Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Questo è il quattordicesimo capitolo del primo romanzo su Kyoshi "L'ascesa di Kyoshi".

Sinossi[]

Kyoshi ha un altro incubo dove non riesce ad aprire una scatoletta di metallo neanche con tutta la sua forza e quando alza lo sguardo vede sua madre davanti a lei che le da consigli un tono gentile come aprirla. Accanto e lei vede un uomo con un make-up rosso e bianco, finché la scatoletta diventa improvvisamente incandescente e quando cerca di gridare, se sembra che tutti suoi denti si siano allentati. L’uomo inizia a pulirsi il viso e da sotto il pesante make-up compare il viso di Jianzhu; Kyoshi tenta di saltargli addosso, ma non riesce a muoversi, cosa che la donna trova divertente e le fa l’occhiolino. Il suo occhio verde si gonfia in modo esagerato fino a diventare gigante, il che fa scattare la ragazza dal terrore. Jianzhu dichiara che non la lasceranno mai e che, anche se non vorrà, saranno sempre lì per lei.

Rangi la sveglia dall'incubo con l’annuncio che sono arrivate alla Baia del Camaleonte. Volano sopra il porto su Pengpeng per orientarsi in questa città sgangherata e trovare l’edificio per loro interessante: la casa da tè della Signora Quiji. Dato che devono nascondere il bisonte volante che darebbe troppo nell’occhio, Rangi la fa atterrare fuori città in un boschetto per poi incamminarsi a piedi. Appena messoci piede, le due ragazze vedono che il porto di Baia del Camaleonte è un insediamento sporco, polveroso e grezzo pieno di malattia e malnutrizione. La dominatrice del fuoco nota a voce bassa che non dovrebbe esserci gente che viva cosi, a cosa Kyoshi spiega con disinvoltura che “possono e lo fanno”. Rangi spiega che non era quello che intendeva, dato che sa delle condizioni di vita che la sua amica ha vissuto prima di essere accolta nella tenuta dell’Avatar, dato che glielo aveva raccontato zia Mui. Dichiara poi che lei non avrebbe dovuto vivere così e il pensiero di come era stata ignorata per tutti questi anni la fa star male, era per questo motivo che l’aveva sempre spinta a reagire. Kyoshi ha da tempo smesso di incolpare gli abitanti di Yokoya, i veri responsabili erano stati quelli che l’avevano abbondata lì e, con un sorriso amaro, le chiede cosa avrebbe dovuto fare. Per cambiare argomento, chiede a Rangi se nella Nazione del Fuoco la prosperità fosse divisa in modo equo tra gli abitanti, una cosa che la sua amica deve negare, ma spera che un giorno potrebbe esserlo.

Il duo avanza per le strade intrecciate pieno di edifici sbilenchi a un solo piano dove i negozi hanno più lucchetti del necessario e vengono protetti anche da cani-cervo. Alla fine entrano nella città vera e propria e si ritrovano davanti alla casa del tè, l’unico edificio a più piani che sembra un’isola in questo caos. Sull'uscio trovano un vecchio accasciato a terra e apparentemente sbronzo che chiede chi siano. Notando le sue mani tremanti, Kyoshi deduce che sia per la fame e gli regala alcune monete di rame per comprarsi da mangiare. Il vecchio rimane scioccato quando Rangi aggiunge anche un pezzo di argento con la spiegazione che stavano appena parlando di questo, no?

L'interno della casa del tè della signora Qiji sembra non essere stato ancora portato al completamento, dato che manca il pavimento del secondo piano. Seguendo le indicazioni del diario della madre di Kyoshi, le due ragazze si siedono al centro della sala accanto a un elegante tavolo di Pai Sho che le ricorda sia Yun che il maestro Kelsang. Dopo una mezza eternità, arriva da loro un ragazzo giovane vestito come un membro delle tribù del deserto Si Wong che le chiede con un tono acido cosa volessero bere. Utilizzando una parola d’ordine, Kyoshi ordina un tè molto particolare, ricevendo come risposta la domanda che colori desiderasse, segno che ha detto il codice corretto. Dopo aver risposto che volesse i colori “rossi e bianchi”, il ragazzo grida al vecchio di prima chiamandolo Lao Ge sgridandolo per non aver fatto da guardia alla porta come doveva. Questo si difende raccontando che queste due ragazze gli avevano dato abbastanza soldi da comparsi da bere, facendo sospirare il ragazzo che si allontana arrabbiato.

