Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Anche chiamato solo la “Grande Guerra” oppure “La Guerra”, questo era stato un conflitto globale che era iniziato con lo sterminio dei Nomadi dell’Aria e che è durato poi un secolo intero, dall’anno 0 all’anno 100. A scatenarlo fu la Nazione del Fuoco sotto il dominio del Signore del Fuoco Sozin che ha dichiarato la guerra al resto del mondo per crearsi un impero mondiale e spargere la sua visione di prosperità sul resto del globo.

Usando a suo favore l’assenza dell’Avatar e la sua superiorità tecnologica, militare ed economica, la Nazione del Fuoco fu in grado di causare grande distruzione e morte in tutte le altre nazioni. Nel corso dei decenni, avanzò inesorabilmente nel Regno della Terra partendo dalla cosa occidentale e lo portò sotto il suo controllo. Mentre la Tribù dell’Acqua del Sud subì attacchi pesanti, quella del Nord riuscì a rifuggirsi per quasi un secolo, salvandosi dalla quasi-estinzione. Nell’anno 99 DG, la Nazione del Fuoco aveva eradicato i Nomadi dell’Aria, ha portato la Tribù del Sud a un passo dalla scomparsa e controllò quasi tutto il Regno della Terra ad eccezione di Omashu e Ba Sing Se.

Dopo il ritorno dell’Avatar, la Nazione del Fuoco incentivò i suoi sforzi per chiudere la guerra in suo favore, ma il suo intervento impedì la conquista della Tribù dell'Acqua del Nord e fermò un primo attacco alle mura di Ba Sing Se. Tuttavia, riuscirono a conquistare Omashu e, alcuni mesi dopo, finalmente anche Ba Sing Se, grazie a una strategia geniale della principessa Azula. In un disperato tentativo di rivoltare le carte in tavola, venne assemblato un’armata che doveva attaccare la Capitale durante una eclissi che rese impotenti i dominatori del fuoco. Purtroppo, questa tattica fallì e gran parte della resistenza venne arrestata o costretta alla fuga.

La guerra terminò dopo un duello colossale tra le due forze portanti del conflitto, ovvero Ozai, ormai auto-proclamatosi “Re Fenice”, e l’Avatar Aang durante la Cometa di Sozin. Ozai aveva avuto in mente di usare questa opportunità di sferrare il colpo di grazia al Regno della Terra bruciandolo al suolo, ma questo piano venne fermato dall’Avatar e i suoi amici. Zuko, figlio di Ozai e suo successore come Signore del Fuoco, dichiarò la fine della guerra e la sua volontà di voler riportare pace e armonia nel mondo. Tuttavia, la guerra aveva cambiato il mondo per sempre e ci volevano decenni affinché si riprenda.

Storia[]

Preludio[]

Ascesa della Nazione del Fuoco[]

In seguito alla sua unificazione centinaia di anni fa, la Nazione del Fuoco divenne sempre più potente e pose molto peso sulla unità, forza e efficacia. Sviluppò un’armata molto capace, inclusa la flotta nave più potente al mondo, e combatté contro le altre nazioni. Anche se, nel quarto secolo prima della guerra, decise di fermare la sua campagna di espansione, non rinunciò a creare piani di invasione del Regno della Terra e le Tribù dell’Acqua. Quello che stava realmente fermando la Nazione del Fuoco dal minacciare le altre nazioni seriamente furono i numerosi conflitti interni tra la famiglia imperiale e i clan do nobili più potente del paese.

Dal 295 AG, tuttavia, il Signore del Fuoco Zoryu e i suoi successori imposero una strategia di riduzione del potere di questi clan e trasformarono la Nazione del Fuoco effettivamente in una autocrazia totale sotto il loro dominio. L'ultimo vero conflitto tra Signore del Fuoco e un clan occorse nei primi anni del governo del Signore del Fuoco Sozin dove il Generale Oraso Eiko si aggiudicò una vittoria importante. Dopo aver costretto le due famiglie in guerra di cedere, Sozin poteva finalmente implementare la sua politica verso il progresso senza ostacoli e per aiutare le persone più povere della nazione.

Durante il suo governo nel primo secolo prima del conflitto, il mondo era all’inizio della rivoluzione tecnologica che era stata resa possibile grazie alla pace e prosperità duratori creata dagli ultimi anni di vita dell’Avatar Kyoshi che permise la fondazione di sempre più istituti tecnologici e università. Imprese e accademie delle quattro nazioni collaborarono in un modo mai visto e propagarono un’era di innovazioni. Vedendo questa rivoluzione industriale, la Nazione del Fuoco si rese conto che i suoi standard economici, militaristici e di vita erano di gran lunga superiori a quelli delle altre nazioni. In contrasto a ciò, il Regno della Terra era stato indebolito da crisi interne, ribellioni e una corruzione rampante. Le poche menti innovative e le nuove tecnologie vennero confiscate dal Re della Terra Jianlun, un monarca egoista e manipolatore. Nelle Tribù dell’Acqua, molte persone videro l'industrializzazione con scetticismo, temendo un impatto negativo sulla relazione tra esseri umani e spiriti. Per via di questa esitazione, le Tribù dell’Acqua accettarono solo alcuni aspetti della modernizzazione e rimasero molto più deboli della Nazione del Fuoco.

Rivoluzione Industriale[]

Le nuove tecnologie permisero a Sozin di ordinare la costruzione di una flotta di navi con motori a carbone, basandosi sul piano dell’inventore Nyn Chei. La sua costruzione creò migliaia di posti di lavori per le persone povere, ma purtroppo le materie base erano scarse, per cui la Nazione del Fuoco iniziò a cercare altre risorse che si trovavano però sui territori delle altre nazioni, il che portò inevitabilmente a vari conflitti e dispute diplomatiche.

Dopo aver scoperto una vasta riserva di ferro sull’Isola di Natsuo, la Nazione del Fuoco la dichiarò come territorio suo. Essendo una delle isole più orientali e molto vicina al Regno della Terra, il Re della Terra non si volle lasciar scappare queste ricchezze e volle riprendersela. Mandò dei vascelli armati a una manovra di esercizio nella regione, sperando di provocare il Signore del Fuoco a fare il primo passo. Questo aveva buttato l’occhio anche su un’altra piccola isola che si trovava in questa zona, ma che era un’isola sacra alle Tribù dell’Acqua dato che si trovava esattamente a metà strada tra i due poli. Il capotribù del Nord Skiri era furioso per questa aggressione e volle mandare una sua flotta per riperdersi l’isola, ma a tal proposito necessitava il consenso della Tribù dell’Acqua del Sud che temeva invece una guerra con la Nazione del Fuoco.

