Avatar - La leggenda di Aang e Korra Wiki
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Amon, nato con il nome di Noatak, era il fondatore e la guida del misterioso gruppo anti-dominatori conosciuti come i "Paritari" (In inglese Equalists). Il suo scopo era quello di introdurre e fortificare la parità tra dominatori e non-dominatori nel mondo, ma con il metodo drastico di eliminare la casta dei dominatori. Era un combattente abile, astuto e silenzioso che non mostrava paura davanti a nessuno, dominatore o non-dominatore che fosse.

Per guadagnare credibilità si creò un'altra identità, affermando di essere un non-dominatore a cui gli spiriti avevano conferito il dono di togliere il dominio a una persona in modo definitivo, un potere finora conosciuto soltanto dall'Avatar Aang. Inoltre si truccò la faccia con una cicatrice finta per far credere ai suoi fedeli di essere stato sfigurato da un dominatore del fuoco, come testimonianza della superbia di quella casta. Dimostrava un grande carisma e un grande potere di manipolare la gente, ammassando moltissimi seguaci pronti a tutto per lui. Usò tecniche di persuasione e terrore, non risparmiando niente e nessuno.

Ma quando la sua identità fu esposta al pubblico, si venne a sapere che in realtà era un dominatore dell'acqua molto potente (e addirittura anche dominatore del sangue) proveniente dalla Tribù dell'Acqua del Nord e figlio del noto criminale Yakone. Dopo che la sua organizzazione crollò, fuggì con suo fratello, che però fece esplodere il serbatoio della loro barca, uccidendo entrambi.


Noatak era un uomo di mezza età con una carnagione più chiara rispetto alla sua gente, occhi azzurri piccoli e taglienti e capelli corti castani. Come Amon portava sempre la sua maschera per aumentare il suo alone di mistero, ma quando la tolse davanti al pubblico, il suo volto era sfigurato da una vistosa cicatrice finta. Si vestiva con una tuta scura con tocchi rossi, incluso un cappuccio.

Storia[]

Gioventù[]

Noatak nacque nella Tribù dell'Acqua del Nord come primo figlio di Yakone e sua moglie, tre anni prima di suo fratello minore, Tarrlok. Da bambino era gioioso e di buon cuore, perché si prendeva cura del fratellino e preferiva vedere tutti trattati in modo uguale.

Noatak e Tarrlok devono allenarsi

Ma quando suo padre scoprì che sia lui che Tarrlok erano dominatori dell'acqua, la pace finì. Da allora Yakone li allenò senza sosta nell'arte del dominio senza accettare pause o lamentele. Mentre Noatak si rivelò un talento naturale, Tarrlok ebbe più problemi e venne spesso sgridato pesantemente da suo padre. All'inizio Noatak tentò di difenderlo, ma quando Yakone gli ordinò di non rispondere mai più con quel tono, si arrese e lo lasciò stare.

Noatak diventa sempre più distaccato e freddo

Quando Noatak raggiunse i dieci anni, Yakone portò lui e Tarrlok in una presunta battuta di caccia lontano da casa, dove rivelò loro la sua vera natura di ex-capo mafioso di Città della Repubblica e spiegò la sua tecnica di dominio del sangue. Dato che era convinto che la sua famiglia aveva l'eredità dei dominatori del sangue più potenti della storia, era deciso a formare i suoi figli nel seguire le sue orme. Il suo scopo era quello di vendicarsi dell'Avatar Aang che gli aveva tolto il suo dominio. Da allora ad ogni luna piena li portò fuori ad allenarli in segreto nell'arte proibita del dominio del sangue, facendoli provare su animali selvaggi come lupi e yak. Noatak iniziò a godersi questo potere e dopo quattro anni era già un maestro, che come un genio portò sulle sue spalle tutte le aspettative di suo padre, diventando sempre più freddo e crudele.

