Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Kelsang era stato un Nomade dell’Aria del Tempio dell’Aria del Sud che era stato il maestro del dominio dell’aria dell'Avatar Kuruk e poi anche uno dei suoi migliori amici. Dopo la sua morte, Kelsang tentò di mantenere la pace nel mondo mentre aiutava Jianzhu a trovare il prossimo Avatar.

Una volta uno dei maestri più rispettati tra i Nomadi dell’Aria ed erede designato alla posizione di abate del Tempio dell’Aria del Sud, ma il suo furto dei relitti degli Avatar per aiutare la ricerca e la decimazione della flotta della Quinta Nazione lo fecero cadere in disgrazia e divenne un reietto della sua gente.

Dopo anni di faticosa ricerca, lui e Jianzhu identificarono erroneamente Yun come l’Avatar, anche se Kelsang incontrò in seguito Kyoshi e divenne quasi il suo padre adottivo. Dopo che era chiaro che era lei il vero Avatar, Kelsang si ribellò a Jianzhu e sacrificò la sua vita per proteggerla.

Storia[]

Nella squadra di Kuruk[]

Kelsang crebbe al Tempio dell’Aria del Sud dove la sua reputazione lo fece diventare uno dei possibili successori dell’abate Dorje. Una volta aveva visitato il Mondo degli Spirito senza volerlo e descrisse la sua bellezza ai monaci del tempio. Questo infastidì alcuni degli anziani che avevano immaginato il Mondo degli Spiriti sempre come un piano di sola oscurità, simboleggiando il distacco del visitatore dal mondo.

Un giorno, pochi giorni dall’arrivo dell’Avatar al tempio per l’addestramento nel dominio dell’aria, beccò Kuruk e il suo amico Jianzhu mentre si intrufolarono nelle stalle per “prestarsi” un bisonte dell’aria per una gita e li bloccò al muro con il suo dominio. L’abate riproverò l’uomo del Nord e gli assegnò Kelsang come mentore nonostante le sue proteste che non voleva essere la balìa di due ladri di bisonti. Anche se Kuruk considerò il Nomade dell’Aria come un vecchio brontolone, divennero presto amici per la pelle. Quando Hei-Ran respinse i tentativi di Kuruk di flirtare con lei on estrema freddezza, Jianzhu e Kelsang se la risero in faccia alla reazione imbarazzata dell’Avatar.

Nonostante che in quel momento Kuruk era già un maestro dei quattro elementi, chiese ai suoi compagni di continuare ad insegnarli, credendo che un vero maestro di Pai Sho non smetteva mai di imparare. I membri del gruppo continuarono così a correggere gli errori e cattive usanze degli altri per migliore il loro dominio in continuazione.

Quando Kelsang ammise di aver una volta vistato il Mondo degli Spiriti, Kuruk divenne determinato a volerlo come guida. Il Team Avatar viaggiò a un prato vicino a Yaoping dove Yangchen praticava spesso lo Stato dell’Avatar per allenarsi e i due riuscirono davvero a raggiungere il Mondo degli Spiriti. Quando Kelsang tornò nel mondo reale, Kuruk era sparito, lo trovarono dopo a Yapoing dove si trascinava per le strade completamente esausto con la schiuma davanti alla bocca. Alcuni giorni dopo, entrarono per sbaglio nella sua stanza e lo trovarono circondato da bottiglie di vino rotte dopo che aveva dormito con la serva dell’hotel, ma il Dominatore dell’Aria non lo giudicò.

Il gruppo si divise intorno all’anno 316 AG e tutti andarono per le loro strade. Kelsang rivide Kuruk per la prima volta in mesi al matrimonio di Hei-Ran e venne a sapere che l’Avatar aveva composto una poesia d’amore per la dominatrice del fuoco. Quando lo sentì, lo accusò di voler distruggere la relazione della loro amica e lo obbligò a distruggere la poesia davanti ai suoi occhi. Poco dopo, Kuruk si innamorò di Ummi, una donna della Tribù dell’Acqua del Sud, che però venne rapita e poi derubata del volto da Koh. Questo sviluppo inaspettato fede dubitare Kelsang se avesse fatto davvero bene a fermare il suo amico dal dichiararsi da Hei-Ran.

Ricerca del nuovo Avatar[]

Dopo la morte prematura di Kuruk, Kelsang si diede la colpa per non essere stato un mentore migliore per l’Avatar. Questi sentimenti lo spinsero ad impegnarsi a fondo per trovare il suo successore il più presto possibile, così accompagnò Jinazhu alla sua ricerca per tutto il Regno della Terra.

