Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
Advertisement


L’invasione della Repubblica Unita era l’ultimo capitolo della formazione dell’Impero della Terra quando ha tentato di annettere con la forza il territorio della Repubblica delle Nazioni Unite per ripristinare il Regno della Terra come lo era stato prima dell'inizio della Guerra dei Cent’anni. La battaglia finale ebbe luogo a Città della Repubblica.

Storia[]

Preludio[]

Grazie al tradimento di Zhu Li, il governo della Repubblica Unita venne allertato dei piani di invasione di Kuvira, stipulata per due settimane dopo la fuga della famiglia Beifong. Per via di questo avvertimento serio, l’evacuazione di Città della Repubblica divenne obbligatoria e avvenne sotto la guida di Re Wu e Pema. Le Forze Unite si preparavano per l’assalto e Asami e Varrick iniziarono la loro produzione di nuovi carri armati volanti chiamati Colibrì. All'insaputa di tutti, Kuvira fece attaccare il suo cannone ad energia spirituale, la sua arma di distruzione di massa di nuovissimo sviluppo, al braccio destro di un mecha gigante, il Colosso, il che facilitò moltissimo il suo trasporto.

B4 E11 attacco mecha

Il colosso mostra la sua potenza

Sapendo che Zhu Li avrebbe sicuramente spifferato i suoi piani segreti di cui disponeva, la dittatrice fece accelerare i tempi per anticipare l’invasione di una settimana. I primi a rendersene a loro discapito conto furono i soldati di un posto di guardia che venne obliterato dal colosso prima che potessero allertare i capi a Città della Repubblica. L'elemento di sorpresa di Kuvira venne a meno quando il Team Avatar, credendo che quel cannone immenso doveva essere trasportato su binari, le andarono incontro su Oogi per distruggere il mezzo di trasporto. Korra e i suoi amici avvistarono il mecha gigante, ma dovettero fuggire immediatamente quando Kuvira fece fuoco su di loro con lo scopo di abbatterli. Riuscirono a sfuggire a numerosi spari dal cannone che obliterò una montagna intera e di tornare a Città della Repubblica per avvertire tutti che l’attacco era imminente. Purtroppo, le difese della città non erano ancora pronti e la situazione si rivelò drammatica.

Attacco[]

Dopo aver raggiunto i pressi della capitale, Kuvira fece fermare la sua armata davanti alla barricata eretta dalla Forze Unite. Il presidente Raiko la chiamò via radio e le ordinò di lasciare subito il territorio della Repubblica Unita, ma la dittatrice si rifiutò e usò il suo cannone per dimostrare il suo potere distruttivo: con uno singolo sparo affondò l’intera flotta delle Forze Unite stazionate nella Baia di Yue, anche se gran parte dei soldati venne salvato dai dominatori dell’aria. Puntando poi la bocca del cannone sulle truppe a terra davanti a lei, ordinò al presidente di arrendersi senza fare storie, altrimenti ucciderà tutti quanti. A denti stretti, Raiko ubbidì, cosi Kuvira esigé che le venga consegnata anche l’Avatar insieme alla città mentre a Baatar Jr, il suo braccio destro e fidanzato, dovevano essere dati i coordinati per le trattative di resa con il presidente. Korra però si rifiutò di arrendersi e tornò dai suoi amici e le famiglie di Tenzin e Beifong in segreto.

Decidendo che esisteva solo un modo per distruggere il cannone ad energia spirituale e il colosso al quale era attaccato, Korra propose una missione segreta in cui lei, Tenzin, Bumi, Kai e Jinora dovevano rapire Baatar Jr per costringerlo a rivelare i punti deboli del suo mecha. Il gruppo di dominatori dell’aria s’infiltrò nel dirigibile del vice-comandante e lo rapì senza che nessuno se ne accorse. Baatar jr si rifiutò di parlare, rimanendo fedele a Kuvira nonostante le implorazioni di sua madre e le minacce degli altri, si arrese solo quando Korra lo minacciò di portarlo con sé nella sua fuga per impedire che lui riveda la sua fidanzata per il resto della sua vita. Rifiutando di vivere senza la donna che amava, l'ingegnere chiamò Kuvira e la implorò di ritirarsi e di accontentarsi del suo impero senza la Repubblica Unita. Tuttavia, la dittatrice usò questa chiamata radio per localizzare lui e l’Avatar e finse di arrendersi dicendo e che lo amasse e che la conquista di Città della Repubblica non valesse sacrificare la loro vita insieme. In realtà prese di mira la fabbrica di Industrie del Futuro dove si trovava Baatar Jr e gli altri con il suo cannone e fece fuoco. Il colpo distrusse l'intero edificio e tutti i mecha Colibrì in produzione, ma fallì a creare vittima grazie a Bolin che usò un pezzo gigante di cemento per proteggere tutti.