Noatak difende suo fratello

Come prova finale Yakone ordinò ai due fratelli di dominare il sangue dell'altro, cosa che Noatak fece senza farsi problemi, ignorando le grida di dolore di Tarrlok e smettendo solo su ordine del padre. Quando arrivò il suo turno, Tarrlok si rifiutò, facendo arrabbiare Yakone che lo considerò debole e patetico. Ma quando stava per punirlo fisicamente, Noatak bloccò suo padre con il domino del sangue chiamandolo debole per aversi fatto togliere il dominio da Aang. Inoltre lo ricordò che erano pur sempre figli suoi e non armi di vendetta. Chiese a suo fratello di andare con lui per iniziare una nuova vita, ma Tarrlok si rifiutò preoccupandosi per sua madre. Noatak sospirò e diede ragione a Yakone sul fatto che era davvero un debole. Dopo averlo spinto nella neve, il ragazzo corse via nella tempesta sparendo per sempre, nonostante le continue ricerche della sua famiglia. Alla fine dovettero arrendersi all'idea che molto probabilmente era morto assiderato.

In un punto non precisato della sua vita, Noatak si accorse che poteva eseguire una tecnica particolare che gli permetteva di bloccare perennemente il dominio di una persona, appoggiando un pollice sulla sua fronte. Assunse l'alter ego di "Amon" e iniziò a crearsi una comunità che voleva eliminare i domini dalla faccia della terra. Per aumentare la simpatia nei suoi confronti e per nascondere la sua vera identità, si inventò la storia di essere nato da una povera famiglia di non-dominatori che erano stati sottomessi da una banda di dominatori del fuoco. Quando suo padre volle eroicamente affrontare il malvivente, la sua famiglia venne uccisa davanti ai suoi occhi e lui era rimasto con il volto sfigurato, costringendolo a portare una maschera. Inoltre giustificò la sua abilità di bloccare i domini come il dono di uno spirito che credeva che l'Avatar avesse fallito nel portare la pace nel mondo e che aveva scelto lui come portatore di parità tra i popoli.

Accelerare i piani[]

Dopo che l'Avatar Korra aveva annunciato il suo arrivo a Città della Repubblica durante una conferenza stampa al municipio, Amon disse al suo vice che questo evento inaspettato porterà a una accelerazione dei suoi piani.

Amon davanti ai suoi seguaci

Tramite volantini e posta segreta Amon pianificò una presentazione dei suoi poteri chiamata la “Rivelazione”, dove intendeva dimostrare la sua serietà nel voler eliminare i domini dal mondo, dato che i dominatori avevano portato soltanto sofferenze ed erano la causa di ogni guerra in ogni era. Per aumentare la simpatia nei suoi confronti, Noatak aveva già confabulato la sua storia dove lui proveniva da una famiglia povera di non-dominatori sottomessi a una banda di dominatori del fuoco che dopo aver ucciso la sua famiglia lo avevano lasciato in vita e sfigurato in volto. Inoltre affermò di essere stato scelto dagli spiriti per portare una nuova era di equilibrio nel mondo, ma per creare una vera parità tra il popolo doveva eliminare i domini elementari.

Amon toglie il dominio a Zolt

I suoi seguaci stretti avevano rapito alcuni criminali della strada che non avevano alcuna pietà con le persone, per dimostrare su di loro la veracità dei suoi poteri. Tra i prigionieri c'erano membri della Triade del Triplo Terrore e persino Bolin, e iniziò con la sua dimostrazione con il capo della triade, il temuto Zolt il Fulmine, famoso per i suoi fulmini ma che Amon sconfisse in un duello senza nessuna tecnica speciale. Andò avanti senza pietà e non curandosi delle grida di paura delle sue vittime, godendosi l’attenzione dei suoi seguaci, ma non arrivò a Bolin dato che Korra aveva orchestrato un diversivo per permettere a Mako di liberarlo. Mentre alcuni Paritari li inseguivano rimase imperturbato e disse a Korra che li lasciava andare di proposito per permettere di spargere la loro testimonianza e il terrore sulle sue abilità per il mondo.

