Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Questo è il settimo capitolo del primo romanzo su Kyoshi "L'ascesa di Kyoshi".

Sinossi[]

Sul volo verso il Polo Sud, Kyoshi ha un terribile incubo nel quale si ritrova su un bisonte volante che vola attraverso una tempesta con lampi e tuoni spaventosi. Intorno a lei vede alcune figure incappucciate che, per un motivo ignoto, scatenano in lei un odio profondo e grida che non gli avrebbe mai perdonato. Una delle figure stringe un accordo con un’altra che sarebbe stato violato nell'istante in cui sarebbe diventato meno conveniente. L’incubo la fa svegliare di scatto e, in panico, rischia di rovesciarsi oltre la selle del bisonte volante Pengpeng, ma si afferra alle maniglie all'ultimo per salvarsi dal cadere nel mare sottostante. Spaventati, Rangi e Yun la aggrappano per ritirarla su, facendola cadere su di loro esausta e sudante. Mentre i suoi amici cercano di farsi una ragione su questa scena terrificante, Kelsang avverte Kyoshi e preoccupato di fare più attenzione.

Il monaco osserva Kyoshi con la coda degli occhi e pensa ai suoi dubbi se sia lei l’Avatar, ma si riprende subito, dato che queste trattative sono troppo importanti per mettere in dubbio la certezza che sia Yun ora, per cui devono resistere fino alla fine della missione. Sotto di loro sta viaggiando la nave di Jianzhu e Hei-Ran con un piccolo contingente di guardie armate mentre loro stanno volando sul bisonte volante di Kelsang pettinato per l’occasione. Kyoshi nota il suo vestito che il maestro dell’Avatar le aveva regalato per questa occasione, un abito talmente fuori dalla sua portata da darle il voltastomaco. Era stato complicato metterlo, ma deve accettare il fatto che le stia da dio come se fosse stato creato apposta per lei, ma in esso ha anche percepito la serietà di questa missione: all'interno della giacca era foderata una cotta di maglia che fa presagire guai.

La ragazza chiede come mai non lei sia con gli altri giù sulla nave, cosi Yun spiega che, anche andando contro il volere di Jianzhu, lo aveva richiesto lui di averla con sé. Kelsang aggiunge che era diventata una sorta di tradizione per l’Avatar di viaggiare da solo con i suoi amici senza la supervisione degli anziani come lo aveva fatto Kuruk con lui, Jianzhu e Hei-Ran. Aggiunge con un tono melanconico che purtroppo non avessero avuto l’influsso positivo su di lui come sperato fino al punto da spingere il maestro del dominio della terra a vedere quel periodo come un fallimento personale. Kyoshi commenta sottovoce che questo le sembri piuttosto un fallimento da parte di Kuruk, non dei suoi amici, ma Rangi batte la sua spalla per zittirla, avvertendola di non criticare la vita passata di Yun.

Dopo un altro volo noioso di oltre tre ore, il gruppo raggiunge un grande iceberg nel mare antartico dove Kyoshi nota delle tende di feltro sulla costa opposta a loro: la delegazione della Quinta Nazione. Il Nomade dell’Aria spiega alcuni dettagli delle trattative come il fatto che il terreno di negoziazione fosse alla pari, ovvero niente navi per i pirati e niente terreno per loro. La ragazza però intuisce che, dato che gran parte dei pirati di Tagaka provenissero dalla Tribù dell’Acqua del Sud ed erano probabilmente dominatori dell’acqua, per cui un iceberg era il terreno perfetto per sfidare un Avatar della terra.

Mentre Kyoshi e gli altri scendono dal bisonte volante, la nave di Jianzhu deve gettare l’ancora lontano dall'iceberg per raggiungerlo attraverso delle scialuppe. In testa c’è ovviamente il saggio della terra con Hai-Ran in piena armatura da battaglia ed Amak, un maestro del dominio dell’acqua proveniente dal Nord con un’aria strana ed oscura e dalla reputazione ambigua, ma Yun lo descrive come il suo maestro preferito. Kyoshi nota che fosse vestito con una tunica da abitante del Regno della Terra anziché di blu e che avesse rasato il suo fiero taglio di capelli, poi osserva incuriosita come si colasse veleno centrato di serpente-ragno negli occhi che cambiano il loro colore dall'azzurro pallido a un verde dell’oceano. Amak spiega che una delle condizioni di Tagaka fosse stata quella di essere l’unica dominatrice dell’acqua presente alla trattative, per cui la incita a mantenere questo segreto. Kyoshi si rende conto che il suo posto non fosse qua, cosi lontana dalla terra dove ogni passo falso poteva mettere a rischio il destino di centinaia di persone.

