaglia contro i Nomadi dell’Aria godendo del potere della cometa.

L’attacco massiccio colpisce gli abitanti del tempio completamente impreparati, ma dopo il primo shock riescono a radunarsi per opporsi all'aggressione. I soldati del fuoco non mostrano pietà e colpiscono un dominatore dell’aria dopo l’altro a scopo assassino, anche se questi si difendono nel miglior modo possibile. Inizia una violenta battaglia sanguinosa tra dominatori del fuoco e dell’aria che si protrae per ore e ore, ma è chiaro che i soldati di Sozin stanno prendendo il sopravvento. Gyatso va a prendere i bambini e li conduce alla sala cerimoniale, ma presto si accorge che Aang non è fra di loro.

Intanto, Aang e Appa hanno raggiunto il mare aperto e finiscono in una violenta tempesta, per cui decidono di tornare indietro velocemente. Ignaro del fatto che la sua gente sta per essere massacrata, i due devono attraversare il mare infuriato con onde gigantesche. Sozin arriva alle porte del rifugio dei bambini e Gyatso si prepara per affrontalo nello stesso istante in cui Aang e Appa vengono inghiottiti da un’onda gigante che li trascina sott'acqua. Gyatso si oppone valorosamente al Signore del Fuoco che afferma che, in qualunque altra notte, avrebbero potuto vincere ma non in questa dove dispongono del potere della cometa. I due si affrontano in duello mortale che viene vinto dal dominatore del fuoco nello stesso istante dove, a centinaia di chilometri di distanza, Aang entra istintivamente nello Stato dell’Avatar e si imprigiona in un iceberg.

Risveglio al Polo Sud[]

Un lasso di tempo ignoto dopo, una ragazza delle Tribù dell’Acqua a Baia del Lupo si sta esercitando nel dominio dell’acqua, ma si dimostra ancora molto inesperta. Quando torna nel suo villaggio, vede suo fratello che sta dando una ramanzina ai bambini del villaggio per la loro inefficacia nei turni di guardia per poi incitare lei ad andare con lui ad una battuta di pesca. Mentre lui e Katara sono sulla loro canoa a pescare, Sokka la sgrida per aver tentato nuovamente di dominare l’acqua rischiando che l’intero villaggio subisca un altro attacco della Nazione del Fuoco. Purtroppo, la piccola canoa viene presa da una corrente potente che li trascina via e li lascia schiantare contro in iceberg. Mentre Sokka si preoccupa della canoa che si allontana da loro, Katara si accorge della inusuale forma del ghiaccio davanti a lei che emette uno strano bagliore.

Non tanto lontano da loro, una nave della Nazione del Fuoco si sta facendo strada tra il mare antartico. A bordo c’è un ragazzo con una cicatrice sull'occhio sinistro che sta scrivendo qualcosa su un libro che parla degli Avatar del passato. Intanto, Katara tenta di usare il suo dominio per riportare la canoa da loro, ma nello stesso istante l’iceberg dietro di loro inizia a sgretolarsi e infine esplode in una gigantesca colonna di luce azzurra che s'innalza nel cielo. Il ragazzo sulla nave si accorge di questo fenomeno anormale e corre in prua per osservalo con i suoi occhi, poi inizia a sorridere entusiasta.

Quando Katara e Sokka si riprendono dallo spavento, vedono emergere dall'iceberg un ragazzino vestito di arancione con dei tatuaggi in testa e sulla meni che brillano di una luce azzurra e che dopo alcuni minuti si accascia in terra svenuto. Vedendo la sua canoa spinta indietro da lui, il guerriero del Sud sgrida sua sorella quando questa si appresta a prendere con sé questo ragazzino sconosciuto, ma alla fine accetta di portarlo al villaggio per non farlo morire assiderato. Lì, la vecchia Kanna lo visita e si accorge subito dei tatuaggi da maestro del dominatore dell’aria del ragazzino, un fatto ritenuto impossibile da decenni. Nello stesso istante, il ragazzo della Nazione del Fuoco- il Principe Zuko- discute con suo zio sul fatto che lui creda che quella luce abbia indicato la presenza dell’Avatar e che abbia ordinato di andare al villaggio di Baia del Lupo della Tribù dell’Acqua del Sud non molto distante da loro. Iroh non è sicuro che questa luce e l’Avatar siano collegati, ma suo nipote è talmente deciso a dover trovare l’Avatar per esaudire l’ordine di suo padre che lo aveva bandito che ignora i suoi consigli di non farsi false speranze e di fissarsi troppo sull'essere l’erede legittimo al trono.