Sospettosa, Rangi studia la stanza e i suoi occupanti- sopratutto questo Lao Ge- e sussurra a Kyoshi se davvero voglia entrare in contatto con questi daofei attraverso questo codice trovato sul diario. Questa risponde che non sia ancora troppo tardi per salvare il suo onore, ma Rangi nota che non si sta preoccupando del suo onore, ma quello della sua amica.

Il ragazzo della tribù del deserto torna con un vassoio di tazze fumanti per poi sedersi davanti alle due ragazze con molta più calma di prima. Dietro di lui sono comparsi i rinforzi: un uomo alto e grosso e una ragazza vestita da abitante del Regno della Terra ma di evidente discendenza delle Tribù dell’Acqua che si muove con estrema eleganza. Sorprendendo sé stessa, Kyoshi si rende conto di non avere paura da questo gruppo di daofei di strada e dichiara con sicurezza di avere il diritto di essere qua, dato che ha recitato la parola d’ordine. Ora loro sono obbligati a darle assistenza in virtù di giuramento di sangue fatto. Il ragazzino inizia a deriderle per il fatto che loro pensino, solo per aver ripetuto un codice vecchio anni come leggere da un manuale d'istruzione, di poter fare i padroni. Aggiunge che Rangi gli sembra una “marmocchia dell'esercito”, per cui è sicuro che siano gente della legge. Quando Kyoshi lo rassicura che non lo siano, alcuni clienti della casa del tè iniziano ad andarsene, temendo un probabile scontro violento, tre di loro si apprestano ad uscire troppo in fretta.

Il ragazzino del deserto pone una pietra oblunga sul tavolo e continua ad accusarli di essere dei fedeli alle legge e dichiara che, per la loro stupidità, ora stiano per morire. Kyoshi continua a ripetere di non esserlo, ma il ragazzino colpisce il tavolo rovesciando le tazze con il tè, spingendo la sua avversario a reagire d’istinto: con un calcio fa saltare le fondamenta dell’intera casa di alcuni centimetri. Parlando sopra i gemiti della costruzione, Kyoshi inizia a soffiare di disprezzare i daofei chiamandoli “peggio degli animali”, il che porta Rangi a chiedersi a dove volesse arrivare con questo approccio aggressivo. Fortunatamente, non continuò su questa linea, dato che dichiara che questo non importi, ora che lui debba darle quello che lei gli chiede perché è legato dal suo codice da fuorilegge. Con un movimento fulmineo, tira poi fuori dalla cintura uno dei ventagli di guerra di sua madre e lo sbatte sul tavolo prima che i daofei potessero passare all'attacco. La ragazza dell’acqua e l’uomo dietro si bloccano scossi dallo shock mentre Lao Ge, venendo fuori apparentemente dal nulla, esclama che questo sia il ventaglio di Jesa. Dopo un momento di silenzio, il ragazzo del deserto vuole sapere da dove lo abbia preso, a cosa Kyoshi ammette di averlo ereditato dai suoi genitori. La ragazza della Tribù dell’Acqua la studia stupita e chiede se fosse davvero la figlia di Jesa e Hark, cosa che la ragazza conferma con disprezzo. Lao Ge esulta proponendo di festeggiare il “ritorno della bambina” mentre il ragazzo del deserto ordina un raduno di gruppo per discutere la situazione e nel frattempo incita Kyoshi a chiarire la sua storia, dato che ha tante cosa da spiegare. Rangi, visibilmente stupita e delusa, si aggiunge a questo sentimento.

