Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Il Genocidio contro i Nomadi dell’Aria era stato un assassinio di massa commesso dalla Nazione del Fuoco su ordine del Signore del Fuoco Sozin che ha portato alla quasi estirpazione dei Nomadi dell’Aria e la fauna tipica che ha vissuto nei pressi dei loro templi dell’aria. L’unico sopravvissuto di questo attacco fu l’Avatar Aang che, ironicamente, era stato il bersaglio primario di questo attacco spregevole. Dopo la distruzione della loro cultura, Sozin ha lanciato attacchi massicci anche sulle Tribù dell’Acqua e il Regno della Terra, scatenando una guerra che è durato per un secolo intero.

Storia[]

Preludio[]

Prima del genocidio, i Nomadi dell’Aria erano stati un popolo molto rispettato, anche tra i cittadini della Nazione del Fuoco. La loro filosofia pacifica era diventata così popolare che la nobiltà votò in favore alla costruzione di un edificio che doveva ospitare un centro culturale e di apprendimento dove si poteva condividere i loro insegnamenti e ideali con la gente comune, supportato da tutti i quattro Templi dell’Aria. Tuttavia, il Signore del Fuoco reggente, Sozin, iniziò a vedere gli insegnamenti dei Nomadi dell’Aria come una minaccia alla sua tendenza tradizionalista che voleva preservare la cultura della Nazione del Fuoco. In seguito a un atto di sabotaggio da parte di una setta dei Nomadi dell’Aria chiamato “Vento Guidatore” [Guiding wind], che era contraria alla costruzione di questo centro di apprendimento, colse l’occasione per bloccarne la costruzione e pubblicare la sua opinione che questa filosofia era un ostacolo contro la prosperità della nobiltà della Nazione del Fuoco e stava danneggiando l’illuminazione spirituale delle persone.

Col passare degli anni, Sozin iniziò a considerare il Vento Guidatore come una minaccia personale dato che loro rifiutavano concetti mondani come nobiltà e l’accumulo di ricchezze. Reagì con furia quando sua sorella Zeisan annunciò la sua intenzione di voler rinunciare ai suoi titoli e alle sue possessioni dopo che aveva proposto un matrimonio politico con il capo del Vento Guidatore Khandro nella speranza di indebolire il potere di suo fratello. Per defilare l’influenza di sua sorella, Sozin iniziò una campagna di propaganda nazionalistica per agitare i più poveri della società contro i Nomadi dell’Aria, inoltre apparvero rapporti di attivi violenti del Vento Guidatore in tutta la nazione che andarono contro i suoi principi nonviolenti. Khandro sospettò lo zampino di Sozin dietro a questo per farlo apparire un terrorista, ma non aveva prove. Grazie a pubblicazioni ufficiali xenofobici e nazionalistici, Sozin creò un clima di intolleranza tra i cittadini che trasformò pian piano i suoi cittadini in persone pronte ad attaccare gli altri popoli credendosi superiori ed essere e giustificati a compiere atti spregevoli e brutali contro di loro.

Dopo che Sozin aveva lasciato morire il suo amico di un tempo, l’Avatar Roku, sul fianco di un vulcano a soffocare tra i fumi tossici, diede inizio al suo piano per “spargere sul mondo lo stato di pace e benessere della Nazione del Fuoco”, definito pubblicamente solo per aiutare gli altri a seguirli verso un futuro migliore. Sozin sapeva che il successore di Roku doveva nascere tra i Nomadi dell’Aria, per cui aveva già pianificato un attacco massiccio ai templi dell’aria per estirparli. Aveva scelto il momento perfetto durante l’avvento di una cometa che da allora portava il suo nome, la Cometa di Sozin, che avrebbe dato ai suoi soldati dominatori del fuoco un vantaggio straordinario. In preparazione per questa occasione secolare, Sozin espanse e potenziò la sua armata, già la più potente del mondo.

Le sue azioni però non passarono inosservati e i monaci più altri dei templi tentarono di prepararsi per una possibile guerra nel miglior modo possibile. In quel periodo di tempo, un grande numero di monaci aveva iniziato a viaggiare per il mondo per aiutare gli altri, il che gli aveva procurato l’ammirazione del Regno della Terra e le Tribù dell’Acqua, ma questo gli aveva anche spinto via dei templi. Dato che questi erano quasi vuoti, era difficile una coordinazione efficace, in più esistevano varie fazioni che erano in disaccordo sulle strategie da seguire.

