Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Gilak era stato un guerriero veterano della Tribù dell'Acqua del Sud che ha combattuto al fianco di Hakoda contro la Nazione del Fuoco nella Guerra dei Centi'Anni. Purtroppo dopo la fine delle ostilità non condivise per nulla le idee progressive del nuovo premier del Sud e finì per crearsi una sua armata di ribelli tradizionalisti che fini per usare la violenza per buttare fuori ogni straniero. I suoi nemici giurati erano Maliq e Malina che, seguendo un piano della Tribù del Nord, volevano rendere il Sud una loro colonia. Anche se il suo movimento fallì, l'idea di una certa ostilità in confronto del Nord rimase accesa nelle menti della popolazione del Sud.

Storia[]

Durante la guerra[]

Gilak proveniva dallo stesso villaggio di Hakoda e Kya e lottò coraggiosamente contro i Predatori Meridionali che lo invasero nell'anno 94 DG per trovare l’ultimo dominatore dell’acqua. Quando Hakoda, spinto dalla sete di vendetta, si avventurò poco dopo verso il Regno della Terra per unirsi alla ribellione contro la Nazione del Fuoco, Gilak lo accompagnò e combatté al suo fianco. I due si guadagnarono il rispetto reciproco e diventarono anche amici. Una volta Gilak salvò la vita a Hakoda quando questo stava per essere sconfitto durante una battaglia all'isola della Coda di Balena. Durante quel periodo, il vecchio guerriero conobbe i sistemi di governo tipici delle ganze potenze come il Regno della Terra e la Nazione del Fuoco e giunse alla conclusione che la struttura decentralizzata della Tribù del Sud aveva contribuito molto alla sua facile sconfitta.

Dopo la fine della guerra, Gilak venne a sapere che Hakoda era stato eletto come il capotribù di tutto il Sud e ora aveva il titolo di premier, il che lo rese molto felice perché aveva grande stima nella capacità di guida del suo compagno d’armi. Purtroppo questo iniziò a cambiare quando vide che Hakoda stava non solo accettando l’aiuto offertogli dal Nord, ma che lo stava anche cercando attivamente, dando inizio al progetto chiamato “Ricostruzione del Sud”. Questo sviluppo lo infastidì moltissimo, dato che per lui la sua gente stava rischiando di perdere la sua identità e la sua indipendenza. L’idea di Hakoda di collaborare con il Nord iniziò a farlo dubitare della sua lucidità, così Gilak unì intorno a sé una schiera di persone che condividevano la sua idea tradizionalista e iniziò a crearsi un’armata segreta con l’obiettivo di cacciare via ogni presenza straniera dal Sud, specialmente quella del Nord. A tale scopo ci cercò un nascondiglio e lo trovò nel vecchio relitto della nave da guerra appesa a mezz’aria tra i ghiacci, simbolo della resistenza del Sud contro invasori e circondato da paurose storie di fantasmi che tenevano lontane le persone. Non si sa quando ha conosciuto Thod, ma questo divenne la sua fidata mano destra che si occupava a convertire nuovi seguaci alla loro idea.

Ribellione contro l'influsso del Nord[]

Nord Sud 1 Sokka Katara Gilak

Si presenta davanti a Sokka e Katara

Katara e Sokka incontrarono Gilak dopo aver inseguito due ragazzi che avevano rubato una valigetta a Maliq ed erano finiti per caso nel loro nascondiglio. In un primo momento il vecchio guerriero si dimostrò amichevole che rivelò di conoscere ben i due fratelli per via delle loro imprese eroiche durante la guerra insieme a Hakoda. Nel tentativo di convincerli ad unirsi a lui, gli fece vedere una “riunione di patrioti” dove Thod stava raccontando delle storielle alle persone presenti.  Fiero del suo lavoro, descrisse i suoi timori per il futuro della sua tribù pitturando un’immagine molto negativa del Nord e di tutti gli stranieri che erano venuti qua per trascinarli via dalle loro origini.