Finalmente arriva la signora dei pirati Tagaka accompagnata da solo due uomini che si prende il suo beato tempo fino a raggiungere la delegazione dell’Avatar. Kyoshi osserva il Flagello Sanguinario del Mare Orientale con la coda degli occhi che, al contrario della sua reputazione, sembra essere una donna poco appariscente. Mentre osserva la delegazione, la piratessa si ferma davanti a Kyoshi per scrutinarla dalla testa ai piedi chiamandola una “coffa ambulante” con uno sguardo le fa gelare il sangue nelle vene. La ragazza vuole sparire per aver attirato l’attenzione, ma cerca di salvarsi assumendo lo sguardo tipico di Rangi che trasuda freddo ed imperscrutabile disprezzo, ma Tagaka rimane impassibile. Un secondo dopo, la donna del Sud s'inchina davanti a Yun, il quale si congratula con lei per la sua vittoria sui Diavoli Rossi e utilizzando il suo titolo auto-conferito come “Marchesa del Mare Orientale”. Questo rende felice la pirata che loda il ragazzo per aver “studiato come Yangchen e sappia adulare come Kuruk”, poi invita il gruppo al suo campo per cibo e riposo, una offerta che Jianzhu accetta con finta riconoscenza.

Tagaka e i suoi ospiti partecipano a una cena alquanto imbarazzante, seppur lussuriosa. Mentre Yun non si fa problemi a mangiare il cibo grasso tipico delle Tribù dell’Acqua di cui cultura è la base della Quinta Nazione, Kyoshi si chiede se questo cibo fosse avvelenato e quale sia la ragione per la quale Tagaka fosse cosi gentile. Dopo il pasto, vengono portate tavole di Pai Sho per permettere alla ciurma di pirati di sfidare il leggendario Avatar che non si fa pregare. Mentre Yun sconfigge tra avversario contemporaneamente, Kyoshi nota un gruppo di abitanti del Regno della Terra con un atteggiamento goffo e impaurito: gli abitanti del villaggio rapiti. Sapendo che Yun e Rangi li avessero sicuramente notati prima e stavano solo fingendo la loro allegria, Kyoshi si maledice per non averli scoperti prima e inizia a tremare finché la sua amica non le stringe la mano per calmarla.

Dopo l'ennesima vittoria schiacciante di Yun a Pai Sho, Tagaka gli chiede se si stia divertendo, ricevendo i complimenti per la sua ospitalità. La stanza cade nel silenzio più totale quando la donna commenta che fosse convinta che lui volesse ucciderla prima della fine delle serata. L’aria si fa sempre più tesa e Kyoshi nota come Amak si sta rilassando le spalle per prepararsi alla battaglia apparentemente inevitabile.

Degno della sua reputazione di diplomata nato, Yun cerca di calmare la piratessa chiedendole come mai avesse avuto questa impressione, rassicurandola che non avesse in mente nessuna tattica offensiva. Tagaka spiega che non si era preoccupata di lui o dei suoi tirapiedi, ma si stia riferendo a Jianzhu, Kelsang e Hei-Ran, chiamando il primo il “Becchino del Passo Zhulu”. Mentre Yun viene pervaso dalla confusione, Tagaka accusa Jianzhu di aver seppellito vivi cinquemila Colletti Gialli per stroncare una rivolta. Il saggio risponde minimizzando queste storie come racconti esagerati più cruenti della verità e non sembra pentirsene. La pirata continua voltandosi verso Hei-Ran raccontando che fosse lei a detenere il record dell'Accademia Reale per il maggior numeri di uccisioni “accidentali” durante gli Agni Kai. Mentre la direttrice si dimostra impassibile, sua figlia sembra voler saltare addosso a Tagaka dalla furia, spingendo Kyoshi a voler ora tenere la sua mano, ma questa viene schiaffeggiata via. L’ultimo oggetto delle sue rivelazioni è il Nomade dell’Aria che viene accusato di aver intrappolato la flotta di suo nonno in un tifone facendo affogare quasi l'intera ciurma. Tagaka, chiamando Kelsang il “Tifone Vivente”, aggiunge che per colpa di questo singolo episodio, la Quinta Nazione non ha più osato uscire dal Mare Orientale per paura di una replica. Questa storia colpisce specialmente Kyoshi che non può crederci, ma Tagaka conclude il suo sermone con la nota che l’Avatar era venuto insieme a questi macellai per firmare una trattativa di pace, per cui era certa di un attacco violento a tradimento. Dopo essersi calmato, Yun dichiara che lei non abbia nulla da temere dai suoi maestri, anzi, parlando di reputazioni, anche lui avrebbe altrettanti motivi di preoccupazione. Questa frase calma Tagaka che dichiara improvvisamente di volersi ritirare e di continuare la trattative il giorno successivo.