Incontro con l'Avatar Korra[]

Già prima di incontrare Korra di persona, Amon aveva lasciato un segno profondo nella mente della ragazza per la sua dimostrazione durante la “Rivelazione”, dato che, senza saperlo, Korra soffriva di terribili incubi in cui le toglieva i domini. Dopo essere stato proclamato nemico pubblico, usò le azioni del Consiglio della Repubblica Unita per dimostrare ai suoi seguaci la natura oppressiva dei dominatori.

Amon minaccia Korra

Dopo che Tarrlok e Korra con la sua truppa speciale avevano sterrato e catturato un campo di allenamento di agenti Paritari, Amon venne sfidato pubblicamente dalla ragazza a un duello a mezzanotte sull’Isola dei Monumento di Aang, solo loro due e senza aiuti esterni di alcun genere. Ma Amon decise di presentarsi né in orario e né da solo.

Giusto quando l’Avatar stava per lasciare l’isola venne attaccata da alcuni agenti bloccanti del Chi che dopo una breve schermaglia riuscirono a catturarla e immobilizzarla. Finalmente Amon uscì dall'ombra e con grande gusto rivelò alla ragazza spaventata che se voleva, poteva toglierle i domini senza battere ciglio, ma per ora le permetteva di tenerli, altrimenti diventerebbe una martire che porterebbe ogni dominatore a volerla vendicare. Terminò la sua visita con l’avvertimento che se la terrà per ultima e che la distruggerà nella battaglia finale. Con questa dichiarazione le fece perdere conoscenza con un colpo sul collo per poter fuggire indisturbato.

Attacco all'arena del dominio sportivo[]

Amon irrompe nell'arena

La notte prima della finale del campionato del dominio sportivo, Amon pretese la sospensione della partita per costringere il Consiglio a porre fine all'adulazione dei dominatori per motivi sportivi. Al suo rifiuto minacciò tutti con “conseguenze molto severe”, ma dopo un lungo dibattito il Consiglio tenne l’arena aperta, il che era perfettamente secondo i piani del capo dei paritari. Dopo la fine della finale con la vittoria dei Pipistrelli Lupo, lui e i suoi seguaci irruppero nell’arena e dopo una breve introduzione di lui e della sua banda tolse i domini alla squadra vincitrice come piccolo incoraggiamento.

Pronto a colpire

Mentre i suoi agenti abbatterono i poliziotti di Lin con le loro armi elettriche, Amon diede un’altra presentazione in cui condannava i dominatori usando la meschinità dei Pipistrelli Lupo come esempio per l’abuso dei loro concittadini, specialmente quelli senza dominio. Inoltre affermò che il destino dei Pipistrelli lupo doveva servire come avvertimento per ogni dominatore che aveva in mente di opporsi a lui e ai suoi scopi.

Alla fine del suo monologo annunciò che fra non molto il regime tirannico del Consiglio, composto solo da dominatori, verrà sostituito da un governo leale, basato sui principi dei paritari. Nei suoi piani voleva iniziare e “paritare” prima Città della Repubblica e poi l’intero mondo. Per enfatizzare l’inizio della sua rivolta fece esplodere l’arena centrale con una bomba a orologeria, poi se ne andò con la sua nave aerea. Riuscì a scappare all’ultimo momento da un attacco di Korra e scomparì nella notte.

Riunione di famiglia e attacco alla città[]

Amon contro Tarrlok

Qualche giorno dopo Amon, accompagnato dal Tenente e da un gruppo di Paritari, trovò la cabina segreta di Tarrlok situata nelle montagne nei dintorni di Città della Repubblica. All'avvertimento che ora era giunto il suo momento di essere “purificato”, il Presidente del Consiglio reagì dominando il sangue dei suoi aggressori. Nonostante i suoi agenti vennero facilmente sottomessi da Tarrlok, le capacità avanzate di Amon gli permisero di opporsi, a grande sorpresa del politico. Gli chiese cosa lui fosse, riferendosi alla sua resistenza nei confronti della sua capacità di dominio del sangue, a cui Amon semplicemente rispose che era “la soluzione” e procedette ad usare la sua abilità: prima bloccò Tarrlok e poi gli tolse il dominio. Preferì occuparsi di lui personalmente, dato che temeva che la gente poteva scoprire che erano fratelli.