Nord Sud 1 Sokka fissa Gilak

Sokka gli dice chiaro e tondo cosa ne pensa

Vedendo che Sokka e Katara non volevano accettare la sua idea, Gilk iniziò ad innervosirsi e divenne sempre più aggressivo mostrando la sua vera indole fino a colpire il muro con un pugno furioso quando sentì solo nominare Maliq e Malina. Gli spiegò la ragione perché aveva mandato due dei studenti di Thod a rubare quella valigetta per avere in mano finalmente le prove dei loschi fini del Nord e far aprire gli occhi al premier. Ma i due fratelli rimasero sicuri del fatto che loro padre non aveva bisogno di “aprire gli occhi”, così Gilak passò alle maniere forti. Tirò fuori un coltello che appoggiò alla gola di Sokka, annunciando che, se non cambieranno idea, non poteva lasciali andare via. Ma i due ragazzi lo batterono con facilità e si misero in fuga, così Gilak suono un corno per dare l’allarme generale, ma non poté impedire la loro fuga.

Nord Sud 2 Gilak binocolo

Ha in mente un piano infallibile.

Sapendo che i due ragazzi avvertiranno Hakoda del loro nascondiglio, GIlak ordinò la sua evacuazione immediata, ma lasciò indietro un messaggio sul muro che annunciava a Hakoda che “presto saprà la verità”. Quando quella sera alla città venne organizzato un festival in onore della collaborazione tra il Nord e Industrie della Terra e del Fuoco, Gilak osservò Hakoda con un binocolo, ridendo dalla sua prevedibilità nell'attendere un attacco dall'esterno. Poi si mise il suo elmo e incitò i suoi seguaci di prepararsi a una "grande serata per la tribù".

Nord Sud 2 Gilak valigetta

Ho le prove!

Usando una macchina con una trivella, Gilak raggiunse la capitale dal sottosuolo e emerse nel ben mezzo della piazza centrale interrompendo un discorso di Malina e Maliq. Senza attendere, rivelò a tutti i presenti i piani segreti del Nord di sottomettere il Sud e di renderla una sorta di colonia, prendendo il controllo sulle vaste riserve di petrolio trovare di recente sotto i ghiacci del Sud. Come prova della sua tesi presentò la valigetta rubata a Maliq contenente dei documenti molto importanti. Imbarazzata, Malina ammise che il piano era stato questo in origine, dato che non credevano che il Sud potesse gestire delle risorse tanto importanti. Mentre la donna del Sud chiese perdono a affermò che aveva cambiata idea, suo fratello confessò non solo la sua colpa, ma testimoniò sulla veracità di queste assunzioni che, secondo la sua opinione, il Sud da solo non era in grado di sopravvivere, essendo ancora così arretrato e incivile. Il suo discorso arrogante a xenofobico era acqua sui mulini di Gilak che rifiutò la proposta di Malina di lasciare subito il Sud e di cancellare questi piani. Per lui i tempi della pace erano passati, l’unica cosa che poteva soddisfarlo era la morte di questi due stranieri, cosi ordinò l’attacco.

Nord Sud 2 Hakoda blocca Gilak

Hakoda lo blocca dall'uccidere Malina e Maliq

Purtroppo per lui, il Team Avatar si intromise e permise ai due architetti del Nord di fuggire, ma questi vennero raggiunti dai studenti di Thod poco prima di poter uscire delle porte della città.  Malina implorò nuovamente la sua pietà e gli promise che se ne andranno con la prima nave domani mattina, ma Gilak si dimostrò freddo e deciso e si rifiutò. Quando Malina si difese da un attacco con il suo dominio dell’acqua, i due fratelli vennero immobilizzati prima con una rete, poi dal blocco del Chi. La donna del Nord lo implorò di risparmiargli la vita, ma il guerriero del Sud dichiarò sogghignando che perdonare era facile tra membri della stessa tribù e della stessa famiglia, ma dato che loro non facevano parte né di uno né dell’altra, ormai era troppo tardi. Mentre alzò la sua spada per il colpo di grazia, annunciò che la loro morte fungerà da avvertimento a tutto il mondo di pensarci due volte prima di voler calpestare il Sud. Ma prima che potesse seguire il colpo, Hakoda s’intromise e lo bloccò.

