Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Jaya provenne dalla città sopra la tartaruga leone del fuoco ed era un amico stretto di Wan. Dopo l'esilio del suo amico, lui e altri poveri della città chiesero il potere del fuoco per avventurasi nel mondo, diventando i primi dominatori del fuoco erranti. Sviluppò sempre più odio verso gli spiriti e perì in una battaglia contro di loro, lontano da casa.

Storia[]

Gioventù[]

Jaya era un ragazzo povero che viveva in una casa su un albero nella periferia della città insieme a Wan e Yao. Al contrario del suo amico si era rassegnato alla sua vita miserabile da contadino che dipendeva dai viveri che Wan rubava ai nobili Chou nonostante le sue continue obiezioni.

Jaya scioccato per il gesto di wan

Rimase scioccato dall'audacia di Wan che aveva rubato il dono del fuoco dalla tartaruga leone e gli ordinò incredulo di riconsegnarlo. Alla idea del suo amico di irrompere le palazzo dei Chou per rubare viveri, rimase terrorizzato e gli ricordò che era vietato di usare il fuoco all'interno delle mura della città, ma alla fine cedette e si aggiunse al gruppo. Quando vennero scoperti, Wan fermò le guardie, permettendo ai suoi amici di scappare con il bottino.

Jaya e Yao felici della notizia

La mattina seguente lui e Yao osservarono la sentenza di esilio di Wan che si era rifiutato di tradire i suoi amici per salvarsi dalla condanna e vide come il suo amico partì da solo per la Foresta degli Spiriti, temendo che non arriverà neanche al giorno seguente. Ma quando il giorno dopo il capitano di un gruppo di cacciatori tornò da solo e ferito, che raccontò che Wan ora era diventato amico degli spiriti e che stava proteggendo l'oasi, Jaya e Yao giovano dalla felicità di sapere che Wan era ancora vivo.

Vita da colonialista[]

Sentendo le storie che Wan continuava a sopravvivere nella foresta, in Jaya iniziò a crescere la voglia di cambiare la sua vita e di seguire il suo esempio. Lui e alcuni compagni chiesero alla tartaruga leone il dominio del fuoco per avventurarsi nel mondo estero e sfuggire alla tirannia dei Chou e si preparano per fondare un villaggio nella foresta.

Wan cerca di meditare tra le due fazioni

Purtroppo sul loro viaggio incontrarono molto spiriti ostili che li attaccarono, i colonialisti riuscirono a difendersi a malapena. Con ogni attacco in Jaya crebbe il suo odio verso gli spiriti, che causarono la morte di Yao e di altri amici. Usando il potere del fuoco gli umani iniziavano a bruciare alberi per guadagnare terreno, ma finirono per esagerare ogni volta, attirandosi ulteriore rancore da parte degli spiriti.

Scioccato dal potere di Wan

Un giorno Jaya vide arrivare un uomo che viaggiava in compagnia con uno spirito, solo dopo alcuni momenti lo riconobbe come Wan. Dopo un momento di gioia per la riunione chiese subito la ragione perché stava proteggendo questo spirito, affermando che lui ogni spirito lo bruciava subito. Ignorò la predica di Raava a al riguardo, il suo rancore era troppo radicato, voleva la sua vendetta per gli amici persi.

In quel momento arrivarono alcuni spiriti e Jaya non esitò ad attaccarli, provocandoli ulteriormente con una palla di fuoco ai piedi degli spiriti diventati oscuro sotto l'influsso di Vaatu. La vista di Wan che dominava tutti e quattro elementi lo scombussolò brevemente, ma quando questo perse conoscenza, la due fazioni si attaccarono con furia omicida. Jaya e i suoi compagni vennero tutti sterminati.

Personalità e abilità[]

Jaya guida i colonialisti del fuoco

Da giovane Jaya si era rassegnato al suo fato di vivere come un povero contadino, vivendo della paure della furia dei Chou e cercando di fermare Wan di compere atti inauditi. Aveva troppo rispetto per la legge e le norme, non sentendosi di infrangerle per non mettersi nei guai. Ma i gesti di Wan, che aveva ancora una volta provato che ogni tanto si doveva rischiare e spezzare le catene dell'abitudine per avanzare, gli diede abbastanza coraggio per imitarlo, chiedendo il potere del fuoco e avventurarsi nell'ignoto.

Il suo viaggio nel mondo estero lo fece diventare avventuroso, ma anche duro e pieno di odio verso gli spiriti. Il suo rancore si era cristallizzato così tento nel suo cuore che ignorò le parole del suo migliore amico e continuò ripetere di voler sterminare gli spiriti. La sua aggressione alla fine lo portò alla sua morte.

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