Dopo che la piratessa, i suoi uomini e gli ostaggi se ne sono andati, Jianzhu cerca di congratularsi con il suo allievo, ma questo lo interrompe arrabbiato chiedendogli se quella storia fosse vera, un atteggiamento che lui non ha mai mostrato in confronto a lui. Alla risposta che quel numero fosse esagerato, Yun vuole sapere inviperito quale fosse allora stato il numero di morti corretto e giustificabile? Il Saggio della Terra inizia cosi a ridere a ammette il suo atto terrificante dichiarando che aveva solamente mostrato le conseguenze dei loro atti ai daofei che avevano pensato di poter uccidere e saccheggiare senza temere la legge. Aggiunge con un certo orgoglio che ha avuto successo, dato che, dopo quel massacro, i Colletti Gialli sopravvissuti si erano dispersi temendo le conseguenze se avessero continuato con la loro vita da fuorilegge. Yun non ne ha sentito parlare perché la maggior parte degli abitanti la sta pensando come lui, solo gente come Tagaka si lamenta della sua mancanza di perdono ignorando di proposito cosa hanno fatto per meritare questa punizione. Kyoshi nota che Yun stia faticando ad accettare questo ragionamento e vuole andare da lui, ma si sente come inchiodata a terra. Kelsang cerca di spiegare il comportamento del suo compagno insistendo che lui e gli ex-compagni di Kuruk non hanno avuto altra scelta per mantenere l’equilibrio in questi anni bui senza l’Avatar. Dopo essersi ricomposto, Yun nota con una voce piatta che ora possono scaricare il peso di queste vite spezzate su di lui e che seguirà l’esempio dei suoi maestri. Questa frase provoca un rimpianto da parte di Jianzhu che lo castiga di essersi lasciato innervosire dalle accuse infondate di una pirata e gli ordina di venire con lui per parlare con l’Avatar in privato.

Kyoshi lascia la tenda per inseguire Kelsang che era quasi fuggito per la vergogna, ma questo poi si ferma per parlare con la sua figlia adottiva. Dichiara con la testa china che evidentemente non abbia ancora finito per disonorarsi e di aver tradito la sua filosofia di pacifista di Nomade dell'Aria. Kyoshi spera ancora che gli altri monaci lo avessero perdonato perché si trattava di circostanze assolutamente imparagonabili dove la morte di pochi giustificava la salvezza di molte migliaia. Purtroppo, Kelsang le racconta che da allora fosse caduto in disonore al suo tempio e che aveva deluso i suoi compagni, i suoi insegnanti, il suo popolo. Spinta da una tristezza furiosa, Kyoshi lo abbraccia e dichiara che non ha mai deluso lei. Pochi attimi dopo, i due sentono provenire di Yun e Jianzhu i rumori di un litigio, cosi il monaco le chiede di tornare all'accampamento mentre lui va a controllare.

Disorientata, Kyoshi si presto ritrova nella direzione opposta vicino all'accampamento dei pirati e cerca di nascondersi da loro, ma viene scoperta da uno dei uomini di Tagaka, completamente ubriaco. La ragazza cerca di andarsene, ma il pirata le blocca la strada e dichiara che lei gli sia famigliare, che lei somigli a una donna che ha conosciuto alla Baia del Camaleonte, la capa di una “Società Qualcosa Volante”. L’uomo prende un altro sorso dalla zucca piena di vino per poi iniziare ad importunare la ragazza fino al punto da infastidirla, descrivendo quella donna con alta come lei con tatuaggi a forma di serpenti, ma fallisce a ricordarsi il nome. Kyoshi lo prende per il collo e lo sbatte contro il muro di ghiaccio dietro a lui. Spinta da una furia inaspettata e con una forza venuta dal nulla, stringe la presa e gli ordina di dichiarare che si stava sbagliando, finendo quasi per strozzarlo. Alla fine il pirata si arrende e chiede perdono, cosi viene rilasciato, anche se Kyoshi gli versa il vino rimasto sul volto e minaccia di riferire a Tagaka che lui abbia bevuto durante il servizio di guardia se avesse parlato. Per sicurezza si porta dietro la zucca vuota per poi andarsene.

