Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Ming-Hua era una dominatrice dell'acqua nata senza braccia e un membro del Loto Rosso. Dopo il fallito tentativo di rapire la piccola Korra venne imprigionata in una prigione di altissimo livello costruita specialmente per contenere lei e le sua abilità in un vulcano e supervisionata dal Loto Bianco. Riuscì a scappare nel 171 DG dopo tredici anni con l'aiuto di Zaheer e Ghazan e si unì alla sua missione di eliminare tutti i governi del mondo. Venne uccisa da Mako con una scarica elettriche che venne amplificata dai vari tentacoli dia acqua che aveva usato per aumentare il suo potere.

Come già accennato, è nata senza braccia, ma sa usare l'acqua come sostituito con grande efficacia assassina. È una donna di mezza età con un'espressione perennemente arrabbiata e annoiata, occhiaie scure con capelli lunghi neri, che si veste con maniche lunghe che nascondono il suo handicap e aiutano a sorprendere il nemico. Si dimostra spesso molto sarcastica e spietata.

Storia[]

Prigionia e fuga[]

Ming-Hua attende in silenzio

Non si sa nulla del suo passato prima di aggiungersi al Loto Rosso, ma nel 158 faceva parte del gruppo che voleva rapire la piccola Avatar Korra per educarla seguendo la filosofia della sua organizzazione riguardo l’anarchia, il caos e la libertà assoluta. Il tentativo venne stroncato dallo sforzo combinato tra Lord Zuko, Sokka, Tonraq e Tenzin e i membri del Loto Rosso imprigionati in quattro prigioni di altissima sicurezza costruite apposta per annullare i poter del prigioniero. Nel caso di Ming-Hua la sua cella metallica era situata a mezz'aria nella gola di un vulcano attivo della Nazione del Fuoco per togliere anche la minima traccia di acqua dall’aria. La donna si fece passare il tempo in solitudine osservando le guardie e immaginando il loro carattere e inventandosi storielle su di loro.

Ming-Hua si sbarazza delle guardie

Tredici anni dopo venne liberata da Zaheer e Ghazan che attaccarono le guardie e le lanciarono un barile con acqua che userò immediatamente per uscire dalla cella tramite le sue braccia simili a lunghi tentacoli create tramite il dominio dell’acqua. Dopo essere salita dai suoi compagni, usò le sue braccia per sconfiggere le sentinelle rimaste, due di esse le lanciò giù nel vulcano senza pietà.

Una volta da soli, Ming-Hua ringraziò i suoi compagni per averla liberata, sorridendo che si sentiva onorata dal fatto che Zaheer l’avesse liberata prima della sua amata P’Li. Poco dopo il trio partì per la Tribù dell‘Acqua del Nord per liberare appunto quel membro mancante.

Liberare P'Li[]

Poco dopo essere arrivato nei parametri della prigione situata nelle fredde terre della tundra del polo Nord, il gruppo, nascosto da una bufera di neve creata da Zaheer, si avvicinò a bordo di un carro armato. Ming-Hua saltò giù dal veicolo e abbatté i proiettili di ghiaccio di Eska e Desna, i gemelli tentarono di intrappolata in una tempesta di punte di ghiaccio, ma Ming-Hua evase con facilità, usando nuovamente i suoi lungi agili braccia di acqua. Sorprese le due capotribù e li imprigionò in due colonne di ghiaccio.

Ming-Hua attacca i gemelli

Una volta sola, saltò in aria e generò abbastanza forza di rotazione per trasformarsi in una sorta di trapano che si affondò nella superficie gelata. Dopo alcuni minuti raggiunse la cella di P’Li sullo sfondo di una profonda crepa del ghiacciaio e sfondò la pesante porta di metallo incrinandola con le basse temperature del suo ghiaccio. Lida berò P’Li dalle sue catene- sia agli arti che sulla fronte- e procedette a scalare di nuovo verso la superficie, portando l’altra donna in spalle. La dominatrice della combustione sorrise che era un'esibizionista, potevano anche prendere l’ascensore. Una volta tornate in superficie, le due donne aiutarono Zaheer e Ghazan a sconfiggere gli avversari rimasti e a scappare.