Amon insieme a Hiroshi Sato

Mentre lui tirava su Tarrlok incosciente, ordinò ai suoi uomini di occuparsi dell'Avatar Korra, che era ancora intrappolata nella scatola di metallo nel cantiere. Li avvertì di non sottostimarla e di mettere la prigione sotto tensione per farle perdere i sensi prima di aprirla. Ma mentre stava caricando Tarrlok sul suo furgone, Korra saltò fuori dalla baita dopo aver sconfitto i Paritari. Quando la donna notò Amon lo attaccò subito con arpioni di ghiaccio che il capo dei paritari riuscì a scansare, per poi inseguirla brevemente. Dopo alcuni metri decise di lasciarla scappare slittando giù per il dirupo innevato, e quando il Tenente e gli altri si unirono a lui, Amon li rimproverò per averla presa sottogamba.

Dopo aver rifiutato la sua collaborazione, Amon toglie il dominio a Lin

Ebbe inizio l’attacco finale sulla città che Amon osservò dalla sua nave aerea sopra la metropoli. Raggiunse poi i parametri del quartier generale delle Polizia, dove Tenzin e la squadra Avatar stavano combattendo contro i carrarmati dei Paritari. Quando Hiroshi Sato, che era al suo fianco, espresse il suo disgusto nel vedere sua figlia combattere fianco a fianco con dei dominatori, il capo dei rivoluzionari gli promise che fra non molto la avrà indietro.

Quella sera la città era già caduta e Amon arrivò all’Isola del Tempio dell’Aria, dove i suoi seguaci gli portarono la prigioniera Lin Beifong. Le offrì la possibilità di mantenere il suo dominio se in cambio gli avesse rivelato la posizione dell'Avatar Korra, ma quando la donna si rifiutò, le tolse il dominio.

Fine dei giochi[]

Dopo la fuga dei suoi abitanti, Amon usò l’Isola dell’Aria come sua base operativa, nella quale i suoi seguaci portarono tutti i dominatori catturati per derubarli dei loro poteri. Lui stesso si era accomodato nella torre, che fungeva anche da prigione per Tarrlok. Mentre lasciò l’isola per prendere parte alla sua celebrazione della vittoria nella ex arena del dominio sportivo, Mako e Korra si infiltrarono travestiti da Paritari, dove seppero del passato e della vera identità di Amon come Noatak.

La finta cicatrice di Amon

Mentre durante la celebrazione Amon ripeté la sua falsa storia, già raccontata durante la “Rivelazione”, venne interrotto da Korra che lo chiamò con il suo vero nome e lo smascherò come dominatore dell’acqua che stava usando il dominio del sangue per togliere i domini alle persone, anziché il dono di qualche spirito. Inoltre rivelò la sua relazione con il famoso capo mafioso Yakone e il Presidente del Consiglio Tarrlok, scioccando il pubblico. Ma nonostante la verità espressa dall’Avatar, Amon rimase calmo e sicuro di sé e ribatté le accuse di Korra togliendosi la maschera, rivelando la sua faccia sfigurata dalla finta cicatrice, apparentemente opera di un dominatore del fuoco. L’uso professionale del make-up riuscì ad ingannare il pubblico, facendo sembrare Korra come una bugiarda.

Amon "paritizza" Korra

Quando Mako e l’Avatar stavano per andarsene, Amon li invitò a restare, indirizzando la loro attenzione su Tenzin e i suoi figli catturati sul palcoscenico. Lo scopo era di “liberare il mondo dal dominio dell’aria”, e li invitò a salire sul palco per tentare di fermarlo. Dimostrando grande arroganza, voltò persino le spalle ai due dominatori, mentre stava per occuparsi di Tenzin, ma dovette saltare di lato per scampare a un fulmine di Mako. Nonostante era perfettamente in grado di evitare i suoi pugni di fuoco, le scariche di vento di Tenzin liberato da Korra, erano troppo per lui e venne scaraventato dal palco.