Dopo anni di ricerca nulla, una notte i due bevvero troppo ed ebbero l’idea di usare il metodo di identificazione dell’Avatar dei Nomadi dell’Aria, ovvero tramite i relitti degli Avatar. Kelsang rimase fedele a questa idea e rubò per davvero i preziosi artefatti dall’abate Dorje. Sette anni dopo la morte di Kuruk, i due raggiunsero la sperduta penisola di Yokoya dove presentarono i relitti ai vari bambini di sette anni lì presenti. Sembrava l’ennesimo fallimento finché una bambina alta ma malnutrita di nome Kyoshi scelse una tartaruga di argilla- la scelta giusta- ma scappò poi prima che potessero fermarla. Non considerandola dall’età giusto non ci fecero caso e Kelsang la lasciò andare, avendo fede che il destino riporterà indietro l’artefatto. Alla fine, però le seguì lo stesso, mosso dalla pietà e la trovò poco dopo in strada a vivere tra l’immondizia, così decise che si sarebbe occupata di lei. Nel corso dei prossimi anni pagò alcuni abitanti del porto affinché si prendessero cura di lei, ma ogni volta che tornò dalle sue numerose missioni scoprì con orrore che la bambina venne continuamente ignorata. Deluso, iniziò ad occuparsi di lei personalmente e spense sempre più tempo con lei, finché Kyoshi lo vide quasi come un padre adottivo.

Un giorno, Kelsang attaccò da solo una flotta della Quinta Nazione che stava saccheggiando i mari introno ai territori più meridionali dei Regno della Terra. Dal suo bisonte dell’aria, il Nomade dell’Aria usò il suo dominio per creare un ciclone con alte onde e venti potenti che distrussero gran parte della flotta e fecero affondare molti pirati. Questa azione drastica gli affibbiò il soprannome di “Tifone Vivente” tra i daofei rimasti in vita, ma in combinazione con il furto degli artefatti gli costò il rispetto tra i suoi simili che lo considerarono un reietto. Come punizione, Kelsang venne condannato all’esilio e ordinato di non fare mai più ritorno a uno dei templi dell’aria.

Vedendo come il mondo stava sempre più cadendo nel caos e pentendosi delle sue scelte, Kelsang iniziò a temere che il ciclo degli Avatar si fosse spezzato. Tuttavia, quando lui e Jianzhu visitarono il villaggio di Makapu, incontrarono un ragazzino di nome Yun che stava stra-vincendo nel gioco dei Pai Sho in strada contro turisti. A grande sorpresa dei due maestri, Yun sta utilizzando alla perfezione le strategie segrete di Kuruk; mentre Kelsang volle rimanere cauto, dato che poteva ancora essere una coincidenza, Jianzhu si affrettò a dichiararlo il nuovo Avatar. Senza alternative, il Nomade dell’Aria supportò il suo amico e divenne il nuovo maestro del dominio dell’aria di questo nuovo Avatar. Quando Jianzhu decide di costruire una villa forzata per allentare Yun in sicurezza, Kelsang propose di edificare questa costruzione a Yokoya e di assumere Kyoshi come serva, assicurando quindi che la ragazzina era al sicuro e poteva rimanere sotto la sua tutela.

Dubbi[]

Col passare degli anni, Kelsang iniziò ad avere dubbi sul ragazzo che era un vero prodigio nel dominio della terra e uno studente molto dedicato, ma anche dopo mesi e mesi di allenamento severo non dimostrò mai un dominio di un altro elemento. Quando Jianzhu e Hei-Ran, la maestra del dominio del fuoco designata di Yun, iniziarono a ricorrere a metodi sempre più brutali per fargli dominare il fuoco, Kelsang diede voce alle sue preoccupazioni. Difatti, iniziò ad aver seri dubbi se Yun era davvero l’Avatar e si ridò di come aveva cisto per la prima volta sua figlia adottiva e il fatto che aveva quasi completato il test di identificazione con successo. Ma quando dichiarò questa idea, gli altri maestri iniziarono ad evitarlo, specialmente Jianzhu. Pochi giorni dopo si ritrovò ufficialmente rimosso del programma di addestramento di Yun con la giustificazione che lo stesse soltanto distraendo.

