Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Per l'articolo sull'eclissi consultare "Eclissi- Giorno del Sole nero" , mentre per gli episodi "Il giorno del Sole Nero, prima parte" e "seconda parte".


L’invasione della Nazione del Fuoco, chiamata anche Invasione del Sole Nero, era stata una delle battaglie più grandi della fase finale della Guerra dei Cent’anni e l’unica che venne disputata alla Capitale della Nazione del Fuoco. Gli invasori, una piccola truppa con membri della Tribù dell’Acqua del Sud, della Tribù della Palude e il Regno della Terra capitanati dal Team Avatar, attaccarono la capitale durante un’eclissi che avrebbe privato i dominatori del fuoco del loro potere per otto minuti. Il loro piano era quello di permettere ad Aang di sconfiggere Ozai mentre era impotente, ma fallirono per colpa di Azula che ne era venuta a conoscenza preventivamente e l’invasione finì con la cattura di quasi tutti i membri dell’invasione. Nonostante la loro sconfitta, tuttavia, erano arrivati fin dove nessuno era mai riuscito ad arrivare ed era stato il primo attacco multinazionale alla Nazione del Fuoco.

Storia[]

Origine del piano[]

L2 E10 Sokka Aang data eclissi

Abbiamo la data dell'eclissi!

Nella primavera dell’anno 100 DG, il Team Avatar ha visitato la biblioteca di Wan Shi Tong per trovare informazioni sulla Nazione del Fuoco e, forse, un modo per finire la guerra. Un pezzo di pergamena bruciacchiata colse l’attenzione di Sokka quando lesse una data con la descrizione “Il giorno più buio nella storia della Nazione del Fuoco”. A sua fortuna, una volpe ricercatrice lo guidò all'osservatorio stellare della biblioteca che poteva ricreare le costellazioni e la posizione della luna e del sole rispetto alla terra di ogni data concepibile. Immettendo la data sulla pergamena, i ragazzi scoprirono che in quel giorno era avvenuta un’eclissi solare e dedussero che, parlando del “giorno più buio”, che dovesse aver avuto un effetto negativo sul dominio del fuoco. Mentre venivano cacciati via da Wan Shi Tong, infuriato del fatto che gli umani stavano usando la sua conoscenza per atti militari, Sokka e Aang scoprirono che sarebbe avvenuta un’eclissi a pochi mesi di distanza, per fortuna ancora prima della Cometa di Sozin.

L2 E19 Azula Mai Ty Lee guerriere Kyoshi

Azula viene a sapere del piano

Il Team Avatar voleva presentare questo piano di invasione al Re della Terra, ma ebbero gravi difficoltà ad incontrarlo di persona per via della cospirazione di Long Feng che tenne lontano ogni cenno della guerra manipolando il monarca. Dopo l’arresto del Gran-Segretario, i ragazzi poterono finalmente iniziare con i piani, ma a loro insaputa Azula, Mai e Ty Lee si erano infiltrate a Ba Sing Se sotto mentite spoglie di Guerriere Kyoshi. Re Kuei, ignaro del fatto che fossero spie, per sbaglio gli raccontò dei piani di invasione e avvertì quindi la principessa del pericolo. Alcuni giorni dopo, prima della terminazione dei piani, Azula mise in atto il suo colpo di stato collaborando con Long Feng e il Dai Li, grazie al quale non solo conquistarono Ba Sing Se in noma della Nazione del Fuoco, ma scacciarono via anche il Re della Terra e il Team Avatar. Aang venne ferito gravemente dal suo fulmine ma venne guarito da Katara, anche se il trauma gli impedì di entrare nello Stato dell’Avatar. Tuttavia, non avevano abbandonato il loro piano completamente, dopo essersi riuniti con la flotta di Hakoda alla Baia del Camaleonte, il gruppo rivalutò la loro strategia di attacco per adattarla alla loro situazione attuale.

L3 E01 Sokka spiegazione per Aang

Sokka spiega il nuovo piano

Per via della mancanza dell’armata della terra che potesse assistergli, decisero di invece attaccare con una piccola armata segreta con membri da tutto il Regno della Terra, tutti amici che il Team Avatar aveva incontrato sui suoi viaggi. Inoltre chiesero al Meccanico di creare e produrre una serie di nuove armi e veicoli che la truppa poteva usare durante l’invasione. Sokka gli diede qualche spunto come i sottomarini o i carri armati a dominio della terra.