Dopo essere tornata alla sua tenda, Kyoshi si sente sopraffatta dalla stanchezza e si lascia cadere a testa in giù per lasciare che la neve le rinfreschi le idee. Alcuni minuti dopo nota una fiamma sopra di lei e si volta per vedere Rangi che le chiede se avesse bevuto. Troppo stanca per spiegarsi, Kyoshi dice di si, lasciando che la dominatrice del fuoco la trascini nella tenda a fatica. Li Rangi le toglie il vestito pesante e poi anche la sua armatura, segnando la prima volta in cui Kyoshi vede la sua amica senza tutti questi spuntoni e solo in maglietta, scoprendo quanto sia snella ma anche muscolosa. Mentre le due ragazze si sdraiano, Kyoshi tenta di giustificare le azioni di Jianzhu, affermando che sia stato anche troppo buono con questi daofei, dato che aveva sentito cosa avessero fatto i Colletti Gialli a uomini, donne e bambini disarmati. Continua dicendo che per lei incidenti fossero incidenti, per cui è sicura che sua madre non avesse mai avuto in mente di far del male a nessuno. Questa frase però fa scattare la dominatrice del fuoco che la afferra per il collare per poi raccontare con una voce rauca che una di queste vittime fosse stata sua cugina e che la scuola avesse faticato a ripulire il suo onore, ma le dicerie hanno segnato i suoi anni di studio. La gente della scuola le ha sussurrato per tutto il tempo che sua madre era un’assassina. Rangi seppellisce il suo volto nel petto di Kyoshi come per cancellare questi ricordi; la sua amica le mette un braccio intorno alle spalle, il che sembra che la stia calmando, ma nota come lei iniziasse a fare inspiri brevi ed acuti- non era sicura se fossero esercizi di respirazione o il suo modo di piangere. Quando la soldatessa si sposta leggermente, i suoi capelli sfiorando le labbra di Kyoshi, il che per lei sembra una trasgressione, e il suo profumo floreale le entra nel naso. Con il battito cardiaco accelerato, Kyoshi rimane lì immobile anche dopo che Rangi si fosse addormentata, anche se confortarla in questo modo era sia un onore che una tortura, visto che il braccio sul quale stava dormendo stava perdendo la sua circolazione.

La mattina seguente, il gruppo fa colazione nell'accampamento e sembra che le tensioni tra gli alleati di Yun si fossero sciolti, anche se Kyoshi stenta a crederci veramente. La vista di Kelsang fa ricordare alla ragazza quel dubbio atroce che sia lei l’Avatar e non Yun, il quale sta per firmare una trattativa sostenuto solo dalla sua identità di Avatar. Yun, Jianzhu, Hei-Ran, Kelsang, Rangi, Amak e lei incontrano Tagaka in cima all'iceberg accompagnata solo da due guardie e un ostaggio donna. Le due fazioni si fronteggiano mentre Tagaka domina il ghiacciaio a fatica per creare il tavolo e le sedie per la firma, chiedendo perdono per la scarsità della sua abilità.

La schiava pone dei panni sul tavolo e cuscini sulle sedie di ghiaccio per poi sistemare una lastra di pietra da inchiostro e due pennelli usando il metodo Pianhai, un metodo di calligrafia cerimoniale avanzato. Kyoshi si chiede se Tagaka glielo avesse insegnato o se lo sapesse già da prima, ma non ha tempo per soffermarsi su quella donna, dato che Tagaka e Yun iniziano con le trattative controllando le copie corrispondenti e le formulazioni. Dopo aver chiarito i rispettivi titoli, i due passano al piatto forte, ovvero gli ostaggi, dove Yun sorprende tutti con la dichiarazione di volerli indietro tutti quanti. Questa dirittezza blanda fa scattare Jianzhu indicando che non erano stati questi gli accordi, ma Yun non si lascia fermare mentre Kyoshi si sente fiera per il suo amico e capisce la ragione perché abbia insistito tanto a farla venire con lui. A grande shock di tutti, la piratessa accetta senza fare storie e aggiunge che questi ostaggi per lei erano inutili, dato che nessuno di loro era un falegname decente. Spiega che a lei servino persone che sappiano costruire navi, il vero potere della sua flotta, inoltre vuole carpentieri, alberi e un porto per aumentarla. Quando nota che sappia dove trovare tutto ciò, Yun si rende conto con un sussulto che sta parlando di Yokoya, avvertendo tutti con questa parola.