Si arrampica con P'Li sulle spalle

A caccia dell'Avatar[]

Il quartetto raggiunse Città della Repubblica alcuni giorni dopo, dove Ming-Hua, P’Li e Ghazan si rifugiarono in un condominio abbandonato situato in uno dei quartieri infestati dalle liane spirituali, mentre Zaheer tentava di infiltrare l’Isola del Tempio dell’Aria. La dominatrice dell’acqua era incaricato a confabulare un piano per attaccare il presidente Raiko, che però venne abbandonato quando il piano di Zaheer andò fumo. Dopo essersi riuniti, i quattro deciso di scappare dalla città, che però non era facile, dato che ormai erano ricercati dalla polizia.

Minaccia il povero conducente

Decisero di rapire un camion con viveri, Ming-Hua minacciò il conducente con una lama di ghiaccio in caso di mancata collaborazione. Il Loto Rosso raggiunse il ponte Kyoshi, incontrarono però un blocco della polizia che perquisiva ogni macchina alla ricerca dei quattro ricercati. Durante l’interrogatorio, il conducente, tenuto ostaggio da Ming-Hua, iniziò a vacillare e alle fine si tradì, spronando gli agenti della polizia a ordinargli di aprire il portone dietro. Il conducente scappò a gambe levate, così Zaheer usò il dominio dell’aria per scaraventare via gli agenti, mentre Ming-Hua si mise al volante e guidò la macchina attraverso il ponte e fuori dalla città con l’uso delle sue braccia d’acqua.

Infiltrazione di Zaofu[]

Ming-Hua discute con gli altri

In seguito alla loro fuga appariscente, il quartetto verso sera fece sosta in una foresta al confine con in Regno della Terra per discutere il da farsi. Ming-Hua espresse il suo disgusto per non aver preso in ostaggio uno degli agenti della polizia, dato che credeva che potrebbe sapere dove si trovava l’Avatar. P’Li la rassicurò che Zaheer l’avrebbe trovata presto, ma l’annuncio del capo del Loto Rosso la sorprese lo stesso: l’Avatar si trovava dal Clan del Metallo a Zaofu.  

Nota con sarcasmo che erano stati beccati

Grazie all’aiuto di Aiwei, il quartetto riuscì ad infiltrarsi di notte nella città blindata e raggiunsero la mansione di Suyin Beifong. Ming-Hua e Zaheer si posizionarono sotto alla finestra della camera di Korra, dove la dominatrice dell’acqua usò la sua lama di ghiaccio per tagliare un buco nel vetro silenziosamente. Zaheer proseguì a lanciare dei dardi avvelenanti per paralizzare la giovane donna e il suo cane polare, poi si presero la loro vittima, ormai completamente paralizzata. La loro fuga venne però scoperta da Mako e Bolin che attaccarono subito gli intrusi. Ming-Hua deflesse un macigno di Bolin con i suoi tentacoli di acqua per riprendere la fuga, ma ormai erano scoperti.

I quattro vennero circondati dalle guardie, dove Ming-Hua notò con sarcasmo che il loro momento di sorpreso era andato a quel paese. Vennero catturati brevemente in una prigione improvvisata di metallo da parte di Lin e altre guardie che gli ordinarono di arrendersi e rilasciare Korra, ma Ghazan creò introno a loro un lago di lava che impedì alle guardie di raggiungerli, ma dovettero ancora difendersi dagli attacchi incessanti dei loro avversari.

Cerca di impedire a Lin di scappare con l'Avatar

La battaglia di stallo perdurò per un po' di tempo, finché Lin e Suyin Beifong non si calarono dal tetto con delle funi per riprendersi Korra, riuscendoci. Ming-Hua cercò di fermare Lin con il suo tentacolo di acqua, che teneva in spalla l’Avatar, ma il suo tentativo di tirarla giù risultò invano, dato che Mako tagliò il tentacolo con una lama di fuoco. Il loro piano era fallito, per cui il gruppo scappò sotto una cupola di fumo creato da Zaheer.