Alcune ore dopo, Aang si risveglia dal suo sonno irrequieto e si ritrova in un ambiente totalmente ignoto. Quando esce dall'iglo, vede che si trova in una delle Tribù dell’Acqua immerso nei ghiacci e osserva i bambini a giocare nella neve, finché non viene sorpreso da un Sokka arrabbiato per la loro negligenza. Aang si presenta e chiede dove sia finito, ma presto si accorge che manca all'appello il suo bisonte volante e inizia ad alzarsi su una turbine di vento per chiamarlo. Finalmente, Appa risponde alle sue chiamata e appare volando davanti agli occhi increduli degli abitanti del villaggio.

Un secolo di guerra[]

Ora che questo è chiarito, Aang viene interrogato da tutti e racconta di come sia finito in una tempesta dopo essere partito dal Tempio dell’Aria del Sud la vigilia della Grande Cometa. Questa nozione fa scattare Kanna che inizia a parlare dei quattro elementi, dell’Avatar e di come questo era svanito quando il mondo ne avesse avuto bisogno. Accenna il fatto di una lunga guerra causata dalla Nazione del Fuoco, un fatto completamente sconosciuto ad Aang, esattamente come quello che i dominatori dell’aria non esisterebbero più da generazioni. Conclude il suo sermone con il fatto che la Grande Cometa era apparsa nel cielo cento anni fa, il che vuol dire che Aang era rimasto intrappolato nel ghiaccio per questo lasso di tempo. Il ragazzino, scioccato e inorridito, corre dalla sala a gambe levate mentre Kanna afferma che questo ragazzino sia molto di più di quello che sembra.

Intanto, Zuko ha fatto mettere rotta per il Polo Sud, a grande rammarico del suo equipaggio che ormai non ha più voglia di stare ai suoi capricci. Il Tenente Jee deve zittirsi prima di dire la sua quando si accorge della presenza del principe, il quale li ricorda l'importanza della loro missione di trovare l’Avatar e gli promette che prima o poi torneranno dalle loro famiglie- o moriranno in missione.

Katara va a trovare Aang che sta rimuginando sull'accaduto e gli chiede come stia, ricevendo la risposta lugubre che dopo cento anni lui sia rimasto completamente solo. Per consolarlo, la ragazza gli racconta come da piccola abbia visto un attacco della Nazione del Fuoco che aveva distrutto tutto e le aveva rubato la madre mentre suo padre è partito tre anni fa per dare la caccia agli assassini, ma da allora non l’aveva più visto. A soli tredici anni, Sokka ha preso il comando, lui come tutti ha dovuto crescere in fretta. I due osservano il relitto di una nave da guerra nemica incastrata nel ghiaccio, cosi Katara spiega che è il testimone del primo attacco della Nazione del Fuoco alla tribù. Aggiunge che, anche se la Nazione del Fuoco ha ormai conquistato quasi tutta la terra, i dominatori dell’acqua del Nord e il Regno della Terra stanno tenendo duro, anche se a stento.

Intanto, Zuko si allena nel dominio del fuoco con una rabbia notevole, dichiarando che deve essere al suo massimo per affrontare il dominatore supremo. Iroh cerca di calmarlo offrendogli del tè al gelsomino, ma quando vede che Zuko non lo sta a sentire, gli fa ricordare che persino suo padre ritiene la sua missione impossibile e che il suo ritorno in patria sarebbe “inaspettato”, ma il ragazzo lo assicura che abbia torto.