Amon prende in pieno un fulmine di Mako

Amon si riprese subito e si mise all'inseguimento di Mako e Korra che fungevano da diversivi per permettere ai dominatori dell’aria di scappare. Li trovò un uno degli spogliatoi dell’arena e sentendo i respiri affannati di Korra, la tirò fuori con la forza. Mako lo attaccò subito, ma anche lui finì nelle sue grinfie. Una volta sottomessa con il suo potere, Amon procedette afferrando la disperata Korra al collo e appoggiando il pollice sulla sua fronte, bloccando i suoi domini. Si credette da solo senza testimoni, ma quando stava per togliere il dominio a Mako dovette realizzare che il suo fidato Tenente aveva visto ogni cosa. Il suo vice lo accusò di essere un traditore della causa e lo attaccò, così Amon si difese bloccando l’attacco e scaraventò il Tenente contro un mucchio di tavole di legno. Ma quella distrazione bastò per permettere a Mako di riprendersi e di caricare una scarica elettrica che spinse via Amon abbastanza per prendere la Korra indebolita e scappare dalla sala.

Mako corse per i corridoi con Korra nelle braccia, ma venne presto raggiunto da Amon che lo bloccò con il suo dominio e lo scaraventò contro le pareti. Quando ormai lo aveva in pugno, brevemente lo lodò per averlo sorpreso e ammise che era quasi un peccato togliere il dominio a un giovane con un così grande talento.

L'acqua lava via il suo trucco falso

Concentrato al massimo sul ragazzo per appoggiargli il pollice sulla fronte, perse di vista la apparentemente innocua Korra, per cui venne completamente preso alla sprovvista dal suo pugno d’aria che lo spinse via dalla sua vittima. La ragazza aveva ritrovato lo spirito di battaglia e lo sommerse di raffiche di pugni d’aria, fino a quando Amon riuscì nuovamente a bloccarla. Ma stavolta la rabbia e la determinazione di Korra erano enormi e riuscì a liberarsi dalla sua presa e lo colpì con tutta la sua forza con un calcio nello stomaco che lo spinse attraverso la finestra fin nelle acque del porto sottostante. Dopo un volo perse brevemente coscienza e finì sott’acqua.

Senza notare che l’acqua marina aveva lavato via la sua cicatrice finta, si risvegliò nel panico e usò il suo dominio dell’acqua istintivamente per salire su una gigantesca tromba d’acqua. Ma così facendo rivelò a tutti i presenti, che erano usciti in seguito al caos, i suoi poteri. Realizzò presto che aveva appena perso tutti i suoi seguaci e scappò velocemente, evitando l’assalto di palle di fuoco di Mako.

Noatak libera suo fratello

Riuscì a far ritorno sull’Isola dell’Aria dove liberò Tarrlok, scusandosi con lui e offrendogli la possibilità di scappare insieme per iniziare una nuova vita, dato che ormai suo fratello era l’unica cosa rimastagli al mondo.

Noatak guarda l'orizzonte mentre Tarrlok fa esplodere la barca

I due fratelli rubarono una barca a motore per uscire da Città della Repubblica attraverso il mare. Noatak espresse la sua gioia nell'essere di nuovo insieme a un membro della sua famiglia e ammise che aveva quasi dimenticato il suono del suo vero nome. Mentre i due viaggiavano, Noatak lasciò cadere una lacrima alla promessa di Tarrlok che sarà come nei bei vecchi giorni passati, ma subito dopo usò uno dei guanti elettrici per far esplodere la benzina del serbatoio della barca. Un'esplosione che finì in una nuvola nera visibile per chilometri, e che uccise i due fratelli.

Zaheer si trasforma in Amon

Amon fa una breve comparsa nelle allucinazioni di Korra quando è stata avvelenata da Zaheer; la faccia del capo del Loto Rosso si sgretola e si trasforma in quello di Amon con la sua maschera e la deride, affermando che l'Avatar ormai sia inutile.

