Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Questo è il ventiduesimo capitolo del primo romanzo su Kyoshi "L'ascesa di Kyoshi".

Sinossi[]

Appena dopo aver ricevuto il messaggio della squadra di localizzazione shirshu, Jianzhu si è affrettato a partire e ha comprato una mandria intera di costosi anguille-segugio per attraversare il Regno della Terra il più veloce possibile. Lui e due delle sua guardie fidate raggiungono così le montagne Taihua vicine a Ba Sing Se in pochi giorni, perdendo due delle sue cavalcatura per sfinimento e per un trauma alla gamba. Per il Saggio della Terra, questo viaggio libero e senza grandi pensieri era come un ringiovanimento e si ricorda che ha promesso a Hei-Ran di mandarle un falco messaggero per tenerla informata.

Sta seguendo un sentiero attraverso le colline che si alzano verso le montagne dove viene atteso da uno dei tracciatori, il che lo fa insospettire. Nel messaggio era stato detto che in questa zona avevano perso il controllo dello shirshu che si era liberato e lanciato sulle cime per inseguire la sua preda, l’Avatar. Il domatore continua a salutarlo con movimenti esagerati, ma prima che potesse raggiungerlo, lo sfortunato viene abbattuto da due frecce che si conficcano nella schiena. Jianzhu salta giù dalla sua cavalcatura e si nasconde sotto delle lastre di terra per proteggersi dalla pioggia di frecce che si stanno abbattendo su di loro, maledicendosi per essere caduto in una trappola tanto ovvia. Durante una pausa, lancia le lastre di terra in tutte le direzioni provocando urla di persone colpite dalle rocce sovrastanti. Vede alcune salme, ma per essere sicuro crea da ogni pietra in cima degli aculei che si abbattono sui sopravvissuti con la violenza di tante lame affilate. Purtroppo, l'anguilla-segugio di Jianzhu era fuggita, ma altre due sono ancora nei paraggi; uno era rimasto impigliato per colpa del cadavere della guardia tempestato di frecce mentre l’altra guardie è li a pulire la sua spada dao con tre avversari morti ai suoi piedi. Impressionato da tale abilità, Jianzhu chiede il nome della guardie che si presenta con Saiful e gli fa i complimenti.

Jianzhu esamina uno dei aggressori che è vestito come un bandito solito che si mette quello che aveva trovato in giro, ma con un fiore infilato nel bavero della camicia. È cosi anche per altri, tutti hanno come una sorta di segno distintivo un fiore di pesco lunare essiccato. Alzando lo sguardo verso le montagne, si ricorda che sulle mappe siano definite disabitate, ma questi uomini non erano vestiti come per una spedizione, dovevano abitare qua in giro. Questa verità lo fa arrabbiare e sbatte il palmo della sua mano contro il terreno analizzando i tremori nella terra che ritornando da lui. Alla domanda di Saiful cosa stesse cercando, il Saggio spiega non lo sappia ancora, ma che in questo momento stia preservando le loro impronte per poter inseguirle. Le impronte lo conducono a una radura con un vistoso masso grigio grande come una sedia, quando lo sposta, trova sotto una botola di legno. Con il volto cupo, deve accettare il fatto che abbia appena scoperto in passaggio segreto attraverso le montagne.

Seguendo il passaggio segreto in superficie grazie al dominio della terra e la conoscenza della lavorazione della pietra, Jianzhu e Saiful raggiungono un villaggio segreto in una conca, Hujiang. La rabbia di Jianzhu si fa sempre più grande, visto come i criminali erano riusciti a costruire una città intera fuori dalla portata della legge, anche se ora sembra abbandonata. Saiful avvista per primo il loro shirshu che era ridotto a un cumulo scuro e puzzolente in strada. A parte il suo volto mancante, la carcassa sembra essere ancora intatta, dato che la sua carne era incommestibile per via delle sua tossine ancora in circolo.

A Jianzhu interessa più come spiegarsi al professor Shaw creando una storia di copertura che non facesse nascere dei sospetti, ma vengono distratti da rumori provenienti dalla casa accanto. Scende dalla sua cavalcatura e ordina a Saiful di pattugliare la strada mentre lui entra con cautela in quello che identifica come una sorta di locanda. Il pensiero che i criminali avessero avuto abbastanza tempo in pace da potersi costruire un bar e vendersi del vino lo fa infuriare sempre di più. Infine trova un uomo muscoloso e pieno di cicatrici seduto su dei cuscini con la gamba evidentemente rotta, probabilmente era stato lasciato indietro dopo la fuga degli abitanti in seguito alla comparsa dello shirshu. Gli descrive Kyoshi e Rangi e gli chiede se le abbia viste, ma al posto di rispondere, l’uomo ferito tenta un fendente contro la sua gola, ma Jianzhu lo devia verso uno scaffale vicino, rompendo anche il suo polso. Il lottatore gli rivela il suo nome con “Quattro Ombre Guan” e dichiara di non dire nulla a un uomo della legge. Jianzhu sa che, una volta che un criminale gli consegna il suo soprannome professionale ogni ragionamento razionale era impossibile, per cui cambia tattica e prende un fiore di pesca lunare dal vaso raccontando che da giovane avesse inseguito in piccolo gruppo di criminali chiamati Banda dello Scorpione. La reazione di Guan era quello che desiderava: il lottatore sbuffa davanti a questo nome, il che indica che il suo gruppo fosse molto più grande. Continua con il suo racconto che li ha raggiunti solo perché si erano rallentati da soli per portare con loro due membri ammalati, erano veri seguaci del Codice, non come i suoi compagni che avevano lasciato indietro senza curarsi dell’onore verso il loro fratello giurato. Jianzhu permette che Guan gli sputi in faccia che, in un impeto della rabbia, gli rivela di essere un membro del Fiore d’Autunno, ma si ferma prima di rivelare altri informazioni. Frustrato, Jianzhu si rende conto che non era stupido come sembra e si rimbocca le maniche per continuare l’interrogatorio.