Questo segna la fine dei giochi, ad un tratto tutti sentono un gorgoglio di sorpresa che si rivela essere il maestro Amak impalato a morte con uno stalagmite di ghiaccio con Tagaka che sogghigna arrogante che lei sappia riconoscere la sua gente anche sotto travestimento. Due dei suoi uomini afferrano la donna del Regno della Terra per tornare dagli altri dal pendio dal quale erano venuti e schivando le palle di fuoco di Rangi. Dalla superficie dell’iceberg spuntano dozzine di mani che si aggrappano alle caviglie degli alleati di Yun e li trascinano sotto il ghiaccio, Rangi, Jianzhu e Hei Ran vengono imprigionati mentre Kelang e Kyoshi riescono a sfuggirli all'ultimo. Tagaka estrae la sua jian per farla calare sul collo dell’Avatar che non indietreggia, ma reagisce sbattendo la mano contro l'unica fonte di terra disponibile, la pietra d'inchiostro, per difendersi dal fendente. I piedi di Kyoshi rimangono incastrati nel ghiaccio quando il dominatore dell'acqua della sera prima imprigiona la parte inferiore del suo corpo nel ghiaccio. Tagaka e Yun iniziano il combattimento dove diventa chiaro che la donna aveva prima solo finto di essere una dominatrice dell’acqua scadente.

Seguendo il comando della piratessa, l’iceberg si spacca rivelando enormi spazi vuoti in esso che ospitavano le navi dei pirati che si mettono subito in viaggio per Yokoya. Yun riesce ad avvertire qualcuno dei suoi alleati di fermarli prima di venir coperto completamente con del ghiaccio implorandoli di pensare prima a loro, non a lui. Kelsang, difatti, è ancora libero volando con il suo aliante, ma viene fermato brutalmente da Tagaka che lo trafigge con una pioggia di dardi di ghiaccio e lo fa cadere in mare. Dopo di questo, la donna fa levitare il blocco di ghiaccio in cui è rinchiuso ancora Yun e lo getta oltre il bordo dell’iceberg per inseguirlo. Kyoshi riesce a liberasi dalla sua prigione e si mette al loro inseguimento raggiungendo l'accampamento dei pirati dove nota che questi hanno già iniziato a caricarlo sulle barche lunghe. La ragazza ordina alla piratessa di ridargli l’Avatar, ma Tagaka si rifiuta, dato che per lei valga di più come ostaggio, ma deve ammettere che lo spirito battagliero di Kyoshi le piaccia e le offre di unirsi a lei. Al posto di accettare, la ragazza la insulta e dichiara di non voler mai diventare una sporca daofei, cosi Tagaka sfodera la sua spada per il colpo di grazia. Quando nota che Kyoshi non abbia della terra da dominare, nella ragazza nasce la strana sensazione che stavolta, in questo momento di disperato bisogno, la sua voce non fosse da sola e si lascia guidare da una mano ignota ma allo stesso momento famigliare. Anche se non capisce costa stia facendo, assume la posizione del Ponte Corto e si sente come a comando da un esercito di dominatori e allo stesso momento guidato da esso. Dal lontano fondo marino tira in superficie una colonna di roccia grigia che distrugge le navi dei pirati con una facilita impressionante. Kyoshi vuole attaccare Tagaka, ma prima di poterlo fare le sua forze si esauriscono e cade in ginocchio ansimando davanti alla signora pirata sconvolta da questa prestazione di potere.

Tuttavia, la ragazza del Regno della Terra ora già lì indifesa, ma viene salvata dal nulla dalla apparizione di Rangi e Hei-Ran che attaccano con il loro fuoco abbattendo Tagaka, per poi continuare a far cadere fiamme sull'iceberg dal dorso di Pengpeng guidato da Jianzhu. La battaglia non è finita, dato che una parte del flotta di pirati era sfuggito all'attacco di Kyoshi e vennero in aiuto alla loro comandante. Mentre le dominatrici del fuoco si occuparono di quelli dell’acqua, Jianzhu si avvia per fermare la flotta rimasta, usando gli maestosi pilastri di roccia che Kyoshi aveva tirato su dal fondo marino. Il Saggio della Terra salta già dal bisonte volante per distruggere la navi nemiche con estrema precisione ed efficacia.