Sozin non agì solo sul fonte politico internazionale; per assicurarsi il sostegno del suo popolo iniziò a spargere una propaganda che trasformò la sua nazione aperta e relativamente tollerante in una xenofobica e nazionalistica. Per giustificare la sua ricerca per risorse e alcuni attacchi sul Regno della Terra, Sozin fece spargere voci che generarono un odio profondo verso le altre nazioni, usando come spunto il mancato aiuto del Re della Terra alle isole dell’Est che, dopo una eruzione di un vulcano, erano diventate sismicamente instabili. Ogni incidente con gli spiriti giunto alle orecchie del pubblico venne affibbiato alle Tribù dell’Acqua, anche se in realtà questi incidenti furono le conseguenze della caccia ai dragoni diventato uno sport popolare su istigazione del Signore del Fuoco. In quel periodo di tempo, la filosofia dei Nomadi dell’Aria era diventata molto popolare tra i nobili della nazione, ma Sozin vide questo come una minaccia per le tradizioni e confiscò il Centro di Apprendimento del Fuoco e dell’Aria dopo che una setta radicale dei Nomadi dell’Aria di nome “Vento Guidatore” sabotò la costruzione. Per il monarca questa setta era una minaccia per lui personalmente, dato che si opponeva alle ricchezze e il lusso delle nobiltà e vide la relazione dei monaci con l'aristocrazia come un ostacolo per la crescita spirituale. In tutta la nazione, iniziarono a sbucare racconti e testimonianze di attivi violenti compiuti dal Vento Guidatore nonostante i suoi principi di non-violenza, il che fece sospettare al loro capo Khandro che era l’ennesima tattica manipolatrice del Signore del Fuoco per discreditarli. Era chiaro che questa campagna anti- Nomadi dell’Aria prendeva di mira i più deboli e poco informati della Nazione del Fuoco da quando Zeisan, sorella di Sozin, aveva annunciato la sua intenzione di rinunciare ai suoi titoli e le sue ricchezze per unirsi al Vento Guidatore e di sposare Khandro, solo per indebolire la posizione del Signore del Fuoco.

Preparativi[]

Sozin saluta Roku

Sozin e Roku ancora da amici

Trentasei anni prima del conflitto, Sozin si convinse sempre di più che la sua nazione fosse così fortunata che aveva il “dovere” di condividere la sua prosperità con il resto del mondo. Durante le nozze di Roku e Ta Min, ne parlò con il suo amico per convincerlo ad unirsi a lui in questa missione di espandere “L’impero più glorioso della storia”. Purtroppo per lui, l’Avatar si rifiutò categoricamente e lo ricordò che le quattro nazioni dovevano rimanere tali: quattro nazioni separate.

Ignorando l’avvertimento di Roku, Sozin si preparò alla unificazione del modo attraverso un conflitto globale. Fece ampliare la sua armata e la sua flotta già potente e iniziò ad occupare dei territori nel Regno della Terra come il villaggio di Yu Dao. Per cementare la sua presenza, mandò lì alcune famiglie della Nazione del Fuoco come i primi colonialisti.

L3 E06 Roku avverte Sozin

Roku avverte Sozin di non continuare questa strada

L’Avatar scoprì queste colonie alcuni anni dopo e reagì con rabbia per questo tradimento, così si confrontò con lui al palazzo imperiale. Sozin però non accettò nessuna obiezione da parte del suo amico di un tempo e lo attaccò, così l’Avatar distrusse parte del palazzo e sconfisse il Signore del Fuoco per lasciarlo in vita con l’avvertimento serio che, se attaccasse le altre nazioni ancora una volta, lo avrebbe ucciso. Nonostante tutto, le colonie già formate ebbero il permesso di restare. Negli anni seguenti, l’Avatar dovette spesso fare da mediatore tra le nazioni, dato che anche in loro crebbero i sentimenti di nazionalismo e imperialismo, ma per ora riuscì a mantenere la pace e un equilibrio delicato.

L3 E06 Sozin abbandona Roku

Sozin lascia morire Roku

Nell’anno 12 AG, l’isola di Roku venne distrutta da una eruzione vulcanica così catastrofica che Sozin poteva percepirla a migliaia di chilometri di distanza e andò in aiuto del suo amico ormai anziano. Inizialmente, i due collaborarono per raffreddare la lava e far fuggire gli abitanti, ma i gas tossici iniziarono presto ad indebolirli, specialmente Roku. Quando questo si accasciò a terra implorando l’aiuto del suo amico, Sozin ebbe la realizzazione che questo poteva essere l’occasione per liberarsi dell’unico ostacolo rimasto per i suoi piani di conquista. Dopo un ultimo sguardo verso l’Avatar a terra, Sozin si voltò e lo lasciò morire in agonia tra la lava. Seguendo il ciclo degli Avatar, il suo successore nacque nello stesso istante tra i Nomadi dell’Aria come il neonato Aang.

Ora finalmente libero di ogni entità capace di controllarlo, Sozin espanse la sua armata e la sua flotta in preparazione della guerra totale. Le altre nazioni intuirono questi piani e il rischio di una guerra, specialmente i Nomadi dell’Aria, ma purtroppo i loro sforzi vennero rese inefficaci per via di conflitti interni.

Guerra[]

Inizio (anni 0-20 circa)[]

Tempio Aria in fiamme

I templi dell'aria vengono distrutti

Sozin aspettò un evento speciale per l’inizio della guerra: l’avvento di una cometa che da allora portava il suo nome che potenziava di molto i dominatori del fuoco. In sincronia con la cometa, il Signore del Fuoco lanciò attacchi massicci e coordinati sui quattro Templi dell’Aria, il Regno della Terra dell’Ovest e entrambe le Tribù dell’Acqua. I bersagli principali furono i Nomadi dell’Aria che soffrivano tutta la potenza dei dominatori del fuoco potenziati; gli altri attacchi funsero più da distrazione per impedire che gli venne mandato aiuto. Gli ordini del Signore del Fuoco erano chiari: eradicare la popolazione dei templi dell’aria per cancellare i Nomadi dell’Aria dalla faccia della terra. In fondo a tutto ciò ci fu il desiderio di uccidere anche l’Avatar e di forse anche spezzare il ciclo degli Avatar per impedire che ritorni la minaccia di un rivale potente.

All'insaputa dei Sozin e la sua armata, l’Avatar ormai non si trovava più in nessuno dei templi, dato che Aang era scappato dal Tempio del Sud alcuni giorni prima dell’attacco ed era così sfuggito al massacro per puro caso. Gran parte dei Nomadi dell’Aria morirono in questo primo assalto anche se l’armata incontrò una resistenza inaspettata in alcuni dei templi ed alcuni dominatori dell’aria riuscirono a fuggire.

Questi pochi sopravvissuti vennero cacciati e ineseguiti come nemici della nazione e col progredire del conflitto il loro numero si avvicinò allo zero. Al risveglio di Aang cento anni dopo, lui era rimasto l’unico dominatore dell’aria noto rimasto al mondo. Deciso a voler vedere la salma dell’Avatar con i suoi occhi, Sozin continuò a cercarlo per il resto della sua vita, ma mori senza veder esaudito il suo desiderio ardente.

Tribù del Sud attacco

Un attacco alla Tribù del Sud

Dopo il genocidio dei Nomadi dell’Aria, la Nazione del Fuoco poté concentrarsi sulle altre nazioni. Sozin pose la sua attenzione sul Regno della Terra occidentale con lo scopo ultimo di una conquista totale. Per prima cosa, il Signore del Fuoco voleva assicurarsi la costa per usarlo come bacino di lancio per le conquiste successive e l’avanzamento nel continente vastissimo. In seguito, bramava a distruggere con precisione i centri di commercio per indebolire l’economia possente del Regno della Terra. Dopo varie vittorie come quella di Han Tui, la distruzione di Taku e la battaglia di Garsai, la Nazione del Fuoco riuscì a cementare la sua presenza sul fronte occidentale del regno.

Anche se gli attacchi si concentrarono sul Regno della Terra, la flotta del fuoco invece affrontò le Tribù dell’Acqua, affibbiandogli diverse sconfitte pesanti. Queste spinsero la Tribù del Nord a ritirarsi nella sua capitale e concentrarsi sulla difesa, lasciando i loro fratelli del Sud completamente isolati e in balia del nemico. In un primo momento, Sozin cercò di inseguire la Tribù del Nord tentando una invasione nell’anno 15 DG, ma questa fallì per via dell’ambiente ostile dei Polo Nord. In questa battaglia, le due armate si affrontarono a viso aperto, ma i dominatori dell’acqua riuscirono a respingere quelli del fuoco usando il loro elemento a loro favore. Vedendo che per ora ogni sforzo era invano e causava solo perdite inutili, la Nazione del Fuoco cessò gli attacchi e si concentrò sulla Tribù del Sud, molto più debole e geograficamente anche più vicina.