Oasi delle Palme Nebbiose[]

Ming-Hua e Ghazan arrivano all'oasi

In seguito all'attacco fallito, il gruppo si rifugiò in una caverna al confine con il deserto Si Wong, da dove Zaheer meditò nel Mondo Spirituale per incontrare Aiwei come d’accordato. Inaspettatamente l’uomo, ancora in stato di meditazione, iniziò a parlare e gli rivelò la posizione attuale dell’Avatar, ordinandogli di prenderla. Mentre P’Li rimase indietro per proteggere il copro di Zaheer, Ghazan e Ming-Hua si misero in viaggio per l’Oasi della Palme Nebbiose.

Maing-Hua batte Mako

Poco dopo il loro arrivo, Ming-Hua avvistò Asami che stava scappando dal hotel su Naga con in braccio Korra e le attaccò con una serie di proiettili di ghiaccio. Tentò di prenderli con il suo tentacolo, ma venne intercettata da Mako, con il quale iniziò un duello feroce. Dopo alcuni scambi di colpi la dominatrice dell’acqua riuscì a spingere Mako contro un muro e di scaraventarlo contro una porta accanto, rendendolo incosciente. In seguito intrappolò Bolin sott'acqua della piscina creando una bolla di acqua introno al dominatore della terra e sollevandolo in superficie.

Ghazan e Ming-Hua consegnano Mako e Bolin

Con la situazione sotto controllo, Ming-Hua permise a Ghazan di andare all'inseguimento di Korra, mentre lei teneva a bada i prigionieri. Dato che il dominatore della lava non era stato capace di prendere l’Avatar prima delle truppe della terra, i due tornarono nel loro nascondiglio, dove presentarono i due prigionieri a Zaheer. Ming-Hua e gli altri partirono per Ba Sing Se per riprendersi l’Avatar, che era in viaggio per la capitale a bordo di un’aeronave dell’armata come prigioniera.

Assassinio della Regina della Terra[]

Ming-Hua e Ghazan sorvegliano Mako e Bolin

Durante il viaggio a bordo del loro camion, Ming-Hua e Ghazan sorvegliarono Mako e Bolin, rispondendo a varie domande del giovane dominatore della terra. In quest’occasione la donna si dimostrò sorprendentemente aperta, raccontando come si passò il tempo in prigione immaginandosi la vita private delle guardie e inventandosi storielle con loro. Bolin usò questo sistema per inventarsi una storia su Ghazan, sorprendendo il dominatore della lava, ma facendo Ming-Hua voltare lo sguardo seccata dopo un commento che insinuò tra di loro ci fosse qualcosa.

Il Loto Rosso si gode il lusso momentaneo

Una volta arrivati alla capitale del regno, il gruppo si avviò per il palazzo reale, travestendosi come cacciatori di taglie per consegnare i ricercati Mako e Bolin alla regina. Ming-Hua venne ricevuta con onore, dato che Zaheer era riuscito a stringere un patto con la Regina Hou-Ting di rivelare la posizione dei dominatori dell’aria fuggiti in cambio con l’Avatar.

Poco dopo però Zaheer scoprì della precipitazione dell’aeronave che doveva portare Korra a Ba Sing Se e quindi la sua probabile fuga, così il Loto Rosso decise di cambiare strategia. Confrontò la regina nella sua sala del trono e si rifiutò di rivelare la localizzazione dei dominatori dell’aria, spingendo la regina a ordinare il Dai Li ad attaccarli. Ming-Hua sconfisse alcuni degli agenti e osservò come Zaheer tolse la vita della regina.

Ming-Hua minaccia l'operatore radio

La donna poi accompagnò P’Li e Zaheer verso la sala delle comunicazioni della città, dove usò uno dei suoi tentacoli per minacciare l’operatore radio a obbedire e di permettere a loro di usare la trasmittente. Sollevò l’uomo in aria e gridò arrabbiata che non era nel suo interesse rifiutarsi a collaborare con l’uomo che aveva ucciso la Regina della Terra, spingendo Zaheer ad intervenire, ricordandole che l’intento del gruppo era quello di aiutare i cittadini, non minacciarli. Ming-Hua rilasciò l’uomo con riluttanza e ascoltò il messaggio che Zaheer mandò alla città.