Katara porta Aang al relitto e gli mostra quel poco che sa fare con il dominio dell’acqua, spiegando che, dato che è l'unica dominatrice della tribù, non abbia nessuno a cui chiedere consigli. Con l’aria tetra racconta che lei è rimasta l'unica perché la Nazione del Fuoco ha ucciso tutti gli altri, ma lei vuole imparare per essere una guerriera che aiuta il suo popolo. Aang le spiega gli insegnamenti dei monaci, ovvero che il dominio sia solo energia ed equilibrio e quando sente l’energia intorno, troverà l’equilibrio. Spinta da tale spiegazione, Katara si concentra e, dopo pochi minuti, riesce a sollevare una sfera di acqua con facilità, una cosa che finora non le è mai riuscita. Il momento gioioso viene infranto bruscamente dalla comparsa di una nave da guerra della Nazione del Fuoco.

Il Principe e l’Avatar[]

Al villaggio, Sokka li ha già avvistati e incita tutti a prepararsi per la battaglia imminente. Quando Katara si chiede cosa vogliano loro dopo tutti questi anni, Kanna spiega che vogliono lui, indicando Aang, che non è solo l’ultimo dominatore dell’aria, ma anche l’Avatar. Mentre Katara reagisce solo con incredulità, Sokka inizia sgridarlo per aver abbandonato il mondo quando ne avesse più bisogno chiamandolo un codardo. La sua tirata viene interrotta dal suo Secondo che lo avverte che il nemico è sbarcato, cosi ordina a sua sorella di nascondersi ignorando le sue proteste.

Pochi minuti dopo, Zuko appare davanti al portone del villaggio e si presenta a tutti per poi spiegare che non è venuto per distruggere le loro case, ma solo per trovare una persona di origine diversa dalla Tribù dell’Acqua; se non glielo consegneranno subito, metterà a fuoco il villaggio. Sokka non esita a volergli consegnare Aang per salvare il villaggio, ma viene fermato da Katara che lo incita a non farlo, ma il guerriero non gli ha ancora perdonato di avergli tenuto nascosta la verità. Sua sorella gli ricorda che per essere una guida vera, deve dare alla gente una speranza, una cosa che viene rappresentato dall’Avatar. A malincuore, Sokka prende la sua clava e decide di affrontare il nemico.

Nonostante le sua evidenti paure, Sokka esce dalle porta per presentarsi davanti al nemico e gli chiede di andarsene subito. Quando Zuko sta per ordinare l’attacco, il guerriero del Sud propone un duello tra comandanti, una cosa che stuzzica il senso di onore del principe che accetta. Purtroppo per il guerriero del sud, il principe usa il suo dominio mettendolo subito alle strette in modo imbarazzante e in pochi minuti giace a terra sconfitto. Giusto quando Zuko vuole dargli il colpo di grazia, viene spinto via da un improvviso colpo di vento che scaraventa a terra lui e i suoi soldati: Aang. Il dominatore dell’aria sbaraglia i soldati del fuoco che vengono poi anche attaccati dagli abitanti del villaggio, il che da nuovo fuoco alla furia del principe che ordina nuovamente la distruzione del villaggio. Per fermarli, Aang si arrende a loro, colpito dal coraggio di Sokka che ha rischiato tutto per combattere per lui. Con questo, il Nomade dell’Aria si consegna a Zuko e si appresta a lasciare i suoi nuovi amici; quando vedono allontanare la nave del fuoco, Katara incita suo fratello ad agire, ma questo si volta solo in apparente indifferenza, ma poi consegna il suo rango di guardiano del villaggio al suo Secondo. Ora possono partire.

Sulla nave, Aang viene richiuso in una cella di metallo dove viene salutato da Iroh che si presenta come il figlio del Signore del Fuoco Azulon e quindi suo nemico. Il ragazzo usa questa occasione per fare delle domande sulla guerra, ricevendo la risposta poco concreta che la natura della Nazione del Fuoco sia quella di espandersi e di consumarsi, mentre che la vera stabilità si possa raggiungere soltanto sotto il suo dominio. Aang fa fatica a crederci, cosi Iroh spiega che per tanti non importi più come la guerra sia iniziata, ora è importante solo come finirla- ovvero vincerla con la cattura dell’Avatar. Per non rispondere alla domanda personale se lui ci creda davvero, Iroh si congeda con l’offerta di altre conversazione con una tazza di tè al gelsomino. Né lui né la guardia si accorgono di come Aang gli rubi le chiavi della cella con il suo dominio.