Periodo intermedio (20-95 DG)[]

L1 E01 nave relitto

una piccola vittoria

Dopo la morte di suo padre Sozin, Azulon salì sul trono nell’anno 20 DG e continuò la campagna militare verso la Tribù dell'Acqua del Sud e verso l’Est del Regno della Terra. Fino all’anno 40 DG, la flotta navale del fuoco attaccò il Sud ripetutamente per distruggere la loro potenza militare residua e sterminare la popolazione di dominatori dell’acqua. Mentre i primi attacchi furono massicci, quelli dopo si ridussero a attacchi più piccoli ed economici, dato che le difese del Sud si stavano indebolendo sempre di più con ogni assalto.

Hama prigioneria

Hama incarcerata

Nonostante ciò, i dominatori dell'acqua del sud continuarono ad offrire una resistenza ostica che spinse Azulon ad adoperare una strategia diversa, ovvero cercare di eradicare il dominio dell’acqua del Sud. Questa strategia consisteva nel catturare ogni singolo dominatore dell’acqua per lasciare in pace i non-dominatori, ritenuti innocui, che dovevano poi arrangiarsi da soli. Una delle ultime dominatrici dell’acqua catturate fu Hama che sviluppò un odio profondo verso i soldati del fuoco e che in, appena fuggita dalla prigionia, iniziò una campagna di vendetta personale segreta. Per via della perdita dei loro dominatori dell’acqua, la Tribù del Sud si indebolì ancora e non poté opporsi agli attacchi ripetuti che la spinsero sull’orlo dell’estinzione. Intorno all’anno 40, la Nazione del Fuoco fondò i Predatori Meridionali, una squadra di soldati d'élite brutale e senza pietà che continuò ad assalire e derubare le coste del mare antartico per isolare la Tribù del Sud da ogni contatto, inoltre devastò anche la costa meridionale del Regno della Terra, rimasta finora intoccata.

In questi decenni, il Regno della Terra subì numerosi attacchi su larga scala che quasi sempre finirono nella sua sconfitta come la caduta delle province di Hu Xin che permise alla Nazione del Fuoco di prendere controllo di un buon terzo del regno. Queste battaglie violenti e brutali causarono migliaia di morti e crearono altrettanti fuggitivi, le terre sfollate venivano usate per fondare nuove colonie per assicurare l’accesso ai supplementi per le truppe.

Non tutto andò secondo il volere della Nazione del Fuoco; dopo l’ascesa al trono di Re Bumi di Omashu, questo trasformò la sua città in una fortezza e l’ultimo bastione della resistenza del Regno della Terra dell’Ovest che provvedeva aiuti ai soldati e i gruppi di ribelli. I suoi sforzi, seppur apparentemente marginali, rallentarono l’avanzamento della Nazione del Fuoco verso il centro del regno. Anche nei territori occupati crebbe la resistenza e l’armata dovette abbattere diverse ribellioni che avevano contagiato alcune colonie. Un gruppo di soldati del fuoco caduti in disonore entrò in coalizione con dei pirati che attaccarono i vascelli del fuoco, causando danni ingenti.

L3 E16 Yon Rha davanti Kya

Yon Rha minaccia Kya

Nell’anno 94 DG, i Predatori Meridionali seppero della comparsa di un dominatore dell’acqua nella Tribù del Sud e non esitarono ad attaccarla ancora una volta per eliminarlo. Questa persona era la piccola Katara, ma la sua identità rimase segreta grazie a sua madre Kya che si presentò come la persona ricercata per salvare sua figlia. Yon Rha, il capitano dei Predatori Meridionali, la uccise senza pietà e lasciò il Polo Sud soddisfatto, ignaro del fatto che essersi lasciato sfuggire il bersaglio da sotto il naso. L’atto eroico di Kya fu provvidenziale per il mondo intero, dato che la ragazza scoprirà e libererà l’Avatar alcuni anni dopo e collaborerà con lui per porre fine alla guerra.

Iroh lettera Ba Sing Se

Iroh durante l'assedio

A questo punto, la Nazione del Fuoco era a pochi passi dalla vittoria totale: il Regno della Terra era sottomesso, con Omashu e Ba Sing Se come le uniche eccezioni, e mancava solo la Tribù dell’Acqua del Nord. L’armata del fuoco aveva conquistato anche il sud del continente e il Generale Shu si era persino avventurato nelle vicinanze del deserto di Si Wong per affrontare le truppe lì presenti. L’armata del fuoco aveva raggiunto anche il perimetro di Ba Sing Se dove il Generale Iroh, il famoso “Drago dell’Ovest”, figlio di Azulon ed erede al trono, si apprestò ad iniziare il suo famoso assedio che durerà seicento giorni. La sua armata riuscì a compiere l’impossibile, ovvero irrompere nelle mura esterne di Ba Sing Se, ma Iroh fermò l’avanzamento e si ritirò quando su figlio Lu Ten venne ucciso in battaglia. Giustificò il suo ordine con il fatto che i suoi uomini erano stanchi e frustrati dopo quasi due anni di battaglia continua. Il suo ritiro causò gravi perdite e costrinse la Nazione del Fuoco ad abbondare il territorio recentemente conquistato, ma rimase in controllo della zona adiacente alla capitale.

Periodo tardo (95-99DG)[]

In questi anni, la ferocia della Nazione del Fuoco si rallentò leggermente, credendosi ormai sicuri della sua vittoria. Dopo la morte di Azulon nell’anno 95 DG, suo secondogenito Ozai venne incoronato come nuovo Signore del Fuoco, ignorando il diretto di primogenitura di suo fratello maggiore Iroh. Nonostante il precedente ritiro delle truppe del Drago dell’Ovest da Ba Sing Se, l’armata rimase in controllo del Lago Occidentale dove iniziarono a costruire una trivella meccanica gigante che doveva aiutarla a penetrare le possenti mura esterne della capitale. A parte questo, lanciarono alcuni attacchi a Ba Sing Se, ma tutti fallirono davanti alla sua difesa leggendaria. In contrasto a ciò, le montagne del Nord vennero lasciati in pace, a parte di alcune pattuglia di routine al Tempio dell’Aria del Nord, il che permise l'insediamento al tempio di un gruppo di fuggitivi. Alcune unità dell’armata della terra tradirono il Re collaborando con la Nazione del Fuoco per rimanere in controllo di alcune zone. Dato che Ozai non si fece problemi a trattare con criminali come invece lo aveva fatto suo padre, offrì soldi ai pirati affinché stessero lontani dalla Nazione del Fuoco e le sue colonie. I corsari rimasero fedeli all’accordo, permettendo alla flotta navale del fuoco di riconquistarsi il controllo sul mare.

Sotto il nuovo Signore del Fuoco, il controllo sulla costa occidentale del Regno della Terra venne nuovamente stretto con tutta la brutalità e severità possibile. Di tutte le fortezze dell’armata della terra rimasero solo poche come quella del Generale Fong e quella di Shen Guan che potevano usufruire della protezione delle catene montuose vicine. I cittadini civili vennero trattati come di seconda classe che dovevano solo lavorare come schiavi per sostenere l’armata del fuoco e non potevano difendersi dai continui soprusi. La Nazione del Fuoco iniziò ad implementare la stessa tattica che gli aveva già portato la vittoria contro la Tribù dell’Acqua del Sud, ovvero quello di catturare e deportare ogni dominatore della terra che incontravano che poi venivano costretti a lavorare nelle fabbriche di lavorazione del ferro sul mare aperto. Anche Omashu venne isolata sempre di più e dare aiutare i ribelli divenne sempre più difficile. Nonostante questo, Ozai ritenne la conquista di Omashu una sua priorità per la sua armata, ignorando voci tentennanti che sarebbe solo uno spreco delle risorse che iniziarono già ad essere scarsi in alcuni ambiti.