Il trio di daofei si ritira in cucina lasciando Lao Ge a controllare la situazione, mentre Kyoshi si spiega sotto lo sguardo impassibile e critico di Rangi. Quando ricapitola che sa che i suoi genitori erano stati dei contrabbandieri daofei che l’avevano abbondata a Yokoya e che sapesse a cosa stava andando incontro, Rangi chiarisce che non è quello che la stava preoccupando, ma il modo in cui ha appena giocato la sua mano, aggiungendo che prima le sembrava come se li implorasse di attaccarla. La sua amica di giustifica dicendo che questo era l’unico comportamento che queste persona rispettino, ricordandosi come erano stati trattati da Tagaka. Vedendola agitata, Rangi le pione una mano sul ginocchio tremante e le chiede di essere più cauta ed attenta in futuro. Con un tono non del tutto convinto, Kyoshi le chiede perdono, sopratutto per lasciar perdere la discussione davanti a tutti questi criminali.

Il trio torna e si dispone davanti a loro con una formalità inaspettata per presentarsi uno dopo l’altro: l’uomo grosso come “Passero Svolazzante Wong”, la donna della Tribù dell’Acqua solo come “Kirima” e il ragazzo del deserto Si Wong come “Proiettile Lek", “Lek Spaccateste” e “Lek della Morte Fischiante”. Kyoshi presenta sé stessa e la sua amica usando i loro veri nomi, il che infastidisce la dominatrice del fuoco. Kirima inizia l’interrogatorio chiedendo come fossero arrivati a loro e la incita a raccontare tutto dall'inizio. Kyoshi inizia a parlare di quanto poco si ricordi della sua infanzia a parte il fatto di essere praticamente “cresciuta nel Regno della Terra”, ovvero non in un posto fisso. Lao Ge chiarisce che questo era stato prima che Kirima e Lek si fossero uniti al gruppo dove, dopodiché, per un motivo ignoto, avevano smesso di riunire il gruppo per qualche anno. Con un tono acido, Kyoshi deduce che l’avevano abbandonata a Yokoya all'età di cinque o sei anni come un peso inutile per poter tornare al loro lavoro, aggiungendo che non li abbia mai perdonata per questo. Lek non può crederci e descrive Jesa e Hark come due capi leali che non avrebbero mai fatto questo a un membro della famiglia, ma viene zittito da Kirima che incita Kyoshi a finire il suo racconto. Contenendo a malapena la sua rabbia, l’Avatar continua con su come abbia rischiato di morire di fame in strade per poi essere stata accolta da un “uomo ricco e potente”, le sua uniche possessioni l’equipaggiamento di sua madre e il suo diario con informazioni sugli daofei. Chiude il discorso su come sia arrivata a Baia del Camaleonte dopo aver lasciato quella persona ricca che gli aveva ucciso due persone a lei care. Per vendicarsi di lui, lei non può sperare nella legge, é troppo potente, per questo motivo è venuta qua.

Kyoshi si sente quasi esplodere e teme che i suoi genitori potessero sbucare da un momento all'altro, ma la sua preoccupazione si rivela unitile quando un Lek sorprendentemente solenne gli rivela che sono morti. A questa rivelazione, la ragazza reagisce con finta leggerezza che fa infuriare il ragazzo del deserto per questa sua insolenza davanti ai suoi genitori morti di una febbre tre anni fa. La ragazza dichiara che non fosse arrivata per confrontarsi con loro, ma cercare ciò che le appartiene per legame di sangue, specialmente i rifugi nelle città, la loro rete e l’addestramento da parte di dominatori per aiutarla nella sua vendetta, stando attenta a non fare mai il nome di Jianzhu. Segue un tempo di un silenzio imbarazzante, finché Kirima non inizia a ridere e spiegare che questo edificio, la case del tè, sia ora la base del gruppo e la fine della sua rete.