Frustato e impotente, Kelsang si concentrò sul suo compito di mentore per Kyoshi, ma un giorno dell’anno 296 AG cambiò tutto quando lui stava aiutando in cucina. Come spesso accadeva, la capo-cucina Mui chiese agli altri inservienti di recitare qualche poesia improvvisata e, dopo un tentativo penoso da parte di Lee, Kelsang recitò qualche riga di una canzone da marinai molto sconcia che allibì Mui. Poi toccava a Kyoshi che, a grande shock del monaco, recitò alla perfezione la poesia che Kuruk aveva scritto per il suo amore Hei-Ran. Preso dall'eccitazione, volle sapere dalla ragazza da dove lo aveva sentito, ma si accorse troppo tardi che le aveva gridato. In imbarazzo e pentito, la portò in una stanza vuota e tra lacrime spese mezz’ora per chiedere perdono per aver perso il controllo. Dopo essersi calmato, le spiegò la ragione per questa reazione esagerata e i suoi dubbi sulla identità di Yun come Avatar, concludendo con il suo sospetto che il vero Avatar fosse proprio lei.

Kyoshi però reagì molto male a questa idea e si rifiutò di credergli, così le propose di venire con lei nella sua stanza per spiegargli la storia dietro a questa poesia. Dopo aver finito il suo racconto, Kyoshi rimase ancora dubbiosa, ma Kelsang dichiarò che era sempre più convincente della prova che era a favore di Yun, inoltre le fece notare che, secondo lui, la sua personalità combaciava di più con quella di Kuruk. Ammise anche di sentirsi frustrato per il fatto di non aver mai incontrato i partenti della ragazza, dato che conoscere la sua data di nascita esatta avrebbe aiutato a chiarire questo enigma. Comunque sia, Kyoshi lo implorò di tenere questi sospetti per sé finché avesse preso le sue “cose”. Strizzando l’occhio verso la tartaruga di argilla che Kyoshi aveva ancora con sé sulla scrivania, Kelsang accettò a malavoglia.

Poco dopo questo incidente, Yun e i suoi compagni vennero a una missione al Polo Sud dove dovevano incontrare Tagaka, la capa della Quinta Nazione, e testimoniare la firma di un contratto tra lei e l’Avatar. L’incontro ebbe luogo su un iceberg gigante come un luogo neutrale dove nessuno poteva nascondere armate o armi ingombranti. Anche Kelsang fu parte del gruppo, ma durante la cena celebrativa venne chiamato davanti a tutto “Tifone Vivente” da Tagaka e quindi uno degli assassini tra i maestri di Yun. Scosso da questo ricordo, il Nomade dell’Aria si affrettò a lasciare il banchetto per ritirarsi in fretta e furia. Preoccupata, Kyoshi lo seguì e i due ebbero un momento emotivo dove Kelsang cheise perdono per essere una figura tanto imbarazzante, ma sua figlia adottiva gli disse che “non l’aveva mai delusa”. I due si abbracciarono, finché il Nomade dell’Aria non le chiese di tornare alla sua tenda mentre lui voleva provare a meditare tra Jianzhu e Yun che stavano litigano accanto a voce alta.

La firma del documento era prevista per il giorno seguente, all’insaputa di Kelsang e i suoi amici però, tutto questo era stata solo una messa in scena per attirarli in una trappola. Poco prima della firma, da sotto il ghiaccio comparvero dei pirati dominatori dell’acqua che li attaccarono e li trascinarono sott’acqua. Grazie ai suoi riflessi straordinari, Kelsang evitò di venir catturato saltando in aria con il suo dominio e di volare via con il suo aliante. Voleva andare a salvare Yun che si stava duellando con Tagaka, ma questo lo mandò via a fermare la flotta della piratessa che aveva messo rotta verso Yokoya.

Kelsang stava per obbedire, ma Tagaka lo impedì scaraventandogli contro degli spuntoni di ghiaccio che distrussero l’aliante e lo fecero precipitare in mare da una grande altezza. I suoi alleati lo salvarono, ma era ferito gravemente e doveva ricorrere alle cure della villa. Quando poi seppe che Kyoshi li aveva salvati dai pirati tramite una dimostrazione quasi impossibile del dominio della terra, si convinse che lei doveva essere l’Avatar. Non esitò a raccontare questo a Jianzhu, Hei-Ran, Rangi e anche Yun. Kyoshi stessa reagì con grande rabbia quando seppe che Kelsang aveva spifferato tutto, dato che lo riteneva ancora impossibile e soltanto un pericolo per l’amicizia che la legava a Yun e Rangi, nonché una minaccia per la sua vita. Kelsang tentò di rassicurarla, ma ricevette solo una risposta arrabbiata.