Compare anche nei flash-back di Korra nella palude, dove la ragazza rivive il momento in cui il capo del Paritari le tolse i domini. Inoltre appare anche nelle storielle di Varrick, dove l'imprenditore s'immagina un movente con lui come co-protagonista che collabora con Zaheer, Unalaq e Vaatu come Zombie.

Personalità[]

Da bambino Noatak era stato molto premuroso e leale. Voleva trattare chiunque in modo uguale e proteggere suo fratello minore dagli abusi verbali del padre. Ma l’allenamento nel dominio del sangue iniziò a corromperlo sempre di più, inoltre per anni gravarono sulle sue spalle tutte le aspettative di Yakone, e tutto questo fece diventare il ragazzo freddo e distante. Si distaccò sempre di più dai sentimenti delle persone e mostrò sempre meno compassione per il dolore inferto alle vittime del suo potere, incluso il suo stesso fratello Tarrlok. Alla fine Noatak si lasciò trasportare via dal potere che gli donava il dominio del sangue e si strappò con la forza l’indipendenza da suo padre, bloccandolo prima che poteva maltrattare Tarrlok, chiamandolo un perdente e un debole.

La sua presenza incute paura nei suoi nemici

A differenza di Tarrlok, Noatak si gustò appieno la sua abilità del dominio del sangue fino in fondo. Provò invidia per l’abilità dell'Avatar Aang di rimuovere perennemente il dominio di una persona e credette che questo fosse un potere ancora più grande del suo. In anni di allenamenti Noatak trovò un metodo per bloccare in modo definitivo la connessione di una persona con il suo elemento tramite il dominio del sangue, che si scoprirà essere reversibile soltanto tramite il dominio dell’energia, altrettanto raro.

In un certo controsenso iniziò a provare un odio profondo nei confronti dei dominatori, definendoli “impurità” che necessitano di essere “purificate”. La causa era la sua credenza che il dominio degli elementi causava solo sofferenze e che i dominatori possedevano un vantaggio innaturale sui non-dominatori. Era un fedele della parità assoluta e chiamava i suoi seguaci “fratelli e sorelle”. Nonostante fosse lui stesso un dominatore, Amon credeva fermamente nella sua retorica anti-domini, dato che da bambino voleva che tutti venissero trattati in modo identico. Alla fine era stato il suo desiderio per la giustizia andato fuori controllo a spingerlo ad iniziare la sua rivoluzione anti-dominatori.

Per “correggere” le presunte disparità, usò tattiche di induzione di paura, minacciando dominatori pubblicamente e gustandosi l’impotenza e il terrore dei suoi nemici. Con manovre astute attizzò l’odio tra dominatori e non-dominatori, sia per generare simpatia verso la sua causa che per istigare la gente ad opporsi al governo. Seguiva le sue convinzioni con assoluta mancanza di pietà e con mano di ferro, non aborrendo neanche dal rapimento di persone innocenti e addirittura bambini per paritizzarli.

Amon gioca con le paure delle sue vittime

Amon era un uomo astuto e calmo e un oratore di prima classe. Era un presentatore pubblico abile che sapeva come mistificare e terrorizzare seguaci e nemici. Intorno alla sua figura creò una sorta di culto che attrae un grande numero di persone, mentre il terrore generato dalla comunità dei dominatori era un altro fattore a suo favore. Ma nonostante il suo potere, Amon spesso usò posizioni di difesa oppure di attesa, come quando permise a Korra di scappare dalla sua “Rivelazione” affinché facesse girare la voce sulle sue abilità. Più tardi evitò il duello diretto con l’Avatar, e anche se l’aveva in pugno, la risparmiò, prevedendo che eliminarla in quel momento avrebbe portato tutti i dominatori contro di lui, provandosi una soluzione controproducente. La sua abilità di pensare avanti gli permise di essere sempre un passo davanti ai suoi nemici.

Amon era anche un individuo freddo e calcolatore che eseguì i suoi piani con estrema precisione ed efficacia. Non prese scorciatoie, pensando persino alla possibilità di perdere la maschera, truccandosi così con una cicatrice finta per dare più peso alla sua finta storia. Al contrario di Korra che lo sfidò in modo pubblico, Amon era cauto ed evitò conflitti diretti, a meno che non volesse dare una dimostrazione.