La sensazione che Kyoshi ora prova la fa tornare indietro al momento in cui si è sentita più stanca in tutta la sua vita, poche settimana dopo essere stata abbandonata e quando stava trascinando il baule che sua madre le aveva lasciato per le strade di Yokoya. In questo momento si sente quasi uguale, davanti a questi daofei che non erano un esercito d’ombra per marciare contro Jianzhu, ma solo persone sparute e braccate come lei. Wong spiega che abbiano avuto tempo difficili e che non abbiano più tanto influsso sul contrabbando del Regno della Terra, a cosa Lek aggiunge con un sogghigno che il uso diario dev’essere vecchio parecchi anni. Rangi cerca di istigare sua amica lasciar perdere, di volare via domani mattina su Pengpeng per trovare un’altra strada. Questo commento casuale però stuzzica l'interesse dei criminali davanti a loro e le chiedono cosa intenda per “volare” e se magari avessero un bisonte volante. Kirima spiega che ora abbiano qualcosa che vogliono, oltre al fatto che lei sia figlia di Jesa e Hark che voglia dire che siano obbligati a tenerla al sicuro. Non significa che loro ascolteranno i suoi ordini o aiutarla nella sua missione di vendetta personale; ma se vuole questo tipo di impegno, lei deve offrigli qualcosa in cambio. Rangi, nervosa, sbotta che non gli daranno il loro bisonte volante, ma la donna della Tribù dell’Acqua chiarisce che non intende questo, ma piuttosto una collaborazione: lei li porterà con loro e loro le troveranno un maestro del dominio della terra dalla dubbia fama. Kyoshi si rende conto di aver commesso un errore rivelando il suo dominio, sarà difficile trovare altri maestri senza rivelare di essere l’Avatar. Rangi si oppone a questa idea descrivendola come troppo rischiosa, finendo per litigare con Lek sul livello della loro organizzazione. Lao Ge interrompe la discussione con l’avvertimento che la polizia stia arrivando.

Note[]

Continuità[]

  • Vista dall'alto, è difficile distinguere edifici singoli in questa massa che compone il porto di Baia del Camaleonte. Kyoshi lo descrive come una "crosta curva intorno alla baia", una descrizione che combacia con quello che si è visto in "Il Guru". Centinaia di anni dopo, nulla più resta della città e l'accampamento della flotta di Hakoda è l'unico insediamento temporaneo sulla baia.
  • Rangi suggerisce che in futuro, la Nazione del Fuoco possa essere cosi perfetta da poter condividere la sua prosperità con tutti i cittadini; questo sentimento viene usato da Sozin come giustificazione per dover espandere i suoi territori sul resto del mondo per condividere la prosperità della Nazione del Fuoco con le altre nazioni.

Rivelazioni[]

  • Lek proviene da una delle tribù che abitano nel deserto Si Wong.
  • Kirima proviene da una della Tribù dell'Acqua, ma non viene specificato da quale.
  • Si scopre che i parenti di Kyoshi si chiamavano Jesa e Hark, contrabbandieri daofei che non sono mai rimasti nello stesso posto per troppo tempo.
  • Jesa e Hark sono morti per una malattia tre anni prima degli eventi di questo capitolo.

Trivia[]

  • Dopo "L'iceberg", questo è il capitolo secondo più lungo del romanzo.
  • La casa del tè della signora Qiji venne già menzionata dal pirata ubriaco in "L'iceberg" e si capisce che la donna che somiglia tanto a Kyoshi fosse stata Jesa.
  • Il fatto che Kyoshi non sia rimasta mai in un punto fisso durante la sua infanzia potrebbe essere stata la causa per il fallimento della geomanzia per la localizzazione dell'Avatar, però non viene spiegato.

Riferimenti[]

  1. DiMartino, Michael Dante, Konietzko, Bryan (writers) & Volpe, Giancarlo (director). (December 1, 2006). "The Guru". Avatar: The Last Airbender. Season 2. Episode 19. Nickelodeon.
  2. ↑ Ehasz, Elizabeth Welch (writer) & Spaulding, Ethan (director). (October 26, 2007). "The Avatar and the Fire Lord". Avatar: The Last Airbender. Season 3. Episode 6. Nickelodeon.
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