Il Team Avatar si infiltrò nella Nazione del Fuoco in incognito per attendere la flotta fino all’alba dell’eclissi.

Preludio[]

L3 E10 Boulder Ippopotamo

Persino loro!

Dopo settimane di vita nascosta nella Nazione del Fuoco, il Team Avatar raggiunse una piccola isola disabitata che doveva fungere da luogo di raduno con la flotta d'invasione chiamata “Scogliera nera”. L’isola era di scarsa importanza strategica per la Nazione del Fuoco, ma disponeva di un porto naturale protetto dalle scogliere che permise il raggruppamento della truppa variopinta e le gli ultimi preparativi prima della partenza per l'Isola Centrale. I ragazzi arrivarono sul luogo dell’incontro con quattro giorni in anticipo con un Aang molto nervoso che per l’agitazione non riusciva a dormire.

L3 E10 Meccanico Teo Fifone Duca

Riunione con vecchi amici

La flotta degli invasori arrivò nell'ora prestabilita dopo aver superato il blocco navale della frontiera usando uno scudo di nebbia creato attraverso il dominio dell’acqua. La truppa d’assalto era composta maggiormente dai guerrieri della Tribù dell’Acqua del Sud rimasti e alcuni membri della Tribù della Palude reclutati, tra cui Huu, Due e Tho. Una grande parte consisteva però anche da combattenti dal Regno della Terra, tra cui soldati regolari della fortezza del Generale Fong, ribelli della costa occidentale come Tyro e Haru, e alcuni volontari come alcuni membri dei Combattenti per la Libertà (Il Duca e Fifone) o lottatori di dominio della terra (Boulder e Hippo). Con loro avevano portato le nuove armi e veicoli commissionati per rivaleggiare gli armamenti della Nazione del Fuoco. Inoltre, il Meccanico regalò ad Aang un nuovo aliante e occhiali per l’eclissi per tutti.

Hakoda invasione

Hakoda incita tutti a dare il meglio

In origine, doveva essere Sokka a spiegare a tutti la strategia di attacco, ma il ragazzo si lasciò sopraffare dall'agitazione di dover parlare davanti a tutti questi guerrieri e fece una figuraccia. Hakoda prese il suo posto e spiegò a tutti che dovevano prima oltrepassar i famosi Cancelli di Azulon, posti dalla difesa dell’isola capitale, per poi navigare il mare nemico fino ad atterrare nel porto della Città Capitale. Da lì iniziava il combattimento sulla terra ferma dove dovevano farsi strada attraverso la grande piazza che conduceva poi alla salita finale per accedere alla Città Caldera dove era situato il palazzo del Signore del Fuoco. Ovviamente sapevano che la strada era ben guardata e difficile da espugnare, ma dovevano raggiungere la capitale prima dell’inizio dell’eclissi, dato che l’evento durava solo otto minuti. In questo breve lasso di tempo, Aang doveva trovare Ozai e sconfiggerlo, dato che lui, come tutti i dominatori del fuoco, perdevano il loro dominio durante l’eclissi. Lo scopo dell’invasione non era solo la cattura del Signore del Fuoco, ma anche quello di costringere le sue armate in tutto il mondo di arrendersi, il che avrebbe portato la fine della guerra. Una volta pronti, la piccola armata caricò le sue armi e partirono verso mezzogiorno in rotta verso la Nazione del Fuoco.

L3 E10 Porta di Azulon

Primo ostacolo

Battaglia[]

Alcune ore dopo, la squadra incontrò il primo ostacolo, ovvero i famosi Cancelli di Azulon che consistevano di una rete gigantesca che poteva essere alzata a piacimento per bloccare navi nemiche, inoltre poteva essere messa a fuoco. I dominatori dell’acqua crearono il loro scudo di nebbia, ma i cancelli vennero attivati comunque e soldati salparono su motoscafi per affrontare gli invasori. La flotta però aveva anticipato questo intoppo ed evacuò le loro navi prima che i soldati del fuoco potessero salire ed arrestare qualcuno. Mentre questi ispezionavano le navi vuote, la truppa d’assalto si era già trasferita nei sottomarini che superarono i cancelli senza problemi passandogli sotto. Dopo una pausa per prendere aria, Aang si divise dal resto della truppa per andare a cercare Ozai e prepararsi per il suo momento.