Morte[]

Nei giorni successivi, Jianzhu iniziò ad indagare su questa teoria e sottopose Kyoshi a una serie di test, ma fallì esattamente come Yun prima di lei. Un giorno, il Saggio della Terra si prese i due ragazzi senza dire niente a nessuno a un viaggio segreto per dichiarare una volta per tutte chi era il vero Avatar. Già da mesi, Kelsang aveva avuto il sospetto che il suo amico avrebbe ricorso a metodi troppo estremi e temé il peggio quando si accorse quando Yun e Kyoshi erano andati via con lui da soli. Il Monaco irruppe nell'ufficio di Jianzhu e vide con orrore come i documenti lì presenti confermarono i suoi peggiori sospetti. Dato che il Saggio della Terra si era preso Pengpeng, il suo bisonte dell’aria, Kelsang non aveva altra scelta che seguirli con il suo aliante. Questo viaggio per molti chilometri lo stancarono e si riaprirono molte delle sua ferite, ma si sforzò lo stesso attraverso fatica e dolore.

Jianzhu vs Kelsang

Kelsang contro Jianzhu

Infine, raggiunse il villaggio deserto dove Jianzhu aveva portato i due ragazzi e beccò come il suo vecchio amico stava tenendo Kyoshi imprigionata e minacciava di soffocarla con una maschera di terra che le copriva naso e bocca. Il Saggio della Terra la fece respirare appena vide il suo amico, il quale volle subito sapere dove fosse Yun. Jianzhu evitò di rispondere direttamente raccontando che Kyoshi aveva appena dominato il fuoco, per cui provando che era veramente lei l’Avatar, ma Kelsang non si fece calmare così facilmente. Nervoso, il Saggio della Terra così raccontò che era stato uno spirito che aveva preso Yun perché qualcosa era andato storto, ma Kyoshi gridò che Jianzhu aveva sacrificato Yun attivamente a questo spirito. Il monaco credeva alla sua figlia adottiva e, dopo un momento di esitazione, le ordinò di mettersi dietro di lui con l’aria ostile. Arrabbiato, informò Jianzhu che loro adesso se ne andranno via cindistrubati e che Jianzhu non si avvicinerà mai più a lei, dichiarandolo come inadatto ad essere il mentore dell’Avatar. Questo infuriò il politico che passò all’attacco, così Kelsang voleva scaraventarlo via con un colpo d’aria per calmarlo, ma sottostimò le sua ferite e la fatica, per cui Jianzhu poteva colpirlo alla gola con una pietra affilata, uccidendolo sul colpo. Il trauma di vedere la morte della sua figura paterna fece entrare Kyoshi per la prima volta nello stato dell’Avatar dove obliterò la sua salma inavvertitamente.

Eredità[]

Per via delle tante morti, di cui era stato responsabile, Kelsang venne degradato all’interno della gerarchia dei Nomadi dell’Aria. Quando Kyoshi scoprì questo fatto durante la sua permanenza al Tempio dell’Aria del Sud, ordinò ai monaci guidatori di restaurare il suo onore e la sua posizione, inoltre esigé che un suo ritratto venisse appeso in suo ricordo.

Personalità[]

Un uomo riconosciuto per la sua natura gentile, Kelsang era famoso tra i Nomadi dell’Aria e un dominatore dell’aria amichevole, compassionale e saggio. Nonostante il sto stato di compagno dell’Avatar e un monaco di alto rango, rimase incredibilmente umile e empatico in confronto a persone di ogni provenienza e stato sociale. Interagiva con gentilezza sia con lavoratori umili che con bambini, dimostrando una pazienza quasi infinita. La sua compassione era stata così grande che quando vide Kyoshi, una ragazzina a lui sconosciuta che gli aveva appena rubato uno degli artefatti più preziosi della sua cultura, non solo le permise di tenersi il giocatolo, ma si occupò di lei quando seppe che era orfana e abbandonata. Per i prossimi nove anni tornava spesso a Yokoya per controllare il suo stato fisico e psichico, rassicurarsi che gli abitanti la stavano dando da mangiare regolarmente, la portò a divertirsi e le procurò un lavoro alla villa dell’Avatar. Era stata questa gentilezza che spinse Jianzhu e Hei-Ran a rimuoverlo da certi aspetti dell’addestramento di Yun, dato che sapevano che non avrebbe mai permesso gli esercizi ai quali sottoponevano il ragazzo che erano in realtà quasi torture.