In questi pochi anni, la Nazione del Fuoco accelerò la sua espansione e invase il centro del Regno della Terra senza grandi problemi, ma ebbe difficoltà a mantenere il controllo su questa regione immensa. In aggiunta, emersero sempre più gruppi di resistenza che attaccarono le legioni più isolate come nel sud, dove alcuni pirati entrano in guerra contro gli invasori per recuperare i loro territori persi.

Ma nonostante questi piccoli focolai di resistenza, la situazione generale del Regno della Terra era davvero tetra. Sempre più città e villaggi caddero sotto il controllo della Nazione del Fuoco e i suoi abitanti vennero costretti a lavorare per loro e seguire ogni loro ordine per evitare conseguenze severi, il che tose ulteriore potere economico al regno. Solo alcuni territori ritenuti non essenziali e inutili vennero lasciati in pace come la Palude Nebbiosa, il deserto Si Wong o le rovine della antica città di Tienhaishi. La Nazione del Fuoco era il governatore incontrastato del Regno della Terra del Nord e Ovest mentre controllò il resto.

In contemporanea a questi eventi, il Principe Zuko iniziò la sua missione personale della ricerca dell’Avatar per riconquistarsi il suo diritto di primogenita come Principe Ereditario. Un officiale immensamente ambizioso e senza scrupoli di nome Zhao iniziò a confabulare un piano per sottomettere l’ultimo bastione di libertà nel mondo, ovvero la Tribù dell’Acqua del Nord.

99- 100 DG (ritorno dell’Avatar)[]

L1 E01 Zuko trova Aang

Zuko avvista l'Avatar

Le speranze del mondo si riaccesero quando, nell'inverno dell’anno 99 del conflitto, avvenne quello che nessuno aveva mai osato più sperare: la ricomparsa dell’Avatar dopo quasi un secolo intero. Lui venne scoperto al Polo Sud da due ragazzi della Tribù dell’Acqua del Sud di nome Katara e Sokka, ma catturò anche immediatamente l’attenzione di Zuko e Zhao che iniziarono a cacciarlo per tutto il globo. Le voci sul ritorno dell’Avatar diede nuova energia allo spirito di resistenza, ma la Nazione del Fuoco continuò con la sua offensiva conquistando Shen Guan, il che le permise di procedere finalmente verso Omashu.

L1 E17 carraramati

Battaglia al tempio

Mentre l’Avatar era in viaggio per la Tribù del Nord, Zhao venne promosso ad Ammiraglio e usò il suo nuovo rango per mettere in pratica la sua strategia. Aang e i suoi amici incontrarono Jeong Jeong, un disertore che era riuscito finora a sfuggire alla furia dell’armata del fuoco e che gli insegnò brevemente il dominio del fuoco finché non vennero attaccati da Zhao. Alcune settimane dopo, una parte dell’armata partecipò a un attacco al Tempio dell’Aria del Nord, abitato da persone civili non-dominatori, tra cui un inventore che era stato costretto ad inventare macchine di guerra per la Nazione del Fuoco in cambio del permesso di poter restare. Grazie alla collaborazione con il Team Avatar, questi riuscirono a sconfiggere i soldati e di impedire la conquista del tempio, ma i sconfitti poterono recuperare una invenzione strategicamente importantissima per il futuro: una mongolfiera da guerra.

L1 E19 Flotta del fuoco

L'assedio del Nord

Quando seppe che l’Avatar era riuscito a raggiungere il Polo Nord, Zhao ordinò alla sua immensa flotta di procedere per un attacco massiccio ad Agna Qel’a. Il suo piano diabolico consistete nell'eliminare lo spirito della luna, Tui, che visse in forma di pesce Koi nell’oasi spirituale della capitale, il che avrebbe per sempre privato i dominatori dell’acqua del loro potere. Anche se riuscì ad uccidere Tui, il suo piano fallì grazie all'intervento di Aang che si unì a La, lo spirito dell’oceano e distrusse l’intera flotta di Zhao. Come punizione per la sua azione imperdonabile verso gli spiriti, La imprigionò l'Ammiraglio nel Mondo degli Spiriti, ponendo la parola fine su questo tentativo di invasione.

In seguito a questa sconfitta umiliante che era costata carissima alla Nazione del Fuoco sia in ambito di risorse che di vite umane, questa decise di non attaccare la Tribù dell’Acqua per il futuro prossimo. Ma dato che questa non partecipava in nessuna battaglia navale di rilievo, la flotta del Regno della Terra era pressoché obliterata e la perdita della flotta di Zhao non era uno svantaggio irrecuperabile. Ozai ordinò alle sue truppe di continuare l’avanzamento lento ma continuo verso Est e mandò sua figlia Azula alla ricerca di Zuko e Iroh, ritenuti ormai traditori della loro nazione.

L2 E02 Omashu caduta

Omashu conquistata

Poche settimane dopo la sconfitta al Polo Nord, la Nazione del Fuoco poté festeggiare un successo importante: la conquista di Omashu. Vedendo l’armata davanti alle porte in procinto di attaccare, Re Bumi decise di arrendersi senza combattere per salvare i suoi cittadini e venne susseguentemente catturato. Anche se gran parte della popolazione poté fuggire in seguito grazie a una falsa epidemia, la città venne posta sotto il controllo di un governatore e ribattezzata “Nuova Ozai” dalla principessa Azula.

L2 E13 trivella

Un attacco insolito

Ormai, l’unico bastione da invadere era la capitale, Ba Sing Se. Per superare le mura esterne leggendarie, l’armata implementò la trivella gigante che era in costruzione da anni e che doveva aprire un varco che avrebbe permesso ai soldati entrare e aprire i portoni giganti. Giusto nel momento in cui doveva iniziare la sua missione, il Team Avatar giunse sul luogo del delitto e riuscì a distruggere la macchina infernale dell’interno, segnando l’ennesimo fallimento di invasione.

L2 E19 Azula Mai Ty Lee guerriere Kyoshi

Azula, Ty Lee e Mai davanti al Re della Terra

Azula, Mai e Ty Lee infiltrarono Ba Sing Se travestendosi da Guerriere Kyoshi, usando le loro uniforme che le avevano rubato durante un incontro precedente. Posando come Suki, Azula si guadagnò la fiducia del Re della Terra e collaborò con il Gran-Segretario e capo del Dai Li, Long Feng, manipolandolo fino ad seguire la sua strategia. Convinse l’ex-fidato del Re ad orchestrare un colpo di stato insieme a lei contro il suo sovrano, ma dopo missione compiuta lo tradì e si assunse il governo della capitale del Regno della Terra in nome della Nazione del Fuoco. Allo stesso tempo, riuscì anche a convincere Zuko ad unirsi a lei e di voltarsi contro suo zio Iroh, promettendogli l’amore di loro padre in cambio. La Principessa aveva anche saputo del piano del Re e i suoi Generali di voler attaccare la Nazione del Fuoco fra alcune settimane durante una eclissi che avrebbe brevemente privato i dominatori del fuoco del loro potere. Dato che la flotta dell’Ovest si stava ancora riprendendo dalla perdita durante la battaglia al Polo Nord, per cui il piano avrebbe anche potuto funzionare, se il Dai Li non avesse catturato i membri del Consiglio dei Cinque. Sapendo che la sua patria sarebbe stata comunque vulnerabile in quel giorno, Azula si assicurò di implementare un piano di difesa adeguato.