Intanto a Baia del Lupo, Katara e Sokka terminano i preparativi per inseguire Aang, ma temono di non poterli raggiungere. Quando Katara gli propone un altro metodo, suo fratello intuisce già cosa intenda e si oppone subito, ma alla fine si deve arrendere: devono volare su Appa. Nel frattempo, Aang è uscito dalla sua celle e cerca la via di uscita; quando fugga da delle guardie, entra nella prima stanza aperta che, per caso, è la cabina di Zuko. Studiando gli innumerevoli artefatti esposti, il suo sguardo si pone sul suo diario che contiene tutti gli appunti del principe sugli Avatar del passato. Quando sente dei passi da fuori, si prende velocemente il diario e il suo bastone che Zuko gli aveva confiscato prima per poi uscire all'aperto.

Purtroppo viene presto scoperto da Zuko, cosi Aang salta dalla nave per iniziare a planare con il suo bastone che si apre in aliante per sfuggire ai soldati. I soldati aprono il fuoco e infine viene colpito da una palla di fuoco lanciato dal principe che lo fa precipitare nel vuoto. Poco prima di cadere nell'acqua ghiacciata, Aang viene preso al volo da Sokka che era arrivato appena in tempo insieme a Katara e Appa. Vedendolo sfuggire da sotto il naso, un Zuko indiavolato crea una palla di fuoco immensa che lancia sul bisonte volante in fuga, ma questa viene fermata da Katara che alza una barriera di acqua dal mare, sorprendendo tutti e anche se stessa. Mentre si allontano, Sokka nota che quelle “teste fiammanti” gli continueranno a dargli la caccia, a cosa Katara aggiunge che non potranno tornare al villaggio se non vogliono metterlo in pericolo.

Una triste verità[]

Aang guida i suoi amici fino al Tempio dell’Aria del Sud, ormai abbandonato da un secolo e in balia della natura. Il vedere casa sua devastata e sentire il suo silenzio assordante devasta Aang emozionalmente e inizia a vagare per i resti del tempio fino a raggiungere il rifugio di Gyatso cento anni fa. Alla fine scova lo scheletro di un monaco che identifica immediatamente come quello del suo mentore, una vista che lo fa sprofondare in una immensa tristezza e rabbia.

Sopraffatto dalle sue emozioni, attiva istintivamente lo Stato dell’Avatar e crea una tempesta violenta che non solo spinge via i suoi amici, ma inizia a far crollare l’intera struttura in cui si trovano. La furia dell’Avatar si espande sempre di più fino a sollevarsi alcune dozzine di metri in altezza e creando un vero e proprio tornado devastante. Katara cerca di calmarlo chiamando disperatamente il suo nome, ma Aang ormai non la sente più, tuttavia i ricordi della promessa del suo maestro di essere sempre suo amico iniziano a riportarlo alla realtà. Fa calmare la tempesta e si abbassa a terra dove finalmente su accascia esausto e spento. Katara accorre subito preoccupata, cosi Aang si lascia andare e accetta il suo abbraccio caloroso per lasciare libero sfogo alle sua lacrime amare.

Un tempo ignoto dopo, il ragazzo si è calmato, così Sokka osa fare la domanda che gli brucia sulla lingua: cosa era successo prima? Aang ammette di non saperlo, ma sa solo che i monaci sono tutti morti e che lui è rimasto da solo. Katara si siede accanto a lui e cerca di consolarlo con la frase che, quando si perde tutto, si vede la propria forza reale e si impara a combattere, un pensiero che Aang accetta: il loro sacrificio non deve essere stato invano. Con nuova determinazione annuncia che imparerà gli altri domini e riporterà l’equilibrio nel mondo, anche se non sa dove finirà e se ne sarà all'altezza, ma una certezza ora lo ha: lui è l’Avatar.

