Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Junho era un soldato della Nazione del Fuoco che dopo la fine della guerra si era unito ai Rinoceronti Selvaggi. La sua arma preferita è il martello da guerra.

Storia[]

Come molti soldati della Nazione del Fuoco che dopo la fine della guerra avevano perso il loro posto e ragione di vivere, Junho si unì ai Rinoceronti Selvaggi per guadagnarsi da vivere e trovare nuovi compagni. Insieme a loro finì nei sevizi di Loban e Lao Beifong come guardie del corpo personali.  

Yeh Lu Mongke nel ghiaccio

Quei selvaggi me l'hanno fatta..

Un giorno, nell'anno 102 DG, la raffineria dei suoi capi ricevette una visita non desiderata da parte del Team Avatar e gli venne ordinato di lasciare subito la sua proprietà. Dopo che i ragazzi si erano rifiutati di andarsene, Lao ordinò alle sue guardie di scortali fuori dalla fabbrica con la forza, cosa che Junho e gli altri non si lasciarono ripetere due volte. I mercenari sorrisero sicuri della loro vittoria, ma vennero catapultati indietro da un attacco combinato tra il dominio della terra di Toph e quello dell'aria di Aang. Dopo essersi ripresi, Junho aiutò Yeh-Lu combattere contro Katara, ma era incapace di colpire la ragazza agile con il suo pesante martello. Quando Katara e Sokka iniziarono a fuggire verso il recinto della raffineria, Junho non perse tempo ad insultare i due fratelli chiamandoli "selvaggi dei ghiacci codardi e primitivi". Il Colonnello Mongke incitò i suoi due uomini di montare i loro rinoceronti e di mettersi al loro inseguimento.

La caccia li portò vicino alla riva del fiume inquinato della fabbrica dove i tre Rinoceronti Selvaggi bloccarono la via di fuga di Sokka e Katara che però non erano allarmati, tutt'altro. Specialmente Junho ignorava l'avvertimento della ragazza che si trovavano in guai molto seri e passò all'attacco. In seguito finirono tutti e tre imprigionati nel ghiaccio e il soldato osservò arrabbiato e offeso come Sokka si prese gioco di Yeh-Lu.

Personalità[]

Junho era un uomo dalle visioni molto razziste, dato che considerava tutti quelli non della Nazione del Fuoco come inferiori, un dogma ancora derivante dalla propaganda durante il periodo di guerra. Generalmente è un uomo silenzioso e calmo, ma inizia subito a ridere quando vede qualcosa che sembra confermare le sue visioni razziste.

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