L2 E20 Aang in braccio a Katara

L'Avatar... è morto?!

Durante la caduta di Ba Sing Se, Avatar Aang venne ferito gravemente da Azula che lo colpì alle spalle con un potente fulmine che lo rese clinicamente morto e disconnesse il suo settimo chakra, il che gli impedì di entrare nello Stato dell’Avatar. Anche se Katara riuscì a resuscitarlo all'ultimo, Aang rimase in coma per tre settimane e il resto del mondo lo ritenne morto. Questa notizia infausta fu una catastrofe per le speranze delle Tribù dell’Acqua e il Regno della Terra, e la Nazione del Fuoco era a un passo dalla vittoria totale. All'insaputa di quasi tutti, il Team Avatar non aveva abbandonato il piano di attacco durante l’eclissi e si era infiltrato nella Nazione del Fuoco in incognito.

Fase Finale (estate 100 DG)[]

Ozai Azula conferenza

Azula fa una proposta terrificante

Alcune settimane più tardi, il Signore del Fuoco ebbe un incontro di guerra con i suoi Generali, affiancato dai suoi due figli Azula e Zuko. Alla domanda su come stava procedendo la conquista, il Generale Shinu fece rapporto che, anche dopo la caduta di Ba Sing Se, la resistenza dei cittadini del Regno della Terra non si fosse spezzata e che numerose ribellioni stavano rendendo il controllo sui territori difficili, impedendo quindi la dichiarazione finale della vittoria della Nazione del Fuoco. Ozai chiese il parere di Zuko (che si stava pentendo di aver tradito suo zio e iniziava a vedere li crimini commessi dalla sua nazione), il quale constatò che la gente del Regno della Terra era un popolo fiero che poteva sopportare ogni cosa finché avesse la speranza. Sua sorella aggiunse con un sorriso maligno che allora dovevano bruciare al suolo la loro preziosa speranza e tutto la loro terra. Quello che era stato solo un commento fugace, Ozai lo prese come spunto per l’attacco finale previsto con il ritorno della Cometa di Sozin a fine estate: radere al suolo l’intero Regno della Terra per estirpare ogni forma di resistenza e creare una nuova terra dalle sue ceneri.

L3 E11 Armata aerea del fuoco

Parte la controffensiva

Seppur in forma ridotta rispetto ai piani originali, l’invasione della capitale della Nazione del Fuoco ebbe luogo nel giorno dell’eclissi, chiamata “il Giorno del Sole nero”. Guidata da Hakoda, una piccola flotta assalì la capitale insieme al Team Avatar e riuscì a raggiungere persino il palazzo imperiale, ma l’Avatar non riuscì a trovare il Signore del Fuoco per sconfiggerlo in tempo per l’eclissi. Difatti, questo faceva parte del piano di difesa messo in atto da Azula che gli fece perdere abbastanza tempo fino alla fine del fenomeno astronomico per poi contrattaccare con tutta potenza dove mostrava per la prima volta la nuova flotta di mongolfiere e dirigibili dell’armata del fuoco. I membri dell’invasione cercarono di fuggire, ma la maggior parte di loro venne arrestata e buttata in prigione. Nonostante questo fallimento, il resto del mondo aveva visto che il nemico poteva essere colpito al cuore se non perdevano la speranza. Inoltre, Zuko aveva usato quel momento per confrontarsi con suo padre e di ribellarsi a lui contro la sua politica con l’intenzione di aiutare l’Avatar a sconfiggerlo.

Anche se l’invasione della capitale era fallita, da un’altra parte l'eclissi aveva aiutato la resistenza: Re Bumi aveva usato questa occasione unica per liberarsi dalla sua prigione e di riprendersi la sua città da solo contro i soldati del fuoco impossibilitati di dominare il fuoco. Nello stesso istante, Iroh evase dalla sua prigione dove si era trovato sin dalla caduta di Ba Sing Se.

L3 E16 Azula arrivo

Azula inizia a perdere il controllo

Zuko raggiunse il Team Avatar e i suoi alleati al Tempio dell’Aria dell’Ovest e riuscì a convincerli della sua sincerità di aver tradito suo padre e divenne il maestro del dominio del fuoco dell’Avatar in vista del suo scontro finale con il Signore del Fuoco. La notizia che Aang era ancora vivo e il fatto che si stava preparando per lo scontro finale, aumentarono il suo livello di minaccia per la Nazione del Fuoco. Allo stesso tempo, Azula venne tradita dalle sue uniche persone fidate, Mai e Ty Lee, che sferrò un colpo terribile alla psiche della principessina e la sua abilità di ragionamento in questo periodo decisivo della guerra.

L3 E18 Ozai Re fenice

Ozai si proclama "Re Fenice"

Pochi giorni prima della cometa, Ozai si autoproclamò “Re Fenice” e signore del mondo, e nominò Azula a suo successore come Signore del Fuoco. Zuko aveva rivelato al Team Avatar il suo piano di voler terminare la guerra cancellando i suoi nemici dalla faccia della terra e si misero in azione per impedire questa catastrofe. In loro aiuto giunsero i membri del Loto Bianco che stavano attendendo davanti alle mura di Ba Sing Se per liberarla.

Battaglia decisiva[]

L3 E20 Ozai dimostrazione di potere

Una dimostrazione di potere di Ozai

Il giorno del ritorno della cometa, Ozai lanciò il suo attacco distruttivo ultimo al Regno della Terra partendo con una flotta di dirigibili da guerra piena di soldati dominatori del fuoco. Con essa voleva radere al suolo l’ultima resistenza contro la sua supremazia e dichiararsi dominatore del mondo intero. La sua flotta atterrò in territorio nemico nella foresta di Wulong dove venne già atteso dall’Avatar Aang.

Aang contro Ozai a Wulong

Aang contro Ozai

Il Re Fenice rifiutò ogni tentativo del Nomade dell’Aria di risolvere questo conflitto in modo pacifico e lo sfidò a un duello diretto all'ultimo sangue. Inizialmente, lui e Aang erano quasi alla pari, ma questo sprecò più di una chance di vittoria per via della sua credenza che ogni vita fosse sacra ed esitò a dargli il colpo di grazia. Questo permise a Ozai di prendere il vantaggio sul ragazzo spaventato e lo cacciò per tutta la foresta fino a spingerlo a un passo dalla resa. Nella sua mania di dargli il colpo di grazia, Ozai scaraventò Aang per caso contro una roccia appuntita che lo colpì casualmente nell'esatto punto in cui Azula lo aveva centrato con il suo fulmine mesi fa. Questo colpo rilasciò il blocco del suo chakra e ripristinò il libero flusso del suo Chi, il permise ad Aang di rientrare nello Stato dell’Avatar. Usando quel potere a pieno regime e con una furia mai vista da lui, l’Avatar rovesciò le carte in tavola e spinse Ozai a scappare da lui in preda al panico. Aang lo inseguì senza pietà e dopo una battaglia intensa lo bloccò a terra inerme.

