Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Questo è il ventinovesimo capitolo del primo romanzo su Kyoshi "L'ascesa di Kyoshi".

Sinossi[]

Jianzhu torna da Hujiang e viene subito sommerso dalle domande dei suoi servi sulla missione, specialmente sul destino di Saiful e il resto delle guardie. Il Saggio della Terra gli racconta solo che erano stati uccisi in una imboscata dei daofei, ma a Hai-Ran deve una risposta più precisa. I due vecchi amici si ritirano nel suo studio per parlare in privato su quello che era successo durante questa spedizione. Jianzhu le racconta che aveva perso uno shirshu nelle montagna Taihua, ma la rassicura che ha comunque un altro a sua disposizione, inoltre, sapendo che Taihua si trova vicino a Ba Sing Se, presume che Kyoshi e Rangi si trovino già all'interno delle famose mura della capitale. Hei-Ran lo interrompe con la dichiarazione che sia comunque finita, dato che aveva sentito di una esplosione di attività del ciambellano Hui da circa una settimana. Quel lasso di tempo combacia con il momento in cui Saiful aveva mandato quel falco messaggero, ma Jianzhu ancora non si lascia prendere dal panico. La dominatrice del fuoco propone l’idea che stia agendo seguendo le informazioni ricevute durante la festa e che stia montando gli altri per portargli via l’Avatar- che crede ancora essere Yun. Tuttavia, la donna gli chiede come voglia spiegare che il vero Avatar sia Kyoshi se prima aveva raccontato come storia del suo litigio con Yun per guadagnare tempo e come voglia reagire in futuro. Hei-Ran ammette che a lei non importi più dell’Avatar e di mantenerla per loro, lei vuole solo riavere sua figlia; la sua mancanza di resistenza sorprende Jianzhu che sa che la sua amica non era al corrente del pericolo in cui Rangi si trova- é ancora convinto che trovasse nelle grinfie dei daofei. Con un sospiro, Jianzhu ammette che abbia ragione questa farsa deve finire, suscitando uno sguardo si speranza in Hei-Ran, poi aggiunge che a Hui ci vorrà probabilmente più settimane per riunire i suoi alleati a fare la sua mossa, il che gli darà il tempo per preparare una “dichiarazione della verità”. Scrollando le spalle, nota che potrebbero anche trovare l’Avatar prima di allora, il che significherebbe perdere il loro potere su Kyoshi, ma almeno Rangi tornerebbe a casa. Rincuorata, Hei-Ran accarezza la guancia di Jianzhu e lo ringrazia per ciò che è pronto a sacrificare per lei. Lui risponde con un sorriso, ma le chiede di lasciarlo da solo per poter smaltire la sua posta ancora non aperta.

Il sorriso del Saggio della Terra si spegne nel momento in cui rimane da solo e prende in mano la lettera che ha ricevuto dal Governatore Te dove gli racconta della fuga di Xu Ping An. Mentre studia la lettera con furia, arrabbiato che quell'idiota fosse stato capace di farsi sfuggire quel criminale prezioso, ma si calma quando arriva alla parte in cui Te parla di due assassini che erano venuti per ucciderlo, ma si erano fermati: un uomo sconosciuto e una ragazza altissima che poteva dominare sia la terra che l’aria. Questo vuole dire che Kyoshi è ancora viva, ma non gli sembra che fosse prigioniera dei daofei come finora pensato. Anziché rispondere alla lettera del governatore su come poter governare in modo più saggio, Jianzhu apre un’altra lettera che gli aveva mandato un capitano delle prefettura di Yousheng che aveva catturato un manipolo di daofei , i quali gli hanno raccontato che Xu Ping An fosse stato ucciso da uno spirito bianco e rosso furioso con gli occhi luminosi. Questi indizi lo fanno dedurre che Kyoshi abbia usato lo Stato dell’Avatar, ma ora sa dove rintracciarla per riportarla a casa. Questa realtà lo rinfresca, cosi come la certezza che abbia ancora tempo.

Questa certezza si frantuma il mattino seguente, quando viene salutato dalla carovana di Hui che arriva davanti al cancello della sua tenuta. Jianzhu e Hei-Ran cercano di nascondere la loro agitazione davanti a questa spiacevole sorpresa: per revocare il diritto di addestrare l’Avatar é necessario un conclave dei Saggi della Terra, per cui Hui doveva averlo pianificato già prima dell'incidente a Taihua. Jianzhu deve ammettere di averlo sottovalutato e contenersi dall'ammazzarlo quando questo scende dalla sua carrozza, fingendo gioia e felicità. Quando gli chiede se Lu Beifong fosse venuto con lui, Hui lo informa che non lo fosse, lasciando in vago se avesse la sua approvazione per questa azione o meno. La schiera di persone venute con il ciambellano fanno sussultare il capo-casa: sono persone importanti del Regno della Terra del Nord-ovest, scelte con cura per questa conclave per metrete con le spalle al muro Jianzhu. Tra di loro ci sono l’erborista Pan di Taku, il Generale Saiyuk, il Saggio Ryong di Pohuai e persino lo Zhang Dakou che ovviamente non vuole perdersi l’occasione di umiliare un Gan Jin. Mancano comunque rappresentanti di Gaoling, Omashu e Ba Sing Se, le roccaforti di Jianzhu, ma in fin dei conti stima che sia arrivato un quinto delle persone più importanti del Regno della Terra e tutti gli erano nemici.