L3 E10 Sottomarini

I sottomarini

I sottomarini raggiunsero il porto della Capitale poco dopo e abbatté le strutture di difesa che volevano catturare questi sottomarini. Una volta ancorati, gli invasori scesero a terra per iniziare il loro avanzamento a piedi. Per affrontare le truppe di casa, usavano cinque carri armati a propulsione al dominio della terra e alcuni carri di riserva che furono di grande utilità contro gli attacchi di fuoco. Gran parte dei membri della tribù della palude rimasero al porto per difendere i sottomarini e rassicurare i loro compagni di una via di fuga in caso di fallimento. Sotto il comando di Hakoda e Bato, i soldati dell’acqua e della terra continuarono l’avanzamento per la grande piazza degli sfilamenti, guardata da centinaia di torri di difesa. I soldati del fuoco mandarono i suoi carri armati, ma questi non poterono far nulla contro quelli degli invasori che li schiacciarono letteralmente. Dietro di loro arrivarono alcuni camion di supporto con rocce per i soldati della terra da usare come munizione.

L3 E10 Sokka si assume comando

Sokka assume il comando

Il Team Avatar aiutava l’armata distruggendo le torri di difesa per diminuire la resistenza nemica. A metà strada, Hakoda venne ferito durante un attacco di sabotaggio di una delle torri e dovette consegnare il comando a suo figlio Sokka mentre Katara guariva le sua ferite. Il giovane guerriero si rivelò un comandante nato che guidava la sua truppa verso la Città Caldera in brevissimo tempo e presero controllo della torre che separava la caldera dalla strada per il porto. Una volto catturata questa torre, gli invasori si fermarono per raggrupparsi e usando i loro carri armati per proteggersi dalle bombe di fuoco mentre aspettavano l’inizio dell’eclissi. L’armata del fuoco stava per diventare disperati e mandarono sempre più carri armati.

L3 E11 Aang decisione di attacco

Attacchiamo lo stesso!

Nello stesso momento, Aang era arrivato al Palazzo Imperiale, ma lo trovò completamente deserto. Nonostante la sua confusione, il Nomade dell’Aria irruppe nella sala del trono annunciando che fosse tornato, ma anche quella sala era completamente vuota, il che fece arrabbiare Aang che sapeva che il tempo stringeva. Tornò velocemente dai suoi amici per informarli di questa novità che spinse Sokka a credere che la Nazione del Fuoco sapesse dell’attacco e si fosse preparata. Katara suggerì di ritirarsi prima che il nemico avesse una possibilità di intrappolarli alla capitale, ma il resto dei suoi amici era deciso a portare a termine la missione e di affrontare il Signore del Fuoco. Con solo dieci minuti prima dell’eclissi, Aang, Sokka, Katara e Appa tornarono in città per scovare Ozai mentre Bato prese il comando della truppa e Katara continuava a guarire suo padre.

Sokka propose la teoria che il Signore del Fuoco potesse nascondersi in un bunker all'interno della città per non allontanarsi troppo dalla sua armata e grazie al senso sismico di Toph trovarono una serie di corridoi e stanze sotterranei all'interno del cratere del vulcano dormiente. Mentre gli invasori iniziarono con l'attacco alla Città Caldera, i ragazzi si avventuravano nel labirinto di caverne.

Eclissi[]

L3 E11 davanti al palazzo imperiale

Davanti al palazzo...!

Gli invasori si fecero strada fino ad arrivare al Hari Bulkan, spingendo i soldati del fuoco sempre più sulla difensiva che scapparono a gambe levate quando iniziò l’eclissi che gli rubò il dominio del fuoco.

L3 E11 Azula attende Aang

Azula li stava già aspettando

Nello stesso istante, Aang, Toph e Sokka, spinti dalla fretta, incontrarono il ministro della guerra Qin che gli rivelò il bunker in cui si trovava il Signore del Fuoco. Il trio lo trovò giusto nel momento in cui iniziava l’eclissi e irruppe, ma sul trono non era seduto Ozai, ma Azula che li stava già aspettando con un sorriso malizioso. La ragazza rivelò agli intrusi sorpresi che aveva saputo di questo attacco già da mesi da quando si trovava a Ba Sing Se e che si era preparata ad accoglierli, inoltre accettò il fatto che l’Avatar era ancora vivo senza grande emozione. Si rifiutò di rivelare la vera posizione del Signore del Fuoco e, dato che anche lei era senza potere, mandò due agenti Dai Li contro il trio. Aang, Toph e Sokka li sconfissero dopo una breve schermaglia, ma non riuscirono a catturare la Principessa che evitò ogni attacco con una agilità incredibile.