L1 E12 comunciazione anziani

Aang viene informato di essere l'Avatar

Per via di questa minaccia, il Consiglio del Tempio dell’Aria del Sud decise di anticipare la rivelazione del suo stato di Avatar ad Aang che ne venne a sapere all’età di dodici anni anziché i normali sedici. Nonostante l’emergenza in corso, il suo mentore Gyatso credette che tra tutti gli allenamenti estenuanti Aang dovette anche avere una infanzia normale e lo distrae con giochi e scherzi. Questo atteggiamento venne accolto dal consiglio come non accettabile e Pasang e gli altri decedettero di separare i due per far concentrare l’Avatar solo sul suo allattamento nel dominio dell’aria, per cui il ragazzino doveva essere mandato via al Tempio dell’Aria dell’Est. Tuttavia, non si accorsero del fatto che Aang aveva orecchiato l’intera conversazione ed era caduto nel panico per via del peso gigantesco del suo stato e questa decisione per lui terribile di separarlo dal suo migliore amico. Aang scappò via sul suo bisonte volante Appa, ma finì in una violenta tempesta che li fece precipitare nell’oceano. Sommerso dall’acqua del mare gelata, Aang attivò inconsciamente lo Stato dell’Avatar come meccanismo di auto-preservazione e, utilizzando una combinazione tra il dominio dell’aria e dell’acqua, si imprigionò un un iceberg per proteggersi dall’annegamento, entrando in uno stato di sospensione vitale. Allo stesso tempo evitò anche di essere coinvolto nell’assalto imminente dell’armata del fuoco che ebbe luogo pochi giorni dopo.

Attacco devastante[]

Utilizzando il potenziamento della cometa, Sozin lanciò un attacco massiccio a tutto il mondo per distrarre le Tribù dell’Acqua e il Regno della Terra. Con la via libera, gran parte dell’armata del fuoco portò avanti il suo attacco ai quattro templi dell’aria nonostante questi siano stati costruiti apposta per essere quasi irraggiungibili da persone senza il dominio dell’aria. Grazie al potere della cometa, i soldati riuscirono a salire per le montagne lo stesso per compiere il loro atto.

L1 E03 Salma di Gyatso

La salma di Gyatso

La resistenza variò da tempio a tempio: quello dell’Ovest non mostrò tanta resistenza e venne conquistato senza problemi, il che permise la sua conservazione quasi totale. Il Tempio dell’Est invece vide una battaglia brutale e sanguinosa che distrusse gran parte del complesso. Nonostante la loro natura pacifica, i Nomadi dell’Aria si difesero con grande caparbietà e tenacia, accumulando alcuni pochi successi come dimostrato dalle dozzine di salme di soldati del fuoco ai piedi dello scheletro di Gyatso al Tempio del Sud. Purtroppo, nonostante tutto l'impegno, la potenza dell’armata nemica fu troppo grande, sia per il numero di persone che per l’equipaggiamento superiore, e i templi caddero uno dopo l’altro. Difatti, l'azione era stata talmente veloce ed efficace che il Regno della Terra e le Tribù dell’Acqua non avevano avuto il tempo per mandare sostegno quando seppero di questo genocidio.

Dopo aver sterminato gli abitanti dei templi, i soldati iniziarono subito a rubare i relitti per trofei o per guadagno, distruggendo quello che non riuscivano a portare in patria. Fortunatamente, alcune camere, accessibili solo con il dominio dell’aria, rimasero nascosti e intoccati.

Un piccolo numero di Nomadi dell‘Aria era riuscito a sfuggire all’attacco iniziale ai tempi e si dimostrò troppo elusivo dalla caccia tradizionale. Dopo alcuni anni, Sozin ordinò di cambiare tattica e fece adoperare una strategia ancora più insidiosa e meschina: fece portare alcuni dei relitti rubati in cima a delle montagne e disporli in un modo che li fecero sembrare come che fossero abitati da qualche monaco fuggitivo. Mandò poi in giro per il Regno della Terra delle spie che sparsero voci su questi rifugi segreti per attirare i sopravvissuti in queste trappole dove vennero attesi dai soldati e uccisi all’istante. Col passare degli anni, il numero di dominatori dell’aria diminuì sempre di più fino ad essere considerato zero.