In vista di questa visita non annunciata, il personale della tenuta entra in tale fibrillazione che il capo della casa in persona decide di aiutare in cucina. Zia Mui, quasi in lacrime, si lamenta di non poter mai dare un servizio adeguato a questi ospiti importanti, ma Jianzhu la calma e le ordina solo di preparare del tè. Al suo arrivo della grande sala dei ricevimenti dove trova i saggi riuniti su tre lati della stanza con Hui al contro come se lui fosse il padrone di casa. Hei-Ran si trova sulla sua sinistra che gli chiede con il suo sguardo silenzioso cosa voglia fare ora mentre Jianzhu si siede sul lato rimasto libero da solo, con gli occhi di tutti puntati su di lui.

Hui inizia con la richiesta di chiamare il maestro Kelsang e l’Avatar Yun, sapendo bene che è una richiesta impossibile. Mentre attende finché la servitù abbia distribuito il tè per tutti, Jianzhu guadagna tempo spiegando che quei due siano ancora in viaggio spirituale per il mondo. Con un sorriso sapiente, il ciambellano nota che nessuno ai Templi dell’Aria li abbia mai visti, nemmeno per fare rifornimento o visitare i luoghi sacri. Anche quando Jianzhu li ricorda del rapporto difficile che Kelsang abbia con i suoi leader ortodossi e che esistano altri luoghi sacri per i Nomadi dell’Aria sparsi per il mondo, Hui lo interrompe chiedendo se ci fossero siti sacri anche intorno a Taihua, specialmente intorno all'insediamento daofei scoperto solo di recente. Con rabbia finta, spiega che l’Avatar era stato visto di recente in un covo di criminali, traditori e fuorilegge, quindi debbano pensare al peggio, che Yun e i suoi compagni siano nelle loro mani o addirittura già morti.

Questa informazioni fanno cadere la tazza dalle mani di Hei-Ran, finora tenuta all'oscuro di questi particolari: Jianzhu le aveva detto che aveva inseguita Kyoshi fino ai monti Taihua, ma aveva fallito di aggiungere che si potessero trovare in pericolo mortale. Il saggio della terra ignota lo sguardo pungente delle sua amica per concentrasi nuovamente su Hui ricordandosi che non avesse ancora nessuna prova concreta per la sua accusa, anche se può procurarsele facilmente, dato che era impossibile nascondere una città intera.

Sempre più sicuro di sé, il ciambellano accusa Jianzhu di negligenza imperdonabile e del rischio che il Regno della Terra abbia perso il suo posto nel ciclo degli Avatar a causa sua. Sapendo bene che questa conclave è stato manipolato affinché siano venuti solo sostenitori suoi, dichiara apertamente che Jianzhu non sia più adatto a servire come il maestro dell’Avatar. Mentre il ciambellano beve il suo tè, Jianzhu, infuriato dal sentire queste parole dal suo rivale, inizia a perdere la pazienza e dichiara che questa conclave sia solo una congrega di banditi che non si curano dell’Avatar, ma solo di soldi e potere. Aggiunge che, mentre gente come Hui ha fatto a pezzi la sua nazione per indebolirla, lui abbia sempre lavorato per rafforzarla. Il suo scatto d’ira però non suscita nessuna reazione dai presenti che rimangono in silenzio davanti a questa accuse.

Hui inizia a tirare su il naso che ha iniziato inspiegabilmente a colare, ma ormai è sicuro di aver Jianzhu in tasca. Con un sorriso strafottente annuncia che abbia radunato il numero minimo soddisfacente per privarlo della sua funzione, per cui sono pronti al voto. In quel momento questo inizia ad avere coniato di vomito e accusa Hui ad avergli fatto qualcosa, il quale si alza negando ogni colpa. Ad un tratto debole, crolla sulla sedia e quando alza la mano al naso, vede che è pieno di sangue. Qualcuno della conclave inizia a gridare mentre la sala si riempe di coniati, i quale attirano l’attenzione dei servitori. Anche Jianzhu sia accascia sul tavolo; anche se non riesce a vedere Hei-Ran, la sua mano si muove verso la sua direzione e cera di raggiungerla, ma perde i sensi prima di riuscirci.

Note[]

Continuità[]

  • Come l'erborista che Aang incontra in "Lo spirito blu", Pan proviene dalla città di Taku, è un'erborista e ha un gatto.
  • Ryong è un Saggio della Terra di Pohuai, lo steso luogo in cui la Nazione del Fuoco ha eretto la sua famosa fortezza durante la Guerra dei Cent'anni dove Zhao ha brevemente tenuto imprigionato Aang in "Lo spirito blu".
  • Quando vede arrivare Dakou, Jianzhu sa che nessuno membro della tribù degli Zhang si lascerebbe sfuggire l'occasione per umiliare un membro dei Gan Jin, un riferimento alla rivalità tra le due tribù ancora accesa quattrocento anni dopo, come visto in "Il grande canyon".

Rivelazioni[]

  • Jianzhu ha risparmiato la vita a Xu Ping An solo per fare un favore alla Nazione del Fuoco per permetterle di studiare il suo dominio del fulmine. Ha nascosto questo particolare persino al Re della Terra.
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