Battaglia contro il Colosso[]

Mentre Asami e Varrick si ritirarono alla torre di Industrie del Futuro dove speravano di rendere operabili almeno i due prototipi dei mecha Colibrì e trattarono i feriti, i dominatori si avviarono per affrontare l’armata di Kuvira che stava attraversando il Ponte di Kyoshi con la speranza di rallentarla. Sul tragitto, Meelo vide un negozio di colori da pittura e gli venne l’idea di oscurare la visione del colosso riempendo la sua vetrata centrale con la vernice. Insieme agli altri dominatori dell’aria volò intorno al mecha gigante e lanciò palloncini pieni di vernice contro il nemico che però era capace di ripulirsi in pochi minuti. Tuttavia, questa distrazione fu abbastanza per Bolin per affondare uno dei piedi del gigante nel terreno tramite il dominio della lava per permettere ai dominatori del metallo Beifong di legare un cavo di metallo intorno ai piedi per fargli perdere l’equilibrio. Come tocco finale, Korra e i dominatori dell’aria crearono una potente corrente di vento per farlo cadere all'indietro, ma purtroppo questo piano fallì. Kuvira riuscì a mantenere l’equilibrio e iniziò a sparare all'impazzata distruggendo parecchi grattacieli e sfiorando alcuni nemici. Uno sparo colpì quasi Korra e gli fece capire che la loro strategia aveva fallito, così si ritirarono nella torre di Industrie del Futuro per formulare un piano nuovo.

Dato che anche il processo di rendere i prototipi operabili non stava andando bene, Zhu Li e Varrick decisero di salire sul tetto del grattacielo con l’intenzione di utilizzare la sua antenna come emettritrice di un impulso elettromagnetico. La scarica mise fuori gioco i mecha piccoli dell’Impero della Terra, ma non ebbe effetto sul colosso. Baatar Jr spiegò che il mecha gigante trasse la sua potenza dall'energia spirituale del suo nucleo, per cui era insensibile alle scariche elettromagnetiche e quindi inarrestabile. In quel momento arrivò Lin con Hiroshi Sato che aveva liberato temporaneamente dalla prigione per aiutare a difendere la città. L’ingegnere ragionò che dovevano agire come un virus per distruggere il colosso dell’interno, a tal propositi rivelò che Industrie del Futuro stava sviluppando una sega al plasma capace di tagliere persino il platino e propose di montarne uno sui mecha Colibrì per aprirsi un varco nella corazza del Colosso per infiltrarsi.

I dominatori tornarono sul campo di battaglia per guadagnare tempo per premettere ai ingegneri di completare l’opera. I dominatori dell’aria e Korra tentarono di distrarlo mentre quelli della terra usarono gli edifici della città per travolgere il nemico. Un raggio del cannone stava per colpire Jinora che venne spinta da parte da suo padre, entrambi vennero salvati da una caduta rovinosa da Ikki e Meelo, rispettivamente. Bolin, Lin e Suyin fecero cadere un intero grattacielo suo colosso per schiacciarlo, ma questo si librò dai detriti per poi rialzarsi.

Quando la situazione sembrava disperata, arrivarono in scena i due mecha volanti pilotati dalle coppia Zhu Li e Varrick e da Asami e Hiroshi. Il primo duo fu il primo a tentare di tagliare un buco sulla schiena del colosso, ma dovettero ritirarsi per impedire di venir schiacciati dal nemico come una mosca. Il loro mecha venne colpito dal raggio energetico e i due piloti si salvarono solo tramite il sistema di salvataggio d'emergenza, ma come ultimo azione erano riusciti a condurre Kuvira verso un canale con abbastanza acqua per permettere a Korra di immobilizzare il colosso nel ghiaccio. I due Sato usarono questa chance unica per atterrare sulla coscia del mecha bloccato e iniziarono a tagliare un altro buco. Kuvira se ne accorse e ordinò di deviare tutta l’energia nel braccio con il cannone per liberarsi dal ghiaccio. Era una corsa contro il tempo, il ghiaccio si sgretolò pian piano mentre Hiroshi continuò a tagliare, ignorando gli avvertimenti disperati di sua figlia di abbandonare la missione per via del pericolo imminente sopra di loro. Quando Kuvira liberò il braccio, ai Sato rimasero solo pochi secondi per la fuga, ma al posto di salvarsi, Hiroshi espulse sua figlia con la sedia di sicurezza mentre lui usava quei ultimi secondi per completare il buco nella corazza di platino. Pochi attimi dopo, la mano del colosso schiacciò il mecha uccidendo Hiroshi Sato, costringendo Asami ad osservare tutto impotente e inorridita. Quando la mano del mecha e i resti della carcassa si allontanarono, rivelarono un buco perfettamente tagliato, nel quale Korra, Mako, Bolin e le sorelle Beifong si infilavano in fretta, un attimo prima di venir schiacciati anche loro.