Conseguenze[]

Ironicamente, l’unico dominatore dell’aria sopravvissuto allo sterminio fu proprio quello che la Nazione del Fuoco aveva voluto uccidere per togliersi di mezzo l’unico ostacolo rimasto nella loro guerra per il dominio del mondo: l’Avatar. Ignorando il pericolo imminente, la sua fuga dal tempio per ragioni personali gli aveva salvato la vita, anche se questo gli provocò gravi sensi di colpa quando seppe di questi avvenimenti catastrofici per il suo popolo. Nonostante la sua inesperienza sul campo di battaglia rimase convinto per mesi che forse avrebbe potuto impedire lo sterminio se solo fosse rimasto ad avrebbe lottato al loro fianco e che la sua codardia aveva permesso il genocidio.

Ignaro di questo sviluppo, Sozin spese i suoi ultimi venti anni della sua lunga vita alla ricerca dell’Avatar che ormai era imprigionato nel iceberg già da decenni e stava vagando nell’oceano senza meta. Il Signore del Fuoco morì all'età di centodue anni senza averlo mai trovato, il che per lui fu l’unico ripensamento della sua vita. La sua eredità sanguinosa continuò con suo figlio Azulon che continuò la guerra contro le Tribù dell’Acqua e il Regno della Terra, inoltre mantenne l’occhio vigile su eventuali rapporti di sospetti dominatori dell’aria o suoi discendenti che erano, in qualche modo riusciti a sfuggirli.

Sulle terre che una volta appartenevano ai Nomadi dell’Aria vennero erette delle colonie, mentre i templi per sé rimasero abbandonati. Con tenacia, l’armata del fuoco continuò a pattugliare le terre per scovare ogni attività sospetta che avrebbe anche solo potuto insinuare la presenza di un Nomade dell’Aria nostalgico, ma anche per il semplice fatto che questi templi abbandonati e difficilmente raggiungibili venivano spesso usati come covo di banditi. Il tempio del sud, per esempio, venne temporaneamente abitato da gente che viveva nell'arcipelago meridionale, ma lo lasciarono dopo l’ennesimo avvertimento dei soldati del fuoco. Al posto degli umani, molto spesso arrivarono spiriti oscuri che vennero attirati dalla spiritualità di questi luoghi desolati e iniziarono ad infestare i templi anche dopo la fine della guerra.

La Nazione del Fuoco non si accontentò del fatto che aveva sterminato un popolo intero e forse anche uno dei quattro domini, ma implementò anche una strategia di propaganda per giustificare questo massacro e di farsi sembrare come i salvatori del mondo davanti al suo popolo. Difatti, i Nomadi dell’Aria vennero presentati come una minaccia per il mondo che avevano avuto in mente di conquistarlo con le loro arti maligne e le la sua armata di bestie volanti, lasciando quindi alla Nazione del Fuoco nessun’altra scelta che fermarli con la forza. Queste bugie capovolsero l'intera filosofia e cultura dei dominatori dell’aria che erano sempre stati un popolo pacifico e spirituale che non aveva mai posseduto qualcosa simile a una armata. Questa propaganda decisa però, in aggiunta alla xenofobia già in atto prima della guerra, distorse completamento la storia percepita dei cittadini della Nazione del Fuoco che non la misero in dubbio. Persino quelle poche persone che erano a conoscenza della verità si giustificarono con il semplice fatto che la Nazione del Fuoco era semplicemente la più potente e destinata a conquistare e distruggere i popoli più deboli.

Col passare dei decenni, la conoscenza sui Nomadi dell’Aria iniziò a scomparire anche nelle Tribù dell’Acqua e il Regno della Terra che iniziarono a considerare loro e i bisonti volanti solo una parte dei miti del passato. Ovviamente esistevano intellettuali e anziani che conoscevano qualcosa di loro, ma persino queste persone colte iniziarono a vederli solo come una parte della cultura antica, svanita e morta. Prima del risveglio di Aang, il Professor Ko dell'università di Ba Sing Se guidò un gruppo di persone nella missione di ritrovare alcuni relitti nascosti dei templi dell’aria per preservare almeno una parte della cultura dei monaci.

Risveglio di Aang[]

Cento anni dopo quel giorno infausto, due ragazzi della Tribù dell’Acqua del Sud trovarono e liberarono Aang dalla sua gelida prigione che era arrivata fino nel mare antartico. Inizialmente credendo che erano passati al massimo alcune settimane, Aang non si fece tanti pensieri e ammise apertamente di non sapere nulla di questa guerra che stava assillando il mondo da un secolo intero. Dopo aver visitato un relitto di una nave dell’armata del fuoco, venne a sapere della verità, ovvero che la sua gente era considerata morta ed estinta. Inizialmente, si aggrappò alla flebile speranza che non era davvero l’ultimo dominatore dell’aria rimasto al mondo e visitò il Tempio del Sud insieme a Katara e Sokka. Purtroppo, anche questa speranza venne spazzata via quando trovò la salma scheletrica del suo venerato ed amato maestro Gyatso in mezzo a dozzine di soldati del fuoco morti, evidentemente uccisi da lui in una battaglia infernale. La sua assenza durante questi avvenimenti per via di un suo semplice capriccio gli causò forti sensi di colpa che continuarono ad assillarlo per mesi, accompagnato da un profondo senso di tristezza e lutto per il suo popolo.