Come tanti altri Nomadi dell’Aria, Kelsang possedeva uno spiccato senso dell’umorismo. Anche di fronte a eventi stressanti, faceva spesso commenti umoristici riguardo alla situazione o la gente coinvolta, suscitando molte volte esasperazione e frustrazione nei suoi compagni più seri.

Dietro alla sua natura semplice, giocosa e altruista, Kelsang nascose un lato incredibilmente melanconico e pieno di sensi di colpa per i suoi errori, ma lo fece mostrare solo in casi estremi. Ritenne la sua incapacità di guidare Kuruk uno dei suoi più grandi fallimenti e ancora anni dopo era arrabbiato con sé stesso per essere stato così severo quando lui voleva dichiararsi a Hei-Ran, disperandosi del fatto che forse Kuruk sarebbe rimasto in vita. Dato che era stato educato secondo la filosofia dei Nomadi dell’Aria della non-aggressione e della pace, Kelsang si pentì amaramente di tutte le vita che aveva spezzato quando aveva distrutto la flotta della Quinta Nazione. Anche se, davanti agli altri, si giustificava con la scusa che doveva mantenere la pace del mondo e proteggere le vite degli innocenti, dentro di sé si vide come una disgrazia e una macchia oscura sulla reputazione della sua gente.

Mentre amava e onorava i suoi amici seriamente, era capace di spingere da parte i loro sentimenti e preoccupazioni se era in ballo l'equilibrio del mondo. Nonostante avesse promesso a Kyoshi di non rivelare la sua teoria sul suo possibile stato di Avatar, Kelsang non aveva altra scelta che tradirla dopo aver sfiorato la morte ed aver visto la sua dimostrazione del dominio della terra che era degna di un Avatar. Quando seppe che il desiderio di Jianzhu di avere il controllo sull’Avatar stava straripando, Il Nomade dell’Aria raggiunse il suo limite di sopportazione quando seppe che il suo amico aveva sacrificato Yun ad uno spirito e si rifiutò di consegnargli Kyoshi.

Abilità[]

Dominio dell’aria[]

Essendo un maestro del dominio dell’aria, Kelsang era un praticante formidabile di questa arte, ritenuto eccezionale anche tra amici e nemici. Già da ragazzo era stato capace di immobilizzare un avversario con i suoi colpi d’aria. Dopo essere diventato un compagno dell’Avatar, Kelsang ricevette allenamenti non ortodossi dai suoi amici, il che permise di sviluppare tecniche per affrontare altri stili di combattimento.

Una delle sue azioni più spettacolari era stato il suo assalto alla flotta della Quinta Nazione dove ha creato un ciclone in groppa al suo bisonte dell’aria che aveva creato onde così alte da distruggere gran parte della flotta e che gli aveva in seguito affibbiato il soprannome di “Tifone Vivente”.

Nonostante la sua reputazione, normalmente usò il suo dominio per scopi molto più pacifici e gentili.  Li usava spesso per piccoli scherzi per tirar su amici e conoscenti come quando aveva infastidito una Kyoshi immersa in pensieri stressanti con una piccola tromba d’aria, cavalcato il vento con il suo aliante o spingere la nave su cui stavano viaggiando.

Altro[]

A parte la sua abilità degli arti marziali, Kelsang possedeva un corpo resistente e forte. Sopravvisse a una caduta rovinosa da qualche decina di metri nel mare antartico dopo che il suo aliante venne danneggiato da Tagaka. Solo pochi giorni dopo, nonostante la perdita di sangue e le ferite riportate, ha volato per una lunga distanza con il suo aliante, ignorando il fatto che le sue ferite si stavano riaprendo. Inoltre, possedeva una velocità di reazione impeccabile, dato che era stato l’unico membro del gruppo di Yun a non essere stato trascinato sotto il ghiaccio dai pirati di Tagaka.

Ha mostrato anche grande capacità spirituali, dato che aveva raggiunto il Mondo degli Spiriti più volte e lo aveva sperimentato in un modo non convenzionale alle dottrine dei suoi simili.

Quando poteva, Kelsang amava mostrare la sua capacità nel canto improvvisato dove trascinava il pubblico con versi e ritmi azzeccati. In più, le sue abilità in cucina erano al livello di un cuoco e aiutava spesso nella preparazione dei piatti, specialmente le sue famose polpette.

Trivia[]

  • Kelsang ha lo stesso nome del settimo Dalai Lama, Kelsang Gyatso
  • La sua voce ha un tono molto basso e tuonante
  • Ha una barba folta ed è molto alto
  • Ha la stessa altezza di Kyoshi e di Wong
  • Il suo piatto preferito è il tofu al curry.
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