Nord Sud 2 Gilak accoltella Hakoda

Un atto deplorevole

A suo grande shock Gilak apprese che il premier era stato ben al corrente di questo piano losco già da tempo, ma si fidava di Malina e del suo cambiamento di opinione sul Sud, grazie al quale gli aveva spifferato tutto. Incredulo e infuriato per questa scoperta, Gilak insistette che era stata solo una strategia per ingannarlo. In un tentativo di gestire il conflitto in modo pacifico, Hakoda gli fece ricordare che anche Signore del Fuoco Zuko era stato un loro nemico giurato, ma ora era il loro alleato più prezioso- le persone potevano cambiare. In collera per queste parole, Gilak gridò che era vero, dato che anche Hakoda era cambiato e ora era un traditore della tribù, poi iniziò un breve duello con il suo compagno d‘armi del passato che una volta considerava un fratello. Purtroppo il suo avversario era più agile di lui e gli fece cadere l’arma, ma al posto di usare questa opportunità a suo favore, Hakoda gli fece ricordare quella volta all’Isola della Coda di Balena dove lui gli aveva salvato la vita e estese la sua mano in segno di fiducia. Purtroppo Gilak aveva già rinunciato a tutti i legami con il premier e, al posto di accettare questo gesto, sfoderò un pugnale e accoltellò Hakoda dalla distanza ravvicinata allo stomaco. In quel momento arrivò il Team Avatar e una Katara fuori di sé dalla rabbia lo imprigionò nel ghiaccio per poi buttarsi a guarire suo padre a terra, mentre Aang catturò gli altri tradizionalisti.

Attacco a Hakoda e morte[]

Nord Sud 3 Gilak si libera

Gilak si libera grazie d Lirin

In seguito Gilak venne mandato in prigione tentato omicidio di Maliq e Malina e l’attacco fisico a Hakoda e il suo tentativo di spodestarlo. Rimase nella sua cella a rimuginare sulla possibilità di fuga, finché una guardia di nome Lirin non gli portò la cena e iniziò a conversare con lui. La donna raccontò di aver sentito il suo discorso in piazza e che condivideva la sua visione, poi gli fece passare di nascosto la chiave della sua cella. Il guerriero rimase comunque seduto lì in attesa del momento perfetto per la fuga che arrivò la sera seguente con l’arrivo di un’altra guardia che lo informò della conferenza in atto con il Signore del Fuoco e il Re della Terra per discutere il futuro della Tribù del Sud. Gilak provò a sapere se anche questa giovane guardia era suscettibile alla sua visione, ma quando si rese conto che non era così, usò la chiave per aprire le sbarre e la atterrò con un colpo. In quel momento arrivò Lirin che gli aiutò a liberare gli altri prigionieri.

Nord Sud 3 Gilak rapisce Hakoda

Il suo obiettivo era Hakoda

Usando a loro favore l’elemento della sorpresa, lui e i suoi seguaci attaccarono il municipio interrompendo la conferenza internazionale. Subito dopo aver messo piede nella sala delle riunioni, Gilak dichiarò a voce alta che Hakoda era un traditore e troppo debole per poter essere un degno premier della Tribù dell’Acqua del Sud. Inoltre lo accusò di aver venuto la sua patria al Nord, poi attaccò Zuko chiamandolo un “mangiabrace”, ma questo si difese bene. Nella schermaglia caotica seguente Hakoda cercò di proteggere Malina e Re Kuei da questi estremisti violenti, così Gilak rivelò che non era venuto per questi stranieri, ma per lui. Dichiarando ancora una volta che il vero nemico del Sud era lui, passò nuovamente all’attacco e aggiunse che la tribù del Sud aveva bisogno di un nuovo leader, una persona fedele alla tradizione e forte come sé stesso. Usando a suo favore la circostanza che Hakoda era ancora in convalescenza, Gilak riuscì a sconfiggerlo e se lo caricò in spalla, dopodiché ordinò la ritirata.  Ma prima che potesse fuggire attraverso la tundra innevata, Aang e  Katara lo raggiunsero e gli fecero cadere la sua vittima. Anche se per stavolta Hakoda era salvo, alcuni tradizionalisti avevano usato il caso a loro favore rapendo il Re della Terra.