Invasione del Tempio dell'Aria Settentrionale[]

Ming-Hua ha in ostaggio Opal

Dopo che Zaheer aveva consegnato a Mako e Bolin il suo messaggio per l’Avatar, Ming-Hua e gli altri rubarono un’aeronave della regina per avviarsi verso il Tempio dell’Aria Settentrionale. Poco dopo il loro arrivo, Ming-Hua si affrettò a catturare Opal come ostaggio per assicurarsi la collaborazione di Kya, Bumi e altri membri della Nazione dell’Aria che spinse verso uno delle sale di meditazione del tempio al cospetto di Zaheer. Ming-Hua perse brevemente controllo suoi sui tentacoli per colpa di un attacco non anticipato di Tenzin e scaraventata contro un muro, ma si riprese subito usando l’acqua di una fontana vicina per ricrearli.

Sembra un mostro sottomarino

Ming-Hua iniziò un duello con Kya che era venuta in aiuto ai suoi fratelli. Durante la battaglia Ming-Hua creò un potente torrente d’acqua per sopraffare la guaritrice per poi attaccarla con una serie di lame di ghiaccio. Kya riuscì a resistere un po', staccando un pezzo delle sue lame e rilanciandolo al mittente, ma Ming-Hua lo riprese e lo rilanciò indietro, intensificando l’attacco con una pioggia di proiettili di ghiaccio. Kya venne respinta brevemente, ma riuscì a scaraventare l’avversaria dal balcone con un torrente d’acqua. Per un momento sembrava che fosse finita, ma Ming-Hua attirò l’acqua dell’attacco sparso sul balcone per ricreare le sue protesi e creò ben sei tentacoli minacciosi che usò per attaccare Kya senza pietà.

Ming-Hua si unì a Ghazan per sconfiggere Kya e Bumi che alla fine spinsero oltre il recinto del balcone. Li lasciarono penzolanti in balia di P’Li per ritornare nel giardino per assistere Zaheer nella sua battaglia contro Tenzin. La dominatrice dell’acqua attaccò il maestro dell’aria a tradimento, unendosi agli altri membri del Loto Rosso e costringendo Tenzin sulla difensiva.  Continuò il suo assalto combinato dopo il suo rifiuto di resa, attaccando Tenzin con ripetuti colpi di frusta d’acqua.

Cattura dell'Avatar[]

Ming-Hua ha ingannato tutti

Come parte del piano di Zaheer per costringere Korra ad arrendersi a lui, Ming-Hua riempì una dozzina di vestiti di nomadi dell’aria con acqua per simulare le persone in ostaggio. Lei stessa si nascose dietro di loro e attese finché Mako non avesse annunciato a Korra di aver ricevuto in consegna i dominatori dell’aria per svuotare i manichini e attaccare la squadra Avatar con proiettili di acqua. Non poté evitare che il dominatore del fuoco avvertisse Korra del tradimento e si stufò presto di questo combattimento, spingendo Ghazan a seppellire il tempio sotto uno strato di lava per permettergli la fuga.

Zaheer sa volare???

I due rubarono l’aeronave della squadra Avatar e si avviarono verso il picco Laghima per aiutare P’Li e Zaheer. Ma al loro arrivo dovettero constatare sopresi che il loro capo sfrecciava davanti a loro, dato che aveva appena sbloccato l’antica abilità del volo libero.

Ming-Hua sembra triste per la morte di P'Li

Ming-Hua e Ghazan si unirono a Zaheer in una caverna degli antichi Nomadi dell’Aria a alcuni chilometri del tempio, dove lei chiese da dove veniva questa abilità e perché il dominatore dell’aria non ne avesse mai parlato finora. Dopo aver saputo che Zaheer aveva ottenuto questa abilità dopo essersi liberato di ogni legame terreno, Ming-Hua volle sapere di P’Li. Dopo aver saputo della sua tragica fine, la donna scambiò uno sguardo triste con Ghazan per poi accompagnare gli altri alla prigione di Korra.

