Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Fat era stato uno spadaccino che servì il famoso maestro Piandao nel suo castello a Shu Jing. Un uomo serio e senza grande senso dell'umorismo, ma molto fedele.

Storia[]

Fat era venuto da Piandao molti anni prima provando di essere degno di essere allenato da lui preparando una cena deliziosa. Il maestro gli insegnò la sua arte in cambio dei suoi pasti pregiati che si gustarono insieme da allora in poi.

Fat era quello che accolse Sokka alla porta e lo studiò immediatamente, dimostrando subito un certo disprezzo per l'apparenza banale del ragazzo. Lo lasciò entrare con un sospiro profondo e lo avvertì subito che il maestro mandava via quasi tutti gli aspiranti studenti che volevano diventare suoi allievi. Era scettico che questo strano ragazzino potesse essere interessante, ma lo guidò da Piandao lo stesso e attese il verdetto. A sua grande sorpresa il maestro lo accettò come allievo e iniziò subito con gli allenamenti.

L3 E04 Piandao sorriso

Cosa stai combinando?!

Fat diventò il suo compagno di allenamenti fungendo da avversario negli incontro con una spada di legno, riuscendo a batterlo parecchie volte anche in modi umilianti. Quando Piandao incitò a modificare i suoi d'intorno a suo vantaggio, Sokka mise sotto sopra metà giardino per cerarsi una poltrone, il che scioccò il butler ma fece sorridere il maestro. Qualche giorno dopo il ragazzo riuscì finalmente a battere Fat, il quale dimostrò qualche momento di scontento per essere stato sconfitto da un ragazzino, ma di calmò poco dopo e lo aiutò nei preparativo per la creazione della sua spada.

Alla fine del duello tra Sokka e e Piando gli lanciò il fodero della sua spada che il maestro perse al volo re con la sua lama senza guarda ponendola nel fodero cuna una facoltà impressionante. Quando il ragazzo e i suoi amici stavano per lasciare il castello, Fat li fermò per consegnare a Sokka un piccolo sacchetto con dentro la pedina di Pai-Sho del Loto Bianco, ma senza dare ulteriori spiegazioni. Si limitò di salutarlo con un inchino rispettoso per poi tornare dentro.

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