Per lui Kuei non valeva nulla anche se era il sovrano dell’intero Regno della terra, per cui mandò una lettera di ricatto a Hakoda dove gli ordinò di presentarsi al Ponte del Non Ritorno per uno scambio di ostaggi. Non solo esigé uno scambio nel mezzo del ponte sopra un profondo crepaccio pauroso, ma ordinò anche che i dominatori dovevano accettare che gli venga bloccato il Chi per evitare che usino il loro potere in qualche modo.

Nord Sud 3 Gilak taglia fune

Non ha più nessuna moralità

Come previsto, Gilak e i suoi seguaci arrivarono al ponte con Re Kuei, poi mandò Thod e i suoi studenti per bloccare il Chi ai dominatori che non si opposero. Poi avvenne lo scambio, ma, come c’era d’aspettarselo, Gilak non stette ai patti e, appena che il Re della Terra e Hakoda erano a metà tragitto, tirò fuori la sua spada e iniziò a tagliare la fune del ponte. Ma il guerriero venne fermato da Malina e gli studenti di Toph che, seguendo il piano di Sokka, si erano posizionati alle sue spalle di nascosto. Questi sconfissero le guardie rimaste e lo incitarono ad arrendersi. Gilak però non ci pensava nemmeno di seguire gli ordini di questa “feccia” e si prese una fiaccola per poi correre sul ponte.

Nord Sud 3 Morte Gilak

Cade a morte

La sua pazzia lo aveva accecato fino al punto da rinunciare alla sua vita pur di impedire che Hakoda ritorni al potere e era pronto a cadere nel vuoto insieme a lui e Re Kuei. Dichiarando la sua convinzione, iniziò a mettere a fuoco le funi, ma venne fermato da Malina e Zuko lo che avevano seguito. Ma anche dopo che il dominatore del fuoco aveva spento le fiamme, il danno era già stato troppo pesante e il ponte crollò sotto i piedi delle cinque persone.

Mentre Zuko riuscì a portare in salvo Re Kuei, gli altri vennero salvati grazie all’intervento di Aang che si buttò con il suo aliante e prese la mano di Hakoda. Lui afferrò quella di Malina, mentre Hakoda si afferrò a quella della donna del Nord. Ma nonostante questa situazione precaria, Gilak pensava solo a uccidere il suo ex-compagno d’armi ad ogni costo e lo attaccò con la sua spada, ma questo movimento gli fece perdere la presa su Malina. Gridando che lui non vincerà, Gilak precipitò a morte e scomparve nell’oscurità del baratro.

Eredità[]

Anche se Gilak ha trovato una morte indegna, i suoi pensieri radicali e nazionalisti continuarono a persistere. Anche dopo la sua morte continuarono le proteste contro l’influsso del Nord e in generale si iniziò a provare una certa antipatia verso la tribù sorella settentrionale. La paura di Gilak infine divenne realtà nei decenni successivi quando il Nord continuò ad aumentare sempre di più il suo influsso sul Sud, finché, settanta anni dopo, Unalaq lo attaccò e lo dichiarò proprietà del Nord, scatenando una guerra civile. La ostilità finì solo con la dichiarazione di indipendenza del Sud nell'anno 171 DG con Tonraq che divenne il primo capotribù indipendente.  