Il Saggio della Terra esce dalla locanda un tempo indeterminato dopo e si biasima per essere diventato troppo vecchio, dato che non aveva saputo nulla di questa banda abbastanza potente da poter costruire una città segreta nelle vicinanze della capitale. Lui, che una volta manteneva il controllo su metà del continente per impedire che cadesse nell'illegalità, non sapeva nulla della Società del Fiore d’Autunno abbastanza organizzata da poter evacuare questo insediamento nel momento in cui sospettano un’intrusione. Inoltre, è chiaro che l’Avatar è stata qua, molto probabilmente era finita in una imboscata per essere portata poi qua come prigioniera dei daofei. Con la coda dell’occhio, Jianzhu vede volare via un falco messaggero poco prima che Saiful arriva da lui e gli chiede se abbia trovato qualcosa. Gli spiega che abbia trovato solo un cadavere, ma poi si ricorda di come quest’uomo si abbia arruolato alla schiera delle sua guardie un po' troppo velocemente e inizia ad avere sospetti. Lo avverte di non aver ordinato di mandare un falco messaggero, cosi la guardia spiega che ha solo chiesto rifornimento, ma la sua mano inizia a scivolare verso la sua spada. Jianzhu ora è sicuro che quest’uomo sia un mercenario non meglio di un daofei, inoltre la sua zona d’origine gli fa insospettire di essere al servizio di Hui. È solo un bluff per provocare la guardie che, al momento di sentire il nome del ciambellano, si tradisce da sola attraverso il suo linguaggio del corpo. Sempre più sospettoso, propone la teoria che ha mandato un messaggio a Hui, il quale lo ha mandato alla sua villa per fare da spia e per scoprire cose era successo all’Avatar, centrando in pieno. Saiful fa un passo indietro, sorpreso che Jianzhu avesse capito tutto come se avesse letto nella sua mente, e sguaina la sua spada.

Jianzhu si rende conto che, se fosse stata una partita di Pai Sho con Hui, ora avrebbe perso, dato che non può fermare il falco in volo. Il ciambellano avrebbe saputo del grande pasticcio in cui si trova e avrebbe montato un caso contro di lui per il resto dei Saggi della Terra. Se la trovassero prima di lui, avrebbero consegnato Kyoshi nelle mani di Hui, al quale non importa chi lo sia, basta che Jianzhu non l’avesse. Secondo la logica, è stato sconfitto, ma il Becchino è famoso per non arrendersi mai in una partita anche davanti alla sconfitta inevitabile, preferisce giocarla fino alla fine recando più danni possibili all'avversario. Con il volto cupo, si avvicina allo spadaccino per farsi pagare la sconfitta in termini di sangue.

Note[]

Continuità[]

  • Mentre rimugina sulla Società del Fiore d'Autunno, Jianzhu bestemmia sui "figli bastardi di Oma", un riferimento al compagno di Shu di cui storia abbiamo visto in "La grotta dei due amanti".
  • Nel primo capitolo del romanzo "La prova", Kelsang aveva usato il nome di Shu come espressione di reverenza, non come Jianzhu qua che lo usa come bestemmia.
  • Quattro Ombre Guan è il lottatore che Rangi ha affrontato nel lei tai in "La città" e gli ha spezzato la gamba.
  • Le anguille-segugio sono le stesse che Piandao presta a Suki, Toph e Sokka in ""La Cometa di Sozin, seconda parte: gli antichi maestri" per raggiungere la flotta del Re Fenice Ozai.

Trivia[]

  • Jianzhu afferma che uno shirshu non avrebbe inseguito una preda morta, ma in "La Cometa di Sozin, seconda parte: gli antichi maestri", June afferma che Nyla avrebbe trovato Aang anche se fosse morto.
  • La frase di Jianzhu sul passaggio nascosto tra le montagne ricorda il testo della canzone che canta Chong in "La grotta dei due amanti".

Riferimenti[]

  1. Hamilton, Joshua (writer) & MacMullan, Lauren (director). (March 24, 2006). "The Cave of Two Lovers". Avatar: The Last Airbender. Season 2. Episode 2. Nickelodeon.
  2. ↑ Ehasz, Aaron (writer) & Volpe, Giancarlo (director). (July 19, 2008). "Sozin's Comet, Part 2: The Old Masters". Avatar: The Last Airbender. Season 3. Episode 19. Nickelodeon.
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