L3 E21 Aang toglie dominio a Ozai

Aang toglie il dominio a Ozai

A un passo dalla vittoria però, il Nomade dell’Aria uscì dallo Stato dell’Avatar e lo liberò, dichiarando che non voleva ucciderlo nonostante le atrocità compite da lui. Sentendo questo, Ozai iniziò a ridere ed a insultare Aang dichiarando che con tutto il potere del mondo lui era sempre rimasto debole. Quando stava tentando di attaccarlo alla schiena, il suo avversario lo percepì e lo fissò nuovamente a terra per poi posare le sue mani sulla fonte e il petto del Re Fenice, imitando la posizione degli artigli della tartaruga leone. Entrò nuovamente nello Stato dell’Avatar per usare il dominio dell’energia conferitagli dalla creatura ancestrale e la sua energia di color celeste iniziò a avvolgere Ozai. Purtroppo, quella del suo nemico resistette e iniziò a respingerla fino a quasi avvolgere Aang completamente. All’ultimo istante però, l’energia spirituale dell’Avatar ebbe la meglio e entrambi i corpi brillarono in una luce azzurra-bianca. Quando essa si disperse, entrambi i contestanti erano esausti, ma quando Ozai tentò di dominare il fuoco, non ci riuscì. Aang gli spiegò che gli aveva tolto il suo dominio per impedirgli che faccia ancora del male a qualcuno.

L3 E20 Loto Bianco offensiva

Il Loto bianco libera Ba Sing Se

Nel frattempo, Sokka, Toph e Suki si erano messi in moto per fermare la flotta di dirigibili da guerra che stavano incendiando il terreno sottostante. Il trio prese possesso di uno dei velivoli per poi farlo schiantare contro gli altri, causando una reazione a catena che alla fine distrusse l'intera flotta. Con questo, il piano di distruzione di massa di Ozai venne effettivamente fermato completamente, con solo alcuni chilometri quadrati bruciati che Aang spense con il dominio dell’acqua. Allo stesso tempo, i membri del Loto Bianco sotto la guida di Iroh liberarono Ba Sing Se dal controllo della Nazione del Fuoco, affibbiandole una sconfitta colossale che era l’inizio della fine della guerra.

L3 E20 Zuko Azula fiamme

Un duello fratricida

Alla capitale della Nazione del Fuoco, Azula si stava preparando per l'incoronazione a Signora del Fuoco, ma già dopo la perdita dell’alleanza di Mai e Ty Lee, il suo stato mentale e psichico stava deteriorando sempre di più. La sua paranoia le fece perdere la fiducia in chiunque, credeva che tutto il mondo fosse contro di lei e la voleva assassinare. In preda alla pazzia, esiliò chiunque a palazzo fino a rimanere da sola con il gran sacerdote dei Saggi del Fuoco che doveva compiere la cerimonia. La sua instabilità mentale la rese impossibilitata di affrontare seriamente l’Agni Kai contro suo fratello Zuko per il trono che la sconfisse in un duello leggendario potenziato dalla cometa.

Con la perdita di Omashu e Ba Sing Se, la distruzione di una flotta intera di dirigibili da guerra e la sconfitta del Re Fenice per mano dell’Avatar, le Tribù dell’Acqua e il Regno della Terra poterono finalmente passare alla controffensiva contro un nemico seriamente indebolito. Insieme respinsero le armate del fuoco da ogni villaggio, anche se alcune battaglie furono più dure degli altri.

Risultato[]

Aang Zuko incoronazione

Aang e Zuko dichiarano la fine della guerra

La Nazione del Fuoco non poteva far altro che dichiarare la capitolazione e l’immediata fine della guerra. Zuko venne incoronato a nuovo Signore del Fuoco e promise di fare di tutto per impedire che un’altra tragedia come questa accada e di dedicare il suo governo alla ricostruzione di questo mondo segnato da cento anni di guerra, aiutato dall’Avatar Aang. Il governo venne rinnovato e ripulito da sostenitori della filosofia di Ozai, per poi iniziare con i pagamenti delle riparazioni al Regno della Terra, le Tribù dell’Acqua e anche a quello che era rimasto dei Nomadi dell’Aria. Insieme ad Aang e i Accoliti dell’Aria, la Nazione del Fuoco aiutò nella ricostruzione dei templi e la preservazione di relitti e documenti.

Dopo la sua sconfitta, Ozai venne arrestato a buttato in carcere mentre Azula venne trasferita in un istituto psichiatrico isolato su un’isola vicina alla capitale. I peggior perpetuatori di crimini di guerra vennero cacciati e portati davanti a un tribunale.

Dopo la fine della guerra, le quattro nazioni potevano iniziare il lungo percorso della ricostruzione fisica e spirituale. Come primo passo, Avatar Aang, Signore del Fuoco Zuko e Re della Terra Kuei si misero d'accordo di rimuovere le colonie della Nazione del Fuoco, il che ricevette il nome di “Movimento per la Restaurazione dell’Armonia”. Questo movimento proseguì per quasi un anno, finché Zuko non vide con i suoi occhi che le colonie più vecchie erano ormai irremovibili e avrebbe distrutto il lavoro della gente di più di un secolo. La sua decisione di ritirarsi dal movimento quasi portò a una nuova guerra che venne evitata per un soffio solo grazia all'intervento dell’Avatar. Dopo una breve battaglia a Yu Dao, si giunse a un accordo dove alle colonie venne concesso l’autonomia di governo. Nel corso degli anni successivi, questo processo portò alla fondazione di una nuova nazione indipendente che verrà chiamata “Repubblica delle Nazioni Unite”.

Impatto[]

Dopo un secolo di conflitto incessante, tutto il mondo era esausto. Nel corso dei decenni, la Nazione del Fuoco aveva causato una devastazione globale senza precedenti e innumerevoli morti, aveva cancellato dalla faccia della terra un'intera nazione e oppresso gran parte della popolazione mondiale. Non è noto il numero di persone morte a causa di questi conflitti, ma si stima che fossero milioni. Mentre il Regno della Terra e la Tribù dell’Acqua del Sud avevano sofferto immensamente, quella del Nord ne era uscita relativamente integra e con poche perdite, ma si era isolata sempre di più. Nonostante la liberazione di tutti i prigionieri del Sud che si trovavano in carceri disumani da decenni, molti di loro soffrivano di gravi disturbi post-traumatici per queste esperienze terribili. Alcuni non vollero nemmeno tornare in patria perché non si sentivano pronti ad affrontare i cambiamenti recenti, altri sperimentavano blocchi mentali talmente forti da impedirgli di utilizzare il dominio dell’acqua.

La Nazione del Fuoco stessa aveva subito una grave perdita culturale: attività di sfogo come la danza erano stati vietati perché ritenuti inadeguati per un cittadino rispettabile, il che fece cadere nel dimenticatoio molte danze tradizionali. Tutta la sua storia prima del Signore del Fuoco Sozin era stata sigillata e dimenticata dalla popolazione comune e il dominio del fuoco aveva subito una distorsione culturale notevole. Al posto di essere considerato una venerazione della vita e dell’energia era diventata una espressione dell’odio e della rabbia personale che conosceva solo da distruzione. Questo processo venne accelerato dalla caccia di draghi implementata dallo stesso Sozin che aveva iniziato questa tradizione alla ricerca della gloria.

L’intera cultura si era voltata esclusivamente verso il potere militare e la guerra, spingendo la spiritualità nell’angolo più remoto delle sue priorità, il che fece cadere nell’inutilità i Saggi del Fuoco. La perdita di conoscenze si fece sentire nell'intera nazione dove artefatti spirituali e culturali divennero inutili, il governo mentì alla sua gente ed edifici di ineguagliata bellezza vennero abbattuti per far spazio a fabbriche di metallurgia o edifici nazionalistici. Una parte della conoscenza perduta venne conservata dalle volpi ricercatrici di Wan Shi Tong, ma Zhao aveva distrutto gran parte dei manoscritti e il resto divenne virtualmente inaccessibile al genere umano fino alla Convergenza Armonica di settant’anni dopo. Una piccola parte dei manoscritti ricomparve nelle sezioni della Catacombe delle Ossa di Drago sigillate, anche se, in confronto al patrimonio perso, era una goccia dell’oceano.