La forza mentale di ferro fece di Amon un capo molto carismatico e un avversario temibile. Persino nel caos più totale Amon rimase calmo e si riprese sempre da ogni imprevisto dei suoi piani. Dimostrò la stessa disciplina anche quando parlava con i suoi sottoposti, dando gli ordini sempre con un tono calmo e dolciastro, alzando i toni soltanto quando qualcuno non teneva conto dei suoi avvertimenti.

L’unica volta che il suo autocontrollo fallì fu quando si trovò in pericolo di annegare, e il suo istinto di sopravvivenza gli fece utilizzare il suo dominio dell’Acqua davanti ai suoi seguaci. Ma anche in quel momento si riprese subito dal panico e riuscì a scappare.

Abilità[]

Dominio dell'acqua[]

Come suo padre, Noatak/Amon era un dominatore dell’acqua molto abile, al punto che suo fratello avvertì Korra che non aveva mai visto un dominatore forte quanto lui. Lo si poteva considerare un genio già da bambino e sotto la guida di suo padre crebbe ancora di più; Yakone lo lodò sempre, specialmente confrontandolo con il meno talentuoso Tarrlok. Amon era capace di usare varie tecniche del dominio dell’acqua, come ad esempio alzarsi dal mare in testa a una tromba d’acqua alta dieci metri e spostarsi con una velocità tale da sfuggire agli attacchi di Mako, un dominatore sportivo eccellente.  

Dominio del sangue[]

Noatak imparò e perfezionò la rara e illegale arte del dominio del sangue già da bambino. A soli quattordici anni imparò, sotto la tutela di suo padre, ad usarlo sempre, non soltanto con la luna piena. Allo stesso tempo copiò anche la tecnica speciale di Yakone di dominare l’avversario tramite la mente senza movimenti fisici, ma soltanto tramite concentrazione e forza di volontà. Con essa poteva usare le varie tecniche del dominio del sangue come manipolazione del corpo e tortura anche su più persone e senza grande fatica. Poteva far galleggiare le sue vittime in aria, scaraventarli in giro e renderli incoscienti. Dato che il suo potere era quasi invisibile, poteva influenzare i movimenti dei suoi avversari senza rivelare di esserne la causa, aumentando ancora di più il terrore in essi. Inoltre aveva sviluppato una grande resistenza al dominio del sangue altrui, persino contro quello di suo fratello, che aveva raggiunto un livello simile al suo.

Nonostante era affascinato da questo potere iniziò a desiderare di più, ossia avere il potere di bloccare per sempre il dominio di una persona, esattamente come aveva fatto l'Avatar Aang con suo padre tramite il dominio dell’energia. Dopo anni di studio e allenamento, riuscì nel suo intento, sviluppando una tecnica capace di “tagliare” le vie del Chi di una persona, causando effettivamente lo stesso effetto del dominio dell’energia. Nessun trattamento medico era capace di curare questo effetto, nemmeno quello di Katara, una guaritrice di fama mondiale e anche lei dominatrice del sangue. L’unico modo per annullare il blocco di Amon è quello del dominio di energia, come dimostrato dall'Avatar Aang con Korra.

Altro[]

Amon era fissato con la flessibilità. Dato che doveva passare per un non-dominatore, si allenò assiduamente nelle arti marziali e imparò anche l’arte del blocco del Chi. La sua abilità e forza si dimostrarono abbastanza alti da poter battere anche i dominatori più abili. Inoltre era flessibile e agile, poteva evitare gli attacchi anche da distanza ravvicinata. Potenziò le sue arti marziali con scatti di dominio del sangue per manipolare e indebolire gli avversari per brevi istanti senza che se ne accorgessero. A parte le sue abilità combattive Amon era fisicamente forte e resiliente, il che gli permise di riprendersi anche da una scarica elettrica in pieno petto da Mako entro pochi minuti per poi sottometterlo con il dominio del sangue.