All'interno del Colosso, Lin e Suyin si occuparono della neutralizzazione del cannone mentre Mako e Bolin si avviarono per il nucleo di energia per spegnere il mecha. Korra intanto si fece strada verso la sala comando per affrontare Kuvira in duello. Mentre Lin combatteva contro una guardia, sua sorella distrusse le capsule con le liane spirituali che funsero da munizione per poi scatenarsi con il loro dominio del metallo per recare più danni possibili tranciando la connessione del braccio alla sala comando. Rendendosi conto che la sua arma ormai era inutile, la Grande Unificatrice si strappò il braccio robotico e lo lanciò via con le due Beifong ancora al suo interno. Il braccio si staccò dal cannone e atterrò nella foresta spirituale dove si impigliò tra le liane. Poco dopo Korra apparve nella sala comando e iniziò un duello violento con Kuvira in questo spazio ristretto.

Nel frattempo, Mako e Bolin arrivarono nella sala macchine e, dopo aver sconfitto due meccanici, tentarono di spegnere il nucleo seguendo le indicazioni di Bataar jr. Quel sistema però non funzionò, così Mako decise di distruggere la sorgente di potere colpendo le liane del nucleo con il suo fulmine per usare a suo favore la reazione violente di queste piante ad ogni provocazione. Nonostante le sua obiezioni, Bolin accettò e portò in salvo di due meccanici mentre suo fratello carico il fulmine al massimo e fece fuoco. Mako provò ad uscire, ma prima di raggiungere l’uscita venne reso incosciente da una scarica errante, ma fortunatamente Bolin lo portò in salvo all'ultimo istante. L'esplosione susseguente distrusse l'intera sala macchine e spezzò il colosso in due, scaraventando i due fratelli in giro e interrompendo il duello tra Korra e Kuvira.

Alcuni minuti dopo, una Korra esausta ma ancora in piedi, trascinò fuori dalla sala comando distrutta una Kuvira ferita e quasi incosciente e quando la dominatrice del metallo si svegliò, le ordinò di porre le armi e di arrendersi. Tuttavia, la Grande Unificatrice non ci pensò nemmeno e colpì la donna del Sud a tradimento con un macigno per poi fuggire nella foresta spirituale. L’Avatar la inseguì e la trovò poco dopo sul cannone impigliato tra le liane con la sua bocca puntata direttamente su di lei. In un tentativo disperato di eliminare l’Avatar, Kuvira fece fuoco, ma fortunatamente Korra riuscì a mettersi in salvo con un salto miracolato. Questo sparo però provocò una reazione nella liane di tutta la foresta che fluì verso il cannone in modo incontrollabile e che andò in sovraccarica. Kuvira non riuscì più a spegnerlo e venne scaraventata a terra fino a ritrovarsi davanti al raggio impazzito della sua stessa arma. Un attimo prima che ne venisse travolta, Korra si pose davanti a lei entrando nello Stato dell’Avatar e la protesse usando il dominio dell’energia che si schiantò contro il suo scudo. La collisione formò un duomo di energia viola che si espanse su quasi tutto il centro di Città della Repubblica per poi rimpicciolirsi e creare un raggio di luce gialla che si alzò in cielo. Tenzin lo identificò come un nuovo portale spirituale e notò che gli spiriti stavano già tornando. Ma Korra e Kuvira sembravano scomparse.

Passò un po' di tempo dove sia i difensori della città che i soldati dell’Impero della Terra cercarono le due persone disperse che emersero insieme dal nuovo portale spirituale. I soldati li circondarono immediatamente e minacciarono di far fuoco se la loro comandante non venisse rilasciata all’istante. All'insaputa di tutti, le due donne si erano parlate e aperte una all'altra mentre si trovavano nel Mondo degli Spiriti e Kuvira dichiarò la fine della battaglia con la sua resa incondizionata. Chiarì inoltre che Korra le aveva salvato la vita e che il suo potere fosse più grande di ciò che si potesse immaginare, poi si consegnò a Lin e Suyin.