Personalità[]

Gilak era stato un uomo molto fiero e orgoglioso che provava un amore molto radicato per la sua patria. Voleva proteggerla ad ogni costo, il che durante la guerra era facile per via dell'immagine del nemico chiaro, ma divenne più difficile dopo la fine delle ostilità. La paura che la sua tribù poteva subire dei danni irreparabili lo ha reso paranoico e sospettoso di ogni cosa straniera. Anche se inizialmente apprezzava il lavoro di Hakoda, col passare del tempo iniziò a dubitare delle sua capacità di governare, credendolo un idealista cieco che si lasciva ingannare da tutti e tutto. La sua paura si trasformò pian piano in odio aperto che lo rese cieco per tutte le conseguenze del suo operato. Quando infine seppe che non era stato solo un povero pazzo per aver sospettato del Nord, ma che la sua teoria si era rivelata esatta, gli ha dato più coraggio ed é passato all'azione minacciando direttamente le vite di varie persone. Convinto che le sofferenze della sua gente, esistenti o meno, non potevano essere colmati senza la morte dei suoi perpetuatori dimostra che non ci curava minimamente delle conseguenze o possedeva che il minimo dubbio sulla sua visione. Il suo orgoglio gli impedì di vedere la vera situazione della sua tribù e il fatto che, messo da parte le polemiche sull'influsso del Nord, la gente del Sud ora stava vivendo molto meglio che dieci anni fa.

Mentre inizialmente poteva essere anche compreso, Gilak finì per diventare un estremista cieco che era pronto ad uccidere due membri della Tribù del Nord solo per un avvertimento al resto del mondo, non curandosi del fatto che questo atto probabilmente avrebbe portato a una guerra con il Nord che il Sud, appena ripresosi, non avrebbe mai potuto vincere. Lo stesso valeva anche per il tentato assassino di Re Kuei- non voleva vedere che il Regno della Terra molto probabilmente avrebbe attaccato la sua tribù, forse radendo al suolo quello che ne era rimasto dopo la fine della guerra. La sua paranoia diventò pazzia quando, solo per portarsi Hakoda con sé all'altro mondo, era pronto a scarificarsi e non si è neanche svegliato quando stava penzolando sopo un baratro apparentemente infinito. Al posto di stare fermo e di attendere aiuti, la attaccato Hakoda sopra di lui che lo stava tenendo, finendo ovviamente a cadere nel vuoto.

La sua passione e la sicurezza nelle sua parole attirò un gruppo di persone che iniziarono a seguire le sue teorie complottiste senza metterlo in dubbio, dimostrando di essere pronti ad usare la violenza anche contro persone innocenti. Insieme a Thod riuscì a convertire gente comune alla sua causa accendendo in loro la fiamma della ribellione e dell tradizionalismo militante facendo leva sulle loro paure. Si convinse sempre di più di essere un premier migliore di Hakoda e aveva provato più volta da detronizzarlo e anche ucciderlo, dimostrando una tendenza narcisista. Del suo orgoglio di guerriero non era rimasto nulla quando ha accoltellato il suo vecchio amico a tradimento o quando voleva assassinare lui e il Re della Terra, ma i suoi seguaci gli sono rimasti fedeli come se questo non era un problema- finché lo faceva lui e "per la tribù", non era un crimine.

Trivia[]

  • Gilak si é visto in una scena in "i Predatori Meridionali"
  • Gilak é la terza persona che tenta un assassinio di un governatori dopo Ozai e Zaheer, ma è l'unico tra i tre che ha fallito.
  • Inoltre é anche la terza persona che ha tentato l'assassinio-suicidio dopo Tarrlok e Ghazan.
  • Si può aggiungere alla lista dei "cattivi" che hanno avuto buoni propositi che però sono stati rovinati perché sono finiti fuori equilibrio, come detto da Toph a Korra.
  • Nella prima idea del fumetto, i seguaci di Gilak non erano un'organizzazione politica, ma una religiosa che voleva portare avanti il ciclo degli Avatar affinché nascesse presto il prossimo Avatar che doveva appartenere alla Tribù dell'Acqua del Sud. Dato che Hakoda era un politico, si é deciso di seguire invece la strada che si è vista.
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