Dopo la fine della guerra, tutto il mondo odiava la Nazione del Fuoco e provava un profondo rancore verso tutto quello che rappresentava. La popolazione non sapeva di cosa pensare delle persone civili, se erano stati adulatori del Signore del Fuoco oppure solo vittime della sua propaganda meschina, se avevano collaborato volontariamente o erano stati costretti per non subire ripercussioni. Per questo motivo, i cittadini del fuoco che vistavano altre nazioni vennero accolti con diffidenza e a volte odio aperto, non era raro che albergatori o artigiani si rifiutavano di servirli. Gli ex- sudditi di Ozai dovevano imparare cosa volesse dire essere cittadini del mondo anziché solo cittadini della Nazione del Fuoco ed accettare il fatto che, per gli altri, partivano da uno stato di fiducia molto inferiore. Alla loro prima visita all’estero, spesso accadeva che dovettero constatare che le altre nazioni non erano come la propaganda li aveva descritti, non erano dei bruti selvaggi inferiori che non conoscevano la cultura e di certo non giovano nell’aver subito la loro invasione. Nonostante ciò, gran parte di loro accettò il compito di aiutare a riparare almeno una piccola parte dei danni inflitti alle altre nazioni.

Ma anche dopo la fine della guerra, molti cittadini della capitale rimasero dell’opinione che la loro nazione stava perdendo influsso e che il mondo sarebbe stato un posto migliore se Ozai avesse vinto. Alcuni di loro si radicalizzarono fino a fondare la “Società di Nuova Ozai” che bramava lo spodestamento di Zuko e il ritorno del loro idolo sul trono. Per loro, Zuko era un impostore e un traditore che portava solo sciagura sulla loro gloriosa nazione, ma questo non si lasciò detrarre e continuò con la sua politica. Grazie agli scolari, fece rimuovere i testi di propaganda presenti nei libri di scuola che pitturarono un'immagine completamente errata degli avvenimenti dell’inizio della guerra e il ruolo della Nazione del Fuoco in confronto ai Nomadi dell’Aria. Investigatori dovettero affrontare il lavoro estenuante di analizzare i numerosi rapporti di crimini di guerra che molto spesso erano poco più del racconto di qualche testimone oculare. Molte volte, gli accusati si poterono difendere semplicemente accusando a loro volta i testimoni di mentire o di non ricordarsi bene, dato che non esistevano più le prove.

Poteri militari[]

Durante la guerra stessa, era chiaro fin dall’inizio che ci fosse una grave disparità tra i mezzi e l’efficacia disposizione tra i poteri coinvolti. La mancanza fondamentale delle tre nazioni era un fronte unito contro la Nazione del Fuoco che avrebbe permesso una controffensiva efficace.

Nomadi dell’Aria[]

Essendo stati pacifisti fino al midollo, i Nomadi dell’Aria non disponevano di un potere militare e i mezzi per combattere in una guerra. Il loro stile di vita nomade e distaccato dal resto del mondo gli aveva fatto credere di non diventare mai il bersaglio di qualche azione militare e che fossero al sicuro. Non possedevano armi degni di nota e qualunque cosa che crearono era fatto a mano. Nonostante questo svantaggio, riuscirono a mostrare una certa resistenza contro l’invasione dei dominatori del fuoco potenziati dalla cometa, ma dopo una lotta disperata alle fine vennero eradicati. Comunque sia, anche la Nazione del Fuoco subì centinaia di morti che forse non se l'aspettava e che diede inizio alle voci sulla “malvagità” e i poter “demoniaci” dei dominatori dell’aria.

Tribù dell’Acqua[]

Tribù del Nord[]

Guerrieri Tribù del Nord

I guerrieri del Nord

La Tribù dell’Acqua del Nord si era isolata dal resto del mondo dopo la prima offensiva e ritirata dietro alla sicurezza dei muri di ghiaccio di Agna Quel’a. Per via pericolosità e insidiosità del Polo Nord, era rimasta quasi intoccata dalla guerra e subì quasi nessuna perdita. Per via del suo governo centralizzato e una identità culturale molto forte, erano stati capaci di affrontare l'aggressione della Nazione del Fuoco con un fronte unito.

La Tribù del Nord possedeva un’armata fissa, ma in caso di bisogno poteva anche arruolare ogni maschio adulto come guerriero. Disponevano anche di un grande numero di dominatori che utilizzavano il loro elemento con grande maestria, abbondante a casa loro, e anche un numero considerevole di guerrieri non-dominatori che invece utilizzavano armi fatti di metallo o ossa di animali. Per quasi tutto la guerra, alle donne era vietato utilizzare il loro dominio al di fuori della guarigione e alle donne non-dominatrici fu impedito di diventare guerriere.

I dominatori dell’acqua si muovevano su piccole canoe per avvicinarsi alle grandi navi dell’armata del fuoco senza essere visti e li neutralizzavano facendo alzare spuntoni di ghiaccio dal mare. Questa strategia funzionava bene contro singole navi o piccoli gruppi, ma era inefficace contro una flotta intera come quella mandata dall'Ammiraglio Zhao. Queste barche non erano fatte per lunghi viaggi, ma per brevi assalti e una veloce ritirata.

Tribù del Sud[]

Baia camaleonte campo tribù acqua

un accampamento del Sud

A differenza dei suoi fratelli del Nord, il Sud permetteva alle donne sia di utilizzare il dominio dell’acqua offensivo che allenarsi nel combattimento armato. Dopo la ritirata del Nord, il Sud venne quasi abbandonato e dovette difendersi da solo contro gli attacchi sempre più brutali del nemico. Il numero di guerrieri e dominatori diminuì con ogni attacco, dato che la Nazione del Fuoco seguiva la strategia di rapire i dominatori dell’acqua per eradicarlo e lasciare i non-dominatori a loro stessi, considerati innocui. Col passare degli anni, la Tribù dell’Acqua del Sud si ridusse a poche centinaia di individui, sparsi su alcuni piccoli villaggi isolati che lottavano per la sopravvivenza. Alla fine della guerra, credevano di essere risuscito ad estirpare il dominio dell’acqua dal Sud, dato che i pochi presenti erano al massimo bambini piccoli che non sapevano ancora come utilizzarlo.

In contrasto alla fortezza di ghiaccio di Agna Quel’a, la capitale del Sud Bai del Lupo era una città senza difese naturali situato sulla costa, protetta sola da un muro di ghiaccio alto una decina di metri. Col passare degli anni, Baia del Lupo venne ridotta a un piccolo villaggio povero, che, per caso, il villaggio natio di Sokka e Katara. Dopo la partenza degli ultimi guerrieri del Sud sotto il comando di Hakoda, le uniche persone che erano rimaste erano vecchie, madri e bambini, e i pochi adulti che erano troppo importanti per l’organizzazione di un villaggio.

La Tribù del Sud usò barche a vela fatte di ossa e pelle di animali. Dopo la battaglia a Nord, i loro fratelli finalmente mandavano degli aiuti in forma di dominatori dell’acqua e viveri per aiutargli a ricostituire la tribù ridotta a brandelli. Ci vollero comunque anni finché Baia del Lupo ritornasse al suo significato politico originale, ma grazie all'aiuto del Nord, si sviluppò fino a diventare una metropoli degna della politica internazionale.

Tribù della palude[]

Essendo un popolo molto isolato che viveva in un ambiente con scarsa tecnologia, la Tribù della Palude non venne ritenuta degna di qualsiasi sforzo della Nazione del Fuoco di conquistarla. Fino al loro incontro con il Team Avatar, erano riamasti nascosti dagli occhi del mondo, anche se alcuni membri della tribù avevano avuto contatti sparsi con l’armata del fuoco. Alcuni dominatori della palude si erano uniti all’invasione durante il Giorno del Sole nero, ma vennero arrestati quando essa fallì.