Conseguenze[]

L’arresto e la resa di Kuvira significarono la fine del conflitto e anche di gran parte delle forze armate del Impero della Terra. Vennero ripristinate l’autonomia e la supremazia sia della Repubblica Unita che del Regno della Terra, ma in vista degli eventi recenti, il Re della Terra Wu annunciò di voler abolire la monarchia in favore a una democrazia dove ogni stato indipendente eleggesse il suo capo di stato. Dopo il suo arresto, Kuvira venne imprigionata nella prigione del Loto Bianco in attesa della sua udienza doveva doveva rispondere ai suoi crimini di guerra sia nel Regno della Terra che nella Repubblica Unita.

L’invasione e l'attacco ebbero gravi conseguenze per Città della Repubblica. Le linee del treni erano state distrutte per impedire la fuga di civili durante l’attacco e la battaglia contro il colosso aveva causato ingenti danni a moltissimi edifici. Il centro della città era stata completamente distrutto e al suo posto ora si erigeva il portale spirituale. Anziché ricostruire le zone distrutte, Tenzin e il presidente Raiko dichiararono di voler espandere la città oltre i confini attuali. Tra gli edifici abbattuti ci fu anche la biblioteca Signore del Fuoco Zuko che portava a documenti rari danneggiati o addirittura distrutti.

Gli sforzi di ricostruzione svuotarono le riserve finanziarie di Città della Repubblica che si rivelava incapace di gestire la crisi delle persone sfollate, dato che mancavano sia viveri che abitazioni provvisorie. Gran parte di loro dovettero abitare in un campo di profughi davanti alla città che era un accampamento pieno di tende. La decisione di Raiko di essersi arreso a Kuvira senza neanche provare a trattare fece crollare la sua popolarità che avvelenò ulteriormente la sua relazione già critica con l’Avatar Korra. Nelle settimane seguenti, la sua politica e la sua gestione delle crisi sub-ottimali ebbe un impatto talmente negativo che perse le elezioni e dovette cedere il posto di presidente alla sua rivale Zhu Li.

La distruzione del centro città causò una guerriglia tra le triadi criminali che volevano conquistare nuovi territori nei quartieri esterni, entrando in violenta competizione tra di loro. Anche la presenza del portale causò parecchie tensioni: una volta tra gli esseri umani e gli spiriti e anche tra coloro che volevano proteggerlo come i Nomadi dell’Aria e da coloro che volevano abusarlo, come l’imprenditore avido Wonyong Keum. In mezzo a tutto questo si ritrovò Korra che doveva gestire tutto quanto perché si sentiva responsabile delle conseguenze della sua creazione. Inoltre apparivano nuovi gruppi politici radicali che proclamavano che ogni soldato dell’Impero della Terra fosse ancora un nemico o altri che si avvicinarono molto alla filosofia dei Paritari.

Nonostante la resa di Kuvira, alcuni ufficiali dell'Impero della Terra rifiutarono l’ordine di posare le armi, tra cui anche il Comandante Guan, stazionato ancora a Gaoling. La sua ambizione politica mise a repentaglio la transizione democratica del Regno della Terra, per cui Zhu Li mandò il Team Avatar per convincerlo ad arrendersi. Su suggerimento di Korra, venne permesso a Kuvira un rilascio temporaneo per aiutargli a mettere la parola fine sull'Impero della Terra. Tuttavia, Guan si oppose anche a lei e dichiarò di voler conquistare il Regno della Terra tramite le elezioni, il che sorprese tutti quanti.

In realtà, Guan poteva contare sulla tecnologia del lavaggio del cervello della dottoressa Sheng, grazie alla quale prese il controllo degli elettori di Gaoling e anche dei amici di Korra e Re Wu. Grazie ad essere, manipolò le elezioni e divenne il governatore di Gaoling. Kuvira fuggì da Zaofu e costrinse Guan ad arrendersi e la rivelazione del suo schema infame, il che portò alla sua rimozione dall'ufficio. Il fatto che la ex-dittatrice era pronto a rischiare tutto per porre fine al suo impero e che avesse poi ammesso la sua colpa portò alla riduzione della sua sentenza che la vide essere portata a Zaofu a gli arresti domiciliari.  

Advertisement