Pochi minuti dopo, dalla flotta dei pirati rimane soltanto una che decide di ritirarsi dalla battaglia e di fuggire; se è vero che la potenza di Tagaka risiede nella sua flotta, ora è stata completamente distrutta. Mentre osserva l’esito di questo scontro, Kyoshi sente una voce rauca con un accento simile a quello del maestro Amak che le fa i complimenti, ma quando si gira, non vede nessuno accanto a lei. Pochi secondi dopo, inizia ad avere le vertigini e si accascia sul ghiaccio privo di sensi.

Note[]

Continuità[]

  • Il vestito che Jianzhu ha fatto fare su misura per Kyoshi, una blusa di seta verde pallido e pantaloni con due strati di gonne a pieghe, una giacca e un'ampia fusciacca ricorda molto quello preservato nel suo santuario visto in "La giornata dell'Avatar".
    • L'osservazione di Kyoshi dei ricami raffinati che dovrebbe essere esposto su un muro anziché portato in vita diventa realtà quando una versione della uniforme finisce sul muro del santuario. Persino Katara ha lodato la maestria del sarto.
  • Il veleno di serpente-ragno, che Amak usa per cambiarsi il colore degli occhi, ha già avuto una associazione con gli occhi in un commento di Zuko in "il viaggio di Zuko" quando si sente parlare di un figura di dado "occhi di serpente-ragno".
  • Il nome della donna ostaggio che prepara la firma della trattativa viene rivelato nel videogioco Avatar: Generations come "Hua".
  • Il modo in cui Hua prepara la pietra d'inchiostro, i pennelli e la brocca d'acqua ricorda il settaggio del maestro Piandao per la sessione di calligrafia in "L'arte del combattimento".
  • Yun definisce i confini della provincia di Zeizhou attraverso la su vicinanza a Tu Zin, un villaggio di miniatori che in "L'inseguimento" e "Il dominio della terra" risulta abbandonato.
  • Tagaka riflette sulla inabilità della Tribù dell'Acqua del Sud di potersi creare una grande flotta di navi da guerra per la mancanza di alberi per costruirli, una cosa che la Tribù del Nord ha completato nel 171 DG per la Guerra Civile.
    • Nota anche che il Sud debba accontentarsi di canoe di pelle di foca e ci alcuni velieri di proprietà, come visti in "Il ragazzo nell'iceberg" ancora centinaia di anni dopo.
  • La frase di Tagaka che l'Avatar sia più utile per lei come ostaggio ricorda quella di Tarrlok in "Cambiamenti" dove ha in pugno Korra.
  • Yun crea un guanto di terra per afferrare la spada di Tagaka, una tecnica simile a quella del Dai Li.
  • L'identità della donna che somiglia a Kyoshi con i tatuaggi di serpente e che è a capo di una organizzazione "Opera Qualcosa Volante" viene rivelata in "La presentazione".

Rivelazioni[]

  • Tagaka proviene da una famiglia di dominatori dell'acqua che è stata da tempo ripudiata dal Sud.
  • Il maestro Amak è il secondo maestro preferito di Yun dopo Jianzhu.
  • Jianzhu ha ucciso cinquemila Colletti Gialli seppellendoli vivi, il che gli ha affibbiato il soprannome "Becchino del Passo Zhulu".
  • Hei-Ran detiene il record della Accademia Reale per il numero più grande di "uccisioni accidentali"durante gli Agni Kai, dove una delle avversarie era stata sua cugina.
  • Kelsang ha creato un tifone lungo al costa Sud-occidentale del Regno della Terra che ha distrutto una flotta di scorta del padre di Tagaka uccidendone gran parte dei pirati che gli ha procurato il soprannome di "Tifone Vivente".
  • Dopo questo atto, è caduto in disgrazia al Tempio dell'Aria del Sud e ha perso i suoi privilegi.
  • Vien rivelato che in realtà Kyoshi sia una dominatrice della terra molto potente.
  • Per la prima volta, Kyoshi usa lo Stato dell'Avatar, seppur in modo inconscio.

Trivia[]

  • Con trentasette pagine, questo capitolo è di gran lunga il più lungo del romanzo.
  • Il fatto che Yun si è tatuaggio accidentalmente la mano con l'inchiostro mentre crea il guanto di terra è un indizio al suo dominio dei pigmenti.
  • Il testo sul retro della edizione italiano del libro proviene da questo capitolo.
  • Nella versione inglese, a padroneggiare il metodi Pianhai della calligrafia è l'inserviente Hua e non Tagaka.

Riferimenti[]

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