Regno della Terra[]

Il gigantesco regno era composto da un grande numero di province che vennero controllati dal Re della Terra, residente a Ba Sing Se. Nonostante fosse la nazione con la più grande popolazione di tutti, gli mancava un governo stabile, potente e ben organizzato come invece era il caso per la Nazione del Fuoco. Quasi tutte le province venivano governati da un signore del posto o, come nel caso di Omashu, erano veri e propri regni autonomi.

Questa disomogeneità politica significava che gran parte delle azioni militaristiche del Regno della Terra in risposta agli attacchi nemici venivano organizzati e condotti dai governatori delle province. Verso la fine della guerra, il Re della Terra Kuei era di fatti solo un pupazzo in mano al suo Gran-Segretario Long Feng che non sapeva neanche che fuori dalle mura di Ba Sing Se fosse in atto una guerra. Di conseguenza, non possedeva nessun controllo sulle azioni dell’armata e non era in grado di prendere decisioni informate. Long Feng era più occupato a mantenere il suo potere nella capitale che era diventato uno stato poliziesco e dava troppa poca importanza al coordinamento della resistenza del resto del regno. Molti cittadini erano dell’opinione che “quelli di Ba Sing Se” li avevano addirittura abbondanti e si erano abituati ad organizzarsi da soli. Questo cambiò solo quando Long Feng venne arrestato, ma il Re era ancora troppo inesperto sul piano politico globale per poter governare in modo coerente e non poté impedire il colpo di stato e la susseguente caduta della capitale.

In confronto alla efficacia e l’equipaggiamento della Nazione del Fuoco, l’armata del Regno della Terra era in netto svantaggio. Le due armate di base erano strutturate in modo simile: dominatori e una schiera di non-dominatori armati che funsero da fanteria mentre la cavalleria usò soprattutto i cavalli-struzzo anziché una sorta di macchina. L’unico attrezzo non trainato da animali furono carri armati di pietra posti su cinghie e mossi dal dominio della terra. Comunque sia, questi carri armati erano una minaccia da non sottovalutare per quelli dell’armata del Fuoco, ma venero introdotti solo nell’ultimo anno del conflitto. Inventati da Sokka, vennero introdotti solo in occasione dell’invasione durante l’eclissi, così come altre invenzioni come i sommergibili e piccole bombe.

Il Regno della Terra utilizzò navi in legno che però non posero una minaccia per le navi in metallo del nemico. Non si è vista una presenza navale degna di nota, anche se il Generale How ha menzionato la flotta navale durante la discussione della invasione.

Un’altra differenza fu la mancanza totale di una flotta aerea, dato che le mongolfiere e i dirigibili divennero di dominio pubblico solo dopo la fine della guerra.

Nazione del Fuoco[]

Pur essendo un impero relativamente piccolo, possedeva una tecnologia non paragonabile alle altre nazioni che era frutto del suo alto livello di industrializzazione. Già all’inizio della guerra, usavano navi di metallo, motori a combustione a carbone o vapore, e disponeva dell’infrastruttura di produrre ordigni militari su grandissima scala. Innumerevoli fabbriche dedicati alla metallurgia, la costruzione di veicoli militari e altre accessori erano sparsi per tutta la Nazione del Fuoco.

A differenza del Regno della Terra, possedeva un governo centrale che venne controllato direttamente dal Signore del Fuoco e i suoi consiglieri. La combinazione tra questa unità e il vantaggio tecnologico diede alla Nazione del Fuoco il potere necessario per affrontare il Regno della Terra che era molto più grande e vasto, ma funzionava ancora con un sistema di governo feudale. L’armata del fuoco era organizzata fino dei minimi dettagli e controllata dal Signore del Fuoco in persona e i suoi Generali. Era divisa in dominatori, non dominatori armati di archi e frecce, spade e lance, e una forza di polizia domiciliare che rimase in patria per la protezione civile. Usava varie macchine da guerra come carri armati mossi da motori a vapore, catapulte che lanciavano proiettili infiammati o una trivella gigante.

La flotta navale era strutturata in modo molto simile, era composta da varie flotte con le navi da guerra più moderne del mondo. Una flotta era incaricata solo alla difesa della patria e controllava strettamente le frontiere in mare. Anche loro possedevano motori a vapore e usavano catapulte montate in coperta per l'attacco sui nemici.

Verso la fine della guerra, l’armata del fuoco era entrata in possesso della tecnologia per costruire mongolfiere e dirigibili in metallo, il che rese possibile la fondazione della sua flotta aerea. Questi usavano bombe a caduta per l'offensiva ed erano utili per il trasporto delle forze armate in qualunque posto del mondo. Inoltre, erano provviste di cannoni per colpire bersagli a terra davanti a loro.

Lista di scontri noti[]

  • Genocidio dei Nomadi dell’Aria
  • Battaglia di Han Tui
  • Invasione di Taku
  • Battaglia di Garsai
  • Campagna contro le province di Hu Xin
  • Attacchi alla Tribù dell’Acqua del Sud
  • Ribellione dei dominatori della terra
  • Assedio di Ba Sing Se
  • Attacco a sorpresa a un’isola del Sud
  • Attacco di Zuko all'Isola di Kyoshi
  • Assedio di Shen Guan
  • Rivolta sulla prigione sul mare
  • Fuga da Pohuai
  • Battaglia al Tempio dell’Aria del Nord
  • Assedio del Nord
  • Caduta di Omashu
  • Battaglia a Nuova Ozai
  • Scontro a Tu Zin
  • Battaglia al villaggio sul fiume
  • Battaglia nella trivella
  • Colpo di stato di Ba Sing Se
  • Invasione del Giorno del Sole Nero
  • Fuga dalla Roccia Bollente
  • Liberazione di Omashu
  • Liberazione di Ba Sing Se
  • Agni Kai potenziato dalla cometa
  • Battaglia alla foresta di Wulong

Trivia[]

  • Già i nomi di questa guerra come “La Grande Guerra” e la “Guerra dei Cento Anni” possono essere percepiti come allusioni ai conflitti reali come la Guerra dei Cent’anni” e la Prima Guerra Mondiale. Il secondo venne anche chiamato la “Grande Guerra” perché fu la prima ad aver visto come fazioni tutti i poteri maggiori del mondo.
  • Somiglia alla Prima Guerra Mondiale anche per il fatto che era stata la prima guerra ad aver utilizzato tecnologia all’avanguardia come sottomarini, carri armati o mitragliatrici, ma vide allo stesso tempo ancora soldati in groppa a cavalli armati di spade o baionette.
  • Inoltre, somiglia anche alla seconda guerra sino-giapponese o il fronte asiatico della Seconda Guerra Mondiale dove un’isola tecnologicamente avanzata invase una potenza continentale con grande successo. Entrambi gli istigatori del conflitto giustificarono le loro azioni con il volere di spargere la propria prosperità al mondo; il Giappone di quei tempi ritenne necessario l’invasione di altri paesi asiatici per creare una coalizione asiatica.
  • Gli sforzi di riparazione in seguito alla guerra da parte della Nazione del Fuoco sotto Signore del Fuoco Zuko invece ricordano molto quello della Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, specialmente in confronto al popolo ebraico che i nazisti sotto Hitler avevano voluto estirpare. Negli anni dopo la guerra, la nazione ha affrontato un profondo esame di coscienza e si è impegnato per impedire che un conflitto come quello non succeda più, rimanendo sempre conscio dei crimini commessi, esattamente come Zuko e poi sua figlia Izumi.
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