L3 E11 Sokka contro Azula

Sokka si lascia prendere dalla furia

Fuggì per i corridoi finché Sokka non si rese conto che gli stava solo facendo perdere minuti preziosi e incitò i suoi amici ad ignorala. Aang e Toph volevano eliminarla una volta per tutti, ma il guerriero insistette di lasciarla stare e di concentrasi sul Signore del Fuoco, ma Azula non voleva lasciarli andare. Conoscendo il suo punto debole, iniziò a parlargli della sua prigioniera preferita, ovvero Suki, che era stata arrestata mesi fa a Ba Sing Se. Lo fece innervosire raccontando di quanto stesse male per il fatto che il suo amante non venisse a salvarla, e ora si fosse arresa. Queste parole fecero scattare Sokka che la attaccò in preda alla furia, cosa che la Principessa voleva usare a suo favore accoltellandolo a tradimento. Toph reagì in tempo per impedirlo e la attaccò al muro, cosa Sokka le chiese ancora una volta dove si trovasse Suki.

L3 E11 Aang resa

Basta così.

In città, gli invasori avevano circondato il palazzo e catturato dozzine di soldati, ora stavano iniziando di erigere una linea di difesa. Purtroppo per loro, l’eclissi terminava pochi attimi dopo, ridando a tutti i dominatori del fuoco il loro potere che ora iniziarono con la controffensiva. Azula si liberò dai restringimenti di terra e scappò via ridendo, lasciando indietro un Sokka arrabbiato con sé stesso per essersi lasciato incastrare in questo modo spregevole. Toph e Aang cercarono di consolarlo dicendo che non ere stata colpa sua e offrirono di andare ad affrontare Ozai anche senza l’eclissi. Questa idea venne però abbandonata subito, ben consci che il nemico era troppo preparato, dato che l’elemento della sorpresa ormai non esisteva più. L’unica cosa che potevano fare e tornare dai loro amici e cercare di fuggire.

Padre contro figlio[]

L3 E11 Zuko sfida Ozai

Zuko affronta suo padre

Nello stesso lasso di tempo in cui Azula stava tenendo occupato il Team Avatar, Zuko era andato da suo padre per raccontargli la verità sugli eventi avvenuti a Ba Sing Se e che l’Avatar fosse ancora vivo. Sfoderando le sua fedeli spade gemelle, costrinse il monarca arrogante ad ascoltarlo in silenzio mentre gli spiegava che aveva superato il suo complesso di inferiorità che lo aveva spinto a voler conquistare il suo rispetto e il suo amore. Inoltre, viaggiando, aveva visto con i suoi occhi i danni che la sua nazione aveva recato al mondo e che ormai provava solo odio e disprezzo per loro. Anche se Ozai rise della sua idea di voler rimpiazzare guerra e dolore con pace e gentilezza, Zuko non si lasciò impressionare e annunciò di voler per prima cosa liberare suo zio e implorare il suo perdono per poi unirsi al Team Avatar per aiutargli a sconfiggere il Signore del Fuoco.

L3 E11 Ozai attacca Zuko

Ozai tenta di uccidere suo figlio

Ormai stufo di queste frasi per lui pazze e traditrici, Ozai gli propose di farla finita qui ad adesso, finché non possedeva il suo dominio, ma il ragazzo si rifiutò, dicendo che era compito dell’Avatar fermarlo. Con questo aveva detto tutto e si avviava per andarsene, ma Ozai lo fermò con la frase chiave che sua madre Ursa non fosse morta, ma che era stata solo esiliata per alto tradimento. La reazione emozionale bloccò Zuko giusto per il tempo fino alla fine dell’eclissi dove Ozai tento di ucciderlo usando il dominio del fulmine, ma suo figlio respinse l'attacco mortale con la tecnica imparata da Iroh, il reindirizzamento del fulmine. Il monarca venne scaraventato contro il muro e rimase a terra per qualche secondo, il che permise la fuga a Zuko.