Amon possedeva anche grandi abilità intellettuali e carisma, facendo di lui un abile manipolatore di persone. Nascose la sua abilità dietro una falsa storia come un’arma mistica regalatagli da uno spirito, riuscendo a mantenere la facciata anche nel calore della battaglia. Da stratega politico quale era, aveva previsto che se avesse eliminato l’Avatar troppo presto, avrebbe trasformato Korra in una martire che avrebbe fortificato la resistenza degli altri dominatori del mondo. Aveva persino previsto che poteva perdere la maschera o essere forzato a toglierla, così si applicò una cicatrice falsa per legalizzare la sua finta storia di essere stato mutilato da un dominatore del fuoco, aumentando ancora di più l’odio dei non-dominatori e la compassione per la sua lotta.

Come provato dagli attacchi ripetuti dei Paritari, Amon era uno stratega abilissimo che riuscì più volte ad ingannare e sopraffare organizzazioni nemiche come la polizia oppure l’armata delle Forze Unite. Conosceva anche molte tattiche da terrorista per istigare i non-dominatori pacifici a provare odio e per creare terrore nei dominatori, cercando e usando sempre le debolezze dei suoi nemici, oltre che ad usare intimidazioni e minacce.

Trivia[]

  • L'abilità di Amon è chiamata "死手", che può essere tradotta più o meno come "La mano della morte", in contrasto a "La mano che guarisce".
  • L'ideogramma dei Paritari 平 [pìng] ha diversi significati in cinese, incluso "parificare", e "pacifico", inteso come il desiderio di Amon di portare pace tramite la parificazione. In urdu e Indonesiano "pacifico" viene pronunciato "Aman/Amon".
  • La traduzione cinese degli ideogrammi di Amon 阿蒙 ha diversi significati, tra cui anche "coprire".
  • Il cerchio rosso sulla maschera di Amon è un riferimento al simbolo egizio per il dio del sole Amun (o proprio Amon), che suona molto simile ad Amon.
  • La maschera di Amon è ispirata a disegni tradizionali cinesi e coreani.
  • Amon/Noatak era l'unica persona non-Avatar capace di togliere il dominio di una persona.
  • Amon era l'unica persona che era sia un dominatore che un bloccatore del Chi, a parte Hundun, un personaggio di un videogioco.
  • Insieme a Tarrlok, Amon era la prima persona a morire visibilmente sullo schermo in "La leggenda di Korra".
  • Da bambino Noatak aveva la carnagione scura tipica della sua gente, ma da adulto la sua pelle si era schiarita, dato che era sempre rimasto coperto dalla maschera.
  • Fino agli schizzi per l'episodio "Scheletri dell'armadio", i creatori non si erano resi conto che il piccolo Noatak aveva la stessa acconciatura di Korra, ma lo lasciarono per dimostrare che, anche se divisi dalla rivoluzione anti-dominatori, provenivano da uno sfondo culturale simile.
  • Nella Classificazione dei demoni di Binsfeld Amon era il nome di uno dei sette prìncipi dell'inferno che tenta le persone con il peccato della collera, il che è simile a come Amon usa la frustrazione e la rabbia dei non-dominatori per i suoi scopi.
  • Il gruppo Anonymous spesso usa la maschera di Guy Fawkes come simbolo e camuffamento ed è molto simile a quella di Amon. Inoltre l'abbreviazione usata per Anonymous è "Anon" che nuovamente è simile ad Amon.
  • Anche la figura di "V" in "V per Vendetta" è molto simile ad Amon. Entrambi sono anarchici misteriosi, vigilanti e combattenti per la libertà con una maschera facilmente riconoscibile. Secondo il creatore Alan Moore, V era concepito per essere moralmente ambiguo, esattamente come Amon che per alcuni era un eroe e per altri un terrorista.
  • Nonostante fosse stato ucciso alle fine del Libro Uno, Amon comparve in ogni libro tramite visioni di Korra, specialmente nei finali dei Libri Due e Tre.
  • Noatak era la seconda persona a perire per mano di un famigliare: il primo fu Azulon e il terzo Unalaq.
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