Crediti[]

  • Direttore:
    • Michael Goi
  • Teleplay:
    • Albert Kim
    • Bryan Konietzko
    • Michael Dante DiMartino
  • Sviluppo:
    • Albert Kim
  • Produttori esecutivi:
    • Albert Kim
    • Jabbar Raisani
    • Dan Lin
    • Lindsey Liberatore
    • Ryan Halprin
    • Michael Goi
    • Christine Boylan
    • Gabriel Llanas
    • Roseanne Liang
  • Basato sulla serie animata di:
    • Bryan Konietzko
    • Michael Dante DiMartino
  • Casting:
    • Anya Colloff, Michael Niccolo e Michelle Olivia Seamon
  • VFX
    • Marion Spates eJabbar Raisani, Adam Chazen (produttore VFX)
  • Editing:
    • Ian S. Tan

Cast[]

Principali[]

  • Gordon Cormier - Aang
  • Kiawentiio - Katara
  • Ian Ousley - Sokka
  • Dallas Liu - Principe Zuko
  • Paul Sun-Hyung Lee - Zio Iroh

Secondari:[]

  • Lim Kay Siu - Monaco Gyatso
  • Casey Camp-Horinek - Nonna Kanna
  • Hiro Kanagawa - Signore del Fuoco Sozin
  • Yvonne Chapman - Avatar Kyoshi
  • Ruy Iskandar -Tenente Jee
  • Clyde Kusatsu e David Sakurai - Spie del Regno della Terra
  • Matt Yang King:
    • Appa (voce)
    • Momo (voce)

Altri:[]

  • Leo Chiang - Monaco Thet
  • Jeff Yung - Monaco Tsutop
  • Jayden Zhang - Myat
  • Dorian Giordano - Aydo
  • Silver Kim - Pasang
  • Simon Leung - Tashi
  • Linda Minard - Sorella Lio
  • Derek Lowe - Ministro della Guerra
  • Summer Testawich - Ragazzina
  • Sam Bob - Anziano del villaggio
  • Haô Ting - Guardia della Nazione del Fuoco
  • Oliver Tru Sison - Ragazzo della Tribù dell'Acqua, sostituto di Sokka
  • Garland Chang - Capitano
  • Alex Law - Venditore

Adattamento[]

Fonti:[]

Episodi trattati:

Libro uno: Acqua

Fonti aggiuntivi:

Libro Tre: Fuoco

Cambiamenti maggiori rispetto alla serie animata:[]

  • Si vede l'attacco della Nazione del Fuoco al tempio che ha dato inizio al genocidio dei Nomadi dell'Aria, inoltre Sozin in persona è a capo della missione.
  • Viene introdotta la Festa della Grande Cometa per spiegare perché tutti i dominatori dell'aria si fossero radunati al tempio.
  • Nella sigla si vede Kyoshi al posto di Roku.
  • Aang non scappa dal tempio perché non vuole essere separato dal suo maestro o fuggire dalle sue responsabilità, ma si allontana solo per schiarirsi le idee; il fatto che in questo modo sia sfuggito all'attacco quindi è un puro caso.
  • Non è uno degli scatti d'ira di Katara a liberare Aang dall'iceberg.
  • Aang viene a sapere subito della triste verità di essere l'unico dominatore dell'aria rimasto in vita.
  • È Kanna che rivela a tutti che Aang che abbia dormito per cento anni e sia non solo un dominatore dell'aria, ma anche l'Avatar.
  • Aang non entra nello Stato dell'Avatar quando fugge alla nave di Zuko e non usa il dominio dell'acqua.
  • Non fanno visita al santuario con le statue degli Avatar del passato.
  • Non è Katara a farlo tornare in sé al tempio, ma i ricordi di Gyatso.

Trivia[]

  • La narrazione di Kanna è un riferimento alla sigla iniziale originale.
  • La data del rilascio su streaming di questo episodio è avvenuto casualmente un giorno dopo il diciannovesimo anniversario della serie animata "La Leggenda di Aang".
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