Ming-Hua si prepara per uccidere Korra

Durante la somministrazione del veleno a Korra, Zaheer ordinò a Ming-Hua l’ordine di prepararsi al momento in cui sarebbe entrata nello Stato dell’Avatar per ucciderla in gli istanti. La donna creò delle lame di ghiaccio sulle punte dei suoi tentacoli di acqua e attese il momento propizio che arrivò alcuni minuti dopo. Appena entrata in Stato dell’Avatar, Ming-Hua attaccò Korra con una lancia di ghiaccio, che però venne sciolto ancora in aria dal soffio infuocato dell’Avatar infuriato. Subito dopo venne scaraventata contro un muro da un macigno attaccato alla catena che Korra aveva strappato dalla parte per liberare il braccio destro. Nonostante che l’impatto la fece perdere brevemente conoscenza, Ming-Hua si riprese in tempo per evitare un altro attacco di Korra che nel frattempo si era liberata completamente e che stava attaccando il Loto Rosso con dei macigni.

Battaglia finale[]

Ming-Hua Vs Mako

Nonostante l’Avatar era riuscita a scappare e a inseguire Zaheer, Ming-Hua rimase indietro a fronteggiare Mako nella caverna. La battaglia risultò tesa, la donna evitò gli attacchi di fuoco saltando agilmente tra le colonne della caverna, ma con l’andare del tempo dovette anche respingerli con le sue braccia d’acqua. Ming-Hua venne spinta sempre di più sulla difensiva e il fuoco di Mako fece evaporare sempre di più le sue risorse. Alla fine inciampò su un cristallo a terra e perse il resto dell’acqua per colpa della seguente caduta all'indietro.  

Il fulmine di Mako colpisce in pieno

Mako l’aveva messo nell’angolo e le ordinò di arrendersi, dato che era senza difese, ma Ming-Hua trovò una crepa nel suolo che portò a una caverna nascosta piena d’acqua. Mako la inseguì, ma nel frattempo la dominatrice dell’acqua si era potuto riprendere e dominare il liquido fino a forma ben nove impressionanti tentacoli, con i quali attacco il suo avversario senza pietà.

È finita...

Il dominatore del fuoco riuscì ad evitare le veloci frustate con agilità e saltò su per una colonna sopra il livello dell’acqua, dove caricò il suo fulmine che sparò sulla superficie del piccolo lago. Ming-Hua, che era connessa con esso tramite i suoi tentacoli, prese una potente scarica elettriche che la portò alla morte.

Il suo corpo esanime venne spinto alla riva e finì poi seppellito dalla caverna sovrastante che Ghazan fece crollare nel portare con sé nella morte Mako e Bolin.

Personalità[]

Ming-Hua era stata una donna molto calma e calcolatrice con uno spiccato senso del sarcasmo secco, che spuntò in varie occasioni. Era capace di mantenere la calma nella maggior parte delle situazioni e non andò in panico quando il suo gruppo venne scoperto a Zaofu.

Mentre in battaglia conservò la sua calma, era una dominatrice dell’acqua molto aggressiva e crudele che amava usare la forza e tecniche anche letali per debellare i suoi avversari. Non esitava ad attaccare anche persone innocenti e non si curava del loro destino, come per esempio le guardie che butto giù nel vulcano della sua prigione oppure quando minacciò l’operatore radio di Ba Sing Se, Zaheer l’ha dovuto calmare. generalmente si può dire che le piace minacciare la gente.

Nonostante il suo handicap, Ming-Hua era molto autosufficiente e fiera delle sue abilità, vantandosi della sua forza, come quando portò P’Li fuori dalla sua prigione scalando una parte di ghiaccio con le sue braccia d’acqua congelate anziché usare l’ascensore. Per quanto sia stata crudele con gli avversari, era comunque molto protettiva verso i suoi compagni, come quando a Zaofu protesse più volte P’Li dagli attacchi combinati di Mako e Bolin. La nozione (scherzosa) di Bolin, che forse c’era qualcosa tra lei e Ghazan, la fece sbuffare e voltare la testa, come se ne vergognasse in qualche modo. Sembrava che lei e P’Li erano state molto amiche.