Ritirata[]

L3 E11 Armata aerea del fuoco

Cosa sono questi?!

Una volta realizzato che l'attacco era stato un fallimento, gli invasori decisero di battere in ritirata, ma prima di poterlo fare videro come dal cielo arrivarono mongolfiere da guerra che il Meccanico riconobbe subito come il suo design. Ma non era finita, dietro di loro comparvero velivoli molto più grandi e minacciosi: dirigibili di metallo. In quel momento Aang, Toph e Sokka si riunirono con il resto del gruppo e li informarono del loro fallimento, il giovane guerriero quindi ordinò l'immediata ritirata. Mentre Katara e Aang affrontarono la minaccia dal cielo abbattendo alcune mongolfiere, gli altri corsero verso il porto per raggiungere i sottomarini lì ancorati. Purtroppo, i dirigibili erano troppo resistenti e iniziarono anche a lanciare bombe incendiarie sugli invasori che si salvarono grazie all'intervento di Toph.

L3 E11 Katara si oppone a Hakoda

Katara non vuole abbandonare suo padre

Quando videro che i dirigibili stavano prendendo rotta verso il porto, Aang realizzò che il loro prossimo bersaglio erano i sottomarini per impedire a loro di scappare. Sapendo che senza sottomarini una fuga era impossibile, Hakoda prese una decisione difficile: mandò via i ragazzi per tenerli in vita mentre gli adulti si sarebbero arresi al nemico.

L3 E11 Sottomarini distrutti

La loro via di fuga...

Pochi minuti dopo, i dirigibili raggiunsero il porto e bombardarono i sottomarini. I membri della Tribù della Palude cercarono di difenderli nel miglior modo possibile, ma alla fine non poterono opporsi al bombardamento sempre più incessante e alla fine i sottomarini vennero tutti distrutti. Huu e i suoi compagni si arresero e vennero arrestati, cosi come i membri adulti della flotta di invasione. Il Team Avatar con il Duca, Haru e Teo fuggirono su Appa promettendo ai loro amici che non si sarebbero arresi e che sarebbero tornati. Azula, che si trovava su uno dei dirigibili, notò il bisonte dell’aria, ma decise di lasciarli fuggire, sapendo che sarebbero tornati comunque. Il gruppo volò verso il Tempio dell’Aria dell’Ovest senza rendersi conto che qualcuno li stava inseguendo: Zuko.

Conseguenze[]

L’attacco portò alla cattura di molti alleati dell’Avatar e al prolungamento della guerra. La grande maggioranza degli invasori venne incarcerata nelle prigioni della capitale mentre Hakoda, ritenuto il capo dell’attacco, ricevette un trattamento particolare e venne mandato alla Roccia Bollente. Ignari di questo fatto, il Team Avatar attaccò almeno un campo di prigionieri nella speranza di trovare alcuni membri dell’invasione. Anche se liberarono parecchi prigionieri, nessuno tra di loro era un loro amico (“Avatar: Generations”).

Il fallimento di questa tattica significava che Aang doveva per forza affrontare il Signore del Fuoco mentre era in possesso del suo potere.

Tuttavia, l’invasione non era stata un fallimento al cento per cento. Era stato l’unico attacco diretto alla Nazione del Fuoco ed erano arrivati a un passo dalla vittoria, il che diede speranza ai ribelli sull'esito della guerra. Zuko, una volta il nemico più pericolosi dell’Avatar, si era finalmente convinto di non poter più supportare la politica militare di suo padre e decise di tradirlo per unirsi all’Avatar. Li inseguì fino al tempio dell’aria per offrirsi come maestro del dominio del fuoco per Aang, sapendo che era quello il suo destino.

Bumi libera Omashu

Bumi da solo libera Omashu

Infine, mentre l’invasione non ha portato i risultati desiderati, l'eclissi aveva aiutato Re Bumi a riconquistarsi Omashu. Vedendo l’oscuramento del sole, lo interpretò come il segnale di mettersi in azione e sconfisse da solo i soldati privati del loro dominio. In questi otto minuti, il dominatore della terra scacciò via gli occupanti, abbatté la statua gigante di Ozai in cima e liberò la città, il che dava l’inizio alla liberazione del Regno della Terra.  

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