Tuttavia, non tutti i templi erano rimasti abbandonati per sempre: circa dieci anni prima del risveglio di Aang, alcuni fuggitivi del Regno della Terra settentrionale scoprirono il tempio del Nord e decisero di mettersi su casa in questa struttura abbandonata. Purtroppo, la Nazione del Fuoco li scovò durante i loro controlli e costrinse Il loro capo, un Meccanico strambo ma geniale, a lavorare per loro se voleva che la sua gente potesse continuare a vivere qua. Lui non esitò a modificare le antiche mura per accomodare le innovazioni che stava creando per rendere la vita più confortevole per la sua gente. Quando l’Avatar arrivò al tempo sul suo viaggio al Polo Nord, reagì con rabbia a questo sacrilegio e accusava questi nuovi abitanti di essere dei vandali contro il suo popolo. La sua furia si placcò solo quando dovette riconoscere che il figlio del Meccanico, Teo, possedeva lo spirito di un dominatore dell’aria e come la sua gente difendeva la loro nuova casa contro un assalto della Nazione del Fuoco. Prendendo come esempio un granchio eremita che viveva al tempio, queste persone avevano trovato una nuova abitazione e gli permise di restare.

Rinascita[]

Dopo la fine della guerra, Aang fondò i cosiddetti “Accoliti dell’Aria” per aiutarlo a preservare la cultura dei Nomadi dell’Aria. Si trattava di un gruppo internazionale di persone che si erano offerte di spontanea volontà di seguire la loro filosofia e di imparare i loro costumi e cultura; tanti di loro divennero veri e propri monaci e suore dell’aria, seppur senza il dominio dell’aria. Dedicarono la loro vita alla preservazione dei loro insegnamenti per impedire che vengano dimenticate o considerate solo leggende antiche. Per questo scopo, s’impegnarono a ritrovare relitti nascosti e creduti persi dei Nomadi dell’Aria per ricostruire ciò che Sozin aveva voluto cancellare dalla storia del mondo.

Alcuni anni dopo, la loro attenzione si espanse anche su quattro templi dell’aria e, con l’aiuto dell’Avatar Aang e il Signore del Fuoco Zuko che si sentì in profondo obbligo di dover aiutare in questa missione, i templi venero riportati alla loro vecchia gloria. Questo lungo processo era compiuto nell’anno 171 DG dove alcuni monaci abitarono ai templi per prendersene cura in nome dei Nomadi dell’Aria di un tempo. Ufficiali della Nazione del Fuoco furono anche di grande aiuto nel ritrovare oggetti rubati che si trovarono nelle case provate di soldati che avevano combattuto nella guerra.

Purtroppo, il numero di dominatori dell’aria rimase sempre a un livello critico, anche dopo la nascita del terzogenito di Aang e Katara, Tenzin, l’unico di tre figli a possedere tale abilità. In lui vennero poste tutte le speranze per il futuro dopo la morte di Aang, fortunatamente Tenzin e sua moglie Pema ebbero almeno tre figli dominatori dell’aria: Jinora, Ikki e Meelo; per il quarto, Rohan, questo è ancora incerto e da vedere. La svolta finale avvenne nell’anno 171 DG con la Convergenza Armonica dove alcune persone da tutto il mondo, finora prive di dominio, svilupparono dal nulla il dominio dell’aria. Grazie ad alcune di queste persone che si offrirono di seguire Tenzin, la cultura dei Nomadi dell’Aria ebbe la sua agognata rinascita come la Nuova Nazione dell’Aria.

Apparizioni[]

Trivia[]

  • Un secolo dopo il genocidio, Aang trovò per caso un’isola dell’Est dove viveva una specie diversa di bisonti volanti e lemuri alati. Questi si distinguono da Appa e Momo da disegni diversi sulle loro pellicce.
  • Per esser fischiali, il genocidio era stato completato per alcuni minuti da Azula, la pronipote di Sozin, quando aveva colpito Aang alla schiena con il suo fulmine e reso clinicamente morto finché Katara non lo riportò in vita.
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