Abilità[]

L’agenesia delle sue braccia la portò a sviluppare una tecnica di dominio dell’acqua senza i caratteristici movimenti fluidi delle braccia, così Ming-Hua usò i movimenti del suo tronco per creare due braccia d’acqua simili a tentacoli. Queste “braccia” erano abbastanza forti da sorreggere il suo perso corporeo e di permettergli di usarli come fruste e funi per scalare pareti e altro. La facilità e la fluidità, con le quali controllò i tentacoli, le permise di estenderli fino a molti metri di lunghezza senza perdere forza oppure precisione. Usava le sue “braccia” anche per una cosa mondana come guidare una macchina.

A piena forza fa paura

Come testimonianza della sua precisione, Ming-Hua poteva trasformare le punte dei tentacoli in spuntoni e ganci di ghiaccio per aggrappare un avversario e scaraventalo in giro senza spezzare il tentacolo stesso. Poteva anche congelarne una singola parte per creare armi pericolose ad hoc.

La forza delle protesi di acqua le permise di balzare attraverso ogni ostacolo con una facilità e agilità impressionante. Con essa poteva anche lanciare frustrate abbastanza potenti da perforare macigni e cemento. Non era limitata a solo due tentacoli, se le risorse lo permettevano poteva anche cerarne sei o addirittura otto allo stesso tempo, dandole l’apparenza di un mostro. L’uso di più tentacoli aumentava la sua potenza offensiva a dismisura e le permetteva di eseguire varie tecniche di dominio dell’acqua in successione senza pausa.

Ming-Hua era inoltre stata capace di utilizzare altre tecniche del dominio dell’acqua in aggiunta ai suoi tentacoli, come quando creò una bolla d’acqua intorno a Bolin nonostante allo stesso tempo stesse usando i tentacoli per tenere fermo Mako. La sua tecnica di dominio si estese anche al resto del suo corpo, come quando generò abbastanza forza di rotazione per trasformarsi in un trapano per fare un buco nel ghiaccio. L’uso dei suoi tentacoli aumentò la sua agilità a tal punto che era capace di evadere anche a una serie di proiettili di ghiaccio e navigare attraverso una pioggia di spuntoni con facilità.

Ma nonostante gli vantaggi delle sue protesi in battaglia, i tentacoli di Ming-Hua nascondevano un punto debole: dovevano essere connesse al suo corpo. Per questo, e considerando la conduttività naturale dell’acqua impura, era vulnerabile a ogni attacco che coinvolge elettricità. Mako usò questo d’istinto quando scaricò un fulmine sull’acqua del lago connesso ai suoi tentacoli, fulminandola a morte.

Trivia[]

  • Ming-Hua era il quarto personaggio di Avatar noto con un handicap fisico, gli altri erano Teo, Toph Beifong e Uomo Combustione. Ha in comune con Toph che era nata così e che aveva usato il suo dominio per superare questo deficit e di ampliare le sua capacità.
  • Ming-Hua era nata da un commento scherzoso dai creatori riguardo alla possibilità che Amon sia riuscito a sopravvivere all'esplosione della barca, vista in "Fine dei giochi", ma doveva ricorrere ai dominio dell'acqua per sostituire gli arti mancanti.
  • In origine Ming-Hua doveva essere una dominatrice del sangue, ma i creatori lasciarono perdere, dato che avevano già avuto due dominatori del sangue nel primo libro. Per cui lei era l'unico membro del Loto Rosso a non avere un potere speciale del suo dominio.
  • Per essere una dominatrice dell'acqua ha un nome strano, forse ha più radici nel Regno della Terra.
  • Esiste un'immagine incluse nell'Art book del terzo libero che mostra Ming-Hua da giovane con braccia, ma è stato spiegato che si trattava di errore, è nata senza braccia.
  • Un amico di Brian Konietzko venne usato per il design di Ming-Hua
  • Ming-Hua era stato il sesto personaggio a morire in La Leggenda di Korra dopo Tarrlok, Amon, Wan, Unalaq, Hou-Ting e P'Li.
  • Similmente ai suoi compagni, anche Ming-Hua ha sviluppato uno stile di combattimento molto personale e imprevedibile, creato da vari stili visti nel corso della sua vita.
  • In inglese venne doppiata da Grey DeLisle, la doppiatrice di Azula della prima serie "La leggenda di Aang".
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